Re: [nexa] Wikileaks: "Senza voler fare dietrologia a tutti i costi, senza voler vedere complotti ovunque"
Wikileaks è finanziata dalla Wau Holland Foundation, hacker del CCC di Amburgo, morto nel 2001 (mio compianto amico); Registrato come testata in alcuni paesi come la Svezia e come biblioteca in Australia, come Fondazione in Francia e come charity in USA: le donazioni e i finanziamenti li riceve sotto queste forme oltre che atraverso donazioni individuali... Ma se volete aiutare, fatelo attraverso la Wau Holland Foundation ;-)
Vero, ma che io sappia ad oggi la Wau Holland Foundation non ha pubblicato una rendicontazione precisa dei finanziamenti. Secondo http://cryptome.org/0001/wikileaks-audit.htm (ultima mail in fondo) dovrebbe pubblicarli entro la fine di questo mese. La mia domanda era comunque piu` generale, ovvero se Marco si fosse indispettito perche` l'articolo del Sole 24 Ore non ha citato la Wau Holland Foundation (cosa che avrebbe dovuto fare) o perche` ha genericamente chiesto quali siano le fonti di finanziamento di Wikileaks (domanda secondo me piu` che lecita). Ciao, Andrea 2010/8/26 <a.dicorinto@uniroma1.it>:
Wikileaks è finanziata dalla Wau Holland Foundation, hacker del CCC di Amburgo, morto nel 2001 (mio compianto amico); Registrato come testata in alcuni paesi come la Svezia e come biblioteca in Australia, come Fondazione in Francia e come charity in USA: le donazioni e i finanziamenti li riceve sotto queste forme oltre che atraverso donazioni individuali... Ma se volete aiutare, fatelo attraverso la Wau Holland Foundation ;-)
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L'articolo e' andato oltre. si fosse limitato a cio', sarebbe stato K. L'articolo (che se non e' firmato è da attribuire al direttore), dice anche "Stupisce che pochi si pongano il problema di estendere al web gli obblighi già previsti per la televisione, la radio e la carta stampata in tutto il mondo occidentale" con cio' dimostrando di ignorare norme, discussioni e riflessioni che ci sono sull'argomento. per dire. a parigi all'OCSE, Andrea, c'eri anche tu mentre si parlava proprio di questo un mesetto fa... "che pochi si pongano" e' falso "il problema di estendere al web" equivale a dire che giornali = giusto, web = sbagliato un po' semplicistica, no ? ciao, s.
Da: Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> Data: Thu, 26 Aug 2010 10:49:36 +0200 A: a.dicorinto@uniroma1.it Oggetto: Re: [nexa] Wikileaks: "Senza voler fare dietrologia a tutti i costi, senza voler vedere complotti ovunque"
Vero, ma che io sappia ad oggi la Wau Holland Foundation non ha pubblicato una rendicontazione precisa dei finanziamenti. Secondo http://cryptome.org/0001/wikileaks-audit.htm (ultima mail in fondo) dovrebbe pubblicarli entro la fine di questo mese.
La mia domanda era comunque piu` generale, ovvero se Marco si fosse indispettito perche` l'articolo del Sole 24 Ore non ha citato la Wau Holland Foundation (cosa che avrebbe dovuto fare) o perche` ha genericamente chiesto quali siano le fonti di finanziamento di Wikileaks (domanda secondo me piu` che lecita).
Ciao,
Andrea
2010/8/26 <a.dicorinto@uniroma1.it>:
Wikileaks è finanziata dalla Wau Holland Foundation, hacker del CCC di Amburgo, morto nel 2001 (mio compianto amico); Registrato come testata in alcuni paesi come la Svezia e come biblioteca in Australia, come Fondazione in Francia e come charity in USA: le donazioni e i finanziamenti li riceve sotto queste forme oltre che atraverso donazioni individuali... Ma se volete aiutare, fatelo attraverso la Wau Holland Foundation ;-)
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Vedo che il pezzo lascia perplessi anche voi... Andrea, il pezzo mi ha indispettito perché: 1) I giornali di tutto il mondo hanno parlato del tema finanziamenti-Wikileaks tra il 23 e il 24 agosto non per caso, ma perché il 23 mattina è uscita questa bella inchiesta del WSJ ( http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704554104575436231926853198.ht... ). La notizia è rimbalzata e ne è venuto fuori di tutto (compresa roba da latte alle ginocchia http://www.ilfoglio.it/soloqui/6018 "Quello di Wikileaks è un paradosso heideggeriano in cui lo svelamento dell’altro implica necessariamente il nascondimento del sé... Fare i trasparenti con i vetri degli altri ha un prezzo" ). Nella breve del Sole in questione, si riprende la discussione, ma non si racconta nulla del contenuto! Si lascia tutto nel mistero quando molte informazioni ci sono (la Wau Holland Foundation, le diverse società "schermo" in Francia, Svezia la cui entità giuridica varia di Paese in Paese per sfruttare la giurisdizione locale, etc..). Insomma: ignorare dati e informazioni note per avvalorare la tesi del "complotto" è scorretto. 2) Come dice Vittorio, poter leggere i bilanci non vuol dire un bel niente. Il discorso è complesso: non è solo questione di proprietà (sul Web è nota) ma anche di donazioni, ricavi da advertisement. Le leggi variano di Paese in Paese (come insegna proprio la struttura di Wikileaks): quindi il discorso così alla carlona non vuol dire proprio niente. I bilanci non bastano (per nessun media). 3) Wikileaks è davvero "stampa"? 4) "Stupisce che pochi si pongano il problema di estendere al web gli obblighi già previsti per la televisione, la radio e la carta stampata in tutto il mondo occidentale" Brividi: mancano solo l'invasione delle cavallette e i nazisti dell'Illinois :). Per inciso: stiamo davvero dando per scontato che sia impossibile tirare su una televisione, una radio e un giornale facendo in modo che il capitale di ventura iniziale non sia rintracciabile? Chiedo a voi che ne sapete più di me. 5) L'impressione, per colpa della superficialità (forse del poco spazio disponibile) è proprio quella di "dietrologia a tutti i costi ... vedere complotti ovunque". In conclusione, da un punto di vista culturale, visto che la lezione che Wikileaks ha dato al mondo e al sistema dei media non è certo inerente i finanziamenti, non sarebbe meglio una bella analisi del fenomeno e dell'impatto (per fortuna che c'è Nova) invece di queste "brevi" che mettono - senza approfondire - idee negative nella testa di persone che magari non conoscono le dinamiche del Web? Da un punto di vista sistemico, è proprio con insinuazioni "volatili" di questo carattere che si legittimano - sui lunghi tempi - interventi legislativi pericolosi e immaturi (Agcom - Webtv...). È la sola storia: invece che parlare della luna si inizia a scavare nella vita personale del proprietario del dito e di sua sorella. Sempre imho (di diritto non ne capisco nulla). m 2010/8/26 Stefano Quintarelli <Stefano@quintarelli.it>:
L'articolo e' andato oltre. si fosse limitato a cio', sarebbe stato K.
L'articolo (che se non e' firmato è da attribuire al direttore), dice anche
"Stupisce che pochi si pongano il problema di estendere al web gli obblighi già previsti per la televisione, la radio e la carta stampata in tutto il mondo occidentale"
con cio' dimostrando di ignorare norme, discussioni e riflessioni che ci sono sull'argomento. per dire. a parigi all'OCSE, Andrea, c'eri anche tu mentre si parlava proprio di questo un mesetto fa...
"che pochi si pongano" e' falso "il problema di estendere al web" equivale a dire che giornali = giusto, web = sbagliato
un po' semplicistica, no ?
ciao, s.
Da: Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> Data: Thu, 26 Aug 2010 10:49:36 +0200 A: a.dicorinto@uniroma1.it Oggetto: Re: [nexa] Wikileaks: "Senza voler fare dietrologia a tutti i costi, senza voler vedere complotti ovunque"
Vero, ma che io sappia ad oggi la Wau Holland Foundation non ha pubblicato una rendicontazione precisa dei finanziamenti. Secondo http://cryptome.org/0001/wikileaks-audit.htm (ultima mail in fondo) dovrebbe pubblicarli entro la fine di questo mese.
La mia domanda era comunque piu` generale, ovvero se Marco si fosse indispettito perche` l'articolo del Sole 24 Ore non ha citato la Wau Holland Foundation (cosa che avrebbe dovuto fare) o perche` ha genericamente chiesto quali siano le fonti di finanziamento di Wikileaks (domanda secondo me piu` che lecita).
Ciao,
Andrea
2010/8/26 <a.dicorinto@uniroma1.it>:
Wikileaks è finanziata dalla Wau Holland Foundation, hacker del CCC di Amburgo, morto nel 2001 (mio compianto amico); Registrato come testata in alcuni paesi come la Svezia e come biblioteca in Australia, come Fondazione in Francia e come charity in USA: le donazioni e i finanziamenti li riceve sotto queste forme oltre che atraverso donazioni individuali... Ma se volete aiutare, fatelo attraverso la Wau Holland Foundation ;-)
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* "sola storia" --> "solita storia". Poi sì: in effetti è anche un po' una sola come storia. :) 2010/8/26 Marco De Rossi <madero@maderoweb.com>:
Vedo che il pezzo lascia perplessi anche voi...
Andrea, il pezzo mi ha indispettito perché:
1) I giornali di tutto il mondo hanno parlato del tema finanziamenti-Wikileaks tra il 23 e il 24 agosto non per caso, ma perché il 23 mattina è uscita questa bella inchiesta del WSJ ( http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704554104575436231926853198.ht... ). La notizia è rimbalzata e ne è venuto fuori di tutto (compresa roba da latte alle ginocchia http://www.ilfoglio.it/soloqui/6018 "Quello di Wikileaks è un paradosso heideggeriano in cui lo svelamento dell’altro implica necessariamente il nascondimento del sé... Fare i trasparenti con i vetri degli altri ha un prezzo" ). Nella breve del Sole in questione, si riprende la discussione, ma non si racconta nulla del contenuto! Si lascia tutto nel mistero quando molte informazioni ci sono (la Wau Holland Foundation, le diverse società "schermo" in Francia, Svezia la cui entità giuridica varia di Paese in Paese per sfruttare la giurisdizione locale, etc..). Insomma: ignorare dati e informazioni note per avvalorare la tesi del "complotto" è scorretto.
2) Come dice Vittorio, poter leggere i bilanci non vuol dire un bel niente. Il discorso è complesso: non è solo questione di proprietà (sul Web è nota) ma anche di donazioni, ricavi da advertisement. Le leggi variano di Paese in Paese (come insegna proprio la struttura di Wikileaks): quindi il discorso così alla carlona non vuol dire proprio niente. I bilanci non bastano (per nessun media).
3) Wikileaks è davvero "stampa"?
4) "Stupisce che pochi si pongano il problema di estendere al web gli obblighi già previsti per la televisione, la radio e la carta stampata in tutto il mondo occidentale" Brividi: mancano solo l'invasione delle cavallette e i nazisti dell'Illinois :). Per inciso: stiamo davvero dando per scontato che sia impossibile tirare su una televisione, una radio e un giornale facendo in modo che il capitale di ventura iniziale non sia rintracciabile? Chiedo a voi che ne sapete più di me.
5) L'impressione, per colpa della superficialità (forse del poco spazio disponibile) è proprio quella di "dietrologia a tutti i costi ... vedere complotti ovunque". In conclusione, da un punto di vista culturale, visto che la lezione che Wikileaks ha dato al mondo e al sistema dei media non è certo inerente i finanziamenti, non sarebbe meglio una bella analisi del fenomeno e dell'impatto (per fortuna che c'è Nova) invece di queste "brevi" che mettono - senza approfondire - idee negative nella testa di persone che magari non conoscono le dinamiche del Web? Da un punto di vista sistemico, è proprio con insinuazioni "volatili" di questo carattere che si legittimano - sui lunghi tempi - interventi legislativi pericolosi e immaturi (Agcom - Webtv...).
È la sola storia: invece che parlare della luna si inizia a scavare nella vita personale del proprietario del dito e di sua sorella.
Sempre imho (di diritto non ne capisco nulla).
m
2010/8/26 Stefano Quintarelli <Stefano@quintarelli.it>:
L'articolo e' andato oltre. si fosse limitato a cio', sarebbe stato K.
L'articolo (che se non e' firmato è da attribuire al direttore), dice anche
"Stupisce che pochi si pongano il problema di estendere al web gli obblighi già previsti per la televisione, la radio e la carta stampata in tutto il mondo occidentale"
con cio' dimostrando di ignorare norme, discussioni e riflessioni che ci sono sull'argomento. per dire. a parigi all'OCSE, Andrea, c'eri anche tu mentre si parlava proprio di questo un mesetto fa...
"che pochi si pongano" e' falso "il problema di estendere al web" equivale a dire che giornali = giusto, web = sbagliato
un po' semplicistica, no ?
ciao, s.
Da: Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> Data: Thu, 26 Aug 2010 10:49:36 +0200 A: a.dicorinto@uniroma1.it Oggetto: Re: [nexa] Wikileaks: "Senza voler fare dietrologia a tutti i costi, senza voler vedere complotti ovunque"
Vero, ma che io sappia ad oggi la Wau Holland Foundation non ha pubblicato una rendicontazione precisa dei finanziamenti. Secondo http://cryptome.org/0001/wikileaks-audit.htm (ultima mail in fondo) dovrebbe pubblicarli entro la fine di questo mese.
La mia domanda era comunque piu` generale, ovvero se Marco si fosse indispettito perche` l'articolo del Sole 24 Ore non ha citato la Wau Holland Foundation (cosa che avrebbe dovuto fare) o perche` ha genericamente chiesto quali siano le fonti di finanziamento di Wikileaks (domanda secondo me piu` che lecita).
Ciao,
Andrea
2010/8/26 <a.dicorinto@uniroma1.it>:
Wikileaks è finanziata dalla Wau Holland Foundation, hacker del CCC di Amburgo, morto nel 2001 (mio compianto amico); Registrato come testata in alcuni paesi come la Svezia e come biblioteca in Australia, come Fondazione in Francia e come charity in USA: le donazioni e i finanziamenti li riceve sotto queste forme oltre che atraverso donazioni individuali... Ma se volete aiutare, fatelo attraverso la Wau Holland Foundation ;-)
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