Diritto vigente ai tempi di internet.
Nel periodo preistorico, oh, pardon, pre-internet (a forza di sentirmi troglodita ;) l'iter che seguiva una norma per acquisire efficacia andava dall'emanazione, alla pubblicazione, alla vigenza. Vigenza (dal latino vigere: "avere forza") si usa per indicare da un punto di vista temporale la piena validità di un atto giuridico, in particolare, con riguardo alle norme per riferirsi al periodo della loro efficacia giuridica, che sorge dopo la loro pubblicazione al termine del periodo di vacatio legis e si conclude con l’abrogazione. Oggi le persone non vanno mica a comprare la Gazzetta Ufficiale, quindi mettiamoci nei panni del cittadino medio profano di diritto, che, ad esempio, deve cercare "Codice dell'Amministrazione digitale"), cosa fa? Apre un motore di ricerca o (peggio) un social network e digita: "Codice dell'Amministrazione digitale". Mettiamo lo faccia su Google, i primi cinque risultati saranno: Agid, Altalex, Docs Italia (Agid + Team digitale), Wikipedia, Funzione Pubblica (Ministro per la Pubblica Amministrazione). Analizziamoli tutti e cinque: 1) Agid - Dopo una piccolissima presentazione l'utente viene rinviato al link del Codice, e qui salto dalla sedia, per "deformazione professionale" prima di cliccare, aspetto qualche secondo per leggere l'url: https://cad.readthedocs.io/it/v2017-12-13/ Eh? Cosa? A parte l'opportunità di usare un servizio di hosting (di quello, se volete, ne parliamo dopo), la cosa che mi stranizza è la data, 13/12/2017, quindi, penso io non è un testo vigente, e in effetti, basta seguire il link, non lo è; 2) Altalex - E' una rivista di diritto on line da tantissimo tempo, riporta il testo aggiornato con le modifiche apportate dal D.L. 30 dicembre 2019, n. 162, sarà effettivamente quello vigente? Lo vedremo dopo; 3) AGID + Team Digitale - Testo aggiornato al 28/09/2018, andiamo bene, qui si danno i numeri (anzi le date); 4) Wikipedia - Anche qui, presentazione del testo e poi due link, uno a Normattiva, l'altro a AGID+TeamDigitale (punto 3); 5) Ministero per la Pubblica Amministrazione - caliamo un velo pietoso, non si capisce nulla e dall'url sembrerebbe aggiornato al 10/02/2016. Decisamente il peggiore. Diciamo che l'utente non è riuscito nel suo intento, trovare il CAD "VIGENTE" ad oggi. Per chi è curioso dirò che l'indicazione esatta l'ha data Wikipedia in uno dei due link tra i collegamenti esterni, ovvero Normattiva: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:200... testo vigente ad oggi, 14/9/2020. E' inutile aggiungere che Normattiva non era presente nelle prime pagine di Google. Antonio
In data lunedì 14 settembre 2020 10:40:59 CEST, Antonio Iacono ha scritto:
Oggi le persone non vanno mica a comprare la Gazzetta Ufficiale, quindi mettiamoci nei panni del cittadino medio profano di diritto, che, ad esempio, deve cercare "Codice dell'Amministrazione digitale"), cosa fa? Un ottimo sito è questo https://www.normattiva.it/ m.c.
Un ottimo sito è questo https://www.normattiva.it/
Grazie Marco, Normattiva lo conosco ed uso da anni, la cosa che non capisco è perché tutti gli altri siti pubblici, invece di mettere semplicemente il link a Normattiva (che oltre ad essere aggiornato "ad oggi", ha un ottimo sistema per confrontare tutte le modifiche alle norme) preferiscano affidarsi a servizi "modaioli" come cad.readthedocs.io. Antonio
beh, readthedocs e' una piattaforma usata e che piace molto ai programmatori normattiva e' giuridicamente rigoroso (e piu' noioso...) ciao, s. On 15/09/2020 15:40, Antonio Iacono wrote:
Un ottimo sito è questo https://www.normattiva.it/
Grazie Marco,
Normattiva lo conosco ed uso da anni, la cosa che non capisco è perché tutti gli altri siti pubblici, invece di mettere semplicemente il link a Normattiva (che oltre ad essere aggiornato "ad oggi", ha un ottimo sistema per confrontare tutte le modifiche alle norme) preferiscano affidarsi a servizi "modaioli" come cad.readthedocs.io.
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readthedocs e' una piattaforma usata e che piace molto ai programmatori normattiva e' giuridicamente rigoroso (e piu' noioso...)
Sintesi perfetta :) Ora provo ad immaginare come siano andate le cose (se nella lista c'è qualcuno che si riconoscerà in quello che scriverò, per favore, non prendetevela, è solo l'opinione di uno "antico" come mi appellano i miei figli). Anno di grazia 2016. La Pubblica Amministrazione Digitale è (apparentemente) nel caos. Non c'è un filo conduttore, una regia unica, ogni ministero, ogni ente va per conto proprio, le "eccellenze informatiche" presenti in ciascuno di essi, vengono custodite gelosamente neanche fossero Messi o Ronaldo. Ma a differenza dello sport in cui il valore dell'atleta non si può nascondere e quello del direttore sportivo e dell'allenatore sì, nelle pubbliche amministrazioni succede il contrario. E così, come un'automobile in cui le quattro ruote vanno a velocità diverse, la P.A. procede a zig zag, se non in cerchio (tornando sempre al punto di partenza), quando basterebbe, rimanendo nella metafora dell'auto, rallentare una ruota e velocizzare un'altra, mantenendo tutti la stessa andatura. E questo si fa "rimescolando" le persone, togliere uno bravo da una parte ed inserirlo in un'altra. Dicevamo 2016, una parte della politica decide di far "cambiare passo" alla P.A. si prende un manager capace, gli si dà un team di giovani informatici in gamba e un obiettivo, modernizzare la P.A. Tutto condivisibile, ma ... I giovani informatici hanno "sentito parlare" della P.A., di questo dinosauro preistorico, hanno letto i giornali (oh, pardon, ogni tanto mi sfugge in che anno viviamo, hanno letto sui social), che un giorno sì e l'altro pure la screditano, la dipingono come un luogo in cui i dipendenti stanno con penna e calamaio e i tasti del computer li battono come Peppino nel film "Totò, Peppino e la malafemmina". I più bravi del Team buttano giù un po' di codice (rigorosamente nei linguaggi di "moda") su github, scrivono su medium.com, documentano su readthedocs e così via. E alla fine danno consigli tipo: "A nostro avviso, è necessario costituire una unità di 30 persone, competente, flessibile nelle assunzioni di profili specifici, anche esterni alla pubblica amministrazione (tra cui esperti in architetture software e pagamenti digitali, technical program management, cybersecurity, prodotto e user experience), e autorevole, che abbia l’obiettivo di lavorare con ... Gli esperti del Team (cioè noi, ndr) coinvolti sul coordinamento sarebbero disponibili a far parte della nuova squadra." Ma nella P.A. non si entrava per concorso pubblico? Antonio
mi pare rilevante per definire il quadro del periodo: https://5ta.it/gl/7422 ciao, s. On 16/09/2020 16:13, Antonio Iacono wrote:
readthedocs e' una piattaforma usata e che piace molto ai programmatori normattiva e' giuridicamente rigoroso (e piu' noioso...)
Sintesi perfetta :)
Ora provo ad immaginare come siano andate le cose (se nella lista c'è qualcuno che si riconoscerà in quello che scriverò, per favore, non prendetevela, è solo l'opinione di uno "antico" come mi appellano i miei figli).
Anno di grazia 2016.
La Pubblica Amministrazione Digitale è (apparentemente) nel caos. Non c'è un filo conduttore, una regia unica, ogni ministero, ogni ente va per conto proprio, le "eccellenze informatiche" presenti in ciascuno di essi, vengono custodite gelosamente neanche fossero Messi o Ronaldo. Ma a differenza dello sport in cui il valore dell'atleta non si può nascondere e quello del direttore sportivo e dell'allenatore sì, nelle pubbliche amministrazioni succede il contrario.
E così, come un'automobile in cui le quattro ruote vanno a velocità diverse, la P.A. procede a zig zag, se non in cerchio (tornando sempre al punto di partenza), quando basterebbe, rimanendo nella metafora dell'auto, rallentare una ruota e velocizzare un'altra, mantenendo tutti la stessa andatura. E questo si fa "rimescolando" le persone, togliere uno bravo da una parte ed inserirlo in un'altra.
Dicevamo 2016, una parte della politica decide di far "cambiare passo" alla P.A. si prende un manager capace, gli si dà un team di giovani informatici in gamba e un obiettivo, modernizzare la P.A. Tutto condivisibile, ma ...
I giovani informatici hanno "sentito parlare" della P.A., di questo dinosauro preistorico, hanno letto i giornali (oh, pardon, ogni tanto mi sfugge in che anno viviamo, hanno letto sui social), che un giorno sì e l'altro pure la screditano, la dipingono come un luogo in cui i dipendenti stanno con penna e calamaio e i tasti del computer li battono come Peppino nel film "Totò, Peppino e la malafemmina".
I più bravi del Team buttano giù un po' di codice (rigorosamente nei linguaggi di "moda") su github, scrivono su medium.com, documentano su readthedocs e così via.
E alla fine danno consigli tipo:
"A nostro avviso, è necessario costituire una unità di 30 persone, competente, flessibile nelle assunzioni di profili specifici, anche esterni alla pubblica amministrazione (tra cui esperti in architetture software e pagamenti digitali, technical program management, cybersecurity, prodotto e user experience), e autorevole, che abbia l’obiettivo di lavorare con ... Gli esperti del Team (cioè noi, ndr) coinvolti sul coordinamento sarebbero disponibili a far parte della nuova squadra."
Ma nella P.A. non si entrava per concorso pubblico?
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mi pare rilevante per definire il quadro del periodo: https://5ta.it/gl/7422
Sono totalmente d'accordo con le API dei backend. Lo sono un po' meno su questo periodo: "Se due amministrazioni fanno integrazione informatica tra loro è perché c’è un processo decisionale che sale fino ai vertici politici, che si traduce in una norma o un protocollo di intesa, per poi ridiscendere ai tecnici che se ne occupano. Ognuno di questi passaggi decisionali comporta verifiche, compatibilità, formalismi, programmazione economica, vincoli di budget ecc." Il fatto che sia stato così (e in parte lo è tuttora) non significa che i "passaggi decisionali" debbano per forza in futuro richiedere molto tempo. La tecnologia fortunatamente qualche passaggio l'ha velocizzato, per dire i "formalismi" di cui parli, nelle PP.AA. più avanzate non ci sono più. "Vi sono moltissimi professionisti informatici nella PA che si mantengono aggiornati nelle loro competenze, ma per sforzo personale." Non sottovalutare lo "sforzo personale". Tra il neolaureato che sa tutto di node-js ma che fa casini con il diritto, magari scambiando comma con articolo o partita iva con codice fiscale e l'informatico pubblico che si tiene aggiornato a casa sulle novità informatiche e in ufficio comunque ha a che fare con diritto e amministrazione pubblica, beh, io preferirei affidarmi al secondo.
On 16/09/2020 18:54, Antonio Iacono wrote:
mi pare rilevante per definire il quadro del periodo: https://5ta.it/gl/7422
Sono totalmente d'accordo con le API dei backend. Lo sono un po' meno su questo periodo:
"Se due amministrazioni fanno integrazione informatica tra loro è perché c’è un processo decisionale che sale fino ai vertici politici, che si traduce in una norma o un protocollo di intesa, per poi ridiscendere ai tecnici che se ne occupano. Ognuno di questi passaggi decisionali comporta verifiche, compatibilità, formalismi, programmazione economica, vincoli di budget ecc."
Il fatto che sia stato così (e in parte lo è tuttora) non significa che i "passaggi decisionali" debbano per forza in futuro richiedere molto tempo. La tecnologia fortunatamente qualche passaggio l'ha velocizzato, per dire i "formalismi" di cui parli, nelle PP.AA. più avanzate non ci sono più.
giuridicamente devi avere un accordo quadro, deve essere istanziato, messo a budget, ecc. questa e' ancora la norma. il comune di settimo milanese non si integra con la questura di milano per il rilascio dei passaporti (e viceversa). non e' nei loro compiti.
"Vi sono moltissimi professionisti informatici nella PA che si mantengono aggiornati nelle loro competenze, ma per sforzo personale."
Non sottovalutare lo "sforzo personale". Tra il neolaureato che sa tutto di node-js ma che fa casini con il diritto, magari scambiando comma con articolo o partita iva con codice fiscale e l'informatico pubblico che si tiene aggiornato a casa sulle novità informatiche e in ufficio comunque ha a che fare con diritto e amministrazione pubblica, beh, io preferirei affidarmi al secondo.
non sottovaluto ASSOLUTAMENTE. fatto 100 l'organico definito, ci sono w% che mancano perche' non assunti, x% demotivati e che pensano di piu' ai fatti propri, y% che fa cio' che e' scritto nel mansionario, z% che si sbatte ben oltre quando previsto. E' questo z% che compensa il x% e che tampona quello che in teoria avrebbero dovuto fare il w%. dalla mia esperienza, dal mio punto di osservazione, mi pare che generalmente il x% sia la minore delle 4 percentuali ciao, s.
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On Wed, Sep 16, 2020 at 04:13:35PM +0200, Antonio Iacono wrote:
Gli esperti del Team (cioè noi, ndr) coinvolti sul coordinamento sarebbero disponibili a far parte della nuova squadra."
Ma nella P.A. non si entrava per concorso pubblico?
La P.A. è piena di precari da moltissimi anni. È un male, ma non è certo una novità. Per restare alle istituzioni pubbliche che si occupano di digitale, ai tempi della mia collaborazione per il CAD (da esperto volontario senza nemmeno le trasferte pagate per andare a Roma), più della metà delle persone di AGID con le quali interagivo allora erano precari, diciamo il ~60% su una quindicina di persone. Almeno i precari che facevano parte del Team Digitale (ora riassorbito dal ministero dell'innovazione, credo tuttora come precari) erano molto competenti, trasparenti, ed hanno pubblicato sotto licenze FOSS la stragrande maggioranza del loro lavoro di sviluppo(se non addirittura *tutto*, ma non saprei verificarlo). Poi, certo, hanno pubblicato codice via GitHub e scritto Medium, anziché su forge o piattaforme "sovrane" implementate con software libero. Pratiche che io avrei certamente preferito. Ma rispetto a quello che abbiamo visto prima di allora nell'informatica della P.A., con il Team Digitale siamo stati (temo solo per un breve periodo) eoni avanti. Saluti -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
Ma rispetto a quello che abbiamo visto prima di allora nell'informatica della P.A., con il Team Digitale siamo stati (temo solo per un breve periodo) eoni avanti.
Abbiamo visto dove? Il dipendente pubblico non è il free-lance che può decidere di pubblicare il codice che scrive per la sua P.A., su Github, non può farlo, verrebbe licenziato (o comunque subirebbe un provvedimento disciplinare) se lo facesse. Ognuno parla in base alla propria esperienza. La mia è quella di uno che in tanti anni ha conosciuto e collaborato con sviluppatori che non sono certo stati e non lo sono tuttora da meno dei componenti del Team (senza minimamente voler togliere nulla a quest'ultimi). Antonio
On Wed, Sep 16, 2020 at 07:13:01PM +0200, Antonio Iacono wrote:
Il dipendente pubblico non è il free-lance che può decidere di pubblicare il codice che scrive per la sua P.A., su Github, non può farlo, verrebbe licenziato (o comunque subirebbe un provvedimento disciplinare) se lo facesse.
Certo. Infatti io considero parte dell'esperienza del Team Digitale anche avere avuto la volontà politica e la capacità pratica di sviluppare e rilasciare software nel modo in cui l'hanno fatto. Ovviamente non sono decisioni presi dai singoli membri del team, ma non vedo che rilevanza ciò abbia. Ciao -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
Certo. Infatti io considero parte dell'esperienza del Team Digitale anche avere avuto la volontà politica e la capacità pratica di sviluppare e rilasciare software nel modo in cui l'hanno fatto.
La volontà politica, d'accordissimo. Della capacità pratica, beh, sarà un po' ostico git a linea di comando ma credo sia nelle corde di uno sviluppatore di medio livello.
Ovviamente non sono decisioni presi dai singoli membri del team, ma non vedo che rilevanza ciò abbia.
Ce l'ha, i membri del team volevano e potevano, era autorizzati a farlo. Io vorrei ma non posso. Così come vorrei raccontare su questa lista quello che ho fatto per la mia amministrazione nei primi mesi del lockdown ma il "Codice di comportamento" me lo vieta. L'esperienza del Team Digitale è una "best practice", diffondiamola in tutta la P.A. Antonio
On 16/09/2020 20:14, Antonio Iacono wrote:
Ce l'ha, i membri del team volevano e potevano, era autorizzati a farlo. Io vorrei ma non posso.
quando abbiamo fatto la norma che istituiva il Commissario, gli abbiamo attributo poteri sostitutivi, ovvero poteva dire ad una amministrazione "non fai cosi' ? allora adesso subentro io.." era un potere molto forte con una moral suasion altrettanto forte.
Così come vorrei raccontare su questa lista quello che ho fatto per la mia amministrazione nei primi mesi del lockdown ma il "Codice di comportamento" me lo vieta.
z%... tutti i cantieri possono essere gestiti come il ponte di Genova ? Il paese e' fatto anche di piccole rotonde e ristrutturazioni di palazzine. sono due piani diversi, uno che gestisce una straordinarieta' e l'altro che si deve preoccupare di cercare di fare funzionare al meglio l'ordinarieta'. ciao, s. -- reserve your meeting with me at https://5ta.it/meet
Il 16 settembre 2020 21:28:13 CEST, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
On 16/09/2020 20:14, Antonio Iacono wrote:
Ce l'ha, i membri del team volevano e potevano, era autorizzati a farlo. Io vorrei ma non posso.
quando abbiamo fatto la norma che istituiva il Commissario, gli abbiamo
attributo poteri sostitutivi, ovvero poteva dire ad una amministrazione
"non fai cosi' ? allora adesso subentro io.." era un potere molto forte con una moral suasion altrettanto forte.
Così come vorrei raccontare su questa lista quello che ho fatto per la mia amministrazione nei primi mesi del lockdown ma il "Codice di comportamento" me lo vieta.
z%...
tutti i cantieri possono essere gestiti come il ponte di Genova ? Il paese e' fatto anche di piccole rotonde e ristrutturazioni di palazzine.
sono due piani diversi, uno che gestisce una straordinarieta' e l'altro
che si deve preoccupare di cercare di fare funzionare al meglio l'ordinarieta'.
Era solo un esempio, Stefano. Se vuoi posso citarne un altro, forse piú pertinente. Antonio è uno dei maggiori esperti italiani di Firma Digitale, che forse è una delle materie strutturalmente piú importanti nella PA. Antonio è stato il primo a pubblicare in sw libero codice che permetteva di utilizzare gli strumenti di firma di allora, ed è collaboratore stabile di OpenSC. Eppure da un certo momento in poi nel suo ente è apparso un regolamento che vieta ai dipendenti di pubblicare codice relativo alla firma digitale. rob
Il 17/09/20 08:25, Roberto Resoli ha scritto:
Era solo un esempio, Stefano. Se vuoi posso citarne un altro, forse piú pertinente.
Antonio è uno dei maggiori esperti italiani di Firma Digitale, che forse è una delle materie strutturalmente piú importanti nella PA.
Antonio è stato il primo a pubblicare in sw libero codice che permetteva di utilizzare gli strumenti di firma di allora, ed è collaboratore stabile di OpenSC.
Eppure da un certo momento in poi nel suo ente è apparso un regolamento che vieta ai dipendenti di pubblicare codice relativo alla firma digitale.
rob
Essendo questo il modo in cui la PA sfrutta il talento dei suoi dipendenti più capaci, posso solo immaginare cosa succederebbe se si chiedesse ai bravissimi componenti del Team digitale di lavorare a tempo pieno in una pubblica amministrazione. (Che tra l'altro si sono già accorti di alcune cose, magari cercando di utilizzare una cosa semplice semplice come il Codice di Avviamento Postale in una delle loro app ...) Il problema fondamentale di chi lavora con coscienza nella PA è di essere molto spesso considerato poco più di un parassita che, raggiunto l'agognato "posto sicuro", tira i remi in barca e vivacchia pensando alle ferie. E' anche un problema strutturale della PA, perché questa immagine repellente scaccia i talenti che ovviamente vogliono crescere in professionalità dove è loro consentito. Come dice Mariana Mazzucato: "Per esempio in Inghilterra hanno creato un’agenzia che si chiama Government Digital Service ed è estremamente innovativa: la gente preferisce andare a lavorare lì invece di collaborare con le startup. All’inizio il governo aveva affidato la gestione del sito web a una famosa IT company, che poi però ha fatto cose che al governo non servivano, perché non aveva una visione pubblica e sociale. Il valore sociale deve essere un obiettivo e sì, certo, si può lavorare con Amazon e con le altre Internet company, però se non riusciamo a investire nella capacità interne e a diventare learning organizations non riusciremo mai ad attirare i giovani più brillanti e convincerli a lavorare per l’amministrazione pubblica. Se deve essere una Amazon o una Google ad aiutare la PA italiana, i giovani brillanti preferiranno farsi assumere direttamente lì. Perché devo lavorare per il governo se posso lavorare per Amazon che poi va a insegnare al governo come fare? Innovare si può, ma partendo da noi." E' stato lo stesso con il principio del "cloud first". Non si può parlare di cloud in astratto, e obbligando di fatto le amministrazioni ad utilizzarlo bloccando gli acquisti in hardware, senza prevedere *prima* una solida infrastruttura in mani pubbliche, o quantomeno in accordo con realtà nazionali, su cui migrare i servizi. Il doppio risultato è che: 1) le PA concepiscono il cloud come "mettere i server in Amazon oppure in Azure", versando fiumi di denaro e di dati nelle casse di aziende che, come ha sancito la Corte Europea in luglio, non possono garantire una protezione adeguata ai dati personali dei cittadini UE. 2) I dipendenti della PA perderanno le competenze sul lato infrastrutturale, aumentando la dipendenza dalle suddette aziende. I privati italiani che hanno fatto investimenti lungimiranti (penso al bellissimo data center di Aruba a Bergamo) continueranno tra gli stenti, oppure stringeranno accordi con le suddette ditte (vedi TIM e Google). rob
Eppure da un certo momento in poi nel suo ente è apparso un regolamento che vieta ai dipendenti di pubblicare codice relativo alla firma digitale.
Roberto, grazie dell'endorsement :) Le cose sono andate leggermente diverse ma il succo è quello. Per spezzare una lancia a favore della mia e di altre amministrazioni. A volte i dipendenti si lasciano andare nei social, o nelle liste apparentemente private (ma con archivi pubblici) come questa, a commenti non proprio lusinghieri verso il proprio datore di lavore. Commenti che, senza un adeguato contraddittorio, creano solamente un danno d'immagine all'amministrazione, e quindi alla P.A. intera. Purtroppo in questo modo anche le cose buone, le "best practice", non circolano. E' vero, ci sono gli uffici stampa, ma più è grande l'ente, l'amministrazione, meno possibilità c'è che tutto ciò che avviene di buono venga divulgato. La proposta di Mariana Mazzucato è interessante ma in questo caso basterebbe un Team che si facesse carico di scovare nei meandri della P.A. e di divulgare i processi innovativi che le amministrazioni più avanzate, al loro interno, portano avanti e metterli a fattor comune. Antonio
Antonio Iacono <antiac@gmail.com> writes:
Un ottimo sito è questo https://www.normattiva.it/
Grazie Marco,
Normattiva lo conosco ed uso da anni, la cosa che non capisco è perché tutti gli altri siti pubblici, invece di mettere semplicemente il link a Normattiva (che oltre ad essere aggiornato "ad oggi", ha un ottimo sistema per confrontare tutte le modifiche alle norme) preferiscano affidarsi a servizi "modaioli" come cad.readthedocs.io.
Non si potrebbe avere un repo git coi contenuti completi di normattiva.it così sui testi è più facile fare grep e "git diff"? :-D Ciao, Giovanni -- Giovanni Biscuolo
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