France leads the open source market in Europe
France leads the European open source market, with penetration in IT services and software higher than that of other countries, says the French company Pierre Audoin Consultants (PAC) in a survey published during the Paris Open Source Summit (POSS 2017). In France, the open source market reached EUR 4.46 billion in 2017, with annual growth of 8.3%. Open source represents 9.9% of the total French IT market, compared to 6.4% in Germany and 6.5% in the United Kingdom. continua qui https://joinup.ec.europa.eu/news/market qualcuno conosce la percentuale dell'Italia? m.c.
Il 01/02/2018 16:40, Marco Ciurcina ha scritto:
France leads the European open source market, with penetration in IT services and software higher than that of other countries, says the French company Pierre Audoin Consultants (PAC) in a survey published during the Paris Open Source Summit (POSS 2017). In France, the open source market reached EUR 4.46 billion in 2017, with annual growth of 8.3%. Open source represents 9.9% of the total French IT market, compared to 6.4% in Germany and 6.5% in the United Kingdom. continua qui https://joinup.ec.europa.eu/news/market
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Hai una fonte per questo dato?m.c. Inviato da dispositivo mobile. -------- Messaggio originale --------Da: Raffaele Meo <meo@polito.it> Data: 01/02/18 17:26 (GMT+01:00) A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] France leads the open source market in Europe Il 01/02/2018 16:40, Marco Ciurcina ha scritto:
France leads the European open source market, with penetration in IT services and software higher than that of other countries, says the French company Pierre Audoin Consultants (PAC) in a survey published during the Paris Open Source Summit (POSS 2017). In France, the open source market reached EUR 4.46 billion in 2017, with annual growth of 8.3%. Open source represents 9.9% of the total French IT market, compared to 6.4% in Germany and 6.5% in the United Kingdom. continua qui https://joinup.ec.europa.eu/news/market
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ho fatto un'approfondita analisi di mercato, verificando i dati con grandissimi economisti come consulenti. Dall'analisi è emerso un dato della percentuale pari a 0.000873 che ho approssimato a 0.001. Se qualcuno conosce un operatore del mercato italiano che abbia fatturato più di un euro mi informi in modo che possa verificare i miei dati. Raf Il 01/02/2018 17:42, Marco Ciurcina ha scritto:
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-------- Messaggio originale -------- Da: Raffaele Meo <meo@polito.it> Data: 01/02/18 17:26 (GMT+01:00) A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] France leads the open source market in Europe
Il 01/02/2018 16:40, Marco Ciurcina ha scritto:
France leads the European open source market, with penetration in IT services and software higher than that of other countries, says the French company Pierre Audoin Consultants (PAC) in a survey published during the Paris Open Source Summit (POSS 2017). In France, the open source market reached EUR 4.46 billion in 2017, with annual growth of 8.3%. Open source represents 9.9% of the total French IT market, compared to 6.4% in Germany and 6.5% in the United Kingdom. continua qui https://joinup.ec.europa.eu/news/market
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Ciao, io non sono a conoscenza di studi seri in Italia. Potreste provare a contattare la DNDG Srl (https://dndg.it/it/home ) che sviluppa professionalmente software libero da anni. Anni fa ho avuto il piacere di collaborare ad un progetto opensource con Federico Di Gregorio (la DG in DNDG) e penso che risponderebbe a qualche domanda. RedHat elenca una cinquantina di patner (di vario livello) http://redhat.force.com/finder/FindPartner Inoltre bisogna considerare che molto OpenSource viene incluso in soluzioni proprietarie verticali e rivenduto a clienti corporate. Non sto parlando di rubagalline che violano la GPL (che immagino non manchino, ma non mi e' ancora capitato di incapparvi personalmente), ma di sviluppatori seri che utilizzano codice e librerie MIT, BSD etc... o che rivendono servizi basati su tecnologie opensource. Per esempio tutti i piccoli ISP che forniscono il servizio email, usano stack basati su GNU-Linux e servizi IMAP/POP/SMTP opensource. Tutti i dns provider italiani che conosco usano Bind. Diversi consulenti di sicurezza con cui ho lavorato installano firewall basati su OpenBSD. Sarebbe bello, in un eventuale studio, distinguere il software libero dal software open source. La differenza è culturale, ci sono software liberi sotto MIT o BSD e ci sono software open source rilasciati in GPLv3, ma nella mia esperienza personale rimane rilevante. Sarebbe anche bello avere un'idea del contributo italiano al software libero. Negli ultimi 10 anni mi è capitato solo 3 volte di incappare in altri italiani al lavoro su progetti FLOSS internazionali (ma potrebbe trattarsi di un bias di selezione). Giacomo 2018-02-01 22:03 GMT+01:00 armeo@mail.nexacenter.org <meo@polito.it>:
ho fatto un'approfondita analisi di mercato, verificando i dati con grandissimi economisti come consulenti. Dall'analisi è emerso un dato della percentuale pari a 0.000873 che ho approssimato a 0.001. Se qualcuno conosce un operatore del mercato italiano che abbia fatturato più di un euro mi informi in modo che possa verificare i miei dati.
Raf
Il 01/02/2018 17:42, Marco Ciurcina ha scritto:
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-------- Messaggio originale -------- Da: Raffaele Meo <meo@polito.it> Data: 01/02/18 17:26 (GMT+01:00) A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] France leads the open source market in Europe
Il 01/02/2018 16:40, Marco Ciurcina ha scritto:
France leads the European open source market, with penetration in IT services and software higher than that of other countries, says the French company Pierre Audoin Consultants (PAC) in a survey published during the Paris Open Source Summit (POSS 2017). In France, the open source market reached EUR 4.46 billion in 2017, with annual growth of 8.3%. Open source represents 9.9% of the total French IT market, compared to 6.4% in Germany and 6.5% in the United Kingdom. continua qui https://joinup.ec.europa.eu/news/market
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scherzi a parte, penso sia difficilissimo determinare quel dato. Io dubito persino del dato relativo alla Francia. Chi lavora sul sw libero vende lavoro e non prodotti e quel lavoro va generalmente su sistemi che integrano sw libero (a diversi livelli di licenza) e sw proprietario e chi ha fatto il lavoro non sa attribuire alle varie tipologie di sw la giusta componente del suo lavoro. Raf Il 01/02/2018 22:59, Giacomo Tesio ha scritto:
Ciao, io non sono a conoscenza di studi seri in Italia.
Potreste provare a contattare la DNDG Srl (https://dndg.it/it/home ) che sviluppa professionalmente software libero da anni. Anni fa ho avuto il piacere di collaborare ad un progetto opensource con Federico Di Gregorio (la DG in DNDG) e penso che risponderebbe a qualche domanda.
RedHat elenca una cinquantina di patner (di vario livello) http://redhat.force.com/finder/FindPartner
Inoltre bisogna considerare che molto OpenSource viene incluso in soluzioni proprietarie verticali e rivenduto a clienti corporate. Non sto parlando di rubagalline che violano la GPL (che immagino non manchino, ma non mi e' ancora capitato di incapparvi personalmente), ma di sviluppatori seri che utilizzano codice e librerie MIT, BSD etc... o che rivendono servizi basati su tecnologie opensource. Per esempio tutti i piccoli ISP che forniscono il servizio email, usano stack basati su GNU-Linux e servizi IMAP/POP/SMTP opensource. Tutti i dns provider italiani che conosco usano Bind. Diversi consulenti di sicurezza con cui ho lavorato installano firewall basati su OpenBSD.
Sarebbe bello, in un eventuale studio, distinguere il software libero dal software open source. La differenza è culturale, ci sono software liberi sotto MIT o BSD e ci sono software open source rilasciati in GPLv3, ma nella mia esperienza personale rimane rilevante. Sarebbe anche bello avere un'idea del contributo italiano al software libero. Negli ultimi 10 anni mi è capitato solo 3 volte di incappare in altri italiani al lavoro su progetti FLOSS internazionali (ma potrebbe trattarsi di un bias di selezione).
Giacomo
2018-02-01 22:03 GMT+01:00 armeo@mail.nexacenter.org <meo@polito.it>:
ho fatto un'approfondita analisi di mercato, verificando i dati con grandissimi economisti come consulenti. Dall'analisi è emerso un dato della percentuale pari a 0.000873 che ho approssimato a 0.001. Se qualcuno conosce un operatore del mercato italiano che abbia fatturato più di un euro mi informi in modo che possa verificare i miei dati.
Raf
Il 01/02/2018 17:42, Marco Ciurcina ha scritto:
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-------- Messaggio originale -------- Da: Raffaele Meo <meo@polito.it> Data: 01/02/18 17:26 (GMT+01:00) A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] France leads the open source market in Europe
Il 01/02/2018 16:40, Marco Ciurcina ha scritto:
France leads the European open source market, with penetration in IT services and software higher than that of other countries, says the French company Pierre Audoin Consultants (PAC) in a survey published during the Paris Open Source Summit (POSS 2017). In France, the open source market reached EUR 4.46 billion in 2017, with annual growth of 8.3%. Open source represents 9.9% of the total French IT market, compared to 6.4% in Germany and 6.5% in the United Kingdom. continua qui https://joinup.ec.europa.eu/news/market
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Raf
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In data giovedì 1 febbraio 2018 22:59:37 CET, Giacomo Tesio ha scritto:
Ciao, io non sono a conoscenza di studi seri in Italia.
Potreste provare a contattare la DNDG Srl (https://dndg.it/it/home ) che sviluppa professionalmente software libero da anni. Sono molto bravi, ma non credo fatturino già 4.5 miliardi. :-) m.c.
Anni fa ho avuto il piacere di collaborare ad un progetto opensource con Federico Di Gregorio (la DG in DNDG) e penso che risponderebbe a qualche domanda.
RedHat elenca una cinquantina di patner (di vario livello) http://redhat.force.com/finder/FindPartner
Inoltre bisogna considerare che molto OpenSource viene incluso in soluzioni proprietarie verticali e rivenduto a clienti corporate. Non sto parlando di rubagalline che violano la GPL (che immagino non manchino, ma non mi e' ancora capitato di incapparvi personalmente), ma di sviluppatori seri che utilizzano codice e librerie MIT, BSD etc... o che rivendono servizi basati su tecnologie opensource. Per esempio tutti i piccoli ISP che forniscono il servizio email, usano stack basati su GNU-Linux e servizi IMAP/POP/SMTP opensource. Tutti i dns provider italiani che conosco usano Bind. Diversi consulenti di sicurezza con cui ho lavorato installano firewall basati su OpenBSD.
Sarebbe bello, in un eventuale studio, distinguere il software libero dal software open source. La differenza è culturale, ci sono software liberi sotto MIT o BSD e ci sono software open source rilasciati in GPLv3, ma nella mia esperienza personale rimane rilevante. Sarebbe anche bello avere un'idea del contributo italiano al software libero. Negli ultimi 10 anni mi è capitato solo 3 volte di incappare in altri italiani al lavoro su progetti FLOSS internazionali (ma potrebbe trattarsi di un bias di selezione).
Giacomo
2018-02-01 22:03 GMT+01:00 armeo@mail.nexacenter.org <meo@polito.it>:
ho fatto un'approfondita analisi di mercato, verificando i dati con grandissimi economisti come consulenti. Dall'analisi è emerso un dato della percentuale pari a 0.000873 che ho approssimato a 0.001. Se qualcuno conosce un operatore del mercato italiano che abbia fatturato più di un euro mi informi in modo che possa verificare i miei dati.
Raf
Il 01/02/2018 17:42, Marco Ciurcina ha scritto:
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-------- Messaggio originale -------- Da: Raffaele Meo <meo@polito.it> Data: 01/02/18 17:26 (GMT+01:00) A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] France leads the open source market in Europe
Il 01/02/2018 16:40, Marco Ciurcina ha scritto:
France leads the European open source market, with penetration in IT services and software higher than that of other countries, says the French company Pierre Audoin Consultants (PAC) in a survey published during the Paris Open Source Summit (POSS 2017). In France, the open source market reached EUR 4.46 billion in 2017, with annual growth of 8.3%. Open source represents 9.9% of the total French IT market, compared to 6.4% in Germany and 6.5% in the United Kingdom. continua qui https://joinup.ec.europa.eu/news/market
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Francamente lo auguro loro! :-) Intendevo dire che sono sul pezzo per esperienza personale. Immagino conoscano la propria concorrenza nell'ambito del software libero. E magari sono a conoscenza di analisi di mercato italiane per il proprio segmento. La stessa cosa vale per RedHat (che è semplicemente la prima azienda ad essermi venuta in mente, nonostante io sia un Debianista da sempre :-D). Giacomo Il 2 febbraio 2018 17:15, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
In data giovedì 1 febbraio 2018 22:59:37 CET, Giacomo Tesio ha scritto:
Ciao, io non sono a conoscenza di studi seri in Italia.
Potreste provare a contattare la DNDG Srl (https://dndg.it/it/home ) che sviluppa professionalmente software libero da anni. Sono molto bravi, ma non credo fatturino già 4.5 miliardi. :-) m.c.
Anni fa ho avuto il piacere di collaborare ad un progetto opensource con Federico Di Gregorio (la DG in DNDG) e penso che risponderebbe a qualche domanda.
RedHat elenca una cinquantina di patner (di vario livello) http://redhat.force.com/finder/FindPartner
Inoltre bisogna considerare che molto OpenSource viene incluso in soluzioni proprietarie verticali e rivenduto a clienti corporate. Non sto parlando di rubagalline che violano la GPL (che immagino non manchino, ma non mi e' ancora capitato di incapparvi personalmente), ma di sviluppatori seri che utilizzano codice e librerie MIT, BSD etc... o che rivendono servizi basati su tecnologie opensource. Per esempio tutti i piccoli ISP che forniscono il servizio email, usano stack basati su GNU-Linux e servizi IMAP/POP/SMTP opensource. Tutti i dns provider italiani che conosco usano Bind. Diversi consulenti di sicurezza con cui ho lavorato installano firewall basati su OpenBSD.
Sarebbe bello, in un eventuale studio, distinguere il software libero dal software open source. La differenza è culturale, ci sono software liberi sotto MIT o BSD e ci sono software open source rilasciati in GPLv3, ma nella mia esperienza personale rimane rilevante. Sarebbe anche bello avere un'idea del contributo italiano al software libero. Negli ultimi 10 anni mi è capitato solo 3 volte di incappare in altri italiani al lavoro su progetti FLOSS internazionali (ma potrebbe trattarsi di un bias di selezione).
Giacomo
2018-02-01 22:03 GMT+01:00 armeo@mail.nexacenter.org <meo@polito.it>:
ho fatto un'approfondita analisi di mercato, verificando i dati con grandissimi economisti come consulenti. Dall'analisi è emerso un dato della percentuale pari a 0.000873 che ho approssimato a 0.001. Se qualcuno conosce un operatore del mercato italiano che abbia fatturato più di un euro mi informi in modo che possa verificare i miei dati.
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Il 01/02/2018 17:42, Marco Ciurcina ha scritto:
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-------- Messaggio originale -------- Da: Raffaele Meo <meo@polito.it> Data: 01/02/18 17:26 (GMT+01:00) A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] France leads the open source market in Europe
Il 01/02/2018 16:40, Marco Ciurcina ha scritto:
France leads the European open source market, with penetration in IT services and software higher than that of other countries, says the French company Pierre Audoin Consultants (PAC) in a survey published during the Paris Open Source Summit (POSS 2017). In France, the open source market reached EUR 4.46 billion in 2017, with annual growth of 8.3%. Open source represents 9.9% of the total French IT market, compared to 6.4% in Germany and 6.5% in the United Kingdom. continua qui https://joinup.ec.europa.eu/news/market
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Salve, scusate se riapro questo thread, ma un mio amico ed ex collega mi ha segnalato questa azienda: https://www.gnucoop.com/ Realizzano soluzioni IT per ONG in tutto il mondo (UNHCR è uno dei loro maggiori clienti), utilizzano esclusivamente software open source e a quanto pare stanno pianificando il rilascio delle loro soluzioni con una licenza libera. Fra i loro progetti un software per la gestione dei campi profughi utilizzato per coordinare ed ottimizzare il lavoro dei volontari in loco. Una splendida realtà *italiana*. Giacomo Il giorno 2 febbraio 2018 17:38, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Francamente lo auguro loro! :-)
Intendevo dire che sono sul pezzo per esperienza personale. Immagino conoscano la propria concorrenza nell'ambito del software libero. E magari sono a conoscenza di analisi di mercato italiane per il proprio segmento.
La stessa cosa vale per RedHat (che è semplicemente la prima azienda ad essermi venuta in mente, nonostante io sia un Debianista da sempre :-D).
Giacomo
Il 2 febbraio 2018 17:15, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
In data giovedì 1 febbraio 2018 22:59:37 CET, Giacomo Tesio ha scritto:
Ciao, io non sono a conoscenza di studi seri in Italia.
Potreste provare a contattare la DNDG Srl (https://dndg.it/it/home ) che sviluppa professionalmente software libero da anni. Sono molto bravi, ma non credo fatturino già 4.5 miliardi. :-) m.c.
Anni fa ho avuto il piacere di collaborare ad un progetto opensource con Federico Di Gregorio (la DG in DNDG) e penso che risponderebbe a qualche domanda.
RedHat elenca una cinquantina di patner (di vario livello) http://redhat.force.com/finder/FindPartner
Inoltre bisogna considerare che molto OpenSource viene incluso in soluzioni proprietarie verticali e rivenduto a clienti corporate. Non sto parlando di rubagalline che violano la GPL (che immagino non manchino, ma non mi e' ancora capitato di incapparvi personalmente), ma di sviluppatori seri che utilizzano codice e librerie MIT, BSD etc... o che rivendono servizi basati su tecnologie opensource. Per esempio tutti i piccoli ISP che forniscono il servizio email, usano stack basati su GNU-Linux e servizi IMAP/POP/SMTP opensource. Tutti i dns provider italiani che conosco usano Bind. Diversi consulenti di sicurezza con cui ho lavorato installano firewall basati su OpenBSD.
Sarebbe bello, in un eventuale studio, distinguere il software libero dal software open source. La differenza è culturale, ci sono software liberi sotto MIT o BSD e ci sono software open source rilasciati in GPLv3, ma nella mia esperienza personale rimane rilevante. Sarebbe anche bello avere un'idea del contributo italiano al software libero. Negli ultimi 10 anni mi è capitato solo 3 volte di incappare in altri italiani al lavoro su progetti FLOSS internazionali (ma potrebbe trattarsi di un bias di selezione).
Giacomo
2018-02-01 22:03 GMT+01:00 armeo@mail.nexacenter.org <meo@polito.it>:
ho fatto un'approfondita analisi di mercato, verificando i dati con grandissimi economisti come consulenti. Dall'analisi è emerso un dato della percentuale pari a 0.000873 che ho approssimato a 0.001. Se qualcuno conosce un operatore del mercato italiano che abbia fatturato più di un euro mi informi in modo che possa verificare i miei dati.
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Il 01/02/2018 17:42, Marco Ciurcina ha scritto:
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Il 01/02/2018 16:40, Marco Ciurcina ha scritto:
France leads the European open source market, with penetration in IT services and software higher than that of other countries, says the French company Pierre Audoin Consultants (PAC) in a survey published during the Paris Open Source Summit (POSS 2017). In France, the open source market reached EUR 4.46 billion in 2017, with annual growth of 8.3%. Open source represents 9.9% of the total French IT market, compared to 6.4% in Germany and 6.5% in the United Kingdom. continua qui https://joinup.ec.europa.eu/news/market
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