Aidro.org: "Creative commons oltre gli usi gratuiti"
http://www.aidro.org/Paginedettaglio/VIS_News.aspx?IDUNI=op4wzryatlwkyw45k3d... Creative commons oltre gli usi gratuiti Le licenze Creative commons consentono a un qualsiasi avente diritto di concedere agli utenti una serie ben specificata di diritti a titolo gratuito, garantendo al tempo stesso il controllo dei diritti morali e la possibilità di limitare l'estensione dell'uso gratuito. Ma come sono gestiti i diritti che vanno oltre quelli "rilasciati" gratuitamente? L'esempio più tipico è quello delle licenze "creative commons non commerciali". Se incontro ad esempio una foto pubblicata in Internet con questo tipo di licenza e voglio sfruttarla commercialmente, cosa debbo fare? Finora lo schema di gestione delle CC non forniva risposte a questa domanda. Oggi le cose si modificano, grazie ad una iniziativa della società di gestione diritti USA CCC-Copyright Clearing Center (con la quale AIDRO collabora attraverso lo scambio di repertori), denominata OZMO, presentata nei giorni scorsi a Madrid durante l'incontro del "Digital Issue Forum" di IFRRO. Qualsiasi produttore di contenuti digitali che utilizza licenze CC plus può creare in modo semplice, tramite un editor web, una propria licenza di utilizzo delle proprie opere non limitata agli usi gratuiti. Per quelli commerciali gli utilizzatori interessati possono acquisire tramite CCC i diritti d'uso, secondo i termini e le condizioni fissate dall'autore, che riceve i redditi derivanti sulla base di rendiconti periodici. Le licenze sono associate ai contenuti tramite un semplice link, analogo a quanto avviene con le licenze CC, così che se incontrano il logo di OZMO a fianco di quello CC gli utenti sono immediamente messi in grado di raggiungere tutte le informazioni necessarie per un riutilizzo anche commerciale del contenuto. L'iniziativa dimostra come le licenze CC ribadiscano l'importanza dei diritti degli autori, in primis e da sempre quelli morali, ma - a partire da questa iniziativa - anche quelli patrimoniali. Se taluno ha giocato sull'inglese copyright per proporre le CC come copyleft, si potrebbe forse dire che con le Creative commons l'author's right, il diritto d'autore, è ribadito come the author is right, l'autore ha ragione, dal momento che mantiene il giusto controllo della propria opera. 08/06/2009
participants (1)
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J.C. DE MARTIN