i miei personali due cents... L’indignazione, le proteste nate sul web, nei bar, nelle università, dove ancora? contro le nomine Agcom approvate dal Parlamento e decise ovviamente e come sempre nelle retrobotteghe spesso oscure della politica nazionale muovono delle riflessioni e delle domande con una premesssa. Le nomine sono state decise da un Parlamento che fino a prova contraria è stato eletto democraticamente. E questo è un successo della democrazia. Le nomine rispettano un valore di merito? a dirigere l’Agcom sono stati messi medici, giornalisti e altre categorie. Chi decide la reputazione in materia di privacy e informazione? Lo decide il curriculum del candidato? le sue pubblicazioni? i suoi post su blog, Twitter e Facebook? i suoi interventi a seminari e workshop? E poi, nelle università, al supermercato, allo stadio, nel web, l’indignazione per le nomine è stata uguale? Dove sta la società che alcuni, non io, definiscono civile? Sta nei bar? nelle università, nel web? No perché poi il popolo web che si infuria, giustamente, se lo si chiama così, se la prende a male se il Parlamento decide qualcosa di diverso da quello proposto tra blog, twitter e forum, in questo caso la nomina sacrosanta di Quintarelli. A che nome se la prende a male? Così è fare il gioco della politica da retrobottega. Una lobby, il web che decide per amicizie, per convenienza, per interessi o magari solo per cazzeggio ma non sicuramente come propulsore della spera pubblica e sociale. Che strumenti democratici la rete, noi, quel popolo, abbiamo messo in piedi per proporre dei candidati all’Agcom? Tutti ci crediamo, un senso importante della rete è fare qualcosa di buono per la democrazia, siamo sicuri di esserci per provarci? -- michele kettmaier direttore generale fondazione < ahref www.ahref.eu skype: micheket twitter: @micheket
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Michele Kettmaier