Il problema di trattare i dati come una commodity
Dalla newsletter di Bruce Schneier: https://www.schneier.com/crypto-gram/archives/2021/0315.html#cg13 (mia traduzione): « Un'eccellente ricerca da Brookings: https://www.brookings.edu/blog/techtank/2019/06/26/why-data-ownership-is-the...) Dall'introduzione: 'Trattare i dati come se fossero una proprietà non permette di riconoscere né il valore che le varietà di informazioni personali assumono né l'interesse costante che gli individui hanno nelle loro informazioni personali anche se scelgono di "venderle". I dati non sono una merce. Sono informazioni. Qualsiasi sistema di diritti sull'informazione - che si tratti di brevetti, diritti d'autore e altre proprietà intellettuali, o diritti sulla privacy - presenta una certa tensione con il forte interesse nel libero flusso di informazioni che si riflette nel Primo Emendamento. Le nostre informazioni personali sono richieste proprio perché hanno valore per gli altri e per la società attraverso una miriade di usi.' Dalla conclusione: 'La legislazione sulla privacy dovrebbe dare potere agli individui attraverso una trasparenza più stratificata e significativa e diritti individuali di conoscere, correggere e cancellare le informazioni personali nei database tenuti da altri. Ma fare affidamento interamente sul controllo individuale non sarà abbastanza per cambiare un sistema che sta danneggiando gli individui, e cercare di rafforzare il controllo con un interesse di proprietà è probabile che danneggi anche la società. Piuttosto che cercare di stabilire se le informazioni personali appartengono agli individui o alle aziende che le raccolgono, una legge federale di base sulla privacy dovrebbe proteggere direttamente l'interesse costante che gli individui hanno in quelle informazioni e anche permettere i benefici sociali che derivano dalla condivisione delle informazioni.' » rob
Il 20 marzo 2021 14:13:24 CET, Roberto Resoli <roberto@resolutions.it> ha scritto:
Dalla newsletter di Bruce Schneier:
https://www.schneier.com/crypto-gram/archives/2021/0315.html#cg13
(mia traduzione):
« Un'eccellente ricerca da Brookings: https://www.brookings.edu/blog/techtank/2019/06/26/why-data-ownership-is-the...)
E qui riecheggiano le parole di Luciano Floridi: https://www.scu.edu/ethics/privacy/do-you-own-your-data/ "Ci sono all'incirca due modi di guardare ai dati personali. Uno è in termini di filosofia dell'economia. I tuoi dati sono tuoi come in 'I miei dati, la mia casa, la mia macchina: Io li possiedo... e se li violate, state violando i confini della mia proprietà'. ... Poi c'è un altro modo di guardare all'informazione personale, che ha a che fare non con la filosofia dell'economia - in senso lato - ma con la filosofia della mente - la filosofia dell'identità personale. I miei dati, o i miei ricordi personali, sono più come la mia mano, il mio fegato, i miei polmoni, il mio cuore. Non è che sono miei perché li possiedo; sono miei perché mi costituiscono... Fare una copia dei miei dati [non è] togliere quei dati, ma c'è qualcosa nella clonazione qui, ed essere intrusivi, che non ha nulla a che fare con la violazione, ma più con un rapimento." https://invidious.snopyta.org/watch?v=JVTu-0SfvzQ&local=true rob
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Roberto Resoli