la decisione della Commissaria Kroes in merito alla Net Neutrality
http://blogs.ec.europa.eu/neelie-kroes/netneutrality/ La mia prima reazione a caldo è che sia una decisione sbagliata per almeno quattro motivi principali: 1. sottostima le capacità dei consumatori non solo di ottenere le informazioni necessarie, ma anche e soprattutto di capire le implicazioni potenziali delle proprie scelte; 2. sottostima le difficoltà (certamente in Italia, ma mi stupirebbe se fossimo gli unici) di cambiare ISP: se lo switch ha un costo sostanziale (e ce l'ha), come si fa a costruire l'intera decisione sulla possibilità di "votare coi propri piedi"? 3. per non parlare che in aree rurali, o anche solo in città non grandi, l'offerta di ISP, dove c'è, è limitata; 4. per non parlare infine, che gli ISP non sono tutti uguali, tranne l'eventuale differenza "full internet" / "limited Internet" (che per me è un ossimoro, ma ci siamo capiti): le loro caratteristiche sono multi-dimensionali. Come farà l'utente, per di più non super evoluto (vedi punto 1), a confrontare l'ISP veloce ma "limited Internet" con l'ISP lento ma "full Internet"? E confrontare i vari "limited Internet" tra di loro? Se c'e' un settore dove l'asimmetria informativa, per non parlare della più bizantina offerta commerciale, regna sovrana sono le TLC e la Commissaria Kroes dovrebbe saperlo. Se si pensa di risolvere questi quattro problemi ex post, good luck with that. E' purtroppo facile prevedere le conseguenze di questa scelta della Commissaria Kroes: la maggioranza degli utenti opterà per il servizio a prezzo minore (che, c'e' da scommetterci, nel giro di un 1-2 anni costerà come quello "full" di adesso...), purchè gli venga garantito Facebook, email, e YouTube.... juan carlos
On 05/30/2012 12:23 PM, J.C. DE MARTIN wrote:
http://blogs.ec.europa.eu/neelie-kroes/netneutrality/
La mia prima reazione a caldo è che sia una decisione sbagliata per almeno quattro motivi principali:
1. sottostima le capacità dei consumatori non solo di ottenere le informazioni necessarie, ma anche e soprattutto di capire le implicazioni potenziali delle proprie scelte;
2. sottostima le difficoltà (certamente in Italia, ma mi stupirebbe se fossimo gli unici) di cambiare ISP: se lo switch ha un costo sostanziale (e ce l'ha), come si fa a costruire l'intera decisione sulla possibilità di "votare coi propri piedi"?
3. per non parlare che in aree rurali, o anche solo in città non grandi, l'offerta di ISP, dove c'è, è limitata;
Sono perfettamente d'accordo, e mi sembra addirittura che il punto 3 sia sottostimato a livelli drammatici. Non si tratta infatti di offerte limitate solo in aree rurali o città non grandi, ma addirittura in interi Stati Membri. Un esempio significativo: da 2 anni, come la Commissaria sa benissimo, non è più possibile usare Skype e altri servizi VoIP in Francia con gli operatori mobili, perché tutti li bloccano. I cittadini, almeno quelli informati, stanno usando VPN commerciali per poter utilizzare Skype o altri servizi VoIP di non appartenenza degli operatori mobili, con conseguenti costi aggiuntivi, anche se comunque convenienti rispetto al non poter usare il VoIP per nulla. Ci sono indicazioni che altri operatori di altri Stati Membri (Italia compresa) stiano seguendo la strategia del blocco protocolli e applicazioni con una politica comune che meriterebbe indagini per tentare di scoprire eventuali accordi segreti fra gli operatori mobili. La distorsione del libero mercato (ammesso e non concesso che si possa ancora parlare di libero mercato) in questo contesto è palese, ma la Commissaria (e naturalmente gli Stati Membri , le designate autorità delle comunicazioni e forse anche le autorità antitrust) a mio avviso ha sempre fallito nel correggere una situazione che configura delle pratiche anticompetitive. Vorrei anche sottolineare che una volta che gli operatori saranno certi di poterla fare franca dopo aver soffocato Skype e altri concorrenti VoIP sul mobile, è ragionevole ipotizzare che non avranno più alcuna remora ad estendere i blocchi a qualsiasi altro settore che reputino minaccioso, purché ne diano informazione nei loro contratti. Ciao, Paolo
.....succede anche in Italia che gli operatori del mobile, tutti, sbadatamente, non consentano sempre skipe. In alcuni casi (devo però aver conferma) addirittura non consentono lo scaricamento dell'applicazione. Mi sa che per cambiar qualcosa nella Commissione, ciò deve passare per un rinnovamento della classe politica che in Francia è già avvenuto, in Germania sta per accadere ed in Italia auspichiamo fortemente. Ciao. Gb
"Wait and see" era la posizione della Commissione nel 2011 -COM(2011) 222 final- Ora che abbiamo visto, ...continuiamo ad aspettare. Utile rileggere la stizzita reazione in allora in tema data protection del EDPS http://db.tt/tJQpQTA0 C. Inviato da iPad2 Il giorno 30/mag/2012, alle ore 12:23, "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> ha scritto:
http://blogs.ec.europa.eu/neelie-kroes/netneutrality/
La mia prima reazione a caldo è che sia una decisione sbagliata per almeno quattro motivi principali:
1. sottostima le capacità dei consumatori non solo di ottenere le informazioni necessarie, ma anche e soprattutto di capire le implicazioni potenziali delle proprie scelte;
2. sottostima le difficoltà (certamente in Italia, ma mi stupirebbe se fossimo gli unici) di cambiare ISP: se lo switch ha un costo sostanziale (e ce l'ha), come si fa a costruire l'intera decisione sulla possibilità di "votare coi propri piedi"?
3. per non parlare che in aree rurali, o anche solo in città non grandi, l'offerta di ISP, dove c'è, è limitata;
4. per non parlare infine, che gli ISP non sono tutti uguali, tranne l'eventuale differenza "full internet" / "limited Internet" (che per me è un ossimoro, ma ci siamo capiti): le loro caratteristiche sono multi-dimensionali. Come farà l'utente, per di più non super evoluto (vedi punto 1), a confrontare l'ISP veloce ma "limited Internet" con l'ISP lento ma "full Internet"? E confrontare i vari "limited Internet" tra di loro? Se c'e' un settore dove l'asimmetria informativa, per non parlare della più bizantina offerta commerciale, regna sovrana sono le TLC e la Commissaria Kroes dovrebbe saperlo.
Se si pensa di risolvere questi quattro problemi ex post, good luck with that.
E' purtroppo facile prevedere le conseguenze di questa scelta della Commissaria Kroes: la maggioranza degli utenti opterà per il servizio a prezzo minore (che, c'e' da scommetterci, nel giro di un 1-2 anni costerà come quello "full" di adesso...), purchè gli venga garantito Facebook, email, e YouTube....
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