Re: [nexa] Oscurità digitale
L'anonimato nega la responsabilità, rende impossibile collegare azione a soggetto. Intendiamoci, capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni ma dissento da un favore generalizzato verso l'anonimato. Nella mia società ideale (ahi me, so che che è lontana, moooolto lontana) c'è rispetto reciproco, ognuno ha il diritto di manifestare sè stesso e di dissentire, nessuno va spinto in condizione di anonimato, ma ognuno ha la propria identità ed è responsabile di sè. Perciò rispettosamente nego un diritto generalizzato all'anonimato. Grazie 380° e lista Nexa. Duccio (Alessandro Marzocchi) Il giorno ven 21 apr 2023 alle ore 17:43 <nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Date: Fri, 21 Apr 2023 17:43:41 +0200 From: 380° <g380@biscuolo.net>
... ... .... Internet (non il web) non /prevede/ alcuna "navigazione anonima", ma non è
così per /sua natura/... diciamo che a voler essere buoni è stato progettato male, senza MINIMAMENTE pensare alla privacy, a partire dal diritto all'anonimità. Ma quella è stata una /scelta/, non è inevitabile, specialmente oggi che la ricerca in questo ambito ha fatto molti passi avanti. E invece non solo la privacy è scomoda "by design" ma... «eh ma rifare tutto costa troppo, e chi paga?!?» :-O saluti, 380°
anonimato protetto... e' facile da fare. "il diritto all'anonimato e' inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di obbligo forzato alla de-anonimizzazione, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge" ciao, s. On 21/04/23 18:19, alessandro marzocchi wrote:
L'anonimato nega la responsabilità, rende impossibile collegare azione a soggetto. Intendiamoci, capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni ma dissento da un favore generalizzato verso l'anonimato. Nella mia società ideale (ahi me, so che che è lontana, moooolto lontana) c'è rispetto reciproco, ognuno ha il diritto di manifestare sè stesso e di dissentire, nessuno va spinto in condizione di anonimato, ma ognuno ha la propria identità ed è responsabile di sè. Perciò rispettosamente nego un diritto generalizzato all'anonimato. Grazie 380° e lista Nexa. Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno ven 21 apr 2023 alle ore 17:43 <nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it>> ha scritto:
Date: Fri, 21 Apr 2023 17:43:41 +0200 From: 380° <g380@biscuolo.net <mailto:g380@biscuolo.net>>
... ... ....
Internet (non il web) non/prevede/ alcuna "navigazione anonima", ma non è così per /sua natura/... diciamo che a voler essere buoni è stato progettato male, senza MINIMAMENTE pensare alla privacy, a partire dal diritto all'anonimità. Ma quella è stata una /scelta/, non è inevitabile, specialmente oggi che la ricerca in questo ambito ha fatto molti passi avanti. E invece non solo la privacy è scomoda "by design" ma... «eh ma rifare tutto costa troppo, e chi paga?!?» :-O saluti, 380°
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Buongiorno Alessandro, l'anonimato in rete è conditio sine qua non per "nessuna profilazione di default", come chiedevi tu qualche messaggio fa. alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> writes: [...]
ognuno ha il diritto di manifestare sè stesso e di dissentire, nessuno va spinto in condizione di anonimato, ma ognuno ha la propria identità ed è responsabile di sè. Perciò rispettosamente nego un diritto generalizzato all'anonimato.
Lo so che «nell'ordinamento giuridico italiano non esiste un diritto generale di anonimato» [1] ...tranne per la partoriente, gli autori di opere dell'ingeno e «ogni persona che accede alla rete» [2] --8<---------------cut here---------------start------------->8--- 1. Ogni persona può accedere alla rete e comunicare elettronicamente usando strumenti anche di natura tecnica che proteggano l’anonimato ed evitino la raccolta di dati personali, in particolare per esercitare le libertà civili e politiche senza subire discriminazioni o censure. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Veniamo quindi al nocciolo della questione: cosa intendiamo quando diciamo che l'accesso alla rete deve essere possibile in modo anonimo? --8<---------------cut here---------------start------------->8--- What do you mean by anonymity? A: Anonymity is the lack of distinction of an individual from a (large) group. [...] [to] make all users (peers) form a group and to make communications in that group anonymous, that is, nobody (but the initiator) should be able to tell which of the peers in the group originated the message. In other words, it should be difficult to impossible for an adversary to distinguish between the originating peer and all other peers. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (da https://www.gnunet.org/en/faq.html) --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Anonimato è una parola che ha molti significati, dunque chiariamo subito a quale tipo di anonimato ci riferiamo. Noi intendiamo la protezione dei metadati in una costellazione sociale di chi sta comunicando e con chi, che difenda il principio di libertà di associazione in un mondo sempre più sorvegliato. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (da https://secushare.org/anonymity-it) Faccio alcuni esempi: - chi acquista un quotidiano o una rivista stampata "di default" è anonimo, quando lo fa attraverso Internet no - chi si ferma a guardare una vetrina di un negozio o un cartellone pubblicitario "di default" è anonimo, quando lo fa attraverso Internet no - chi partecipa a una riunione sociale/sportiva/divulgativa/politica "di default" è anonimo, quando lo fa attraverso Internet no Inoltre, ciascuna persona "nella rete" può finirci anche quando in uno dei luoghi fisici usati per una delle sue attività ci sono telecamere o microfoni, sempre più spesso connesse a sistemi informatici "in rete" che offrono /servizi/ e usano sistemi di profilazione (riconoscimento facciale, riconoscimento vocale, lettura targhe, cattura dati wifi e bluetooth, RFID, ecc.), trasformando **sostanzialmente** l'attività in sorveglianza _globale_ (generalizzata). Non è "naturale" che l'unico modo per accedere alla rete sia non-anonimo e _quindi_ "profilabile di default". Internet è /tecnicamente/ _inadeguata_ in parecchi aspetti [3] che complessivamente fanno in modo che enti (in senso ampio) con sufficienti mezzi (e potere) sono in grado di raccogliere enormi quantità di metadati; spero sia pacifico che la raccolta dei metadati delle comunicazioni sia una forma (anche invasiva) di profilazione. Non deve andare così per forza, accedere alla rete in modo anonimo - nei termini indicati sopra! - è tecnicamente possibile: https://www.gnunet.org/it/index.html (altri progetti?) Va da se, poi, che per svolgere attività (sociali, commerciali, istituzionali) possa essere necessario identificarsi e fornire alcuni dati all'associazione, al fornitore o all'ente pubblico, ma non deve essere "di default" _e_ chi li riceve deve trattarli con criteri rispettosi del GDPR. L'identità di chi accede alla rete e i relativi /metadati/ connessi non devono per forza continuare ad essere gestite in questo modo **preistorico**: https://bib.gnunet.org/date.html#schanzen-2020 «Towards Self-sovereign, decentralized personal data sharing and identity management» --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] In order to allow users to reclaim control over their identities and personal data, we propose a design for a decentralized, self-sovereign directory service. This service allows users to share personal data with services without the need of a trusted third party. Unlike existing research in this area, we propose mechanisms which allow users to efficiently enforce access control on their data. Further, we investigate how trust can be established in user-managed, self-sovereign identities. We propose a trust establishment mechanism through the use of secure name systems. It allows users and organizations to establish trust relationships and identity assertions without the need of centralized public key infrastructures (PKIs). Additionally, we show how recent advancements in the area of non-interactive zero-knowledge (NIZK) protocols can be leveraged in order to create privacy-preserving attribute-based credentials (PP-ABCs) suitable for use in self-sovereign identity systems --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- L'attuale implementazione si chiama re:claimID: https://www.gnunet.org/it/reclaim/tech.html --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Identity and attribute management Users regularly publish fresh, up-to-date attributes which can be retrieved by requesting parties without direct user interaction -- even if the user is offline! Access to attributes is controlled through an ecryption based access control layer. Authorization To access attributes, requesting parties request authorization from the user thrugh the use of OpenID Connect. If access is granted, the relying party is given the necessary decryption key material. The user may at any time revoke this access or modify the authorization decision. Attribute retrieval Relying parties retrieve encrypted identity data from the decentralised directory. It is able to decrypt all those attributes that the user has authorized it to access using the respective key. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- L'anonimato in rete e un sistema decentralizzato di gestione autonoma dell'identità e dei relativi (meta)dati - compresa l'autorizzazione all'accesso a ogni singolo (meta)dato da parte di ciascun "peer"! - sono conditio sine qua non per poter finalmente attuare (e semplificare!) il GDPR. Saluti, 380° [...] [1] https://it.wikipedia.org/wiki/Anonimato#Diritto_all'anonimato_e_diritti_della_personalit%C3%A0 [2] Dichiarazione dei diritti in Internet, Art. 10 "Protezione dell'anonimato" https://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/commissione_intern... [3] https://secushare.org/broken-internet -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
On ven, 2023-04-21 at 18:19 +0200, alessandro marzocchi wrote:
L'anonimato nega la responsabilità, rende impossibile collegare azione a soggetto. Intendiamoci, capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni ma dissento da un favore generalizzato verso l'anonimato. Nella mia società ideale (ahi me, so che che è lontana, moooolto lontana) c'è rispetto reciproco, ognuno ha il diritto di manifestare sè stesso e di dissentire, nessuno va spinto in condizione di anonimato, ma ognuno ha la propria identità ed è responsabile di sè. Perciò rispettosamente nego un diritto generalizzato all'anonimato.
Trenta anni di difesa dell'anonimato e della privacy in Rete mi hanno ben insegnato che quando qualcuno, solitamente animato dalle migliori, intenzioni, esordisce dicendo "capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni" od altre frasi del genere, è matematico che alla fine lo negherà come diritto civile, particolarmente in campo digitale. Lo negherà particolarmente in Rete, dove una briciola non di anonimato ma di privacy è quasi impossibile da ottenere già dal punto di vista tecnologico, non parlando poi delle questioni legali anti-pedoterrosatanisti. Trenta anni di lavoro su questi temi mi hanno insegnato molto, ma mi lasciano spesso a corto di energie. Per cui, oltre a banalmente dichiarare che non sono assolutamente d'accordo, suggerisco a chiunque volesse costruirsi un suo ragionamento in testa, di partire sempre da un'antitesi, quello di una realtà in cui l'anonimato non esiste, non esiste mai e da nessuna parte, che del resto somiglia molto a quella attuale, ed immaginarsi le conseguenze. Tutti hanno il diritto di decidere cosa nascondere, quando ed a chi. Un tale diritto è tutelato, in maniera spesso ampia ma altrettanto spesso solo teorica, nella maggior parte dei corpus legislativi occidentali. Il diritto all'anonimato ne è la logica, pratica ma difficile da vedere conseguenza. Senza anonimato non esiste privacy. Con il massimo rispetto, mi permetto un vecchio modo di dire. L"anonimato protetto" esiste quanto una "ragazza abbastanza vergine", od un unicorno rosa. JM2EC. Marco
Grazie 380° e lista Nexa. Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno ven 21 apr 2023 alle ore 17:43 <nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Date: Fri, 21 Apr 2023 17:43:41 +0200 From: 380° <g380@biscuolo.net>
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Internet (non il web) non/prevede/ alcuna "navigazione anonima", ma non è così per /sua natura/... diciamo che a voler essere buoni è stato progettato male, senza MINIMAMENTE pensare alla privacy, a partire dal diritto all'anonimità. Ma quella è stata una /scelta/, non è inevitabile, specialmente oggi che la ricerca in questo ambito ha fatto molti passi avanti. E invece non solo la privacy è scomoda "by design" ma... «eh ma rifare tutto costa troppo, e chi paga?!?» :-O saluti, 380°
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Buongiorno Marco e lista. Perchè nel digitale dovremmo accettare modi ai quali ci opponiamo fuori dal digitale? Fuori dal digitale si chiede trasparenza alla politica, la si chiede all'amministrazione, perchè al digitale non si dovrebbe chiederla? Fuori dal digitale ci opponiamo ad una schedatura generalizzata, nel digitale si accetta la profilazione e si ricorre all'anonimato per autoprotezione e reazione. Vi sono tante situazioni in cui l'anonimato è necessario, ma in generale va penalizzato l'abuso dell'identità non l'identità stessa. Penso agli esempi portati da 380°, Giovanni: nella vita predigitale le attività ricordate sono anonime di natura, prescindono dall'identità perchè in esse l'identità non ha valore il quale si forma raramente sul singolo atto ma sull'aggregazione di vari atti; sono impossibili rimedi tecnici affinchè anche in Internet tali attività continuino senza obblighi di profilazione? Cordialmente, Duccio (Alessandro Marzocchi) Il giorno dom 23 apr 2023 alle ore 17:10 Marco A. Calamari < marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
On ven, 2023-04-21 at 18:19 +0200, alessandro marzocchi wrote:
L'anonimato nega la responsabilità, rende impossibile collegare azione a soggetto. Intendiamoci, capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni ma
dissento
da un favore generalizzato verso l'anonimato. Nella mia società ideale (ahi me, so che che è lontana, moooolto lontana) c'è rispetto reciproco, ognuno ha il diritto di manifestare sè stesso e di dissentire, nessuno va spinto in condizione di anonimato, ma ognuno ha la propria identità ed è responsabile di sè. Perciò rispettosamente nego un diritto generalizzato all'anonimato.
Trenta anni di difesa dell'anonimato e della privacy in Rete mi hanno ben insegnato che quando qualcuno, solitamente animato dalle migliori, intenzioni, esordisce dicendo
"capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni"
od altre frasi del genere, è matematico che alla fine lo negherà come diritto civile, particolarmente in campo digitale.
Lo negherà particolarmente in Rete, dove una briciola non di anonimato ma di privacy è quasi impossibile da ottenere già dal punto di vista tecnologico, non parlando poi delle questioni legali anti-pedoterrosatanisti.
Trenta anni di lavoro su questi temi mi hanno insegnato molto, ma mi lasciano spesso a corto di energie.
Per cui, oltre a banalmente dichiarare che non sono assolutamente d'accordo, suggerisco a chiunque volesse costruirsi un suo ragionamento in testa, di partire sempre da un'antitesi, quello di una realtà in cui l'anonimato non esiste, non esiste mai e da nessuna parte, che del resto somiglia molto a quella attuale, ed immaginarsi le conseguenze.
Tutti hanno il diritto di decidere cosa nascondere, quando ed a chi.
Un tale diritto è tutelato, in maniera spesso ampia ma altrettanto spesso solo teorica, nella maggior parte dei corpus legislativi occidentali.
Il diritto all'anonimato ne è la logica, pratica ma difficile da vedere conseguenza. Senza anonimato non esiste privacy.
Con il massimo rispetto, mi permetto un vecchio modo di dire.
L"anonimato protetto" esiste quanto una "ragazza abbastanza vergine", od un unicorno rosa.
JM2EC. Marco
Grazie 380° e lista Nexa. Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno ven 21 apr 2023 alle ore 17:43 < nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Date: Fri, 21 Apr 2023 17:43:41 +0200 From: 380° <g380@biscuolo.net>
... ... ....
Internet (non il web) non/prevede/ alcuna "navigazione anonima", ma non è così per /sua natura/... diciamo che a voler essere buoni è stato progettato male, senza MINIMAMENTE pensare alla privacy, a partire dal diritto all'anonimità. Ma quella è stata una /scelta/, non è inevitabile, specialmente oggi che la ricerca in questo ambito ha fatto molti passi avanti. E invece non solo la privacy è scomoda "by design" ma... «eh ma rifare tutto costa troppo, e chi paga?!?» :-O saluti, 380°
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On 24/04/2023 12:28, alessandro marzocchi wrote:
Buongiorno Marco e lista. Perchè nel digitale dovremmo accettare modi ai quali ci opponiamo fuori dal digitale?
veramente io l'anonimato totale lo vorrei anche fuori dal digitale ;)
Fuori dal digitale si chiede trasparenza alla politica, la si chiede all'amministrazione, perchè al digitale non si dovrebbe chiederla?
argomento trasversale/perpendicolare all'anonimato, mi pareva si parlasse di cittadini, non di PA cmq io vorrei uno Stato con una PA totalmente trasparente al cittadino e il cittadino totalmente opaco alla PA
Fuori dal digitale ci opponiamo ad una schedatura generalizzata, nel digitale si accetta la profilazione e si ricorre all'anonimato per autoprotezione e reazione.
no no, io mi oppongo (alla schedatura...), sia fuori che dentro
Vi sono tante situazioni in cui l'anonimato è necessario, ma in generale va penalizzato l'abuso
s/tante/tutte/g -- Andrea Trentini ⠠⠵ http://atrent.it Dip.to di Informatica Università degli Studi di Milano
Fuori dal digitale ci opponiamo ad una schedatura generalizzata, nel digitale si accetta la profilazione e si ricorre all'anonimato per autoprotezione e reazione.
no no, io mi oppongo (alla schedatura...), sia fuori che dentro
"Entro la fine dell’anno avremo patente, tessera sanitaria e certificato elettorale tutti disponibili in formato digitale all’interno dell’app IO, che diventerà wallet universale [1] ... I documenti digitali hanno una serie di vantaggi: non si perdono: essendo digitali sono nello wallet digitale saranno sempre accessibili tramite cloud anche in caso di smarrimento dello smartphone i dati da loro presentati verranno aggiornati in tempo reale i dati in loro contenuti saranno condivisi facilmente i dati in loro contenuti sono gestiti dall’utente finale, in caso di wallet minor rischio di falsificazione maggiore comodità: tutto nel proprio smartphone A quanto si conosce ad oggi, verrà comunque data la possibilità anche di stampare i documenti, in modo da poterli utilizzare anche in maniera analogica, soprattutto per chi ha meno dimestichezza con gli strumenti digitali." Stampati sì, ma con il QR-code bene in vista. La QR-codificazione, la kill app della schedatura generalizzata, è appena all'inizio. Ma vuoi mettere la comodità di avere tutto TUTTO nel proprio smartphone e nel cloud di chissachì :( Antonio [1] https://www.agendadigitale.eu/documenti/patente-digitale-nel-2023-come-sara-...
On 24/04/2023 19:52, Antonio wrote:
... "Entro la fine dell’anno avremo patente, tessera sanitaria e certificato elettorale tutti disponibili in formato digitale all’interno dell’app IO, che diventerà wallet universale [1] ... I documenti digitali hanno una serie di vantaggi: non si perdono: essendo digitali sono nello wallet digitale saranno sempre accessibili tramite cloud anche in caso di smarrimento dello smartphone i dati da loro presentati verranno aggiornati in tempo reale i dati in loro contenuti saranno condivisi facilmente i dati in loro contenuti sono gestiti dall’utente finale, in caso di wallet minor rischio di falsificazione maggiore comodità: tutto nel proprio smartphone A quanto si conosce ad oggi, verrà comunque data la possibilità anche di stampare i documenti, in modo da poterli utilizzare anche in maniera analogica, soprattutto per chi ha meno dimestichezza con gli strumenti digitali."
Stampati sì, ma con il QR-code bene in vista. La QR-codificazione, la kill app della schedatura generalizzata, è appena all'inizio. Ma vuoi mettere la comodità di avere tutto TUTTO nel proprio smartphone e nel cloud di chissachì :(
sarà allora che tenterò di rivendicare il mio diritto di cittadinanza SENZA smartphone (girerò con una serie di qrcode plastificati...?) -- Andrea Trentini ⠠⠵ http://atrent.it Dip.to di Informatica Università degli Studi di Milano
On lun, 2023-04-24 at 12:28 +0200, alessandro marzocchi wrote:
Buongiorno Marco e lista. Perchè nel digitale dovremmo accettare modi ai quali ci opponiamo fuori dal digitale? Fuori dal digitale si chiede trasparenza alla politica, la si chiede all'amministrazione, perchè al digitale non si dovrebbe chiederla?
Buonasera Duccio,, buonasera tutti. l'argomento diverge, il paragone con la politica e la PA è fuorviante. Chi fa politica, chi regola la vita di altri cittadini è obbligat alla trasparenza ed al rispetto di regole particolari, come gli operai che per andare sul tetto devono usare le imbracature a norma. Io voglio, fortemente uno Stato trasparente. Ma altrettanto fortemente voglio il massimo dei diritti per il cittadino, che sceglio di nn far parte dello Stato e della PA in prima persona. Voglio camminare per strada senza imbracature. Lo stato deve trasparenza al cittadino. Il cittadino deve essere totalmente libero, tranne dove previsto da leggi degne di una democrazia. Se voglio essere anonimo, in qualsiasi situazione non richieda specificatamente che io dichiari la mia identità, perché non dovrei poterlo essere? Perché esistono i pedoterrosatanisti? Prima dell'11/9 negli Stati Uniti si poteva girare senza documenti e senza dichiarare la propria identità, nemmeno se richiesti da una pubblica autorità. Si poteva essere fermati, non ricordo se per 24 o 48 ore, ma se non accusati di un reato specifico, ti dovevano rilasciare. John e Jane Doe, cittadini del mondo. JM2EC. Marco
Fuori dal digitale ci opponiamo ad una schedatura generalizzata, nel digitale si accetta la profilazione e si ricorre all'anonimato per autoprotezione e reazione. Vi sono tante situazioni in cui l'anonimato è necessario, ma in generale va penalizzato l'abuso dell'identità non l'identità stessa. Penso agli esempi portati da 380°, Giovanni: nella vita predigitale le attività ricordate sono anonime di natura, prescindono dall'identità perchè in esse l'identità non ha valore il quale si forma raramente sul singolo atto ma sull'aggregazione di vari atti; sono impossibili rimedi tecnici affinchè anche in Internet tali attività continuino senza obblighi di profilazione? Cordialmente, Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno dom 23 apr 2023 alle ore 17:10 Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
On ven, 2023-04-21 at 18:19 +0200, alessandro marzocchi wrote:
L'anonimato nega la responsabilità, rende impossibile collegare azione a soggetto. Intendiamoci, capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni ma dissento da un favore generalizzato verso l'anonimato. Nella mia società ideale (ahi me, so che che è lontana, moooolto lontana) c'è rispetto reciproco, ognuno ha il diritto di manifestare sè stesso e di dissentire, nessuno va spinto in condizione di anonimato, ma ognuno ha la propria identità ed è responsabile di sè. Perciò rispettosamente nego un diritto generalizzato all'anonimato.
Trenta anni di difesa dell'anonimato e della privacy in Rete mi hanno ben insegnato che quando qualcuno, solitamente animato dalle migliori, intenzioni, esordisce dicendo
"capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni"
od altre frasi del genere, è matematico che alla fine lo negherà come diritto civile, particolarmente in campo digitale.
Lo negherà particolarmente in Rete, dove una briciola non di anonimato ma di privacy è quasi impossibile da ottenere già dal punto di vista tecnologico, non parlando poi delle questioni legali anti-pedoterrosatanisti.
Trenta anni di lavoro su questi temi mi hanno insegnato molto, ma mi lasciano spesso a corto di energie.
Per cui, oltre a banalmente dichiarare che non sono assolutamente d'accordo, suggerisco a chiunque volesse costruirsi un suo ragionamento in testa, di partire sempre da un'antitesi, quello di una realtà in cui l'anonimato non esiste, non esiste mai e da nessuna parte, che del resto somiglia molto a quella attuale, ed immaginarsi le conseguenze.
Tutti hanno il diritto di decidere cosa nascondere, quando ed a chi.
Un tale diritto è tutelato, in maniera spesso ampia ma altrettanto spesso solo teorica, nella maggior parte dei corpus legislativi occidentali.
Il diritto all'anonimato ne è la logica, pratica ma difficile da vedere conseguenza. Senza anonimato non esiste privacy.
Con il massimo rispetto, mi permetto un vecchio modo di dire.
L"anonimato protetto" esiste quanto una "ragazza abbastanza vergine", od un unicorno rosa.
JM2EC. Marco
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Il giorno ven 21 apr 2023 alle ore 17:43 <nexa-request@server- nexa.polito.it> ha scritto:
Date: Fri, 21 Apr 2023 17:43:41 +0200 From: 380° <g380@biscuolo.net>
... ... ....
Internet (non il web) non/prevede/ alcuna "navigazione anonima", ma non è così per /sua natura/... diciamo che a voler essere buoni è stato progettato male, senza MINIMAMENTE pensare alla privacy, a partire dal diritto all'anonimità. Ma quella è stata una /scelta/, non è inevitabile, specialmente oggi che la ricerca in questo ambito ha fatto molti passi avanti. E invece non solo la privacy è scomoda "by design" ma... «eh ma rifare tutto costa troppo, e chi paga?!?» :-O saluti, 380°
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