How to Stop ‘Smart Cities’ From Becoming ‘Surveillance Cities’ | American Civil Liberties Union
https://www.aclu.org/blog/privacy-technology/surveillance-technologies/how-s... (Sent from my wireless device; please excuse brevity and typos (if any))
The use policy must provide standards to govern and limit the technology’s deployment and how collected data is analyzed, stored, protected, and shared.
Piuttosto ingenuo: una volta che i dati sono registrati, è impossibile regolare come verranno analizzati. Si può punire severamente un data leak (se viene scoperto), ma l'analisi di un dataset non lascia tracce e dunque sostenere che un divieto la possa impedire... è retorica. L'unico modo per minimizzare i rischi sociali di queste tecnologie è progettare il sistema utilizzando hardware semplice, in modo da minimizzare i dati acquisibili dallo stesso. Invece di telecamere, spire sotto l'asfalto per misurare il numero e velocità dei veicoli nel traffico, sensori di peso nei cassonetti per sapere quando sono pieni e così via. Utilizzando hardware capace esclusivamente delle misurazioni puntuali strettamente necessarie ad eseguire l'attività necessaria, si impedisce all'origine l'acquisizione (e dunque l'abuso) di dati personali o collettivi. Fortuna vuole che l'hardware più è semplice e meno costa (se manutenuto correttamente)... dunque non c'è una vera ragione per adottare tecnologie più complicate, eccetto l'incompetenza o la cattiva volontà. Giacomo
Non è sempre così semplice: ad esempio le spire si rompono ogni volta che fai uno scavo o manutenzione al manto stradale. Cioè (di questi tempi) quasi sempre. Ci sono buoni motivi per cui le tecnologie versatili di solito prevalgono su quelle semplici, ma il fatto che siano versatili le offre ad abusi. ciao, Alberto On 23/03/2019 20:20, Giacomo wrote:
The use policy must provide standards to govern and limit the technology’s deployment and how collected data is analyzed, stored, protected, and shared. Piuttosto ingenuo: una volta che i dati sono registrati, è impossibile regolare come verranno analizzati. Si può punire severamente un data leak (se viene scoperto), ma l'analisi di un dataset non lascia tracce e dunque sostenere che un divieto la possa impedire... è retorica.
L'unico modo per minimizzare i rischi sociali di queste tecnologie è progettare il sistema utilizzando hardware semplice, in modo da minimizzare i dati acquisibili dallo stesso.
Invece di telecamere, spire sotto l'asfalto per misurare il numero e velocità dei veicoli nel traffico, sensori di peso nei cassonetti per sapere quando sono pieni e così via.
Utilizzando hardware capace esclusivamente delle misurazioni puntuali strettamente necessarie ad eseguire l'attività necessaria, si impedisce all'origine l'acquisizione (e dunque l'abuso) di dati personali o collettivi.
Fortuna vuole che l'hardware più è semplice e meno costa (se manutenuto correttamente)... dunque non c'è una vera ragione per adottare tecnologie più complicate, eccetto l'incompetenza o la cattiva volontà
Giacomo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
On 25/03/2019, Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> wrote:
On 23/03/2019 20:20, Giacomo wrote:
Fortuna vuole che l'hardware più è semplice e meno costa (se manutenuto correttamente)... dunque non c'è una vera ragione per adottare tecnologie più complicate, eccetto l'incompetenza o la cattiva volontà
Non è sempre così semplice: ad esempio le spire si rompono ogni volta che fai uno scavo o manutenzione al manto stradale.
Cioè (di questi tempi) quasi sempre.
Per questo specificavo "se manutenuto correttamente". Vi sono dinamiche ben peggiori per cui una corretta manutenzione non è affatto scontata. Una vite che non venga stretta a dovere diventa un sistema autonomo intelligente: un robot che si svita da solo (per le vibrazioni del manto stradale prodotte da tram, auto etc..) producendo nuovi interventi di manutenzione, ed dunque un'entrata stabile ed affidabile per chiunque venga pagato a chiamata.
Ci sono buoni motivi per cui le tecnologie versatili di solito prevalgono su quelle semplici
Francamente, non sono d'accordo. KISS è un principio fondamentale di sicurezza da applicare a tutti i sistemi. Comporre strumenti semplici per risolvere i complessi problemi di una città richiede intelligenza, passione, competenza pratica e teorica, fantasia, onestà intellettuale... Ma soprattutto richiede volontà e lungimiranza Politica. Richiede comprensione profonda della tecnologia disponibile e di quella adottata, dei suoi limiti, delle dinamiche economiche che produce, dei rischi che pone. Ai miei occhi, tappezzare una città di telecamere e sensori vari per poi vedere cosa si riesce a farci non dimostra Intelligenza, né umana né artificiale. Giacomo
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J.C. DE MARTIN