Donne, matrici, interfacce
Segnalo questo interessante articolo: https://www.iltascabile.com/scienze/sadie-plant/ sul rapporto tra pensiero femminista e informatica, dagli anni Novanta a oggi. Sono "appunti" sul libro di Sadie Plant "Zero, Uno. Donne digitali e tecnocultura", edito per la prima volta nel 1997 da Fourth Estate e da poco pubblicato in italiano da LUISS University Press. Antonio
Ciao Antonio, grazie per la segnalazione decisamente sui generis :-) ...di quello che ho capito, contesto alcune cose... Antonio Iacono <antiac@gmail.com> writes:
Segnalo questo interessante articolo: https://www.iltascabile.com/scienze/sadie-plant/ sul rapporto tra pensiero femminista e informatica, dagli anni Novanta a oggi.
Sì ma se questo: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Questa prospettiva, che concede ai corpi tecnologici un larghissimo margine di autonomia, è, secondo Plant, inerentemente femminista, per via della sua capacità di mettere in crisi la prassi patriarcale di stabilire genealogie certe e gerarchie rigide in cui l’oggetto tecnologico è sempre sottomesso al soggetto umano che l’ha prodotto. Uno dei capisaldi del pensiero di Plant, infatti, è proprio quello di sovvertire la relazione di dominio tra soggetti e oggetti, macchine e organismi, in accordo con la filosofia cyberfemminista che si è affermata tra gli anni Ottanta e Novanta a partire dal celebre Manifesto Cyborg di Donna Haraway, di cui Plant fu da subito un’entusiastica sostenitrice. L’idea del cyberfemminismo era quella di recuperare la cibernetica, cioè la disciplina che a partire degli anni Quaranta si dedicò a formalizzare il funzionamento degli automi, per contestare il confine rigido tra natura e cultura: tutti i corpi, siano essi naturali o tecnologici, funzionano secondo gli stessi principi di feedback che ne regolano l’auto-organizzazione, e possono dunque partecipare a un unico sistema integrato. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- è femminismo (cyberfemminismo) allora io non solo sono maschilista, sono addirittura misogino :-D ... battute a parte, questa caratterizzazione della tecnologia in generale e SOPRATTUTTO dell'intelligenza artificiale come sistema auto-organizzato addirittura "corporeo" non solo è SBAGLIATA, è PERICOLOSISSIMA. Quindi: l'oggetto tecnologico è SEMPRE sottomesso al soggetto umano (e sarà sempre intellettualmente inferiore ad esso di diversi ordini di grandezza). ...e sì, le reti neurali non hanno NULLA a che fare con l'intelligenza, che manco abbiamo capito ancora cosa sia esattamente... figuriamoci se riusciamo a MODELLARLA (nemmeno con la logica simbolica) Io, quindi, tenderei a essere più modestamente tecno-umanista-dubitativo su questi temi così... filosofici. Per quanto riguarda il tema filosofico centrale affrontato, ovvero: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- L’obiettivo che il femminismo deve perseguire, dunque, è quello di restituire agentività ai substrati nascosti della rappresentazione – primo tra tutti il corpo femminile – per contrastare quello che Irigaray definisce “l’imperativo storico: nascondere la trama, celare la tela, tenere lo sfondo fuori dall’immagine permettendogli di manifestarsi solo all’interno della cornice”. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Avrei un messaggio a tutte le femministe in ascolto: per favore questo obiettivo di restituire agentività alle *persone* (di ogni sesso, corpo e mente assieme, che sono imprescindibilmente una unica entità) non potremmo perseguirlo assieme, cioè anche assieme agli esseri umani di sesso maschile? ... specialmente quando si tratta di "agentività cibernetica"? Invece questo giuro che non lo capisco, ho l'impressione che sia un non-senso ma magari mi sfugge qualcosa: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- perché è solo negli spazi tra gli ingranaggi dentati delle macchine, nei buchi delle tessere e nelle buche del silicio che si può insinuare un discorso liberato dalla logica patriarcale della rappresentazione. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Stiamo parlando di metafisica della tecnologia? Davvero?!? Ciao, 380° P.S.: i "corpi tecnologici" non esistono, sono una RAPPRESENTAZIONE (l'altra faccia della medaglia del "umano come macchina perfetta") grossolana di sistemi complessi trans-disciplinari; i corpi VIVONO, come i moscerini. P.P.S.: a proposito dello "sfruttamento delle donne", vi prego, vi scongiuro, smettetela con la discriminazione femminista di genere perché lo sfruttamento è delle persone, in generale. -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
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380° -
Antonio Iacono