Questa settimana su Apogeonline ho avuto modo di occuparmi di "sementi aperte": http://www.apogeonline.com/webzine/2013/05/13/semi-liberi-come-software-libe... . Tengo a segnalarlo perchè in effetti questa, tra le varie declinazioni dell'openness, può risultare la più particoalre e in un certo senso la più nuova. Il tutto è legato anche ad un regolamento europeo i materia di tutela di nuove varietà vegetali di cui si è discusso nei giorni scorsi in rete grazie ad un interessante post di Glyn Moody. Un caro saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org
Caro Simone, il tema è senza dubbio interessante e per me molto caro, dato che ci ho dedicato una tesi di dottorato con la supervisione di Marco Ricolfi. Di analogia semi-software libero si è iniziato a parlare da circa 5 o 6 anni, ma senza dubbio fa fatica ad imporsi dato che le sementi sono un argomento più di nicchia nella società rispetto al software. Già a suo tempo Marco mi aveva illuminato su come, secondo lui, le dinamiche che stanno avvenendo nel campo del software e dell'economia dell'informazione digitalizzata sono le stesse ma di segno opposto rispetto a quelle nel campo nel campo delle sementi. Nel primo caso la rivoluzione digitale ha permesso l'emersione di nuove forme di sharing mettendo a rischio la sostenibilità dei vecchi modelli produttivi dei contenuti. Nel secondo caso, l'innovazione biotecnologica sta favorendo una maggiore chiusura di pratiche di scambio tradizionali e un rafforzamento dei diritti di proprietà intellettuale. Trovo che questa intuizione sia più che mai vera! Sul problema di applicare una licenza libera alle sementi esistono alcuni vincoli ulteriori rispetto al software dovuto alle leggi e regolamenti nazionali ed europei che stabiliscono registri di sementi che possono essere commercializzati e normalmente escludono quelli delle varietà più tradizionali (e in molti casi vietano anche lo scambio di questi ultimi per fini non commerciali). Lascio un paio di link sull'argomento Un paio di articoli, di cui uno mio dove si sostenie come lo scambio e risemina di sementi di varietà tradizionali possano essere giustificati proprio sulla base della analogia open-source http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1197562 http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1288552 il link alla rete semi rurali che in Italia è molto attiva su questo tema. http://www.semirurali.net/ Ciao Enrico Il giorno 13/mag/2013, alle ore 15.33, Simone Aliprandi ha scritto:
Questa settimana su Apogeonline ho avuto modo di occuparmi di "sementi aperte": http://www.apogeonline.com/webzine/2013/05/13/semi-liberi-come-software-libe... . Tengo a segnalarlo perchè in effetti questa, tra le varie declinazioni dell'openness, può risultare la più particoalre e in un certo senso la più nuova. Il tutto è legato anche ad un regolamento europeo i materia di tutela di nuove varietà vegetali di cui si è discusso nei giorni scorsi in rete grazie ad un interessante post di Glyn Moody. Un caro saluto.
-- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Enrico Bertacchini - Assistant Professor University of Torino - Department of Economics and Statistics "Cognetti De Martiis" EBLA Center - International Center for Research on the Economics of Culture, Institutions and Creativity NEXA Center for Internet & Society, Politecnico of Torino Lungodora Siena 100, 10153 Torino, Italy TEL +390116704982 https://sites.google.com/site/ebertacchini/
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