Date: Sat, 30 Aug 2025 21:04:24 +0200 From: "Alfredo Bregni" < abregni@iperv.it> ha scritto
Ripropongo l'idealismo (cinico)...: - Il digitale comanda non perché abbia un qualche potere, ma perché ..."i buoni" non fanno nulla (come da frase fatta sull'argomento); - Al giudice il digitale non sarà possibile spiegarlo, ...ma al legislatore si può dare in mano un lavoro fatto.
Potrei concordare con Alfredo ma osservo 1- comanda il digitale, questo è il fatto e non è bene. 2- giurista, giudice o legislatore il comando, ma a questo punto preferisco parlare di regola, va comunicato in lingua naturale, comprensibile facilmente da tutti. La società attuale si base sulla parola (logos) ed oggi la parola cambia paradigma, si basa non più sul codice alfabetico ma sul codice digitale ed allora non basta ""dare al legislatore un lavoro fatto"" ma legislatore, giudice, giurista - CITTADINO, tutti - devono avere capacità autonoma di capire usando la lingua comune diffusa fra tutti, aperta a tutti. Spero di sbagliare, ma il digitale - *questo* digitale eterodiretto - incrina i fondamenti di vivere civile, sociale, politico, di democrazia. Una volta tornati nuovamente ad una lingua comune, passare dal codice alfabetico a quello digitale potrebbe più vantaggi che svantaggi ... ma prima impariamola e liberiamola dalle catene GAFAM. Buona domenica. Duccio (Alessandro Marzocchi)
(Cinicamente) non concordo con Duccio. La lingua diversa non è un problema del digitale: maledettamente, ogni campo del lavoro e dello scibile ha un gergo. Molto frequentemente, sono quasi più un problema di lessico che non di concetti, il comunicare e capire. In parte è cosa necessaria -- i quarti di bue per un macellaio, le componenti meccaniche, i termini medici, ... -- in parte no: in finanza, il gergo cambia ogni cinque anni per ripetere le stesse cose; se un informatico non parla per acronimi (SUINPPA), ...non è un informatico "normale". :-)) E per dare a un legislatore "volente" un lavoro fatto, è più difficile tradurre l'ovvio in legalese, che non linformatichese in banale. Il 2025-08-31 00:34 alessandro marzocchi ha scritto:
Date: Sat, 30 Aug 2025 21:04:24 +0200 From: "Alfredo Bregni" <abregni@iperv.it> ha scritto
Ripropongo l'idealismo (cinico)...: - Il digitale comanda non perché abbia un qualche potere, ma perché ..."i buoni" non fanno nulla (come da frase fatta sull'argomento); - Al giudice il digitale non sarà possibile spiegarlo, ...ma al legislatore si può dare in mano un lavoro fatto.
Potrei concordare con Alfredo ma osservo
1- comanda il digitale, questo è il fatto e non è bene.
2- giurista, giudice o legislatore il comando, ma a questo punto preferisco parlare di regola, va comunicato in lingua naturale, comprensibile facilmente da tutti. La società attuale si base sulla parola (logos) ed oggi la parola cambia paradigma, si basa non più sul codice alfabetico ma sul codice digitale ed allora non basta ""dare al legislatore un lavoro fatto"" ma legislatore, giudice, giurista - CITTADINO, tutti - devono avere capacità autonoma di capire usando la lingua comune diffusa fra tutti, aperta a tutti.
Spero di sbagliare, ma il digitale - questo digitale eterodiretto - incrina i fondamenti di vivere civile, sociale, politico, di democrazia.
Una volta tornati nuovamente ad una lingua comune, passare dal codice alfabetico a quello digitale potrebbe più vantaggi che svantaggi ... ma prima impariamola e liberiamola dalle catene GAFAM.
Buona domenica.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Mi pare, Alfredo, che citi esempi pratici che confermano la rilevanza determinante della lingua. Lessico è lingua. Concetto: cos'è, senza lingua? Credo che esso esista anche senza lingua ma "dirlo", "comunicarlo" diventa molto difficile e la sua diffusione sarebbe molto limitata. Comunicare è possibile senza lingua, ma quest'ultima potenzia moltissimo la comunicazione. Capire: analogamente al concetto può essere più difficile dimostrare le interrelazioni con comunicazione e lingua, ma gli stessi esperimenti più rilevanti sul digitale confrontano macchina ed uomo su basi linguistiche. Acronimo, gergo, informatichese, legalese sono fenomeni linguistici. Ovunque poniamo l'attenzione ... è lingua, una umanità senza lingua è possibile ma sarebbe profondamente diversa. Di fatto c'è stata una "umanità" senza lingua ma ... proprio per la mancanza di lingua non la chiamiamo umanità, cioè proprio la lingua (parola, fonazione con significato) che segna la nascita dell'umanità come la intende buona parte degli studiosi. Ed è lingua quella del codice digitale, quella che GAFAM ci "ruba" per "comandarci", anche se questa non era l'intenzione iniziale, e questo è l'argomento che chiedo di approfondire. Grazie e cordialità. Duccio (Alessandro Marzocchi) con
(Cinicamente) non concordo con Duccio.
La lingua diversa non è un problema del digitale: maledettamente, ogni campo del lavoro e dello scibile ha un gergo. Molto frequentemente, sono quasi più un problema di lessico che non di concetti, il comunicare e capire.
In parte è cosa necessaria -- i quarti di bue per un macellaio, le componenti meccaniche, i termini medici, ... -- in parte no: in finanza, il gergo cambia ogni cinque anni per ripetere le stesse cose; se un informatico non parla per acronimi (SUINPPA), ...non è un informatico "normale". :-))
E per dare a un legislatore "volente" un lavoro fatto, è più difficile
tradurre l'ovvio in legalese, che non linformatichese in banale.
Il 2025-08-31 00:34 alessandro marzocchi ha scritto:
Date: Sat, 30 Aug 2025 21:04:24 +0200 From: "Alfredo Bregni" <abregni@iperv.it> ha scritto
Ripropongo l'idealismo (cinico)...: - Il digitale comanda non perché abbia un qualche potere, ma perché ..."i buoni" non fanno nulla (come da frase fatta sull'argomento); - Al giudice il digitale non sarà possibile spiegarlo, ...ma al legislatore si può dare in mano un lavoro fatto.
Potrei concordare con Alfredo ma osservo
1- comanda il digitale, questo è il fatto e non è bene.
2- giurista, giudice o legislatore il comando, ma a questo punto preferisco parlare di regola, va comunicato in lingua naturale, comprensibile facilmente da tutti. La società attuale si base sulla parola (logos) ed oggi la parola cambia paradigma, si basa non più sul codice alfabetico ma sul codice digitale ed allora non basta ""dare al legislatore un lavoro fatto"" ma legislatore, giudice, giurista - CITTADINO, tutti - devono avere capacità autonoma di capire usando la lingua comune diffusa fra tutti, aperta a tutti.
Spero di sbagliare, ma il digitale - questo digitale eterodiretto - incrina i fondamenti di vivere civile, sociale, politico, di democrazia.
Una volta tornati nuovamente ad una lingua comune, passare dal codice alfabetico a quello digitale potrebbe più vantaggi che svantaggi ... ma prima impariamola e liberiamola dalle catene GAFAM.
Buona domenica.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
A monte del problema GAFAM c'è quello della lingua che ci divide (la vecchia storia di Babele). Importante per la crescita della civiltà, ora a tradurre l'informatichese in legalese, passando per l'italiano, sarà un bel problema: fatto il vero lavoro di trovare la soluzione, ...poi si rischia seriamente di svaccare tutto. Dei GAFAM onestamente me ne frego. Ci "rubano" solo quello che gli vogliamo regalare. Qui non sono predatori loro, ...ma pirla noi (volevo usare un'altra parola, ma va bene anche così). Il 2025-08-31 11:16 alessandro marzocchi ha scritto:
Mi pare, Alfredo, che citi esempi pratici che confermano la rilevanza determinante della lingua.
Lessico è lingua.
Concetto: cos'è, senza lingua? Credo che esso esista anche senza lingua ma "dirlo", "comunicarlo" diventa molto difficile e la sua diffusione sarebbe molto limitata. Comunicare è possibile senza lingua, ma quest'ultima potenzia moltissimo la comunicazione. Capire: analogamente al concetto può essere più difficile dimostrare le interrelazioni con comunicazione e lingua, ma gli stessi esperimenti più rilevanti sul digitale confrontano macchina ed uomo su basi linguistiche. Acronimo, gergo, informatichese, legalese sono fenomeni linguistici.
Ovunque poniamo l'attenzione ... è lingua, una umanità senza lingua è possibile ma sarebbe profondamente diversa. Di fatto c'è stata una "umanità" senza lingua ma ... proprio per la mancanza di lingua non la chiamiamo umanità, cioè proprio la lingua (parola, fonazione con significato) che segna la nascita dell'umanità come la intende buona parte degli studiosi. Ed è lingua quella del codice digitale, quella che GAFAM ci "ruba" per "comandarci", anche se questa non era l'intenzione iniziale, e questo è l'argomento che chiedo di approfondire. Grazie e cordialità. Duccio (Alessandro Marzocchi)
con
(Cinicamente) non concordo con Duccio.
La lingua diversa non è un problema del digitale: maledettamente, ogni campo del lavoro e dello scibile ha un gergo. Molto frequentemente, sono quasi più un problema di lessico che non di concetti, il comunicare e capire.
In parte è cosa necessaria -- i quarti di bue per un macellaio, le componenti meccaniche, i termini medici, ... -- in parte no: in finanza, il gergo cambia ogni cinque anni per ripetere le stesse cose; se un informatico non parla per acronimi (SUINPPA), ...non è un informatico "normale". :-))
E per dare a un legislatore "volente" un lavoro fatto, è più difficile tradurre l'ovvio in legalese, che non linformatichese in banale.
Date: Sat, 30 Aug 2025 21:04:24 +0200 From: "Alfredo Bregni" <abregni@iperv.it> ha scritto
Ripropongo l'idealismo (cinico)...: - Il digitale comanda non perché abbia un qualche potere, ma perché ..."i buoni" non fanno nulla (come da frase fatta sull'argomento); - Al giudice il digitale non sarà possibile spiegarlo, ...ma al legislatore si può dare in mano un lavoro fatto.
Potrei concordare con Alfredo ma osservo
1- comanda il digitale, questo è il fatto e non è bene.
2- giurista, giudice o legislatore il comando, ma a questo punto preferisco parlare di regola, va comunicato in lingua naturale, comprensibile facilmente da tutti. La società attuale si base sulla parola (logos) ed oggi la parola cambia paradigma, si basa non più sul codice alfabetico ma sul codice digitale ed allora non basta ""dare al legislatore un lavoro fatto"" ma legislatore, giudice, giurista - CITTADINO, tutti - devono avere capacità autonoma di capire usando la lingua comune diffusa fra tutti, aperta a tutti.
Spero di sbagliare, ma il digitale - questo digitale eterodiretto
Il 2025-08-31 00:34 alessandro marzocchi ha scritto: -
incrina i fondamenti di vivere civile, sociale, politico, di democrazia.
Una volta tornati nuovamente ad una lingua comune, passare dal codice alfabetico a quello digitale potrebbe più vantaggi che svantaggi ... ma prima impariamola e liberiamola dalle catene GAFAM.
Buona domenica.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
participants (2)
-
abregni -
alessandro marzocchi