Re: [nexa] La pagina bianca è la mia bottega (di Michele Serra)
Hai scritto chiaro, Alfredo, e la sostanza delle tue parole è la stessa di altre che leggo qui su Nexa. Non è "normale" ma "abituale" anche se più d'uno sperava che noi animali umani avessimo cominciato a ragionare: parafrasando, dura veritas sed veritas ma sarò sempre felice di essere smentito. Cordialmente e con amarezza. Duccio (Alessandro Marzocchi) Il giorno mer 25 giu 2025 alle ore 07:36 <nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Date: Wed, 25 Jun 2025 07:34:53 +0200 From: "Alfredo Bregni" <abregni@iperv.it> To: "Antonio" <antonio@piumarossa.it>, <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] La pagina bianca è la mia bottega (di Michele Serra)
Scusate se insisto. Mio figlio, quando era piccolo, diceva che la storia insegnata a scuola era una storia di guerre...: ce ne hanno insegnate a bizzeffe, in effetti. Ma non ci hanno mai detto che la costante universale è la predazione / sfruttamento / manipolazione, e che la guerra è di essa solo l'esempio più triste, appariscente e tragico. A me sembra "normale" che le tecnologie vengano usate come conviene a chi conviene. A voi no? Io ho (mal)calcolato che il problema italiano sono 400 miliardi di Euro/anno sistematicamente rubati: 100 di evasione, 100 di corruzione, 100 di malavita e 100 di extraprofitti privati su infrastrutture dell'economia (che in un'economia seria potrebbero / dovrebbero essere gratuite). Finché non se ne parla, non se ne esce (e forse neanche parlandone...). Intanto, però, nessuno si è sognato di fare le somme, ...quando ancora -- rigorosamente una per volta, e mai insieme -- questi temi sono arrivati sui media. La soluzione -- forse... -- sarebbe una "tecnologia" di proprietà dei cittadini (ho provato a proprorre che i cittadini si realizzassero la loro rete in fibra, ma in cinque anni dal 2008 al 2013 al massimo ho trovato uno spazietto su Report e Corriere della Sera, ...e tanto silenzio). Come ripeto sempre, lo diceva Tocqueville quasi 200 anni fa che il destino della democrazia era segnato. E noi perdiamo tempo a chiamare "IA" dei confezionatori di parole, e a discutere di tecnologia, ...come se fosse questo il problema: e non è questione di "fare il classico" (io ho fatto lo scientifico, e mi va benissimo), ma di usare la testa: finché i cittadini a) non si svegliano, b) non hanno un loro progetto per il loro futuro, e c) non alzano il sedere dalla sedia, ce l'abbiamo tutti in quel posto, "pensatori" (e tecnologi) inclusi. E io -- purtroppo -- la vedo nera come Tocqueville (magari è perché avevo 18 anni nel 1968..., e qualche illusione -- non tecnologica -- me la sono fatta). Aloha.
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alessandro marzocchi