Vendita di brani digitali usati? Un giudice americano dice no
La società ReDigi ritenuta colpevole di violazione di copyright. Ma Amazon e Apple stanno pensando a qualcosa di simile. Il dilemma della copia ha colpito ancora. Secondo un giudice di New York, la società americana *ReDigi <http://www.redigi.com/> *ha violato il copyright della casa discografica Capitol Records nella gestione di un negozio di brani digitali di seconda mano: *uno shop virtuale dove gli utenti possono rivendere i loro MP3 esattamente come si fa con i libri o i cd usati*. La violazione, ha stabilito il giudice Richard Sullivan, sta nel meccanismo alla base del servizio, con cui ReDigi trasferisce (e dunque copia) tutti i brani in vendita sui suoi server in Arizona. Una riproduzione non autorizzata. ReDigi è stata lanciata a ottobre 2011 e permette di rivendere la musica acquistata online a un prezzo inferiore a quello originale. Per farlo, gli utenti devono accettare di *scaricare un software che verifica la fonte dei brani*(si possono rivendere solo quelli acquistati sullo stesso ReDigi o su iTunes) e *controlla che sul computer non siano presenti altre copie dei file*. In questo modo, ReDigi evita lo spaccio di MP3 scaricati da servizi di filesharing (eMule, BitTorrent) o trasferiti da cd. E cerca di far decollare la versione online del mercato dell'usato, tanto diffuso quanto legale al di fuori da Internet (nonché suggestivo: pensiamo ai *bouquinistes * sulla Senna a Parigi). Continua qui: http://www.lastampa.it/2013/04/03/blogs/digita-musica/vendita-di-mp-usati-un... -- Emanuele Lerro
participants (1)
-
Emanuele Lerro