Re: [nexa] the most i ()mportant AI law you’ve never heard of (MIT Technology Review)
La proposta cosiddetta European AI Act è stata seriamente criticata dall’associazione CLAIRE, che raggruppa oltre 3000 ricercatori europei del settore. https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12... La proposta parte da una definizione sbagliata di AI, che includerebbe qualunque sistema faccia uso di tecniche statistiche. Inoltre impone requisiti impossibili, ad esempio che sia garantito che “Training, validation and testing data sets shall be relevant, representative, free of errors and complete.” Poi richiede che ciascun paese investa “risorse umane adeguate” in un organismo nazionale incaricato di validare e verificare qualunque prodotto rientri nella categoria precedentemete definita di sistema di AI. Ciò significa tra cento e duecento persone, con una spesa che supera di gran lunga gli investimenti che gli stessi paesi farebbero nella ricerca e sviluppo di tecnologie AI. La normativa sembra minata da una contraddizione di fondo: si afferma in vario modo che su sistemi di AI non si può fare affidamento e dall’altra che attraverso un processo di certifucazione li si possa fare diventare tali. La direzione presa dall’EC di concentrarsi sulla regolamentazione, trascurando di investire nello sviluppo per padroneggiare la tecnologia, finirà per risultare perdente. Già adesso la produzione scientifica in AI è esplosa a livello mindiale, con oltre 300 articoli pubblicati su Arxive ogni giorno (giorno) e oltre 100 miliardi investiti a livello mondiale (vedi rapporto di Stanford su AI Index https://aiindex.stanford.edu/report/). La EC dopo aver promesso ingentiinvestimenti nella ricerca nel settore, si è finora impegnata per poche decine di milioni. Eppure la EC si è invece mossa rapidamente per investire 20 miliardi per rilanciare la produzione europea di semiconduttori, aggirando persino le sue stesse normative contro gli aiuti di stato. Ma lì è intervenuta la lobby dei costruttori di automobili, lamentandosi dei rischi di perdere indipendenza produttiva. Purtroppo aziende di AI o tanto meno di informatica sufficientemente influenti a livello europeo non ce ne sono. Pertanto l’Europa finirà per restare indietro in quella che è la terza GPT (General Purpose Technology), che cambierà drasticamente il nostro futuro. Le aziende Big Tech, che adesso già dominano, aumenteranno il loro dominio mediante l’AI, come spiega Moshe Vardi sulle CACM https://m-cacm.acm.org/magazines/2022/3/258894-acm-ethics-and-corporate-beha... Purtroppo stiamo perdendo un altro treno, come tanti altri che abbiamo perso in informatica (come ci ricorda spesso ARM), per mancanza di determinazione e di coraggio. — Beppe
On 15 May 2022, at 05:58, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
Date: Sat, 14 May 2022 22:36:20 +0200 From: maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: [nexa] the most i ()mportant AI law you’ve never heard of ( MIT Technology Review) Message-ID: <5f973b9b-3d33-140e-df3f-5a152ad60e39@uniupo.it> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed
segnalo questo articolo dell'ultima uscita di MIT Technology Review: https://www.technologyreview.com/2022/05/13/1052223/guide-ai-act-europe/ intitolato "A quick guide to the most important AI law you’ve never heard of". questa "AI law", chiamata nell'articolo "EU AI Act", è se non erro questa cosa qui: /Proposal for a Regulation of the European Parliament and of the Council laying down harmonised rules on Artificial Intelligence (Artificial Intelligence Act) and amending certain Union legislative acts/. 2021. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021PC0206&f... <https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021PC0206&f...>.
non mi sembra che se ne sia ancora parlato qui, ciò che mi colpisce è che 1) come il GDPR avrà in prospettiva futura effetti anche fuori dell'Europa e 2) che pur con tanti limiti e difetti che ci si possono trovare [chi non fa non sbaglia], l'EU (Parlamento e Commissione) è l'unico soggetto internazionale che opera legislativamente su queste materie dal punto di vista di un interesse pubblico Maurizio
Il 15/05/22 23:09, Giuseppe Attardi ha scritto:
La proposta cosiddetta European AI Act è stata seriamente criticata [...] La direzione presa dall’EC [...] finirà per risultare perdente. [...] Purtroppo stiamo perdendo un altro treno, come tanti altri che abbiamo perso in informatica (come ci ricorda spesso ARM), per mancanza di determinazione e di coraggio.
Provo a riformulare quanto sopra, per come la leggo io. Il gia' coordinatore di GARR-Cloud --ossia l'infrastruttura "cloud" allestita da GARR e che oggi vede attive risorse spalmate fra Catania, Palermo, Napoli, Torino (PoliTO) e Torino (UniTO)--, nonché gia' Ordinario di UniPisa [Dipartimento di Informatica], evidenzia un serio rischio rispetto alla direzione che la Commissione Europea ha preso, in ambito AI. Nel farlo, il Prof. Attardi segnala che "...stiamo perdendo un altro treno..." citando il Prof. Angelo Raffaele Meo, se ricordo bene, primo docente di una cattedra di informatica nel nostro Paese, nonché attivo sostenitore del Software Libero (non solo nel mondo reale, ma anche in ambito politico [è stato presidente della 1a Commissione Nazionale per l'Open Source]). Attardi lancia questo segnale di allarme sulla Mailing-List "Nexa", una sorta di "collettivo" di accademici con baricentro PoliTO. Quel PoliTO che --unico in Italia-- ha gestito la pandemia INTERAMENTE con infrastrutture in-house, grazie alla fiducia che il Rettore Saracco nutriva nei confronti dei suoi tecnici, a partire da Enrico Venuto ed il suo staff. Ma la ML non è "solo" PoliTO. Oltre al Prof. Attardi ed al Prof. Meo, diversi sono gli accademici "sensibili" al tema del (sano) Sovranismo Digitale afferenti ad altri Atenei (UniMI, UniTO, UniPI, UniBo, UniRoma2, UniUpo, ...) affiancati da diversi non-accademici, in alcuni casi con esperienze politiche di rilievo (Stefano Quintarelli è il primo che mi viene in mente). Questa "potenza di fuoco" (che i miei occhi distinguono chiaramente...) è decisamente superiore a quella che consentì a 4 persone (quattro!), ossia Gabriele Neri [ex Cineca], Stefano Trumpy [ex Cnuce/CNR], Antonio Cantore [ex Cilea], Enzo Valente [INFN] di attivare nel 1986 il 1° link Internet Italiano (ed il 4° in Europa) e di dar cosi' spunto alla nascita del GARR. Ascoltare la voce di questi personaggi è particolarmente interessante e lo suggerisco _A_TUTTI_ [sono solo 6 minuti! Il link è in fondo a questa mail]. Enzo Valente, ad esempio, dice: "....abbiamo cominciato a collaborare, senza rivalita'. Con una certa competitivita'... che c'era... Ma senza rivalita'..." Quelle 4 persone --che io immagino riunite attorno ad un tavolo di una delle sedi degli enti coinvolti [Cineca, CNUCE/CNR, Cilea, INFN]-- produssero risultati [GARR] che oggi, a piu' di 30 anni di distanza, sono ancora molto tangibili e non danno segni di cedimento. Ora io, pur sforzandomi di essere "delicato", faccio molta fatica ad immaginare Neri, Trumpy, Cantore e Valente che.... segnalavano l'urgenza di salire sul "carro di Internet", e che la direzione presa dal nostro Paese era... lacunosa. Mi piace pensare che semplicemente si conoscessero l'un l'altro + conoscessero pregi e difetti dei rispettivi Enti + presero il telefono e, guardandosi nelle palle dei loro occhi, dissero: "ok. E' ora di _FARE_ qualcosa". E l'hanno fatto. Premesso tutto cio' , leggere "....Purtroppo stiamo perdendo un altro treno, [...] per mancanza di determinazione e di coraggio...." mi porta a dire che... a me, la determinazione non manca e, in fondo in fondo, anche un po' di "coraggio" riesco a trovarlo (banalmente: autofinanziandomi gran parte dell'eventuale lavoro indotto). Ma non credo che serva a molto... Servono altre 4 (quattro!) persone, magari di quegli stessi CNR, Cineca e INFN (gia' nello scrivere questi tre nomi, mi tremano le mani.... Ma è uno sforzo che va fatto!) che.... _FANNO_ (magari su tavoli separati rispetto a quelli che, invece, sono ultra-attivi nella gestione dei fondi PNRR). Mi taccio. Saluti, DV P.S.: il link al video è questo: https://peertube.devol.it/w/wSRVty4gQ8MZy8ToDdeDiG?autoplay=1 -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
participants (2)
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Damiano Verzulli -
Giuseppe Attardi