Re: [nexa] Nota studiosa dei commons vince il premio Nobel
Non sarà l'unico libro in italiano di Ostrom, ma è l'unico che io conosca: La conoscenza come bene comune Dalla teoria alla pratica A cura di Charlotte Hess e Elinor Ostrom Edizione italiana a cura di Paolo Ferri Oggi attraverso Internet la conoscenza è potenzialmente disponibile per tutti con un solo click. Ma proprio nel momento della sua apparente maggiore accessibilità, il sapere è soggetto a norme sempre più restrittive sulla proprietà intellettuale, che limitano l’accesso alle risorse on-line. Queste nuove forme di ipermoderne enclosures mettono a rischio il carattere di bene comune della conoscenza. E proprio di fronte a tale pericolo, questo volume ribadisce che il sapere deve essere una risorsa condivisa, il propellente stesso per le moderne società che legano la loro prosperità e il loro sviluppo alla ricerca, alla formazione e alla massima diffusione sociale di saperi creativi e innovativi. Ma come preservare questo bene nell’epoca del neoliberismo informazionale globalizzato? Come evitare che il sistema ecologico-sociale della conoscenza “utile” venga travolto dalla privatizzazione? Per realizzare questo grande obiettivo democratico è necessario ripensare la proprietà intellettuale e il copyright, ma anche il ruolo delle biblioteche, delle istituzioni formative e delle forme di creazione e condivisione digitale dei saperi, così come il modo in cui i nuovi contenuti digitali possono essere conservati e resi disponibili attraverso il Web. Open content, Creative Commons e open source possono costituire un efficace modo di garantire l’accesso alla conoscenza e una sua maggiore e più democratica diffusione globale. Con contributi di: David Bollier, James Boyle, James C. Cox, Shubha Ghosh, Charlotte Hess, Nancy Kranich, Peter Levine, Wendy Pradt Lougee, Elinor Ostrom, Charles M. Schweik, Peter Suber, J. Todd Swarthout, Donald J. Waters. ++++++++++++ prof. Andrea Rossetti (PhD) Filosofia del diritto / Informatica giuridica Facolta' di Giurisprudenza - Universita' Milano-Bicocca tel. (+39) 02 6448 4047 - +39 392 31 07 443 (Filosofia e Informatica) Giuridica: http://fildir.blogspot.com http://www.facebook.com/andrea.rossetti Sent from Pavia, Lombardia, Italia On Mon, Oct 12, 2009 at 14:35, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> wrote:
Elinor Ostrom vince il premio Nobel per l'Economia 2009 "for her analysis of economic governance, especially the commons": http://nobelprize.org/nobel_prizes/economics/laureates/2009/
juan carlos
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Io ho letto Governing the Commons, sperando di trovare spunti per le cose immateriali. Interessante, ma non c'era nulla, si parlava di acqua, coltivazioni, aiuti... blog.quintarelli.it/letture/2009/09/elinor-ostrom-governing-the-commons.html ___ www.reeplay.it www.eximia.it ..... Original Message ....... On Mon, 12 Oct 2009 19:39:09 +0200 "Andrea Rossetti" <andrea.rossetti@unimib.it> wrote:
Non sarà l'unico libro in italiano di Ostrom, ma è l'unico che io conosca:
La conoscenza come bene comune Dalla teoria alla pratica A cura di Charlotte Hess e Elinor Ostrom
Edizione italiana a cura di Paolo Ferri
Oggi attraverso Internet la conoscenza è potenzialmente disponibile per tutti con un solo click. Ma proprio nel momento della sua apparente maggiore accessibilità, il sapere è soggetto a norme sempre più restrittive sulla proprietà intellettuale, che limitano l’accesso alle risorse on-line. Queste nuove forme di ipermoderne enclosures mettono a rischio il carattere di bene comune della conoscenza. E proprio di fronte a tale pericolo, questo volume ribadisce che il sapere deve essere una risorsa condivisa, il propellente stesso per le moderne società che legano la loro prosperità e il loro sviluppo alla ricerca, alla formazione e alla massima diffusione sociale di saperi creativi e innovativi. Ma come preservare questo bene nell’epoca del neoliberismo informazionale globalizzato? Come evitare che il sistema ecologico-sociale della conoscenza “utile” venga travolto dalla privatizzazione? Per realizzare questo grande obiettivo democratico è necessario ripensare la proprietà intellettuale e il copyright, ma anche il ruolo delle biblioteche, delle istituzioni formative e delle forme di creazione e condivisione digitale dei saperi, così come il modo in cui i nuovi contenuti digitali possono essere conservati e resi disponibili attraverso il Web. Open content, Creative Commons e open source possono costituire un efficace modo di garantire l’accesso alla conoscenza e una sua maggiore e più democratica diffusione globale.
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On Mon, Oct 12, 2009 at 14:35, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> wrote:
Elinor Ostrom vince il premio Nobel per l'Economia 2009 "for her analysis of economic governance, especially the commons": http://nobelprize.org/nobel_prizes/economics/laureates/2009/
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Ci son caduto anche io.... lettura comunque stimolante anche perchè tra l'acqua e le idee (e l'immateriale) le analogie sono tante... Qui ne avevo riassunte un pò: http://bit.ly/W7RI5 buona serata G. Stefano Quintarelli ha scritto:
Io ho letto Governing the Commons, sperando di trovare spunti per le cose immateriali. Interessante, ma non c'era nulla, si parlava di acqua, coltivazioni, aiuti... blog.quintarelli.it/letture/2009/09/elinor-ostrom-governing-the-commons.html ___ www.reeplay.it www.eximia.it
..... Original Message ....... On Mon, 12 Oct 2009 19:39:09 +0200 "Andrea Rossetti" <andrea.rossetti@unimib.it> wrote:
Non sarà l'unico libro in italiano di Ostrom, ma è l'unico che io conosca:
La conoscenza come bene comune Dalla teoria alla pratica A cura di Charlotte Hess e Elinor Ostrom
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Oggi attraverso Internet la conoscenza è potenzialmente disponibile per tutti con un solo click. Ma proprio nel momento della sua apparente maggiore accessibilità, il sapere è soggetto a norme sempre più restrittive sulla proprietà intellettuale, che limitano l’accesso alle risorse on-line. Queste nuove forme di ipermoderne enclosures mettono a rischio il carattere di bene comune della conoscenza. E proprio di fronte a tale pericolo, questo volume ribadisce che il sapere deve essere una risorsa condivisa, il propellente stesso per le moderne società che legano la loro prosperità e il loro sviluppo alla ricerca, alla formazione e alla massima diffusione sociale di saperi creativi e innovativi. Ma come preservare questo bene nell’epoca del neoliberismo informazionale globalizzato? Come evitare che il sistema ecologico-sociale della conoscenza “utile” venga travolto dalla privatizzazione? Per realizzare questo grande obiettivo democratico è necessario ripensare la proprietà intellettuale e il copyright, ma anche il ruolo delle biblioteche, delle istituzioni formative e delle forme di creazione e condivisione digitale dei saperi, così come il modo in cui i nuovi contenuti digitali possono essere conservati e resi disponibili attraverso il Web. Open content, Creative Commons e open source possono costituire un efficace modo di garantire l’accesso alla conoscenza e una sua maggiore e più democratica diffusione globale.
Con contributi di: David Bollier, James Boyle, James C. Cox, Shubha Ghosh, Charlotte Hess, Nancy Kranich, Peter Levine, Wendy Pradt Lougee, Elinor Ostrom, Charles M. Schweik, Peter Suber, J. Todd Swarthout, Donald J. Waters.
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On Mon, Oct 12, 2009 at 14:35, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> wrote:
Elinor Ostrom vince il premio Nobel per l'Economia 2009 "for her analysis of economic governance, especially the commons": http://nobelprize.org/nobel_prizes/economics/laureates/2009/
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The other book demonstrates that the bridge had been crossed (Charlotte Hesse is an historian of culture and media). As I understand it, Elinor Ostrom work was a response to the Tragedy of commons theory (among others, since already in the first half of the 1970s, several environmental researchers had challenged it). More precisely, Gareth Hardin was in 2 steps, the first one being that public goods will be derelict or damaged unless there are either collectively governed or an object of property. The second step was of the type "since we all know that collective governance does not work" it means that they have to be turned to objects of propert. This second step was strongly ideological but accepted by many on the background of the failure of real socialism. It was extremely challengeable, and was successfully challenged. The only problem is how long it took to the committee in charge of the Economics Prize in the Honour of Affred Nobel (and more generally to the economics establishment) to notice. Todays, especially after the extraordinary achievements of information and knowledge commons, the question of governance remains an object of innovation and experimentation (it will always be if we believe John Dewey's observation that any governance procedure is bound to be instrumentalized by interest groups and to need correctives and reinvention throught the action of society (the "public"). However, the key contemporary challenge is on how to articulate the commons with a monetary-based economy. Much room there for NEXA and others. Best, Philippe Stefano Quintarelli wrote:
Io ho letto Governing the Commons, sperando di trovare spunti per le cose immateriali. Interessante, ma non c'era nulla, si parlava di acqua, coltivazioni, aiuti... blog.quintarelli.it/letture/2009/09/elinor-ostrom-governing-the-commons.html ___ www.reeplay.it www.eximia.it
..... Original Message ....... On Mon, 12 Oct 2009 19:39:09 +0200 "Andrea Rossetti" <andrea.rossetti@unimib.it> wrote:
Non sarà l'unico libro in italiano di Ostrom, ma è l'unico che io conosca:
La conoscenza come bene comune Dalla teoria alla pratica A cura di Charlotte Hess e Elinor Ostrom
Edizione italiana a cura di Paolo Ferri
Oggi attraverso Internet la conoscenza è potenzialmente disponibile per tutti con un solo click. Ma proprio nel momento della sua apparente maggiore accessibilità, il sapere è soggetto a norme sempre più restrittive sulla proprietà intellettuale, che limitano l’accesso alle risorse on-line. Queste nuove forme di ipermoderne enclosures mettono a rischio il carattere di bene comune della conoscenza. E proprio di fronte a tale pericolo, questo volume ribadisce che il sapere deve essere una risorsa condivisa, il propellente stesso per le moderne società che legano la loro prosperità e il loro sviluppo alla ricerca, alla formazione e alla massima diffusione sociale di saperi creativi e innovativi. Ma come preservare questo bene nell’epoca del neoliberismo informazionale globalizzato? Come evitare che il sistema ecologico-sociale della conoscenza “utile” venga travolto dalla privatizzazione? Per realizzare questo grande obiettivo democratico è necessario ripensare la proprietà intellettuale e il copyright, ma anche il ruolo delle biblioteche, delle istituzioni formative e delle forme di creazione e condivisione digitale dei saperi, così come il modo in cui i nuovi contenuti digitali possono essere conservati e resi disponibili attraverso il Web. Open content, Creative Commons e open source possono costituire un efficace modo di garantire l’accesso alla conoscenza e una sua maggiore e più democratica diffusione globale.
Con contributi di: David Bollier, James Boyle, James C. Cox, Shubha Ghosh, Charlotte Hess, Nancy Kranich, Peter Levine, Wendy Pradt Lougee, Elinor Ostrom, Charles M. Schweik, Peter Suber, J. Todd Swarthout, Donald J. Waters.
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On Mon, Oct 12, 2009 at 14:35, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> wrote:
Elinor Ostrom vince il premio Nobel per l'Economia 2009 "for her analysis of economic governance, especially the commons": http://nobelprize.org/nobel_prizes/economics/laureates/2009/
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Another reference (besides the book): IDEAS, ARTIFACTS, AND FACILITIES: INFORMATION AS A COMMON-POOL RESOURCE CHARLOTTE HESS AND ELINOR OSTROM http://www.law.duke.edu/shell/cite.pl?66+Law+&+Contemp.+Probs.+111+%28Winter... Best, juan carlos Philippe Aigrain wrote (on 12-10-2009 20:45):
The other book demonstrates that the bridge had been crossed (Charlotte Hesse is an historian of culture and media). As I understand it, Elinor Ostrom work was a response to the Tragedy of commons theory (among others, since already in the first half of the 1970s, several environmental researchers had challenged it). More precisely, Gareth Hardin was in 2 steps, the first one being that public goods will be derelict or damaged unless there are either collectively governed or an object of property. The second step was of the type "since we all know that collective governance does not work" it means that they have to be turned to objects of propert. This second step was strongly ideological but accepted by many on the background of the failure of real socialism. It was extremely challengeable, and was successfully challenged. The only problem is how long it took to the committee in charge of the Economics Prize in the Honour of Affred Nobel (and more generally to the economics establishment) to notice.
Todays, especially after the extraordinary achievements of information and knowledge commons, the question of governance remains an object of innovation and experimentation (it will always be if we believe John Dewey's observation that any governance procedure is bound to be instrumentalized by interest groups and to need correctives and reinvention throught the action of society (the "public").
However, the key contemporary challenge is on how to articulate the commons with a monetary-based economy. Much room there for NEXA and others.
Best,
Philippe
Stefano Quintarelli wrote:
Io ho letto Governing the Commons, sperando di trovare spunti per le cose immateriali. Interessante, ma non c'era nulla, si parlava di acqua, coltivazioni, aiuti... blog.quintarelli.it/letture/2009/09/elinor-ostrom-governing-the-commons.html
___ www.reeplay.it www.eximia.it
..... Original Message ....... On Mon, 12 Oct 2009 19:39:09 +0200 "Andrea Rossetti" <andrea.rossetti@unimib.it> wrote:
Non sarà l'unico libro in italiano di Ostrom, ma è l'unico che io conosca:
La conoscenza come bene comune Dalla teoria alla pratica A cura di Charlotte Hess e Elinor Ostrom
Edizione italiana a cura di Paolo Ferri
Oggi attraverso Internet la conoscenza è potenzialmente disponibile per tutti con un solo click. Ma proprio nel momento della sua apparente maggiore accessibilità, il sapere è soggetto a norme sempre più restrittive sulla proprietà intellettuale, che limitano l’accesso alle risorse on-line. Queste nuove forme di ipermoderne enclosures mettono a rischio il carattere di bene comune della conoscenza. E proprio di fronte a tale pericolo, questo volume ribadisce che il sapere deve essere una risorsa condivisa, il propellente stesso per le moderne società che legano la loro prosperità e il loro sviluppo alla ricerca, alla formazione e alla massima diffusione sociale di saperi creativi e innovativi. Ma come preservare questo bene nell’epoca del neoliberismo informazionale globalizzato? Come evitare che il sistema ecologico-sociale della conoscenza “utile” venga travolto dalla privatizzazione? Per realizzare questo grande obiettivo democratico è necessario ripensare la proprietà intellettuale e il copyright, ma anche il ruolo delle biblioteche, delle istituzioni formative e delle forme di creazione e condivisione digitale dei saperi, così come il modo in cui i nuovi contenuti digitali possono essere conservati e resi disponibili attraverso il Web. Open content, Creative Commons e open source possono costituire un efficace modo di garantire l’accesso alla conoscenza e una sua maggiore e più democratica diffusione globale.
Con contributi di: David Bollier, James Boyle, James C. Cox, Shubha Ghosh, Charlotte Hess, Nancy Kranich, Peter Levine, Wendy Pradt Lougee, Elinor Ostrom, Charles M. Schweik, Peter Suber, J. Todd Swarthout, Donald J. Waters.
++++++++++++ prof. Andrea Rossetti (PhD) Filosofia del diritto / Informatica giuridica Facolta' di Giurisprudenza - Universita' Milano-Bicocca tel. (+39) 02 6448 4047 - +39 392 31 07 443 (Filosofia e Informatica) Giuridica: http://fildir.blogspot.com http://www.facebook.com/andrea.rossetti Sent from Pavia, Lombardia, Italia
On Mon, Oct 12, 2009 at 14:35, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> wrote:
Elinor Ostrom vince il premio Nobel per l'Economia 2009 "for her analysis of economic governance, especially the commons": http://nobelprize.org/nobel_prizes/economics/laureates/2009/
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