"Pa, al via l’obbligo di pubblicare in open source tutto il proprio codice"
*Pa, al via l’obbligo di pubblicare in open source tutto il proprio codice** * –di Luca Tremolada 23 maggio 2019 Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale è al via l'obbligo per le Pubbliche amministrazioni di pubblicare in open source tutto il proprio codice e di valutare software già esistente prima di realizzarne di nuovo. Le norme italiane sono tra le più avanzate d'Europa in materia di open source. Finora però non hanno funzionato a dovere. https://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2019-05-20/pa-via-l-obbligo-pubbl... <https://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2019-05-20/pa-via-l-obbligo-pubbl...>
Non è che le norme italiane non hanno funzionato a dovere. Più semplicemente sono state ignorate. Vedi, ad esempio, la recente notizia apparsa su Key4iz: Poste italiane, accordo con Microsoft per la trasformazione digitale del Gruppo Non c'è difesa contro il potere. Raf Il 24/05/2019 10:23, J.C. DE MARTIN ha scritto:
*Pa, al via l’obbligo di pubblicare in open source tutto il proprio codice** * –di Luca Tremolada
23 maggio 2019
Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale è al via l'obbligo per le Pubbliche amministrazioni di pubblicare in open source tutto il proprio codice e di valutare software già esistente prima di realizzarne di nuovo. Le norme italiane sono tra le più avanzate d'Europa in materia di open source. Finora però non hanno funzionato a dovere.
https://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2019-05-20/pa-via-l-obbligo-pubbl... <https://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2019-05-20/pa-via-l-obbligo-pubbl...>
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Sono cose diverse Uno è l'obbligo di fare una valutazione prestazioni/ prezzo e scegliere l'alternativa migliore. Questa è cosa normale per ogni acquisto della p.a. e l'enforcement si basa sul danno erariale eventualmente causato. un cittadino potrebbe fare un esposto alla Corte dei conti, in caso di spesa ingiustificata. Un altro è l'obbligo, che abbiamo messo nel CAD, di dare il codice sorgente di ogni software sviluppato ad ogni soggetto economico sia interessato (e quindi non più solo ad altre amministrazioni, ma anche ad altri sviluppatori o software house o analisti o whatever). La versione precedente, ovvero il riuso da parte dell'amministrazione non aveva funzionato, perché ognuna ha bisogno di cose particolari. Questo è un cambiamento significativo. Potete scrivere al comune e chiedere i sorgenti, che so, del sistema di whistleblowing, e il comune ve li deve dare. Poi, ricordo che poste non è una pubblica amministrazione. Ciao! In data 24 maggio 2019 10:32:55 AM "armeo@mail.nexacenter.org" <meo@polito.it> ha scritto: Non è che le norme italiane non hanno funzionato a dovere. Più semplicemente sono state ignorate. Vedi, ad esempio, la recente notizia apparsa su Key4iz: Poste italiane, accordo con Microsoft per la trasformazione digitale del Gruppo Non c'è difesa contro il potere. Raf Il 24/05/2019 10:23, J.C. DE MARTIN ha scritto: *Pa, al via l’obbligo di pubblicare in open source tutto il proprio codice** * –di Luca Tremolada 23 maggio 2019 Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale è al via l'obbligo per le Pubbliche amministrazioni di pubblicare in open source tutto il proprio codice e di valutare software già esistente prima di realizzarne di nuovo. Le norme italiane sono tra le più avanzate d'Europa in materia di open source. Finora però non hanno funzionato a dovere. https://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2019-05-20/pa-via-l-obbligo-pubbl... <https://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2019-05-20/pa-via-l-obbligo-pubbl...> _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa ---------- _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Poste non è una pubblica amministrazione, come giustamente rileva Stefano, ma è una società per azioni posseduta - non sono sicuro - dallo Stato nella misura del 60%. A prescindere dal fatto che penso che la privatizzazione di quel servizio sia stata una follia (ma so che questa mia opinione non è condivisa dalle persone importanti), gli uomini dello Stato presenti nel Consiglio di amministrazione si sono posti il quesito dei costi e benefici per il nostro Paese dell'accordo con la Microsoft? Ad esempio (ma questa è solo una parte del problema), quanto costerà al nostro Paese, che vive un momento di tragica condizione economica, l'esborso verso un'aziende straniera per un lavoro che poteve essere svolto benissimo da operatori pubblici e privati del nostro paese? Raf Il 24/05/2019 10:54, Stefano Quintarelli ha scritto:
Sono cose diverse
Uno è l'obbligo di fare una valutazione prestazioni/ prezzo e scegliere l'alternativa migliore. Questa è cosa normale per ogni acquisto della p.a. e l'enforcement si basa sul danno erariale eventualmente causato. un cittadino potrebbe fare un esposto alla Corte dei conti, in caso di spesa ingiustificata.
Un altro è l'obbligo, che abbiamo messo nel CAD, di dare il codice sorgente di ogni software sviluppato ad ogni soggetto economico sia interessato (e quindi non più solo ad altre amministrazioni, ma anche ad altri sviluppatori o software house o analisti o whatever). La versione precedente, ovvero il riuso da parte dell'amministrazione non aveva funzionato, perché ognuna ha bisogno di cose particolari. Questo è un cambiamento significativo. Potete scrivere al comune e chiedere i sorgenti, che so, del sistema di whistleblowing, e il comune ve li deve dare.
Poi, ricordo che poste non è una pubblica amministrazione.
Ciao!
In data 24 maggio 2019 10:32:55 AM "armeo@mail.nexacenter.org" <meo@polito.it> ha scritto:
Non è che le norme italiane non hanno funzionato a dovere. Più semplicemente sono state ignorate.
Vedi, ad esempio, la recente notizia apparsa su Key4iz:
Poste italiane, accordo con Microsoft per la trasformazione digitale del Gruppo
Non c'è difesa contro il potere.
Raf
Il 24/05/2019 10:23, J.C. DE MARTIN ha scritto: *Pa, al via l’obbligo di pubblicare in open source tutto il proprio codice** * –di Luca Tremolada
23 maggio 2019
Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale è al via l'obbligo per le Pubbliche amministrazioni di pubblicare in open source tutto il proprio codice e di valutare software già esistente prima di realizzarne di nuovo. Le norme italiane sono tra le più avanzate d'Europa in materia di open source. Finora però non hanno funzionato a dovere.
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participants (3)
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J.C. DE MARTIN -
Stefano Quintarelli