L’umanità dell’internet. Un ricordo di Giancarlo Livraghi.
Non è l'anniversario della sua scomparsa (22/2/2014) ma sono capitato per caso sul suo sito [1] e vorrei ricordarlo. Molti di "noi del web 1.0" l'hanno letto, qualcuno l'ha conosciuto personalmente, ma se nella lista c'è qualche "giovane" che non avesse mai sentito parlarne gli consiglio vivamente di farsi un giro tra i suoi scritti. Come quello sull'umanità delle rete, sull'anima e il corpo [2]. Le rubriche [3], gli articoli "offline" [4] e tantissimo altro. Antonio [1] http://www.gandalf.it [2] http://www.gandalf.it/uman/09.htm [3] http://www.gandalf.it/nodi/index.htm [4] http://www.gandalf.it/offline/home.htm
mi sento di affermare che Giancarlo Livraghi e' stato uno dei primi intellettuali di internet in italia. un altro personaggio notevole da ricordare e' Giorgio Giunchi che e' stato uno storico della rete italica. (lui si definiva "un archivista") http://cctld.it/ buona lettura, s. On 09/10/2020 20:24, Antonio Iacono wrote:
Non è l'anniversario della sua scomparsa (22/2/2014) ma sono capitato per caso sul suo sito [1] e vorrei ricordarlo.
Molti di "noi del web 1.0" l'hanno letto, qualcuno l'ha conosciuto personalmente, ma se nella lista c'è qualche "giovane" che non avesse mai sentito parlarne gli consiglio vivamente di farsi un giro tra i suoi scritti. Come quello sull'umanità delle rete, sull'anima e il corpo [2]. Le rubriche [3], gli articoli "offline" [4] e tantissimo altro.
Antonio
[1] http://www.gandalf.it [2] http://www.gandalf.it/uman/09.htm [3] http://www.gandalf.it/nodi/index.htm [4] http://www.gandalf.it/offline/home.htm _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Caro Antonio, Antonio Iacono <antiac@gmail.com> writes:
Non è l'anniversario della sua scomparsa (22/2/2014) ma sono capitato per caso sul suo sito [1] e vorrei ricordarlo.
Molti di "noi del web 1.0" l'hanno letto, qualcuno l'ha conosciuto personalmente, ma se nella lista c'è qualche "giovane" che non avesse mai sentito parlarne gli consiglio vivamente di farsi un giro tra i suoi scritti.
Io sono vecchio ma ignoravo i suoi scritti, che ora entrano *de jure* nella lista delle cose che devo studiare nel tempo libero :-D
Come quello sull'umanità delle rete, sull'anima e il corpo [2].
http://gandalf.it/uman/09.htm Capitolo 9 - L’anima e il corpo Molto incuriosito dal titolo sono andato a legere quel capitolo: so che ESTRAPOLATO dal contesto del libro (che leggerò) rischia di essere (da me) frainteso, ma mi pare piuttosto ingenuo per una persona della caratura di Livraghi, no? Siccome voglio essere circostanziato, inserisco "il nocciolo" di quel capitolo come "quoting" per inserire i miei commenti.
Ho conosciuto più persone nuove attraverso la rete, da qualche anno in qua, che in qualsiasi altro modo. Alcuni di questi incontri si sono trasformati in vere amicizie. Non tutti direttamente. Attraverso la rete ho conosciuto qualcuno, tramite quella persona poi incontrato qualcun altro... ma è nella rete l’origine, la scoperta. Può essere chi abita lontano (per vederci di persona occorre un viaggio); oppure è vicino, a pochi passi da casa mia, ma non lo sapevamo.
Sì, la promessa di internet è questa e ci sono ALCUNI sistemi che sembrano più neutri di altri, all'epoca le email e in newsgroup, tranne che tutti sono parte fin dall'inizio di un sistema di sorveglianza globale che nel 2001 era già ampiamente noto agli addetti ai lavori.
Capita ogni tanto di ragionare insieme su questo modo di conoscersi. Il tema, per molti aspetti, è affascinante.
Incontriamo una persona che non possiamo vedere né toccare. Prima di vederla fisicamente ne conosciamo i pensieri, il carattere, il temperamento. Nasce un rapporto, un reciproco interesse, uno scambio di pensieri e di emozioni; cresce il desiderio di incontrarsi; e un giorno, finalmente, ci si vede. La domanda rituale è «quanto sono diverso da come mi immaginavi?»
Come dice Livraghi sotto «questa non è una cosa del tutto nuova», con la notevole differenza che la rete non è mai stata neutra e riservata mentre la corrispondenza sì, carcerati e sorvegliati speciali a parte.
Insomma il cammino è al contrario di quello abituale: conosciamo prima l’anima, poi il corpo. Non è vero che se prima ci si vede, e poi ci si parla, ci si conosce meglio. Spesso l’incontro fisico è deviante;
Anche quello "di penna" perché si può mentire; poi sono arrivati "i social" e la filter bubble, l'economia dell'attenzione e altre tecniche di social engineering hanno completato la "deviazione": tutto questo è stato possibile SOLO per la tecnologia inglobata (principalente attraverso software) nella rete, non per la natura delle comunicazioni a distanza.
nasconde o rallenta l’incontro con l’anima e con la mente. Ci sono persone che si vedono da vent’anni, magari condividono lo stesso letto, e non si conoscono bene. Non è solo menzogna la frase classica degli infedeli: «mia moglie (o mio marito) non mi capisce». La vicinanza fisica non è necessariamente dialogo e comprensione; può addirittura diventare un ostacolo.
[...]
C’è una specie di magia in questo incontro di anime libere, che solo dopo si incarnano. Quando incontriamo fisicamente la persona ne abbiamo già un’immagine interiore; il nostro modo di percepirla è diverso, perché nel momento in cui vediamo il “fuori” sappiamo già qualcosa del “dentro”.
In tutta questa descrizione della "magia di incontro di anime libere" (diversamente condizionate?) in rete Livraghi omette almeno di *citare* gli effetti DISTORSIVI della comunicazione via internet, che hanno permesso che il sistema evolvesse in quello che consente il c.d. "capitalismo della sorveglianza" (da ECHELON), l'affaire Cambrige Analitica e altre decine di fenomeni simili via "social". Senza internet così fatta tutto ciò non sarebbe stato possibile. [...]
di reagire, di dialogare o di tacere. È affascinante scoprire carattere, stile, personalità di qualcuno che non abbiamo mai visto; e
É terrificante scoprire che c'è gente che sfrutta la propria posizione dominante in internet per tentare di scoprire carattere, stile e personalità del maggior numero possibile di persone per poi tentare di MANIPOLARLE. La cosa era già nota nel 2001. [...]
Mi sembra che questo percorso sia un salutare rimedio a una certa tendenza a dare troppa importanza alle apparenze. Un po’ per il culto esagerato e diffuso dell’aspetto fisico, un po’ per l’effetto della televisione, viviamo in una cultura dell’immagine; si rischia spesso di pensare che una persona sia ciò che sembra, che l’apparenza fisica, perfino il modo di vestire o di addobbarsi, siano l’identità.
Non voglio addentrarmi in un'analisi sociologica della comunicazione personale in internet, ma NON mi pare che l'effetto netto sia stato quello di identificare le persone il più possibile attraverso l'essenza di ciò che esprimono piuttosto che l'immagine che danno di sè, che sia in video, audio o per iscritto. Livraghi probabilmente ne sapeva qualcosa considerata la sua esperienza :-D
Forse un giorno la rete perderà la sua magia. Forse quando avremo larghezze di banda infinitamente superiori a quelle di oggi ci incontreremo in video; l’apparenza riprenderà il dominio,
Devo essermi perso qualcosa: quando l'apparenza ha perso il dominio? [...]
Ma finché continueremo a incontrarci per mezzo di parole e pensieri, potremo disporre di questo percorso straordinario, conoscere prima l’anima, poi il corpo. E anche poi scegliere, secondo il caso, che cosa preferiamo dirci di persona o per telefono e che cosa invece scriverci.
Possibilmente sapendo che quanto ci diciamo attraverso il mezzo è ASSOLUTAMNTE riservato, perchè TUTTI abbiamo qualcosa da nascondere ;-)
Questa non è una cosa del tutto nuova. La storia è piena di amici e di amanti che pur vedendosi spesso si mandavano lettere e messaggi. Quante volte due innamorati, anche se si vedono tutti i giorni, sentono il bisogno di scambiarsi foglietti e bigliettini? Ma l’abitudine di scrivere stava scomparendo, in un mondo pieno di telefoni. Con la rete l’abbiamo riscoperta. Spesso scriviamo cose semplici, anche sciocche; scherziamo o parliamo di nulla. Che male c’è? È un modo per unire le nostre anime, condividere pensieri, che ha un valore in sé, anche indipendentemente dai contenuti.
Probabilmente è questo il motivo principale per cui mi piace essere in rete: è un modo in più per essere umani.
Quindi nessun cenno ai pericoli INGLOBATI in internet? Devo studiare, SICURAMENTE ci sarà scritto qualcosa in merito nel resto del libro che non devo perdermi :-D Grazie! Giovanni. -- Giovanni Biscuolo
di reagire, di dialogare o di tacere. È affascinante scoprire carattere, stile, personalità di qualcuno che non abbiamo mai visto; e
É terrificante scoprire che c'è gente che sfrutta la propria posizione dominante in internet per tentare di scoprire carattere, stile e personalità del maggior numero possibile di persone per poi tentare di MANIPOLARLE. La cosa era già nota nel 2001.
Il testo originario è del 1997, poi riproposto nel 2001. E nel 1997 eravamo, almeno in Italia, all'inizio della diffusione di internet. Livraghi (che già all'epoca ha settantanni), me lo immagino, lui grandissimo pubblicitario che nella sua carriera avrà visto di tutto quanto a manipolazione, si trova davanti questo strumento e, chissà, magari ingenuamente, inizialmente ne ravvisa solo gli aspetti positivi. Ma, dato che ingenuo non lo era proprio, nel corso dei successivi 17 anni (ha scritto sul sito [1] fino ad un mese prima della morte) si è ampiamente ricreduto, evidenziando, spesso causticamente il proprio disappunto. Antonio [1] http://www.gandalf.it/offline/home.htm
Caro Antonio, Antonio Iacono <antiac@gmail.com> writes: [...]
Ma, dato che ingenuo non lo era proprio, nel corso dei successivi 17 anni (ha scritto sul sito [1] fino ad un mese prima della morte) si è ampiamente ricreduto, evidenziando, spesso causticamente il proprio disappunto.
Capisco, probabilmente la sua opera andrebbe riletta "alla rovescia", per ritrovarsi alla fine ad aver a che fare con le promesse TRADITE da internet e analizzare il perché. Comunque la si metta: va studiato :-D
Antonio
Grazie, Giovanni -- Giovanni Biscuolo
participants (3)
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Antonio Iacono -
Giovanni Biscuolo -
Stefano Quintarelli