The U.S. Government Wants to Read Travelers’ Tweets Before Letting Them In
https://theintercept.com/2016/10/21/the-u-s-government-wants-to-read-travele... qui il documento: "Collecting social media data will enhance the existing investigative process and provide DHS greater clarity and visibility to possible nefarious activity and connections by providing an additional tool set which analysts and investigators may use to better analyze and investigate the case" https://www.regulations.gov/document?D=USCBP-2007-0102-0016 Oscillo fra il dubbio se sia inquietante o sciocco... Visti i "grandi risalutati" ottenuti nella prevenzione già effettuabile su social media con profili pubblici, sarei per la seconda ipotesi. Tuttavia questo controllo sociale bulimico mi induce a conservare la prima opzione. -- Prof. Avv. Alessandro Mantelero Politecnico di Torino Nexa Center for Internet and Society | Director of Privacy Politecnico di Torino–Tongji University| Coordinator, Double Degree program in Management and IP Law Nanjing University of Information Science and Technology | Part-time Expert, School of Public Administration European Data Protection Law Review | Associate Editor http://staff.polito.it/alessandro.mantelero @mantelero EMAIL POLICY: once a day (Mon-Fri)
Con ogni probabilità hanno già abbastanza dati per collegare le identità online a quelle anagrafiche senza bisogno che nessuno le dichiari. A me pare che questa misura sia come i bodyscanner, il togliersi le scarpe e la cintura: oltre al corpo anche l'identità digitale va denudata. Quasi tutte le misure post 9/11 nel teatro della sicurezza aeroportuale hanno a che fare con una affermazione della sovranità che bordeggia lo stato di eccezione più che con l'efficacia delle misura stessa. Ciò non toglie che i dati raccolti poi non possano essere usati... Se a qualcuno interessa ho provato ad occuparmi degli aeroporti un paio di volte: <http://cammozzo.com/Papers/Cammozzo2014-AirportEncodingDecodingDevice-submit...> (STS 2014) <http://cammozzo.com/Papers/AirportGuantanamo-1.3.pdf> (e-Privacy 2010) Ciao, Alberto On 22/10/2016 11:57, Alessandro Mantelero wrote:
https://theintercept.com/2016/10/21/the-u-s-government-wants-to-read-travele...
qui il documento: "Collecting social media data will enhance the existing investigative process and provide DHS greater clarity and visibility to possible nefarious activity and connections by providing an additional tool set which analysts and investigators may use to better analyze and investigate the case"
https://www.regulations.gov/document?D=USCBP-2007-0102-0016
Oscillo fra il dubbio se sia inquietante o sciocco... Visti i "grandi risalutati" ottenuti nella prevenzione già effettuabile su social media con profili pubblici, sarei per la seconda ipotesi. Tuttavia questo controllo sociale bulimico mi induce a conservare la prima opzione.
-- Prof. Avv. Alessandro Mantelero Politecnico di Torino
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