La cultura informatica in Italia
Buongiorno, segnalo in questo post [1] del buon materiale di ricerca sulla storia dell'informatica italiana, dai suoi primi sviluppi cibernetici alle applicazioni in campo industriale, giuridico e amministrativo. É presente una breve review del saggio di Costanza su Informatica e PA, contenuto nel testo che segnalo.. Mostra come i problemi connessi alla digitalizzazione dell'amministrazione abbia una storia ben precisa che molto assomiglia a quella che stiamo vedendo negli ultimi anni. Il saggio, come il libro, sono particolarmente interessanti per chi si é occupato di ogov e Opendata in questi ultimi anni in Italia. Ma é sicuramente valido anche per chi si occupa di storia dell'innovazione. Buona giornata Andrea [1] https://thewoodenpeople.wordpress.com/2015/01/19/innovazione-e-corruzione/
Grazie mille. Come presidente di un'associazione che si occupa di storia dell'informatica apprezzo particolarmente. Elìa Bellussi Il 20/01/2015 12:19, Andrea Raimondi ha scritto:
Buongiorno, segnalo in questo post [1] del buon materiale di ricerca sulla storia dell'informatica italiana, [...] Il saggio, come il libro, sono particolarmente interessanti per chi si é occupato di ogov e Opendata in questi ultimi anni in Italia. Ma é sicuramente valido anche per chi si occupa di storia dell'innovazione.
-- Presidente associazione culturale "Museo Piemontese dell'Informatica - MuPIn" Strada Carignano, 48 - 10024 - Moncalieri (TO) Codice fiscale: 94064820015 Mobile: +39 333 68 92 117 Web: http://www.mupin.it
Secondo te, nel testo si trovano risposte interessanti al perchè nella PA italiana l'uso di software libero e formati aperti faticano ad affermarsi? m.c. In data martedì 20 gennaio 2015 11:19:46, Andrea Raimondi ha scritto:
Buongiorno, segnalo in questo post [1] del buon materiale di ricerca sulla storia dell'informatica italiana, dai suoi primi sviluppi cibernetici alle applicazioni in campo industriale, giuridico e amministrativo. É presente una breve review del saggio di Costanza su Informatica e PA, contenuto nel testo che segnalo.. Mostra come i problemi connessi alla digitalizzazione dell'amministrazione abbia una storia ben precisa che molto assomiglia a quella che stiamo vedendo negli ultimi anni. Il saggio, come il libro, sono particolarmente interessanti per chi si é occupato di ogov e Opendata in questi ultimi anni in Italia. Ma é sicuramente valido anche per chi si occupa di storia dell'innovazione.
Buona giornata
Andrea
[1] https://thewoodenpeople.wordpress.com/2015/01/19/innovazione-e-corruzione/
Caro Marco, Guarda nel testo direttamente non é trattata la questione dati aperti e software libero (la pubblicazione é del 1993). Ci sono però interessanti spiegazioni, più genealogiche che altro, dell'idea di uso pubblico di informazione pubblica. La tematica opendata, secondo me, non é meno eversiva di quanto fu l'introduzione dell'elaborazione delle informazioni pubbliche negli anni 60. E ha profonde radici nello spirito hacker degli anni 90. Ma non ho ancora sufficienti prove per dimostrarlo :) Andrea On Tue, 20 Jan 2015 at 11:50 Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> wrote:
Secondo te, nel testo si trovano risposte interessanti al perchè nella PA italiana l'uso di software libero e formati aperti faticano ad affermarsi? m.c.
In data martedì 20 gennaio 2015 11:19:46, Andrea Raimondi ha scritto:
Buongiorno, segnalo in questo post [1] del buon materiale di ricerca sulla storia dell'informatica italiana, dai suoi primi sviluppi cibernetici alle applicazioni in campo industriale, giuridico e amministrativo. É presente una breve review del saggio di Costanza su Informatica e PA, contenuto nel testo che segnalo.. Mostra come i problemi connessi alla digitalizzazione dell'amministrazione abbia una storia ben precisa che molto assomiglia a quella che stiamo vedendo negli ultimi anni. Il saggio, come il libro, sono particolarmente interessanti per chi si é occupato di ogov e Opendata in questi ultimi anni in Italia. Ma é sicuramente valido anche per chi si occupa di storia dell'innovazione.
Buona giornata
Andrea
[1] https://thewoodenpeople.wordpress.com/2015/01/19/ innovazione-e-corruzione/
Perchè manca la cultura, ad iniziare dai ministeri. Diversi applicativi WEB, anche relativamente moderni, funzionano (quando funzionano) solo con Internet Explorer. I programmi specialistici si interfacciano solo con Office. Alcuni hanno oggettiveamente dei richiami a funzioni e macro che esulano dalla potenzialità di Open o Libre Office. Io di recente ho cambiato SO e sono stato due mesi con OpenOffice, poi ho dovuto capitolare, perchè fare atti di Stato Civile o delibere con l'autocomposizione era praticamente impossibile e la produtttività ne risentiva troppo. L'unica cosa buona è che vedo diverse richieste che una volta prevedevano xls che ora stanno passando al csv, decisamente meno proprietario. Buona serata a a tutti Diego
From: ciurcina@studiolegale.it To: nexa@server-nexa.polito.it Date: Tue, 20 Jan 2015 12:47:53 +0100 CC: raimondi.and@gmail.com Subject: Re: [nexa] La cultura informatica in Italia
Secondo te, nel testo si trovano risposte interessanti al perchè nella PA italiana l'uso di software libero e formati aperti faticano ad affermarsi? m.c.
In data martedì 20 gennaio 2015 11:19:46, Andrea Raimondi ha scritto:
Buongiorno, segnalo in questo post [1] del buon materiale di ricerca sulla storia dell'informatica italiana, dai suoi primi sviluppi cibernetici alle applicazioni in campo industriale, giuridico e amministrativo. É presente una breve review del saggio di Costanza su Informatica e PA, contenuto nel testo che segnalo.. Mostra come i problemi connessi alla digitalizzazione dell'amministrazione abbia una storia ben precisa che molto assomiglia a quella che stiamo vedendo negli ultimi anni. Il saggio, come il libro, sono particolarmente interessanti per chi si é occupato di ogov e Opendata in questi ultimi anni in Italia. Ma é sicuramente valido anche per chi si occupa di storia dell'innovazione.
Buona giornata
Andrea
[1] https://thewoodenpeople.wordpress.com/2015/01/19/innovazione-e-corruzione/
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Il lockin dal passo è forte e lo switching cosa non banale Il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa, il secondo migliore è oggi Bisogna iniziare almeno a scardinare i lockin in tutte le cose nuove, in ho Ciao, s. Il 20 gennaio 2015 21:00:28 Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> ha scritto:
Perchè manca la cultura, ad iniziare dai ministeri. Diversi applicativi WEB, anche relativamente moderni, funzionano (quando funzionano) solo con Internet Explorer. I programmi specialistici si interfacciano solo con Office. Alcuni hanno oggettiveamente dei richiami a funzioni e macro che esulano dalla potenzialità di Open o Libre Office.
Io di recente ho cambiato SO e sono stato due mesi con OpenOffice, poi ho dovuto capitolare, perchè fare atti di Stato Civile o delibere con l'autocomposizione era praticamente impossibile e la produtttività ne risentiva troppo.
L'unica cosa buona è che vedo diverse richieste che una volta prevedevano xls che ora stanno passando al csv, decisamente meno proprietario.
Buona serata a a tutti
Diego
From: ciurcina@studiolegale.it To: nexa@server-nexa.polito.it Date: Tue, 20 Jan 2015 12:47:53 +0100 CC: raimondi.and@gmail.com Subject: Re: [nexa] La cultura informatica in Italia
Secondo te, nel testo si trovano risposte interessanti al perchè nella PA italiana l'uso di software libero e formati aperti faticano ad affermarsi? m.c.
In data martedì 20 gennaio 2015 11:19:46, Andrea Raimondi ha scritto:
Buongiorno, segnalo in questo post [1] del buon materiale di ricerca sulla storia dell'informatica italiana, dai suoi primi sviluppi cibernetici alle applicazioni in campo industriale, giuridico e amministrativo. É presente una breve review del saggio di Costanza su Informatica e PA, contenuto nel testo che segnalo.. Mostra come i problemi connessi alla digitalizzazione dell'amministrazione abbia una storia ben precisa che molto assomiglia a quella che stiamo vedendo negli ultimi anni. Il saggio, come il libro, sono particolarmente interessanti per chi si é occupato di ogov e Opendata in questi ultimi anni in Italia. Ma é sicuramente valido anche per chi si occupa di storia dell'innovazione.
Buona giornata
Andrea
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"Passato", non "passo" Sorry.. Il 20 gennaio 2015 23:53:17 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
Il lockin dal passo è forte e lo switching cosa non banale Il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa, il secondo migliore è oggi Bisogna iniziare almeno a scardinare i lockin in tutte le cose nuove, in ho Ciao, s.
Il 20 gennaio 2015 21:00:28 Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> ha scritto:
Perchè manca la cultura, ad iniziare dai ministeri. Diversi applicativi WEB, anche relativamente moderni, funzionano (quando funzionano) solo con Internet Explorer. I programmi specialistici si interfacciano solo con Office. Alcuni hanno oggettiveamente dei richiami a funzioni e macro che esulano dalla potenzialità di Open o Libre Office.
Io di recente ho cambiato SO e sono stato due mesi con OpenOffice, poi ho dovuto capitolare, perchè fare atti di Stato Civile o delibere con l'autocomposizione era praticamente impossibile e la produtttività ne risentiva troppo.
L'unica cosa buona è che vedo diverse richieste che una volta prevedevano xls che ora stanno passando al csv, decisamente meno proprietario.
Buona serata a a tutti
Diego
From: ciurcina@studiolegale.it To: nexa@server-nexa.polito.it Date: Tue, 20 Jan 2015 12:47:53 +0100 CC: raimondi.and@gmail.com Subject: Re: [nexa] La cultura informatica in Italia
Secondo te, nel testo si trovano risposte interessanti al perchè nella PA italiana l'uso di software libero e formati aperti faticano ad affermarsi? m.c.
In data martedì 20 gennaio 2015 11:19:46, Andrea Raimondi ha scritto:
Buongiorno, segnalo in questo post [1] del buon materiale di ricerca sulla storia dell'informatica italiana, dai suoi primi sviluppi cibernetici alle applicazioni in campo industriale, giuridico e amministrativo. É presente una breve review del saggio di Costanza su Informatica e PA, contenuto nel testo che segnalo.. Mostra come i problemi connessi alla digitalizzazione dell'amministrazione abbia una storia ben precisa che molto assomiglia a quella che stiamo vedendo negli ultimi anni. Il saggio, come il libro, sono particolarmente interessanti per chi si é occupato di ogov e Opendata in questi ultimi anni in Italia. Ma é sicuramente valido anche per chi si occupa di storia dell'innovazione.
Buona giornata
Andrea
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