Interessante recensione sulla visione del mondo attraverso i social
http://www.agendadigitale.eu/competenze-digitali/vedere-cio-che-vogliamo-ved... Saluti e buon WE a tutti
molto interessante, grazie. noi siamo storicamente abituati a considerare il mezzo come neutrale (inteso come non discriminatorio) quando parliamo l'aria si comporta allo stesso modo per tutti coloro che ascoltano, quando camminiamo non ci devia per entrare in un negozio o un altro. abbiamo imparato il potere di influenza dei mass media con discriminazione dei "target" per cluster di utenti (e cosi' siamo arrivati ad una rete tv per ciascuno dei tre principali partiti politici) adesso dobbiamo confrontarci con il fatto che, grazie all'aumento della capacita' di calcolo, dello storage e la raccolta dei dati personali siamo nell'era della discriminazione ndividuale di massa (non e' un ossimoro!) basata sui big data personali. e dato che la data management platform si alimenta dei nostri dati personali, e che l'intermediario non 'non-disciminatorio' (come era l'aria) e' la base (o comunque parte integrante fondamentale) di ogni nostra relazione sociale ed economica, chi controlla i nostri dati E le piattaforme di relazione, ha un potere socioeconomico inaudito. per gli americani il tema e' solo economico, per noi si economico ma anche e soprattutto sociale, per la nostra diversa visione del mondo. sono sempre stato critico di coloro che avevano un desiderio/auspicio di uno stato paternalistico che cerca di mettere il cittadino sotto una sua ala protettiva, in quanto non capace di fare le scelte migliori in una realta' complessa. penso tuttavia che this time is different, perchè se prima c'era sempre la possibilità di maturare posizioni critiche alternative, di informarsi, imparare cose fuori dell'ortodossia dei mass media, in questo caso ciascuno ed ogni messaggio e' orientato su misura di ciascuno ed ognuno di noi, per cui un'alternativa e' assai assai difficile. penso che avere operatori non oligopolisti, favorendo una varieta' dell'ecosistema attraverso norme asimmetriche ex ante che favoriscano la nascita di concorrenti, sia fondamentale anche per questi motivi.. ciao, s. On 24/10/2015 08:19, Diego Giorio wrote:
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Saluti e buon WE a tutti
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Ciao Stefano, sono abbastanza dedicato al problema che sollevi, ma purtroppo alcuni editori italiani sembrano non curarsi di quel che significa.. Al festival del giornalismo di quest'anno, un portavoce di facebook parlava del servizio che, qualche settimana dopo, sarebbe stato lanciato con il nome di Instant Article: http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2015/10/21/news/facebook_... nel medesimo panel un editore si lamentava che l'esperienza di navigazione delle testate ormai non passa più per l'home page, ma i lettori entrano dal social network e poi chiudono la pagina. Quindi stavano immaginando che per migliorare l'esperienza utente *, avrebbero utilizzato un nuovo metodo per lasciare i lettori nella piattaforma, ma sulla pagina dell'editore. Se Facebook e Google con la quantità di inclusioni su siti terzi sono in grado di coltivare il profilo dell'utente, e poi gli si da pure il potere di influenzalo attivamente nella sua crescita informativa, siamo davanti ad un grosso problema ( ed esperimenti simili sono già stati fatti: http://www.wired.it/attualita/2014/06/28/come-le-emozioni-dei-nostri-amici-s... ) Servizi -privati ma essenziali in una democrazia- devono rimanere neutrali, non si puà lasciare che un'azienda estera dedicata al profitto e con un potere contrattuale enorme, verso utenti e verso aziende, possa decidere il ranking della priorità, in un modo praticamente non verificabile da un soggetto terzo (o verificabile in modo empirico e parziale, tipo: http://chiusinellarete.blogautore.repubblica.it/2015/10/21/lo-strano-caso-de... Poi, fosse per me, anche la presenza passiva di Google e Facebook sarebbe già un po' troppo nella navigazione, per non dimenticare, gli 11 milioni di lettori giornalieri di repubblica.it, vengono esposti a questo: https://trackography.org/#ITA_68 In questo momento, Apple ha lanciato AppleNews, Facebook ha questi instant article, Google ha Active Mobile Page, e negli ultimi 3 mesi l'allarmismo per gli adblocker ha raggiunto livelli di disinformazione cinese. Ci sono cambiamenti in ballo, e i tre principali attori hanno la loro soluzione che porta gli utenti ad essere guidati dai loro algoritmi. * e magari per qualche millesimo in più ad impression? ;) j 0.2€ Claudio 2015-10-24 19:20 GMT+02:00 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it>:
molto interessante, grazie.
noi siamo storicamente abituati a considerare il mezzo come neutrale (inteso come non discriminatorio)
quando parliamo l'aria si comporta allo stesso modo per tutti coloro che ascoltano, quando camminiamo non ci devia per entrare in un negozio o un altro.
abbiamo imparato il potere di influenza dei mass media con discriminazione dei "target" per cluster di utenti (e cosi' siamo arrivati ad una rete tv per ciascuno dei tre principali partiti politici)
adesso dobbiamo confrontarci con il fatto che, grazie all'aumento della capacita' di calcolo, dello storage e la raccolta dei dati personali siamo nell'era della discriminazione ndividuale di massa (non e' un ossimoro!) basata sui big data personali.
e dato che la data management platform si alimenta dei nostri dati personali, e che l'intermediario non 'non-disciminatorio' (come era l'aria) e' la base (o comunque parte integrante fondamentale) di ogni nostra relazione sociale ed economica, chi controlla i nostri dati E le piattaforme di relazione, ha un potere socioeconomico inaudito.
per gli americani il tema e' solo economico, per noi si economico ma anche e soprattutto sociale, per la nostra diversa visione del mondo.
sono sempre stato critico di coloro che avevano un desiderio/auspicio di uno stato paternalistico che cerca di mettere il cittadino sotto una sua ala protettiva, in quanto non capace di fare le scelte migliori in una realta' complessa.
penso tuttavia che this time is different, perchè se prima c'era sempre la possibilità di maturare posizioni critiche alternative, di informarsi, imparare cose fuori dell'ortodossia dei mass media, in questo caso ciascuno ed ogni messaggio e' orientato su misura di ciascuno ed ognuno di noi, per cui un'alternativa e' assai assai difficile.
penso che avere operatori non oligopolisti, favorendo una varieta' dell'ecosistema attraverso norme asimmetriche ex ante che favoriscano la nascita di concorrenti, sia fondamentale anche per questi motivi..
ciao, s.
On 24/10/2015 08:19, Diego Giorio wrote:
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Saluti e buon WE a tutti
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-- Claudio Agosti - Board Member HERMES center for transparency and digital human rights No profit association - http://logioshermes.org - https://globaleaks.org
participants (3)
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Claudio Agosti -
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Stefano Quintarelli