B. Schneier: Lessons From the Dyn DDoS Attack
Lessons From the Dyn DDoS Attack https://www.schneier.com/blog/archives/2016/11/lessons_from_th_5.html Interessante commento di B. Schneier, che induce a riflettere sul fatto che il mercato non possa da solo adeguatamente offrire risposte efficienti in tema di security. Aggiungo che il problema è forse ancor più ampio e tocca i modelli di sviluppo dei prodotti. Mossi da una sorta di bulimia digitale, abbiamo adottato un modello che vede sovente lo sviluppo continuo ed incessante di nuovi servizi (spesso gratuiti). In questo contesto pretendere che prima di immettere sul mercato un prodotto si proceda ad una valutazione del possibile impatto che lo stesso può avere sui singoli e sulla collettività (in termini di sicurezza e diritti) è visto come un costo o un ostacolo all’innovazione. Eppure il modello opposto, incentrato su una preventiva attenta analisi dei rischi potrebbe a creare un ecosistema digitale non solo più sicuro, ma anche più rispettoso ed equo. -- Prof. Avv. Alessandro Mantelero Politecnico di Torino Nexa Center for Internet and Society | Director of Privacy Politecnico di Torino–Tongji University| Coordinator, Double Degree program in Management and IP Law Nanjing University of Information Science and Technology | Part-time Expert, School of Public Administration European Data Protection Law Review | Associate Editor http://staff.polito.it/alessandro.mantelero @mantelero EMAIL POLICY: once a day (Mon-Fri)
On 11/08/2016 07:49 PM, Alessandro Mantelero wrote:
Lessons From the Dyn DDoS Attack https://www.schneier.com/blog/archives/2016/11/lessons_from_th_5.html
Interessante commento di B. Schneier, che induce a riflettere sul fatto che il mercato non possa da solo adeguatamente offrire risposte efficienti in tema di security. Aggiungo che il problema è forse ancor più ampio e tocca i modelli di sviluppo dei prodotti. Mossi da una sorta di bulimia digitale, abbiamo adottato un modello che vede sovente lo sviluppo continuo ed incessante di nuovi servizi (spesso gratuiti). In questo contesto pretendere che prima di immettere sul mercato un prodotto si proceda ad una valutazione del possibile impatto che lo stesso può avere sui singoli e sulla collettività (in termini di sicurezza e diritti) è visto come un costo o un ostacolo all’innovazione. Eppure il modello opposto, incentrato su una preventiva attenta analisi dei rischi potrebbe a creare un ecosistema digitale non solo più sicuro, ma anche più rispettoso ed equo.
Assolutamente d'accordo! Come già avvenuto in passato in praticamente tutte le altre industrie (eg ferroviaria), la mancanza di regolazione pesa in primis sulla sicurezza, poi sulla società (per l'impatto della mobilità automobilistica bellissimo il lavoro di Norton [1]) se non sul pianeta... Un modello precauzionale permetterebbe una maggiore sicurezza, equità e sostenibilità. In questo, con un po' di coraggio e autonomia, un modello europeo continentale potrebbe confrontarsi con quello americano. Alberto [1] Peter D. Norton, "Street Rivals: Jaywalking and the Invention of the Motor Age Street <http://muse.jhu.edu/journals/technology_and_culture/v048/48.2norton.html>," /Technology and Culture/ 48 (April 2007), 331-359 (342).
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Alberto Cammozzo -
Alessandro Mantelero