Definizione di intercettazione massiva: sproporzionata rispetto alle finalità?
Ciao a tutti, volevo condividere una sintesi di una interessante discussione partita su un thread facebook a riguardo: - Non esiste una definizione giuridica di intercettazione massiva - Oggi in italia le intercettazioni massive sono legali (provocatoria definizione da parte mia) Perchè l'unica difesa dalle intercettazioni di massa in Italia, da quanto ho capito, è legata al principio per cui ci deve essere proprozionalità rispetto alle finalità nell'attuazione di intercettazioni. Ovviamente tale principio è soggetto ad interpretazione di un essere umano, che lo valuta nel contesto, quindi può essere soggetto ad abuso. A titolo di esempio, provo ad efettuare una definizione di intercettazione di massa: "Intercettazione di massa è quando viene analizzato il flusso di comunicazioni di un numero di soggetti maggiore rispetto a quello obiettivo dell'intercettazione, utilizzando metodiche parametriche statiche o dinamiche per estrapolare da tale flusso le informazioni di interesse indicate dal corrispondente decreto autorizzativo" Allora, forniamo un esempio facile e sicuramente attuale per capire se ci rientra: "E' intercettazone di massa quella attuata sulla linea internet di un Internet Cafè dove si intercettano centinaia o migliaia di soggetti (i clienti dell'internet cafè) per estrapolare i flussi di comunicazione di un singolo soggetto?" In questo esempio si intercettano 100-1000 soggetti per individuarne 1, e sappiamo che questo tipo di intercettazone viene effettivamente fatta. Perchè se la definizione di intercettazione di massa su indicata fosse ragionevole e l'unica forma di protezione giuridica dalle intercettazione di massa è la interpretazione da parte di un GIP del principio di "proporzionalità rispetto alle finalità" allora potremmo affermare che in Italia le intercettazioni di massa si praticano già (vedi esempio internet cafè). Ma andiamo oltre proponendo un edge-case interessante, per provare a tirare l'attuale forma di difesa giuridica dalle intercettazioni di massa. Assumiamo che la Direzione Nazionale Antimafia ha la certezza che a Corleone (11.000 abitanti) si nasconde Toto Riina e che questi non comunica con pizzini, ma usa chiavette internet UMTS e cambia SIM ogni settimana come misura di protezione. Quindi la DNA richiede autorizzazione al GIP per potere "Intercettare tutte le linee dati di tutti gli operatori mobili ubicati fisicamente nelle celle posizionate all'interno del territorio di Corleone" al fine di potere applicare una analisi parametrica e rilevare il traffico di Toto Riina. Quando il GIP dovrà applicare il principio di "Proporzionalità rispetto alle finalità" riterrà tale intercettazione fattibile o no? In questo esempi si intercetterebbero 10.000 soggetti per prenderne 1. Questi esempi mi portano a pensare che: a) Il caso dell'internet cafè è attuale: 1:1.000 b) Il caso ipotetico Toto Riina potrebbe accadere 1:10.000 c) Quale è la probabilità che ci sia un caso 1:1.000.000 ? Quindi le domande su cui mi piacerebbe stimolare una riflessione sono: 1) Il principio di proporzionalità rispetto alle finalità, essendo ad interpretazione soggettiva e contestuale, è sufficiente per tutelarci girudicamente dalle intercettazioni di massa? 2) E' quindi necessaria una definizione giuridica di intercettazione di massa? E se si, quali potrebbero essere le sue definizioni per potere limitale in modo più oggettivo? -- Fabio Pietrosanti (naif) HERMES - Center for Transparency and Digital Human Rights http://logioshermes.org - https://globaleaks.org - https://tor2web.org - https://ahmia.fi
Il 27/09/2015 10:45, Fabio Pietrosanti (naif) - lists ha scritto: ...
Perchè l'unica difesa dalle intercettazioni di massa in Italia, da quanto ho capito, è legata al principio per cui ci deve essere proprozionalità rispetto alle finalità nell'attuazione di intercettazioni. ... A titolo di esempio, provo ad efettuare una definizione di intercettazione di massa: "Intercettazione di massa è quando viene analizzato il flusso di comunicazioni di un numero di soggetti maggiore rispetto a quello obiettivo dell'intercettazione, utilizzando metodiche parametriche statiche o dinamiche per estrapolare da tale flusso le informazioni di interesse indicate dal corrispondente decreto autorizzativo" nel senso che abbiamo bisogno di una curva parametrizzata che esprime in qualche modo l'andamento del rapporto tra target ed intercettati possiamo ad esempio dirgli la massimo radice di x che tipicamente smorza sui numeri grandi e forse è esagerato supponiamo che la somma totale dei target in questo paese sia di 7000 unita questo implica che possiamo abilitare il governo a controllare quasi tutti gli Italiani con questo principio: radice di 60000000 = circa 7700 che ovviamente spero sia una sorta di asintoto quindi per ridurre il fattore soggettivo possiamo parametrizzare a buon cuore collettivo e decidere a priori la funzione di attenuazione con un limite superiore
siamo disposti a qualsiasi titolo a considerare tutta la popolazione sotto intercettazione?: no siamo disposti a lasciare sempre in mano al super uomo (aka piccolo gruppo) la soggettiva parametrizzazione?: no ci diamo dei limiti? : si quali?
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