Re: [nexa] La Stampa: "Giochi online, pubblicità, denaro in, prestito: il registro scolastico elettronico diventa un mercato"
Message: 1 Date: Thu, 6 Mar 2025 14:44:15 +0100 From: "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin@polito.it> To: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: [nexa] La Stampa: "Giochi online, pubblicità, denaro in prestito: il registro scolastico elettronico diventa un mercato" Message-ID: <d64d455f-7526-4070-af91-dd32af2152e8@polito.it> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
*Giochi online, pubblicità, denaro in prestito: il registro scolastico elettronico diventa un mercato*
/Scoppia la polemica per alcuni contenuti della piattaforma “ClasseViva” accessibili a genitori e studenti. Le associazioni: «Gravissimo sfruttare questo strumento per scopi commerciali, intervenga Valditara». La replica del Gruppo Spaggiari: «Sono giochi educativi»/
grazie. ha colpito molto anche me. incredibile, dopo venticinque anni a raccontare l'ovvio, cioè la dilagante alienazione tecnica dai GAFAM al registro elettronico, ora pare che sia tutto... ovvio. ovvio che una società de facto monopolista del registro elettronico si comporti in maniera tanto scorretta. cose note del resto a qualsiasi genitore o insegnante che abbia mai aperto il registro elettronico: ovvero milioni di persone da quando è stato reso operativo. ho l'impressione che i nodi vengano al pettine, ogni giorno si "scopre" che siamo dipendenti a livello sociale da sistemi tossici (vedi Starlink, unica opzione concreta per le navi che salvano migranti nel mediterraneo). d'altra parte, c'è un rischio concreto che i decisori (esistono? a volte viene il dubbio che nessuno decida nulla...), di fronte a simili informazioni, si spostino sui soliti noti (sempre GAFAM o wannabe tali, magari con una spruzzata di "green", e sostenibilità, e un po' di IA che piace tanto); o che qualche ministro, o funzionario tiri fuori CINECA o simili strutture per fornire programmi da costruirsi ad hoc, perlopiù scarsamente utilizzabili [1] beh... ma se invece ogni scuola si facesse un sistema proprio, F/LOSS, autogestito, federabile, federato? con pochi soldini e tanta voglia di voltare pagina, quindi impegno degli insegnanti, del personale, degli studenti, di tutti? non è poi così assurdo. per niente assurdo. si facesse un SSO per ogni utente (no, senza SPID, grazie. ci sono sistemi migliori), da cui accedere a un cloud - Moodle - videoconf - peertube - mail, ecc ecc: tutte possibilità ormai alla portata di chiunque. ci sono un sacco di aziende in grado di offrire servizi per transizioni del genere. oltre a GARR, naturalmente, che potrebbe fornire quantomeno delle demo (già ci sono, per la verità). benissimo la denuncia. necessaria. però prima che tutto cada nel dimenticatoio, chi può decidere di smettere di usare 'sta roba proprietaria e passare decisamente ad altro, lo faccia. le transizioni sono cose lunghe, complesse, talvolta dolorose, sempre faticose: senz'altro non ci automatismi validi per ogni situazione. La buona notizia (non sono certo che la giornalista ne sia al corrente) è che esistono alternative, ben testate, decentralizzate, autonome, F/LOSS. Quindi la questione è politica, sociale e culturale: dall'alto (i decisori) e dal basso (le persone che decidono di cambiare): non tecnica. l'articolo: https://zerbino.esiliati.org/#FFrv2MK7gNzAB-G3Ev7U2Q,8QIMfdRlcU9EvhTJ9m7Stg,... buona giornata k. [1] non ho nulla contro CINECA. constato solo che molti di quei software sono difficili da utilizzare, almeno per me. IMHO dipende in primo luogo da una mancanza di cura, termine che apre a tutta una serie di ragionamenti, ad esempio alla necessità per degli ingranaggi umani delle piramidi tecnoburocratiche, perlopiù maschietti un po' frustrati ma con ego smisurati, di abbandonare la mentalità industriale e dedicarsi da buoni artigiani alla cura dei sistemi che fanno: smetterla con le beta permanenti e l'"innovazione" continua di funzionalità disfunzionali e non richieste.
ELISA FORTE
05 Marzo 2025
Giochi elettronici e offerte commerciali: li trovi dove non te l’aspetti. Persino sul registro elettronico scolastico, lo strumento di comunicazione per eccellenza che mette in relazione la scuola italiana con le famiglie degli studenti. Ogni giorno il servizio “ClasseViva” viene utilizzato da 300 mila insegnanti in 2800 scuole: sulla piattaforma vengono riportati ritardi, assenze, voti, materiali didattici, compiti da fare a casa e lezioni svolte in classe. Il registro elettronico è fornito dal Gruppo Spaggiari, colosso dell’education in Italia. Nato nel 1926 come casa editrice man mano l’azienda di Parma si è trasformata in una società di software che genera un fatturato di 33 milioni di euro (dati 2022).
*Minigames e contenuti commerciali*
All’interno del registro elettronico – strumento imprescindibile che ha snellito le comunicazioni con le famiglie e che permette alla scuola di risparmiare ogni anno centinaia di tonnellate di carta – finiscono sotto accusa varie sezioni, accessibili sia dall’area genitori che da quella in uso dagli studenti. La sezione dei Minigames (ma ce n’era davvero bisogno?) si trova nei “Contenuti Extra”. E poi c’è la parte dei Servizi agli Studenti, piena zeppa di link che portano a siti commerciali o a servizi a pagamento ben profilati e costruiti a misura dei veri o presunti bisogni di famiglie e studenti.
[...]
continua qui (probabile paywall):
https://www.lastampa.it/cronaca/2025/03/05/news/scuola_registro_elettronico_...
«Falling on my head like a memory Falling on my head like a new emotion» (Eurythmics, 1984) Ciao karlessi, mi spiace ma siccome il mio alter ego è sistemista, mi parte un rant; non ce l'ho con te ovviamente :-) Spero che anche Damiano Verzulli, che è intervenuto in passato con argomenti eminentemente sistemistici, abbia voglia di dire la sua in merito. karlessi <karlessi@alekos.net> writes: [...]
o che qualche ministro, o funzionario tiri fuori CINECA o simili strutture per fornire programmi da costruirsi ad hoc, perlopiù scarsamente utilizzabili [1]
beh... ma se invece ogni scuola si facesse un sistema proprio, F/LOSS, autogestito, federabile, federato?
...e se venisse applicato il CAD (Codice dell'Amministrazione Digitale)? E se fosse OBBLIGATORIO che ogni amministrazione pubblica acquisisse SOLO software libero, così da poterlo studiare, modificare, bla bla bla bla Serve ancora spiegare perché il software libero offre un vantaggio strategico di 3 ordini di grandezza maggiore rispetto a quello proprietario? ...Sapendo _usare_ il codice sorgente, ovviamente. Scusa karlessi ma sono almeno 20 anni che osservo "il discorso" da _dentro_ e da fuori e Qualcuno™ dovrebbe spiegarmi cosa non funziona tra le ENUNCIAZIONI DI PRINCIPIO (tipo il CAD) e "the boots on the ground": cos'è, le informazioni dal cervello non raggiungono le terminazioni nervose dei muscoli? ...oppure è tutta una presa in giro e la NARRAZIONE politica è completamente diversa dalla politica APPLICATA, che però non si deve raccontare perché Qualcuno™ farebbe brutta figura, o peggio?
con pochi soldini
già perché nella scuola (o nella PA in generale?) le cose fatte come si deve vanno fatte con "quello che avanza" dalle altre spese. ...e se i soldi di 'sto STRAMALEDETTO PNRR fossero spesi per "opere" strutturali, anche di infrastruttura informatica E di formazione, anzichè buttarli nel cesso (so cosa dico) con iniziative estemporanee di cui tra massimo 3 anni nessuno si ricorderà più?
e tanta voglia di voltare pagina, quindi impegno degli insegnanti, del personale, degli studenti,
...di qualche sistemista [1] che sappia fare il suo lavoro no eh? Magari con "paradigmi" al passo coi tempi tipo "Infrastructure As Code" [2]? Qualcuno™ mi potrebbe spiegare perché i progetti informatici nelle scuole fino al secondo grado (e in UNI?) vengono _progettati_ e implementati da insegnanti autodidatti senza una formazione _sistemistica_ adeguata? Persone che non hanno la più pallida idea nemmeno di come si installi un sistema operativo, manco Windows?!? Immagino che tu sappia di cosa si occupano _mediamente_ gli "animatori digitali" nelle scuole vero? Sito web della scuola (aggiornato coi piedi) quando va bene, altrimenti "presenza social" a manetta... oltre che _subire_ il software che fa funzionare il registro digitale. Immagino che tu sappia che una mole non indifferente di materiale didattico e di elaborati degli studenti finiscono in "cloud" /paralleli/ rispetto al registro digitale, semplicemente perché è FACILE.
di tutti? non è poi così assurdo. per niente assurdo. si facesse un SSO per ogni utente (no, senza SPID, grazie. ci sono sistemi migliori), da cui accedere a un cloud - Moodle - videoconf - peertube - mail, ecc ecc: tutte possibilità ormai alla portata di chiunque.
no per favore, non dire così che poi ci credono veramente! Per essere chiari: ovvio che installare e MANTENERE gli strumenti che citi è _pragmaticamente_ ACCESSIBILE a tutti coloro che lo desiderano, ma bisogna STUDIARE e decicarsi a quelle cose in modo _professionale_. ...cioè NON è facile come limitarsi a usare software - in genere proprietario - gestito da altri: costa FATICA, tocca farsi un discreto mazzo.
ci sono un sacco di aziende in grado di offrire servizi per transizioni del genere.
sì ma anche solo gestire queste cose, ovvero gare d'appalto, capitolati, bla bla bla, per le scuole è FATICOSO mentre copiaincollare il capitolato fatto su misura per QUELO è FACILE... e nessuno è mai stato non tanto licenziato per simili scelte, ma manco ha ricevuto una lamentela! di competenze (e quindi POTENZIALI aziende) per risolvere _professionalmente_ i problemi informatici del pubblico e del privato CON SOFTWARE LIBERO ce ne sono tantissime ma la stragrande maggioranza sono ASFISSIATE e molte sono già belle che morte da tempo (non è un problema solo del settore informatico) [...]
Quindi la questione è politica, sociale e culturale: dall'alto (i decisori) e dal basso (le persone che decidono di cambiare): non tecnica.
ah beh, dovrebbe essere ovvio a chiunque ci capisca un minimo di informatica che il problema NON è tecnico... e purtroppo non è sempre così, c'è ancora chi è convinto che il software libero sia tecnicamente inferiore [...] Un caro saluto, 380° P.S.: comunque se davvero chi può finanziare il progetto lo volesse, non ci vorrebbe niente per la PA mettere in piedi una infrastruttura centralizzata di "registro elettronico" (che NON è solo un registro) alternativa a quella del monopolista de facto, con solo software libero. ...ma 'sto tipo di discorso è già stato fatto più di una volta in questa lista, comincio a sentirmi a disagio a ripetere le stesse cose declinate in modi leggermente diversi. [1] https://it.wikipedia.org/wiki/Sistemista [2] https://en.wikipedia.org/wiki/Infrastructure_as_code -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Il 11/03/25 11:20, 380° ha scritto:
«Falling on my head like a memory Falling on my head like a new emotion» (Eurythmics, 1984)
Ciao karlessi,
mi spiace ma siccome il mio alter ego è sistemista, mi parte un rant; non ce l'ho con te ovviamente :-)
meno male, perché se ce l'avevi con me, ahi ahiahi :D per me quello che dici è tutto condivisibile. ho una domanda: chi è "Qualcuno (TM)"? scusa ma nella mi ignoranza ho bisogno di informazioni semplici non capisco i sottintesi. questo non lo capisco. poi, c'è un ma. il "ma" è che i sistemisti ecc ecc vivono come gli altri all'interno di un sistema sociale. sociotecnico diciamo. ecco, io non faccio il sistemista. sono una schiappa, epperò, purtroppo, mi ritrovo a farlo perché nelle scuole in cui ci chiamano (aziende, università, associazioni...) mi chiedono, come faccio a far questo e quello, che con gli strumenti che ho non ci riesco / mi fanno schifo / mi sento complice dei libertariani (broligarchs) / ecc ecc ? allora facciamo delle demo di servizi. per qualche decina, qualche centinaia di utenti, per imparare. poi vediamo insieme cosa piace e cosa no, come modificare. e infine cerchiamo di indirizzarli verso strutture adeguate a fornire quei servizi su scala più ampia. esistono? non esistono? sì certo che ci vogliono i sistemisti. epperò la maggior parte di quelli che conosco lavorano per strutture gerarchiche (tecnoburocrazie inefficienti) nelle quali non hanno margini d'azione. a mio avviso, accentrare è sempre un problema, anche se "risolve" sul breve periodo alcune cose. tutto qui. per questo, mi va benissimo che le persone si battano nelle istituzioni. magnifico. io però non sto in queste istituzioni (università, PA, ecc.): al limite ci collaboro, quando ci sono persone in grado di apprezzare il valore dell'autogestione. anche quando dici che "NON è facile", sono d'accordo con te. ma il messaggio per me non è questo (questo l'abbiamo scritto e detto per vent'anni, non ha funzionato molto): il messaggio è invece che le persone singolarmente hanno un enorme potere, e possono imparare di più e meglio, e moltiplicare questo potere, insieme. le istituzioni in cui molte persone si trovano ad operare perlopiù "funzionano" nonostante se stesse: non grazie ai loro regolamenti deliranti e gerarchie di selezione del peggio (i prepotenti, gli yesmen, i delinquenti, i sociopatici, i forti con i deboli e deboli con i forti: quelli selezionati dal sistema per i gradini alti delle gerarchie), ma grazie a persone abili, capaci, e che nonostante tutto fanno le cose perbene. e che sono tantissime, ma, appunto, sono frustrate, quotidianamente. venticinque anni fa non avevamo le reti wifi e facevamo le cantenne. la connettività, scarsa, andava a singhiozzo. quindici anni fa non avevamo gli smartphone, tantomeno "quasi" FLOSS. cinque anni fa dovevo lottare per convincere le persone a vedersi online per riunioni operative, evitando treni e arei... tutto ciò è potere. questo è il punto. people have the power. nulla è facile: ma tutto è possibile.
Spero che anche Damiano Verzulli, che è intervenuto in passato con argomenti eminentemente sistemistici, abbia voglia di dire la sua in merito.
karlessi <karlessi@alekos.net> writes:
[...]
o che qualche ministro, o funzionario tiri fuori CINECA o simili strutture per fornire programmi da costruirsi ad hoc, perlopiù scarsamente utilizzabili [1]
beh... ma se invece ogni scuola si facesse un sistema proprio, F/LOSS, autogestito, federabile, federato?
...e se venisse applicato il CAD (Codice dell'Amministrazione Digitale)?
E se fosse OBBLIGATORIO che ogni amministrazione pubblica acquisisse SOLO software libero, così da poterlo studiare, modificare, bla bla bla bla
Serve ancora spiegare perché il software libero offre un vantaggio strategico di 3 ordini di grandezza maggiore rispetto a quello proprietario? ...Sapendo _usare_ il codice sorgente, ovviamente.
sì. serve ancora. serve sempre. la memoria è un ingranaggio collettivo. settimana scorsa abbiamo partecipato a un master di editoria per la Treccani. ragazzi di venticinque anni sono caduti dalle nuvole alla notizia che esiste etherpad lite. banalità? forse. ora quelle persone hanno un'opportunità in più.
Scusa karlessi ma sono almeno 20 anni che osservo "il discorso" da _dentro_ e da fuori e Qualcuno™ dovrebbe spiegarmi cosa non funziona tra le ENUNCIAZIONI DI PRINCIPIO (tipo il CAD) e "the boots on the ground": cos'è, le informazioni dal cervello non raggiungono le terminazioni nervose dei muscoli?
...oppure è tutta una presa in giro e la NARRAZIONE politica è completamente diversa dalla politica APPLICATA, che però non si deve raccontare perché Qualcuno™ farebbe brutta figura, o peggio?
ancora, non so chi è Qualcuno, ma non m'importa. le organizzazioni gerarchiche sono disfunzionali: anche questo serve ancora ricordare, specie in una fase in cui i cosiddetti progressisti vagheggiano di uomini (o donne, basta che si comportino in maniera autoritaria) a guidare il riarmo, il nucleare (contro cui la popolazione si è già espressa), ecc.
con pochi soldini
già perché nella scuola (o nella PA in generale?) le cose fatte come si deve vanno fatte con "quello che avanza" dalle altre spese.
"pochi soldini" è un'espressione infelice, me ne scuso. nel contesto, significa che una piccola organizzazione (scuola) può, nonostante le ristrettezze, liberarsi dalle pastoie tecniche ILLEGALI (infrastruttura tecnica GAFAM ecc.) in cui per ingenuità, insipienza, ecc ecc si è ritrovata.
...e se i soldi di 'sto STRAMALEDETTO PNRR fossero spesi per "opere" strutturali, anche di infrastruttura informatica E di formazione, anzichè buttarli nel cesso (so cosa dico) con iniziative estemporanee di cui tra massimo 3 anni nessuno si ricorderà più?
"se fossero" suona velleitario. non mi aspetto niente da chi governa ecc. ma mi aspetto invece che le persone, appunto, riescano nonostante tutto a operare per un presente e futuro condiviso. perché hanno il potere di farlo, singolarmente e insieme.
e tanta voglia di voltare pagina, quindi impegno degli insegnanti, del personale, degli studenti,
...di qualche sistemista [1] che sappia fare il suo lavoro no eh? Magari con "paradigmi" al passo coi tempi tipo "Infrastructure As Code" [2]?
Qualcuno™ mi potrebbe spiegare perché i progetti informatici nelle scuole fino al secondo grado (e in UNI?) vengono _progettati_ e implementati da insegnanti autodidatti senza una formazione _sistemistica_ adeguata? Persone che non hanno la più pallida idea nemmeno di come si installi un sistema operativo, manco Windows?!?
non sempre. ma sì, certo, hai ragione: quasi sempre. IMHO è perlopiù il frutto maturo della tecnoburocrazia: gente con tante certificazioni tipo ECDL (ahahaha) che si trova a dover gestire cose ben oltre le proprie capacità.
Immagino che tu sappia di cosa si occupano _mediamente_ gli "animatori digitali" nelle scuole vero? Sito web della scuola (aggiornato coi piedi) quando va bene, altrimenti "presenza social" a manetta... oltre che _subire_ il software che fa funzionare il registro digitale.
già. me ne dispiaccio e facciamo il possibile per segnalare che sono comportamenti scorretti, talvolta illegali (adoro l'argomentazione illegalità, visto che è stata usata contro di me molto spesso!), oltre che promuovere roba tossica. e poi di solito la "colpa" viene data ai minori: siccome la cosa mi sollecita, ho scritto questo https://gliasinirivista.org/vietato-ai-minori/
Immagino che tu sappia che una mole non indifferente di materiale didattico e di elaborati degli studenti finiscono in "cloud" /paralleli/ rispetto al registro digitale, semplicemente perché è FACILE.
anche nei progetti europei. roba di ricerca. magari persino scottante.
di tutti? non è poi così assurdo. per niente assurdo. si facesse un SSO per ogni utente (no, senza SPID, grazie. ci sono sistemi migliori), da cui accedere a un cloud - Moodle - videoconf - peertube - mail, ecc ecc: tutte possibilità ormai alla portata di chiunque.
no per favore, non dire così che poi ci credono veramente!
magari. ci divertiremmo un mondo!
Per essere chiari: ovvio che installare e MANTENERE gli strumenti che citi è _pragmaticamente_ ACCESSIBILE a tutti coloro che lo desiderano, ma bisogna STUDIARE e decicarsi a quelle cose in modo _professionale_.
...cioè NON è facile come limitarsi a usare software - in genere proprietario - gestito da altri: costa FATICA, tocca farsi un discreto mazzo.
dai, non prendertela. lo so che è uno sbattimento. lo so che si ripetono sempre le stesse cose. ma questa è la storia, la storia vera, non la Storia che non esiste a parte nei libri dei vincitori. si dimentica, ed è importante ricordare perché la minestra riscaldata di ieri viene propinata oggi come grande novità ("armiamoci! e partite!"), magari con un po' di "IA", e costa molto più di ieri: ecco perché ci sta ri-raccontare. senza illusioni: ma anche senza rimpianti! e poi, per farla semplice, che cosa vuoi dire alle persone più giovani (magari pure figli, nipoti, ecc.)? che vadano su Marte? a me non interessa che ci siano i cartelli con scritto vietato scaricare immondizia, né le multe, la galera per chi inquina ecc. ci sono? OK, vabbè, ma... a me interessa passare l'idea che se per strada (in spiaggia, in campagna, ovunque) una persona getta un mozzicone per terra, e io lo vedo, raccolgo il mozzicone e lo smaltisco adeguatamente. mi metto in mezzo: perché lo ritengo corretto, e basta. e mi repelle chi inquina. il resto sono scuse e scaricabarile. così penso che sia corretto, oltre che figo e divertente, passare l'idea che le persone possono organizzarsi e gestire le loro comunicazioni e infrastrutture tecniche per vivere insieme a tutti i livelli, a prescindere da quello che racconta la vulgata dei miliardi che ci vogliono per organizzare qualsiasi cosa, della guerra imminente, ecc. nota bene che ciò non è in contrasto con il "professionale". però il messaggio slitta da "devi fare fatica e diventare professionale o almeno affidarti a professionisti" a "è bello fare cose fighe con le persone e le tecnologie che ti piacciono, anche se si fa fatica è una figata" chi hai mai provato a tirar su un muretto a secco con un "professionista" (che mai si definirebbe tale, ma lo è) insieme ad altre persone, è evidente. o anche qualsiasi altra attività che richieda competenze tecniche, organizzative e gestionali di gruppo - che richieda cioè anche persone capaci di pensare e operare a livello di sistema. i sistemisti dei sistemi informativi non sono i primi di una nuova stirpe, ma gli ultimi di una lenta evoluzione: il fatto che stiano diventando sempre più verticalizzati e meno capaci di gestire cose dalla A alla Z è per me l'argomento di discussione (vedi Accenture e obbrobri analoghi) più stringente, perché se queste persone "dimenticano" come far funzionare il tutto in maniera diversa, allora si perde un altro pezzo di memoria. sarà semplicistico. ma a me piace così :D ciao ciao k.
ci sono un sacco di aziende in grado di offrire servizi per transizioni del genere.
sì ma anche solo gestire queste cose, ovvero gare d'appalto, capitolati, bla bla bla, per le scuole è FATICOSO mentre copiaincollare il capitolato fatto su misura per QUELO è FACILE... e nessuno è mai stato non tanto licenziato per simili scelte, ma manco ha ricevuto una lamentela!
di competenze (e quindi POTENZIALI aziende) per risolvere _professionalmente_ i problemi informatici del pubblico e del privato CON SOFTWARE LIBERO ce ne sono tantissime ma la stragrande maggioranza sono ASFISSIATE e molte sono già belle che morte da tempo (non è un problema solo del settore informatico)
[...]
Quindi la questione è politica, sociale e culturale: dall'alto (i decisori) e dal basso (le persone che decidono di cambiare): non tecnica.
ah beh, dovrebbe essere ovvio a chiunque ci capisca un minimo di informatica che il problema NON è tecnico... e purtroppo non è sempre così, c'è ancora chi è convinto che il software libero sia tecnicamente inferiore
[...]
Un caro saluto, 380°
P.S.: comunque se davvero chi può finanziare il progetto lo volesse, non ci vorrebbe niente per la PA mettere in piedi una infrastruttura centralizzata di "registro elettronico" (che NON è solo un registro) alternativa a quella del monopolista de facto, con solo software libero. ...ma 'sto tipo di discorso è già stato fatto più di una volta in questa lista, comincio a sentirmi a disagio a ripetere le stesse cose declinate in modi leggermente diversi.
-- "tecnologie conviviali - https://tc.eleuthera.it" "tecnologie appropriate - https://alekos.net" "pedagogia hacker - https://circex.org"
Ciao! karlessi <karlessi@alekos.net> writes:
Il 11/03/25 11:20, 380° ha scritto:
[...]
mi spiace ma siccome il mio alter ego è sistemista, mi parte un rant; non ce l'ho con te ovviamente :-)
[...]
per me quello che dici è tutto condivisibile. ho una domanda:
chi è "Qualcuno (TM)"? scusa ma nella mi ignoranza ho bisogno di informazioni semplici non capisco i sottintesi. questo non lo capisco.
scusa, è una specie di modo di dire che ho visto usare altre volte e che riutilizzo perché mi piace: è un "qualcuno" generico, non qualcuno "innominabole"; credo derivi da quelle situazioni in cui si dice "sarebbe bello se succedesse così... qualcuno dovrebbe farlo"
poi, c'è un ma. il "ma" è che i sistemisti ecc ecc vivono come gli altri all'interno di un sistema sociale. sociotecnico diciamo.
...e a volte anche un po' sociopatico :-)
ecco, io non faccio il sistemista. sono una schiappa, epperò, purtroppo, mi ritrovo a farlo
quindi lo fai il sistemista :-) (che poi, _tutti_ gli utenti di sistemi informatici, dagli smartphone in su, sono /per forza/ sistemisti... discorso lungo) [...]
sì certo che ci vogliono i sistemisti. epperò la maggior parte di quelli che conosco lavorano per strutture gerarchiche (tecnoburocrazie inefficienti) nelle quali non hanno margini d'azione.
ma infatti: ci vorrebbe una decisa svolta /anarcosistemistica/!
a mio avviso, accentrare è sempre un problema, anche se "risolve" sul breve periodo alcune cose. tutto qui.
non capisco bene a cosa ti riferisci con "accentrare", ovvero: accentrare cosa? quando parliamo di lavoro, un qualche modo di organizzarlo ci vuole... certo poi dovremmo entrare nel merito di /come/ è organizzato oggi il lavoro (in modo desolatamente penoso) ma andremmo decisamente troppo lontano per questa discussione... [...]
anche quando dici che "NON è facile", sono d'accordo con te. ma il messaggio per me non è questo (questo l'abbiamo scritto e detto per vent'anni, non ha funzionato molto)
se vuoi possiamo passare i prossimi vent'anni a scrivere e dire che è facile ma non sono sicuro funzionerà meglio :-)
il messaggio è invece che le persone singolarmente hanno un enorme potere, e possono imparare di più e meglio, e moltiplicare questo potere, insieme.
se il messaggio è questo allora lo sottoscrivo, però con la postilla che per farlo è necessario farso un mazzo grande grande... come immagino ti sia fatto tu per riuscire a fare tutto quello che fai ;-)
le istituzioni in cui molte persone si trovano ad operare perlopiù "funzionano" nonostante se stesse [...] grazie a persone abili, capaci, e che nonostante tutto fanno le cose perbene. e che sono tantissime, ma, appunto, sono frustrate, quotidianamente.
ho capito il tuo ragionamento e sottoscrivo ...ecco trovato il motivo per cui certe cose (NON) funzionano in quel modo (penoso) [...]
Serve ancora spiegare perché il software libero offre un vantaggio strategico di 3 ordini di grandezza maggiore rispetto a quello proprietario? ...Sapendo _usare_ il codice sorgente, ovviamente.
sì. serve ancora. serve sempre. la memoria è un ingranaggio collettivo.
serve la cultura (informatica) molto più della memoria [...]
...oppure è tutta una presa in giro e la NARRAZIONE politica è completamente diversa dalla politica APPLICATA, che però non si deve raccontare perché Qualcuno™ farebbe brutta figura, o peggio?
ancora, non so chi è Qualcuno, ma non m'importa.
in questo caso Qualcuno™ sono coloro che dicono una cosa e ne fanno (fare) un'altra
le organizzazioni gerarchiche sono disfunzionali
...a meno che i ruoli della gerarchia vengano decisi per sorteggio, che si deve ripetere ogni 5 anni :-D [...]
con pochi soldini
già perché nella scuola (o nella PA in generale?) le cose fatte come si deve vanno fatte con "quello che avanza" dalle altre spese.
"pochi soldini" è un'espressione infelice, me ne scuso.
grazie! :-) [...]
...e se i soldi di 'sto STRAMALEDETTO PNRR fossero spesi per "opere" strutturali, anche di infrastruttura informatica E di formazione, anzichè buttarli nel cesso (so cosa dico) con iniziative estemporanee di cui tra massimo 3 anni nessuno si ricorderà più?
"se fossero" suona velleitario. non mi aspetto niente da chi governa
eh ma almeno /per ora/ le cose sono gestite così (anche il preside di una scuola è una persona che nel suo piccolo governa)
ecc. ma mi aspetto invece che le persone, appunto, riescano nonostante tutto a operare per un presente e futuro condiviso. perché hanno il potere di farlo, singolarmente e insieme.
purtroppo senza sufficienti risorse economiche per il /potere/ NON ESISTE ...e certe cose non possono essere gestite nel tempo che /avanza/ (si salva?) dal /lavoro alienato/ e tanto meno nel tempo libero [...]
Per essere chiari: ovvio che installare e MANTENERE gli strumenti che citi è _pragmaticamente_ ACCESSIBILE a tutti coloro che lo desiderano, ma bisogna STUDIARE e decicarsi a quelle cose in modo _professionale_.
...cioè NON è facile come limitarsi a usare software - in genere proprietario - gestito da altri: costa FATICA, tocca farsi un discreto mazzo.
dai, non prendertela.
non me la prendo, /rantolo/ e basta .-)
lo so che è uno sbattimento
OK allora siam d'accordo [...]
così penso che sia corretto, oltre che figo e divertente, passare l'idea che le persone possono organizzarsi e gestire le loro comunicazioni e infrastrutture tecniche per vivere insieme a tutti i livelli
sono d'accordo con te: è corretto, figo e DIVERTENTE ...ma noi siamo /strani/, ammettilo ;-) [...]
nota bene che ciò non è in contrasto con il "professionale".
sì sì, concordo
però il messaggio slitta da "devi fare fatica e diventare professionale o almeno affidarti a professionisti" a "è bello fare cose fighe con le persone e le tecnologie che ti piacciono, anche se si fa fatica è una figata"
che ne diresti di: costa fatica ma diventi professionale e _per questo_ riesci a fare cose fighe con le persone e le tecnologie che ti piacciono, quindi fare fatica _per realizzare quello che ti piace_ è DIVERTENTE. ...un vero e proprio manifesto, direi :-D [...] Ciao, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
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