Re: [nexa] Shoshana Zuboff Explains the Age of Surveillance Capitalism
On February 5, 2019 5:55:48 PM UTC, ilbancodeivolontari@libero.it wrote:
La pubblicità a volte nella formazione di un prezzo può incidere oltre il 30% Vietare la pubblicità non ridurrebbe il prezzo del prodotto. Carl-anto
La pubblicità alza il prezzo per due ragioni: - è un costo - incrementa la domanda Se agenti razionali che massimizzano il profitto accettano il costo, significa ovviamente che l'incremento di domanda alza il prezzo oltre tale costo. Delle due l'una: o l'efficienza del mercato è una favola della buona notte, o la pubblicità causa un inefficiente incremento di prezzo delle merci e dovrebbe essere vietata nell'interesse del mercato. D'altro canto l'asimmetria che l'offerta sfrutta è cognitiva: i consumatori NON sono agenti razionali capaci di proittare una propria funzione di utilità su una singola dimensione, mentre le aziende hanno una sola dimensione con cui fare i conti e da massimizzare matematicamente (o almeno così piace loro credere). In qualunque caso vietare la pubblicità non ridurrebbe il prezzo, ma se associata con un sistema atto a ridurre l'asimmetria informativa, renderebbe più razionale la domanda. Voglio dire: la gente convincere a comprare una cosa che si chiama "skifidol"! E scommetto che qualche economista sarebbe pronto a sostenere che è razionale! E nessuno si metterebbe a ridere! Giacomo
Se l'uso di adblocker prende piede saranno i consumatori stessi a mettere al bando la pubblicità. Ma sempre più siti mi negano contenuti per via degli adblocker, che in realtà installo non tanto per le pubblicità quanto per evitare il tracking. Più che vietare la pubblicità, il legislatore può obbligare le piattaforme a erogare contenuti anche a utenti con adblocker attivi, cioè lasciare al consumatore la libertà di scegliere se bloccare o meno la pubblicità (cominciando da quella online). A. On 05/02/2019 19:41, Giacomo wrote:
On February 5, 2019 5:55:48 PM UTC, ilbancodeivolontari@libero.it wrote:
La pubblicità a volte nella formazione di un prezzo può incidere oltre il 30% Vietare la pubblicità non ridurrebbe il prezzo del prodotto. Carl-anto La pubblicità alza il prezzo per due ragioni:
- è un costo - incrementa la domanda
Se agenti razionali che massimizzano il profitto accettano il costo, significa ovviamente che l'incremento di domanda alza il prezzo oltre tale costo.
Delle due l'una: o l'efficienza del mercato è una favola della buona notte, o la pubblicità causa un inefficiente incremento di prezzo delle merci e dovrebbe essere vietata nell'interesse del mercato.
D'altro canto l'asimmetria che l'offerta sfrutta è cognitiva: i consumatori NON sono agenti razionali capaci di proittare una propria funzione di utilità su una singola dimensione, mentre le aziende hanno una sola dimensione con cui fare i conti e da massimizzare matematicamente (o almeno così piace loro credere).
In qualunque caso vietare la pubblicità non ridurrebbe il prezzo, ma se associata con un sistema atto a ridurre l'asimmetria informativa, renderebbe più razionale la domanda.
Voglio dire: la gente convincere a comprare una cosa che si chiama "skifidol"!
E scommetto che qualche economista sarebbe pronto a sostenere che è razionale!
E nessuno si metterebbe a ridere!
Giacomo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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On Tue, 5 Feb 2019 at 21:48, Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> wrote:
Più che vietare la pubblicità, il legislatore può obbligare le piattaforme a erogare contenuti anche a utenti con adblocker attivi, cioè lasciare al consumatore la libertà di scegliere se bloccare o meno la pubblicità (cominciando da quella online).
Certo credo sia un ottimo primo passo. Qualche tempo fa, discutendo con lo sviluppatore del browser Odisseus https://odysseus.adrian.geek.nz/ su come potremmo avere un Web migliore senza JavaScript (discorso da cui è nato il progetto Memex, ancora in fase embrionale ma estremamente interessante https://git.sr.ht/~alcinnz/memex ) riflettevo che abbandonare XHTML è stato funzionale a rendere inaffidabile il parsing automatizzato delle pagine web. L'idea è che un browser dovrebbe permettere la navigazione di ipertesti, non rappresentare una piattaforma di deploy ed esecuzione di applicazioni distribuite. Altrimenti oggi avremmo il tag <ADVERTISEMENT> e l'adblocker sarebbe questione di poche righe XSLT. Naturalmente Google non permetterebbe mai l'introduzione di tale tag in Chrome o Mozilla (e Edge è un morto che cammina). E questo ci dice quanto ipocrita sia parlare di open source aziendale, e chi detenga il potere politico nel mondo contemporaneo. Rimarrebbe comunque il problema dei default. La pubblicità dovrebbe essere opt-in. Perché posso NON leggere un giornale ma non posso non vedere un messaggio progettato per abbindolarmi? E di certo, il tracking dovrebbe essere vietato/impossibile di default: come dici, il vero problema geo-politico non è rappresentato dagli gli ads, ma dal tracking effettuato con la scusa di personalizzarli. Giacomo
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