Re: [nexa] Rif: Re: Rif: Re: Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la produttività senza incrementare l'occupazione?
...anche se non ho letto il rapporto McKinsey, come economista non posso mancare ad aggiungere un piccolo contributo alla discussione senza dubbio affascinante... cercando qua e la su internet lavori sul tema vi consiglio il seguente link http://www.mcrit.com/espon_scenarios/files/DOCUMENTS/eur20258en.pdf Ecco un estratto illuminante: Various compensation mechanisms mediate the impacts that productivity-augmenting innovations have on employment and productivity. Product innovations tend to improve employment, but the net effect depends on the extent to which new products replace existing products in the marketplace. Although process innovations usually involve the displacement of workers, they may also reduce unit costs of production and – in a competitive market – this effect is translated into decreasing prices that stimulate demand and employment. In a concentrated oligopolistic market decreasing costs are more likely to be translated into higher profits and wages depending on the bargaining power of trade unions, but even in this case aggregate demand and employment may be increased. It is possible to discern altogether six compensation routes that alleviate the labour-saving effects of technology-induced productivity enhancements (see Vivarelli 1995; Vivarelli and Pianta 2000): • via new machines (more jobs in the capital sector) • via decreases in prices (the number of new jobs depends on the degree of competition) • via new investments (the delay depends on the expectations of entrepreneurs) • via new consumption (the technological rent is partially appropriated by wages) • via new products (welfare vs. substitution effect) • via a decrease in wages (labour market adjustment triggered by technological unemployment that has a negative effect on aggregate demand) The actual difference between the labour-saving effects of on-going process innovations and the employment-creating impacts of product innovations varies considerably according to prevailing conditions of competition, price and wage rigidities, investment climate, and so on. Moreover, new technologies differ as to their propensity to create employment opportunities. For instance, the introduction of the automobile had a much higher effect on labour demand than the diffusion of the home computers. Ciaooo Enrico Il giorno 04/nov/2011, alle ore 17.02, vale.it.newsletters@gmail.com ha scritto:
Mi sembra un bel tema da approfondire, ma senza preconcetti. V
Il giorno 04/nov/2011, alle ore 16.20, a.dicorinto@uniroma1.it ha scritto:
Quindi se il tuo ragionamento è corretto andrebbero valutati almeno altri parametri per dire che l'innovazione tecnologica fa bene all'occupazione. Intanto non valutare il solo numero di occupati, ma il loro tasso percentuale su una scala diacronica. Verificare se il concetto di occupazione che usiamo è lo stesso, perché se include sottoccupati o in cerca attiva di lavoro (come fa il Censis Bureau americano), ovviamente abbiamo un problema. E poi dovremmo complessivamente valutare la qualità dello stato di occupazione. Se l'innovazione distrugge posti di lavoro di qualità (i.e a tempo indeterminato, con garanzie di legge, accesso al welfare, eccetera) e crea "macjobs", cioè lavori sfruttati e malpagati, senza garanzie e con lunghi periodi di non lavoro.... O no?
********************** “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” – John Gilmore
-----Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto: ----- Per: a.dicorinto@uniroma1.it Da: Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> Data: 04/11/2011 04.00PM Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Rif: Re: Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la produttività senza incrementare l'occupazione?
certo, a maggior ragione
il vapore ha tagliato posti; inoltre il numero di persone a concorrere per quei minori posti residui è cresciuto enormemente per effetto dell'aumento della popolazione
ciononostante il numero complessivo di addetti e' aumentato
segno che al di fuori dei settori tradizionali precedenti sono stati creati moltissssssimi posti in piu'.
qui http://screencast.com/t/OWA2KjWhsL vedi l'andamento in % del PIL dei vari settori negli USA
se a questo aggiungi che i settori tradizionali, per effetto dell'innovazione tecnologica, hanno ridotto occupazione capisci che l'effetto e' ancora maggiore dell'andamento di questo grafico
ciao, s.
On 04/11/2011 15:13, a.dicorinto@uniroma1.it wrote:
Non è che nel frattempo è anche aumentata la popolazione mondiale? Due giorni fa siamo arrivati a 7 miliardi.
********************** “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” – John Gilmore
-----"Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> ha scritto: -----
Per: a.dicorinto@uniroma1.it Da: "Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> Data: 04/11/2011 10.50AM Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la produttività senza incrementare l'occupazione?
anche il vapore ha tagliato occupazione ma il numero di occupati ora è molte volte superiore al numero di occupati di allora.
lo studio si basa su dati (aziende cessate, aziende nate, dipendenti, ecc)
Ciao, s.
------- Original message ------- > From:<a.dicorinto@uniroma1.it> > To: nexa@server-nexa.polito.it > Sent: 4/11, 8:26 > > Non mi è piaciuta la retorica del mese scorso circa il rapporto McKinsey dove si sosteneva che Internet crea più posti di lavoro di quelli che distrugge, ma non perché non ci creda, piuttosto perché la cosa mi pare più complessa. O no? > > [...] “La mia impressione è che i guadagni in termini di occupazione sono stati interrotti perchè la tecnologia ha permesso ai dipendenti esistenti di essere più produttivi e ha eliminato del tutto alcuni posti di lavoro. Quindi, ciò che è necessario è il prossimo passo, in cui startup e nuove aziende superino le attività esistenti e creino qualcosa di differente, che si avvalga del web e abbassi i costi di investimento per creare una nuova industria invece di rifare in modo diverso cose vecchie”. (Brink Lindsey) > > http://www.key4biz.it/News/2011/11/03/Tecnologie/startuo_silicon_valley_Kauf... > > > ********************** > “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” > - John Gilmore
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Enrico Bertacchini - Researcher EBLA - International Center for Research on the Economics of Culture, Institutions and Creativity NEXA Center for Internet & Society, Politecnico of Torino Via Po 53, 10124 Torino, Italy TEL +390116704982 Skype: enricobertacchini
è discussione interessante. le condizioni meteo sono tali da far nevicare? uno ha visto una roba bianca per terra, ha visto che è neve, ha misurato e detto "sono 5 centimetri". interessante il passaggio sotto sugli oligopoli, va a sostegno della tesi che l'Internet dei servizi verticali, è peggio rispetto all'Internet degli standard e dei client e server. il potenziale di creazione di occupazione sarebbe ancora maggiore. da ricordare. Ciao, s. ------- Original message ------- From: Enrico Bertacchini <ebertacchini@gmail.com> Sent: 4.11.'11, 21:47 ..anche se non ho letto il rapporto McKinsey, come economista non posso mancare ad aggiungere un piccolo contributo alla discussione senza dubbio affascinante... cercando qua e la su internet lavori sul tema vi consiglio il seguente link http://www.mcrit.com/espon_scenarios/files/DOCUMENTS/eur20258en.pdf Ecco un estratto illuminante: Various compensation mechanisms mediate the impacts that productivity-augmenting innovations have on employment and productivity. Product innovations tend to improve employment, but the net effect depends on the extent to which new products replace existing products in the marketplace. Although process innovations usually involve the displacement of workers, they may also reduce unit costs of production and û in a competitive market û this effect is translated into decreasing prices that stimulate demand and employment. In a concentrated oligopolistic market decreasing costs are more likely to be translated into higher profits and wages depending on the bargaining power of trade unions, but even in this case aggregate demand and employment may be increased. It is possible to discern altogether six compensation routes that alleviate the labour-saving effects of technology-induced productivity enhancements (see Vivarelli 1995; Vivarelli and Pianta 2000): via new machines (more jobs in the capital sector) via decreases in prices (the number of new jobs depends on the degree of competition) via new investments (the delay depends on the expectations of entrepreneurs) via new consumption (the technological rent is partially appropriated by wages) via new products (welfare vs. substitution effect) via a decrease in wages (labour market adjustment triggered by technological unemployment that has a negative effect on aggregate demand) The actual difference between the labour-saving effects of on-going process innovations and the employment-creating impacts of product innovations varies considerably according to prevailing conditions of competition, price and wage rigidities, investment climate, and so on. Moreover, new technologies differ as to their propensity to create employment opportunities. For instance, the introduction of the automobile had a much higher effect on labour demand than the diffusion of the home computers. Ciaooo Enrico Il giorno 04/nov/2011, alle ore 17.02, vale.it.newsletters@gmail.com ha scritto:
Mi sembra un bel tema da approfondire, ma senza preconcetti. V
Il giorno 04/nov/2011, alle ore 16.20, a.dicorinto@uniroma1.it ha scritto:
Quindi se il tuo ragionamento è corretto andrebbero valutati almeno altri parametri per dire che l'innovazione tecnologica fa bene all'occupazione. Intanto non valutare il solo numero di occupati, ma il loro tasso percentuale su una scala diacronica. Verificare se il concetto di occupazione che usiamo è lo stesso, perché se include sottoccupati o in cerca attiva di lavoro (come fa il Censis Bureau americano), ovviamente abbiamo un problema. E poi dovremmo complessivamente valutare la qualità dello stato di occupazione. Se l'innovazione distrugge posti di lavoro di qualità (i.e a tempo indeterminato, con garanzie di legge, accesso al welfare, eccetera) e crea "macjobs", cioè lavori sfruttati e malpagati, senza garanzie e con lunghi periodi di non lavoro.... O no?
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-----Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto: ----- Per: a.dicorinto@uniroma1.it Da: Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> Data: 04/11/2011 04.00PM Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Rif: Re: Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la produttività senza incrementare l'occupazione?
certo, a maggior ragione
il vapore ha tagliato posti; inoltre il numero di persone a concorrere per quei minori posti residui è cresciuto enormemente per effetto dell'aumento della popolazione
ciononostante il numero complessivo di addetti e' aumentato
segno che al di fuori dei settori tradizionali precedenti sono stati creati moltissssssimi posti in piu'.
qui http://screencast.com/t/OWA2KjWhsL vedi l'andamento in % del PIL dei vari settori negli USA
se a questo aggiungi che i settori tradizionali, per effetto dell'innovazione tecnologica, hanno ridotto occupazione capisci che l'effetto e' ancora maggiore dell'andamento di questo grafico
ciao, s.
On 04/11/2011 15:13, a.dicorinto@uniroma1.it wrote:
Non è che nel frattempo è anche aumentata la popolazione mondiale? Due giorni fa siamo arrivati a 7 miliardi.
********************** "The Net interprets censorship as damage and routes around it." û John Gilmore
-----"Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> ha scritto: -----
Per: a.dicorinto@uniroma1.it Da: "Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> Data: 04/11/2011 10.50AM Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la produttività senza incrementare l'occupazione?
anche il vapore ha tagliato occupazione ma il numero di occupati ora è molte volte superiore al numero di occupati di allora.
lo studio si basa su dati (aziende cessate, aziende nate, dipendenti, ecc)
Ciao, s.
------- Original message ------- > From:<a.dicorinto@uniroma1.it> > To: nexa@server-nexa.polito.it > Sent: 4/11, 8:26 > > Non mi è piaciuta la retorica del mese scorso circa il rapporto McKinsey dove si sosteneva che Internet crea più posti di lavoro di quelli che distrugge, ma non perché non ci creda, piuttosto perché la cosa mi pare più complessa. O no? > > [...] "La mia impressione è che i guadagni in termini di occupazione sono stati interrotti perchè la tecnologia ha permesso ai dipendenti esistenti di essere più produttivi e ha eliminato del tutto alcuni posti di lavoro. Quindi, ciò che è necessario è il prossimo passo, in cui startup e nuove aziende superino le attività esistenti e creino qualcosa di differente, che si avvalga del web e abbassi i costi di investimento per creare una nuova industria invece di rifare in modo diverso cose vecchie". (Brink Lindsey) > > http://www.key4biz.it/News/2011/11/03/Tecnologie/startuo_silicon_valley_Kauf... > > > ********************** > "The Net interprets censorship as damage and routes around it." > - John Gilmore
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Enrico Bertacchini - Researcher EBLA - International Center for Research on the Economics of Culture, Institutions and Creativity NEXA Center for Internet & Society, Politecnico of Torino Via Po 53, 10124 Torino, Italy TEL +390116704982 Skype: enricobertacchini
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