Dai siti per incontri ai governi, ecco chi vuole la tua faccia
La richiesta di sorveglianza traina il riconoscimento facciale. Quali attori sono in gioco e come si muove l’Italia <http://www.lastampa.it/2016/07/14/tecnologia/dai-siti-per-incontri-ai-govern...> [] Ma quali sono gli attori principali del riconoscimento facciale? I francesi del gruppo Safran, i giapponesi di NEC e Ayonix, i tedeschi di Cognitec, gli olandesi di Gemalto, le statunitensi Animetrics, Aware, 3M Cogent, i britannici di Cybula, e gli italiani di Eurotech sono alcuni dei nomi ricorrenti in questi report. Oltre a ciò, un sottobosco di startup che si stanno specializzando in funzioni o settori specifici. L’Italia e il taggare i terroristi Il nome dell’udinese Eurotech era circolato anche quando il presidente del Consiglio Renzi, lo scorso 21 novembre, aveva parlato di riconoscimento facciale in funzione di controterrorismo e di voler “taggare” (presumibilmente: identificare) tutti i sospetti <http://www.lastampa.it/2015/11/21/tecnologia/renzi-litalia-pu-diventare-il-p...>. Principio ribadito anche dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, secondo il quale il governo aveva un piano di potenziamento del sistema di sicurezza del Paese anche attraverso il riconoscimento facciale, che non includeva soltanto gli aeroporti. Come sarebbe avvenuto in pratica, dove, con quali tecnologie e aziende non era però affatto chiaro. «Non mi risulta che siamo stati contattati in relazione a quel progetto», commenta oggi alla Stampa Roberto Siagri, ad di Eurotech. «Non so neanche se tale progetto sia mai partito». Il bando italiano È partita però una gara pubblica, indetta proprio il 26 novembre scorso. L’obiettivo è la “fornitura di sistemi di videosorveglianza sia per gli edifici in uso alle pubbliche amministrazioni sia per il territorio”. I sistemi realizzati dovranno poter integrare funzionalità avanzate di analisi video in tempo reale “come il riconoscimento facciale” e dovranno essere uno strumento significativo “per la realizzazione dei progetti del Governo in merito alla sorveglianza e alla sicurezza del territorio”, è scritto nel bando. Valore della fornitura: 56 milioni di euro in tre anni. Il termine per la ricezione delle offerte è stato il primo marzo 2016, ma del suo esito ancora non si sa nulla. []
l'idea che il riconoscimento facciale per riconoscere terroristi possa funzionare e' tecnicamente poco fondata. http://goo.gl/dOH5li sarebbe bene dirlo e ricordarlo. ho parlato con siagri molti mesi or sono per chiedergli a che punto era la tecnologia e mi confermava che l'idea di riconoscere l'indizato che passa per strada e' di la' da venire. sostanzialmente e' possibile, con ridotti falsi positivi e falsi negativi, solo se c'e' la collaboraizone del fotografato... ciao, s. On 14/07/2016 08:58, Alberto Cammozzo wrote:
La richiesta di sorveglianza traina il riconoscimento facciale. Quali attori sono in gioco e come si muove l’Italia
<http://www.lastampa.it/2016/07/14/tecnologia/dai-siti-per-incontri-ai-govern...>
[] Ma quali sono gli attori principali del riconoscimento facciale? I francesi del gruppo Safran, i giapponesi di NEC e Ayonix, i tedeschi di Cognitec, gli olandesi di Gemalto, le statunitensi Animetrics, Aware, 3M Cogent, i britannici di Cybula, e gli italiani di Eurotech sono alcuni dei nomi ricorrenti in questi report. Oltre a ciò, un sottobosco di startup che si stanno specializzando in funzioni o settori specifici.
L’Italia e il taggare i terroristi
Il nome dell’udinese Eurotech era circolato anche quando il presidente del Consiglio Renzi, lo scorso 21 novembre, aveva parlato di riconoscimento facciale in funzione di controterrorismo e di voler “taggare” (presumibilmente: identificare) tutti i sospetti <http://www.lastampa.it/2015/11/21/tecnologia/renzi-litalia-pu-diventare-il-p...>. Principio ribadito anche dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, secondo il quale il governo aveva un piano di potenziamento del sistema di sicurezza del Paese anche attraverso il riconoscimento facciale, che non includeva soltanto gli aeroporti. Come sarebbe avvenuto in pratica, dove, con quali tecnologie e aziende non era però affatto chiaro. «Non mi risulta che siamo stati contattati in relazione a quel progetto», commenta oggi alla Stampa Roberto Siagri, ad di Eurotech. «Non so neanche se tale progetto sia mai partito».
Il bando italiano
È partita però una gara pubblica, indetta proprio il 26 novembre scorso. L’obiettivo è la “fornitura di sistemi di videosorveglianza sia per gli edifici in uso alle pubbliche amministrazioni sia per il territorio”. I sistemi realizzati dovranno poter integrare funzionalità avanzate di analisi video in tempo reale “come il riconoscimento facciale” e dovranno essere uno strumento significativo “per la realizzazione dei progetti del Governo in merito alla sorveglianza e alla sicurezza del territorio”, è scritto nel bando. Valore della fornitura: 56 milioni di euro in tre anni. Il termine per la ricezione delle offerte è stato il primo marzo 2016, ma del suo esito ancora non si sa nulla.
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