"Filosofia digitale" (Quaderni di filosofia)
Tutti gli articoli sono "open access". jc http://mimesisbooks.com/index.php/mim/catalog/book/10 Riccardo Fedriga (ed) Fabio Ciracì (ed) Cristina Marras (ed) *Introduzione* Riccardo Fedriga, Fabio Ciracì, Cristina Marras * Biodiversità ed ecosistema digitale* Per una filosofia plurilingue e multiprospettica Cristina Marras * Nuovi abiti per la vecchia cerimonia: Aristotele e la narrativa digitale* Luca Bandirali * La tecnologia wiki come spazio per il dialogo operativo tra filosofia e informatica* Luigi Catalani * Crisscross ontology: Mapping concept dynamics, competing argument and multiperspectival knowledge in philosophy* Alois Pichler, James M. Fielding, Nivedita Gangopadhyay, Andreas L. Opdahl * Digit-filosofia o filosofia del digitale?* Enrico Terrone * Per una teoria critica del digitale: fake-news e postverità alla luce della logica della verosimiglianza* Fabio Ciracì * Macchine?* Mario A. Bochicchio, Simona Corciulo * I diritti dell’algoritmo. Per un’ontologia dell’“autorialità digitale”* Roberto Limonta * Eventi Digitali* Riccardo Fedriga * Digital Humanities and Trans Humanities – Some Research Problems for the Humanities of the Not-Too-Far Future* Stefan Gruner * DH: un dialogo a più voci* Riccardo Fedriga, Fabio Ciracì, Cristina Marras, Stefan Gruner
Macchine? Mario A. Bochicchio, Simona Corciulo
"Come nelle intuizioni di Čapek, Turing, von Neumann e molti altri, le "macchine" ... Mah, affiancare uno scrittore di opere di fantascienza a due matematici mi sembra azzardato. Riporto le "parole" di Čapek. I ROBOT sono il risultato di un viaggio in tram. Un giorno, per andare al centro di Praga, ho dovuto prendere un tram di periferia che era fastidiosamente affollato. L’idea che le condizioni di vita moderne abbiano reso le persone indifferenti alle più semplici comodità della vita, mi ha atterrito. Erano ammassati lì dentro e persino sugli scalini del tram non come pecore, ma come macchine. È stato in quel momento che ho iniziato a riflettere sugli uomini come se fossero macchine, invece che individui, e per tutto il viaggio ho cercato un termine in grado di definire un uomo capace di lavorare, ma non di pensare. Questa è l’idea espressa dalla parola ceca robot [K. Čapek, Evening Standard, 02.06.1924] Per chi vuole approfondire segnalo l'articolo "I robot di Karel Čapek: 100 anni di metamorfosi. I testi dell'autore su "R.U.R." e i documenti della ricezione italiana negli anni Venti e Trenta" di Alessandro Catalano [1] Antonio [1] http://www.esamizdat.it/ojs/index.php/eS/article/view/87
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Antonio Iacono -
J.C. DE MARTIN