carissimi, chiedo scusa a tutti per il casino che ho prodotto associando Nexa ad altri destinatari nella mia mail di ieri. Nella speranza che possa essere utile, mando il mail di ieri soltanto a Nexa. Eccolo: "chiedo scusa a chi disturbo con questa mail e a chi sarebbe interessato ma non ho ricordato. Come certamente sapete, abbiamo mandato una lettera ai ministri competenti del govervo Conte un mese prima della sua scomparsa. Soltanto la ministra Paola Pisano ci ha risposto con una lettera molto simpatica e interessante nella quale, in sostanza, si dichiarava favorevole alle nostre iniziative e disponibile ad aiutare il nostro movimento. Ora dobbiamo interagire con un nuovo governo. Io sono sempre stato un ammiratore di Draghi e ho molto apprezzato molti punti del discorso di questa mattina al Senato. Ma io soffro per la carenza nel mio corpo del "felicity growth factor", ossia, in parole povere, io sono un pessimista; pertanto, spero di sbagliarmi, ma qualcosa non mi piace nel nuovo governo e nella sua impostazione. Ad esempio, non compare neppure un informatico nel novero dei ministri o collaboratori. Ad occuparsi della transizione digitale sarà Vittorio Colao, un grandissimo manager a capo di una moltinazionale delle telecomunicazioni. Io penso che la transizione digitale che il Recovery Plan renderà possibile al nostro Paese non dovrà essere basata sull'acquisto di tecnologie straniere ma sullo sviluppo di nuove tecnologie "made in Italy". I due unici laureati in discipline scientifiche che opereranno nel nuovo governo sono un fisico che si occuperà di questioni ecologiche, come è giusto, e un ingegnere civile che si occuperà di agricoltura. Gli altri "tecnici" del nuovo governo saranno quasi tutti "manager". Nei discorsi che ho sentito in questi giorni, compreso il bel discorso di Draghi al Senato, non ho mai sentito pronunciare le parole "informatica libera" o "conoscenza libera" su cui noi porremmo le basi della transizione digitale del nostro Paese. Nel suo discorso al Senato di questa mattina Draghi ha posto sullo stesso piano "europeismo" ed "atlantismo". Io condivido perfettamente l'europeismo, ma sono contrario all'atlantismo, sopratutto all'atlantismo del nostro Paese in questo momento, caratterizzato da tanta gloria ed enormi volumi di denaro verso i noti GAFAM (Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft). Io penso che abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce, anche se nessuno la ascolterà. Cosa ne pensate? In particolare, possiamo limitarci ad inviare la vecchia lettera ai nuovi ministri oppure dobbiamo elaborare un testo nuovo in cui approfondire le ragioni morali ed economiche dell'informatica libera? Vi ringrazio molto. Raf "
Caro Raf, lodevole iniziativa, un solo commento qui sotto: On Thu, Feb 18, 2021 at 12:11:48PM +0100, Angelo Raffaele Meo wrote:
Io penso che abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce, anche se nessuno la ascolterà. Cosa ne pensate? In particolare, possiamo limitarci ad inviare la vecchia lettera ai nuovi ministri oppure dobbiamo elaborare un testo nuovo in cui approfondire le ragioni morali ed economiche dell'informatica libera?
Come consiglio (non richiesto, fanne ciò che vuoi), suggerirei di allargare una eventuale comunicazione dall'informatica libera al *sapere libero* più in generale, parlando non solo di software libero (come già nella versione precedente), ma anche di scienza e dati aperti. Un motivo strategico per farlo è che, insieme, questi aspetti formano un tema più ampio, che raggiunge più alleati e potrebbe parlare di più ad una fetta sia di politici che di opinione pubblica. Un motivo tattico per farlo è che in questo momento c'è un ampio dibattito sula libera produzione di vaccini, che è limitata in parte dai brevetti, tema molto caro anche ai difensori del software libero. Ergo, anche qui, potenziali più alleati ma anche una breccia potenzialmente importante per dare risalto all'iniziativa sui media. In bocca al lupo! Saluti -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
Buongiorno, chiedo umilmente scusa anche io. Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> writes:
Caro Raf, lodevole iniziativa, un solo commento qui sotto:
On Thu, Feb 18, 2021 at 12:11:48PM +0100, Angelo Raffaele Meo wrote:
Io penso che abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce, anche se nessuno la ascolterà. Cosa ne pensate? In particolare, possiamo limitarci ad inviare la vecchia lettera ai nuovi ministri oppure dobbiamo elaborare un testo nuovo in cui approfondire le ragioni morali ed economiche dell'informatica libera?
Come consiglio (non richiesto, fanne ciò che vuoi), suggerirei di allargare una eventuale comunicazione dall'informatica libera al *sapere libero* più in generale, parlando non solo di software libero (come già nella versione precedente), ma anche di scienza e dati aperti.
Un motivo strategico per farlo è che, insieme, questi aspetti formano un tema più ampio, che raggiunge più alleati e potrebbe parlare di più ad una fetta sia di politici che di opinione pubblica.
+1 I tempi sono maturi per chiedere un cambio di paradigma nell'affrontare i problemi del mondo, abbandonando ferri vecchi intellettuali che appartengono ormai al secolo scorso anche se la loro risonanza - anche grazie a posizioni interessate - ancora fatica a scemare nei primi anni di questo millennio... ma è SOLO risonanza :-D Su questo tema credo che gli amici di AISA https://aisa.sp.unipi.it/ e del "Bollettino telematico di filosofia politica" https://btfp.sp.unipi.it/ abbiano scritto cose importanti nel recente passato e che si potrebbero (dovrebbero) unire a quelle dette sull'informatica libera. Secondo me il tema della libertà culturale (Free Cultural Works https://freedomdefined.org/Definition) - che significa anche scientifica e tecnilogica - deve diventare centrale nella strategia di ripresa politica, sociale ed economica dell'Europa. Ma non (solo) a parole: ci vogliono investimenti concreti e mirati, oltre a SEGARE i "rami morti" che non fanno altro che ostacolare il progresso umano. ...a meno che qualcuno abbia seriamente intenzione di sostenere che tutto dovrebbe tornare ad essere più o meno come prima: coloro però dovrebbero avere IL PESO dell'onere della prova, perché secondo me centinaia di indizi in senso opposto fanno decine di prove schiaccianti.
Un motivo tattico per farlo è che in questo momento c'è un ampio dibattito sula libera produzione di vaccini, che è limitata in parte dai brevetti, tema molto caro anche ai difensori del software libero. Ergo, anche qui, potenziali più alleati ma anche una breccia potenzialmente importante per dare risalto all'iniziativa sui media.
A questo proposito segnalo la «Lettera aperta al presidente del consiglio e ai ministri della salute e dell’università e ricerca» https://aisa.sp.unipi.it/lettera-aperta-al-presidente-del-consiglio-e-ai-min... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- AISA ha inviato una lettera aperta al presidente del consiglio, al ministro della salute e alla ministra dell’università e della ricerca con le sue proposte per produrre un vaccino anti covid-19 aperto a tutti [1] e per introdurre nella legislazione italiana una norma sulle licenze obbligatorie [2]. Il suo testo è visibile qui [3]. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- [1] https://aisa.sp.unipi.it/per-un-vaccino-anti-covid-19-aperto-a-tutti/ [2] https://aisa.sp.unipi.it/morire-per-un-brevetto-licenze-obbligatorie-e-trasp... [3] https://aisa.sp.unipi.it/wp-content/uploads/2021/02/AISA_lettera_aperta_covi... Battaglia ASSAI ardua considerato il contensto di assoluto dominio del privato sul pubblico anche in questa fase (https://corporateeurope.org/ docet), ma anche per questo ESTREMAMENTE degna di essere combattuta. Saluti, Giovanni «Tu da che parte stai? Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati? O di chi li ha costruiti? Rubando?» (Chi ruba nei supermercati, Francesco De Gregori, 1992) [...] -- Giovanni Biscuolo Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché.
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Io penso che abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce, anche se nessuno la ascolterà. Cosa ne pensate? In particolare, possiamo limitarci ad inviare la vecchia lettera ai nuovi ministri oppure dobbiamo elaborare un testo nuovo in cui approfondire le ragioni morali ed economiche dell'informatica libera?
Se vogliamo elaborare un nuovo testo io posso mettere a disposizione un wiki in un piccolo vps (in verità l'ho già installato, l'indirizzo, in attesa di decidere un nome, è https://c75b228.online-server.cloud/wiki/ ). L'accesso e la registrazione sono liberi. Sul fatto che nessuno ci ascolterà, pazienza, facciamo come il colibrì della favola [1]. Antonio [1] https://c75b228.online-server.cloud/wiki/index.php?title=Favola_del_colibr%C...
Preferisco un pessimista che non si rassegna a un ottimista che non fa nulla. Dunque: grazie Raffaele! Alberto PS: Mi sono registrato nel wiki. On 18/02/2021 12:11, Angelo Raffaele Meo wrote:
carissimi, chiedo scusa a tutti per il casino che ho prodotto associando Nexa ad altri destinatari nella mia mail di ieri. Nella speranza che possa essere utile, mando il mail di ieri soltanto a Nexa. Eccolo: "chiedo scusa a chi disturbo con questa mail e a chi sarebbe interessato ma non ho ricordato. Come certamente sapete, abbiamo mandato una lettera ai ministri competenti del govervo Conte un mese prima della sua scomparsa. Soltanto la ministra Paola Pisano ci ha risposto con una lettera molto simpatica e interessante nella quale, in sostanza, si dichiarava favorevole alle nostre iniziative e disponibile ad aiutare il nostro movimento. Ora dobbiamo interagire con un nuovo governo. Io sono sempre stato un ammiratore di Draghi e ho molto apprezzato molti punti del discorso di questa mattina al Senato. Ma io soffro per la carenza nel mio corpo del "felicity growth factor", ossia, in parole povere, io sono un pessimista; pertanto, spero di sbagliarmi, ma qualcosa non mi piace nel nuovo governo e nella sua impostazione. Ad esempio, non compare neppure un informatico nel novero dei ministri o collaboratori. Ad occuparsi della transizione digitale sarà Vittorio Colao, un grandissimo manager a capo di una moltinazionale delle telecomunicazioni. Io penso che la transizione digitale che il Recovery Plan renderà possibile al nostro Paese non dovrà essere basata sull'acquisto di tecnologie straniere ma sullo sviluppo di nuove tecnologie "made in Italy". I due unici laureati in discipline scientifiche che opereranno nel nuovo governo sono un fisico che si occuperà di questioni ecologiche, come è giusto, e un ingegnere civile che si occuperà di agricoltura. Gli altri "tecnici" del nuovo governo saranno quasi tutti "manager". Nei discorsi che ho sentito in questi giorni, compreso il bel discorso di Draghi al Senato, non ho mai sentito pronunciare le parole "informatica libera" o "conoscenza libera" su cui noi porremmo le basi della transizione digitale del nostro Paese. Nel suo discorso al Senato di questa mattina Draghi ha posto sullo stesso piano "europeismo" ed "atlantismo". Io condivido perfettamente l'europeismo, ma sono contrario all'atlantismo, sopratutto all'atlantismo del nostro Paese in questo momento, caratterizzato da tanta gloria ed enormi volumi di denaro verso i noti GAFAM (Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft). Io penso che abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce, anche se nessuno la ascolterà. Cosa ne pensate? In particolare, possiamo limitarci ad inviare la vecchia lettera ai nuovi ministri oppure dobbiamo elaborare un testo nuovo in cui approfondire le ragioni morali ed economiche dell'informatica libera? Vi ringrazio molto. Raf " _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Preferisco un pessimista che non si rassegna a un ottimista che non fa nulla. Dunque: grazie Raffaele!
+1
PS: Mi sono registrato nel wiki.
Grazie Alberto, io intanto ho caricato sul wiki la lettera sul Recovery Fund inviata qualche mese fa. La trovate qui https://c75b228.online-server.cloud/wiki/index.php?title=Lettera_recovery_fu... Si potrebbe aggiornarla sulla base del discorso di Draghi e/o dei suoi ministri. A seguire, o in parallelo, si potrebbero anche avanzare proposte per una https://c75b228.online-server.cloud/wiki/index.php?title=Riforma_Pubblica_Am... Antonio
Il 19/02/21 08:21, Antonio Iacono ha scritto:
Preferisco un pessimista che non si rassegna a un ottimista che non fa nulla. Dunque: grazie Raffaele! +1 +1
Non ho molto da aggiungere a quanto altri hanno già scritto in maniera eccellente. Raffaele, darò tutto il sostegno che posso, e anche quello dell'associazione che rappresento, se i soci saranno dello stesso avviso come per la lettera precedente. rob
participants (6)
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Alberto Cammozzo -
Angelo Raffaele Meo -
Antonio Iacono -
Giovanni Biscuolo -
Roberto Resoli -
Stefano Zacchiroli