IMA - Internet, Mon Amour
Buongiorno, è uscito il primo libro di C.I.R.C.E., firmato da Agnese Trocchi. La versione cartacea in distribuzione (anche sui canali ufficiali grazie a ledizioni https://www.ledizioni.it) non è affatto male, ma siamo soddisfatte anche del digitale, è una proposta di produzione/pubblicazione/diffusione per editori e autori. panoramica del progetto: https://ima.circex.org/vulgo.html IMA - "Internet, mon amour" nasce dal lavoro di C.I.R.C.E. https://circex.org e dai suoi laboratori di Pedagogia Hacker. scheda libro https://circex.org/it/ima leggi e diffondi via FLOShare https://ima.circex.org *dillo ai tuoi amici!* --- A partire da un nucleo originario di storie di ordinario (ab)uso tecnologico, scritte per un editore francese, sono state aggiunte nuove storie raccolte durante i laboratori con bambine, bambini, ragazzi, ragazze, formatori, educatrici, genitori e così via. Ma anche dai racconti ascoltati da amici, parenti o vissuti in prima persona. C.I.R.C.E. ha inserito tutte le storie in una cornice decameroniana. La cornice ci offre una lettura in chiave di fantascienza speculativa e ci offre allo stesso tempo la possibilità di porci alla giusta distanza dalle storie raccontate per vederle e vederCI dall'esterno. "Il contenuto è il metodo". IMA non è solo le storie che contiene, è anche una procedura creativa: è stato impaginato in LateX usando solo software libero. Il libro è molto di più dell'opera di una singola autrice, è il frutto della collaborazione tra macchine libere e umani desideranti; è frutto degli incontri con decine e decine di persone alla ricerca di un rapporto con le macchine non mediato dalle tecnologie del dominio. E le nostre storie non finiscono qui: C.I.R.C.E. continua a portare i suoi laboratori di Pedagogia Hacker in giro per il mondo per esplorare nuovi modi conviviali di vivere tra di noi e con le macchine e per cercare nuove storie da raccontare dopo il crollo che è stato ieri. Se hai una storia, suggerimenti o domande sulle nostre attività scrivi a info@circex.org Se vuoi sapere come ottenere una copia cartacea del libro scrivi a ima@circex.org Se vuoi leggere la versione HTML di "Internet, mon amour", digita https://ima.circex.org prossimi appuntamenti: https://circex.org/it/agenda/ buona lettura k. -- "IMA - Internet, Mon Amour - https://ima.circex.org" "C.I.R.C.E. - https://circex.org" "tecnologie appropriate - https://alekos.net" GPG keys available via keyservers https://pgp.mit.edu/ Key fingerprint = BDFB 786F 6B35 7EB0 CE48 530C FCF9 E111 3537 3013
Ciao karlessi, mi scopro complevolmente ignorante. Ho dato una scorsa veloce alla versione online del libro e credo che lo acquisterò in cartaceo (data volant, carta manet :-D). Ma sono rimasto ancor più colpito da alekos, che purtroppo non conoscevo. Sembra un progetto veramente interessante e a quanto ho potuto capire piuttosto articolato. Me/ce ne vuoi parlare? (lascio in copia Nexa perché credo di non essere l'unico fra i lettori della ML cui può interessare). Ti chiederei anche di spiegarmi/spiegarci cosa tu intenda esattamente per Pedagogia Hacker. Trovo l'accostamento di questi due termini quanto mai ambizioso e... curioso. ;-) E lo dico come hacker che ritiene la pedagogia e l'educazione storica e informatica fondamentale, tanto da volerne fare il centro della mia azione politica. Giacomo -- Inviato da un terminale mobile. Perdonate brevità ed orrori grammaticali.
Ciao, sono un po' in imbarazzo, con il senso di colpa ignorante soprattutto ;) alekos.net è una faccenda di artigiani, delle tecnologie digitali in particolare. perciò poca automazione e molto "tailoring", dicono gli anglofili, ovvero attenzione alle situazioni e alle interazioni specifiche. in termini sistemistici, per esempio, non c'è devops, dico kubernetes, rancher, docker, ecc. ma nemmeno ansible che tenga se ogni intervento è differente. ogni arnese può essere utile, certo, ma spesso è superfluo. non è per ideologia, ma per esperienza: la scalabilità a ogni costo non fa per noi. controproduttività, diceva Ivan Illich. perché poi, nei progetti europei come in tante altre occasioni di lavoro in rete, ti trovi a fare "integrazione di cloud" e deliri sui sistemi di autenticazione e app e framework menate. Quando forse sarebbe tanto più semplice un bel rasoio occamista e, non dico risolverla a FTP, ma una banale istanza nextcloud o simili (pure per le PA, invece di continuare a chiedere privacy ai big dell'IT) e tanta formazione. cmq viene da http://alekos.org/ al momento stiamo lavorando su un calculator della carbon footprint. abbiamo la base, drupal (nonostante le debolezze intrinseche del sistema, è meno peggio di altri) webform con calcoli, da esporre in qualche modo anche mobile. un calcolatore che permetta di fissare obiettivi, a differenza di quelli che ci sono in giro, per aiutare le persone a percepire cambiamenti reali nel proprio comportamento. e integri calcoli sul consumo digitale. perché puoi anche essere vegano e muoverti in treno, ma se usi intensamente i social (audio e videomessaggi su whatsapp, ascoltare musica su youtube, per non far nomi), ecc. la tua impronta sale assai... la pedagogia hacker è quindi una branca delle tecnologie appropriate, ispirata alla pedagogia degli oppressi (Freire), alla pedagogia esperienziale (Boud-Cohen-Walker), alla tradizione critica delle tecnologie (Mumford, Illich, Haraway). e all'hacking. un passo oltre l'autodifesa digitale, che implica una postura di attacco e difesa, militarizzazione difensiva da attacchi esterni. ma il confine è (anche) interno. riguarda l'obbedire a ordini impartiti sotto forma di "partecipazione a giochi": il gioco di trovare un posto dove cenare, dove andare in vacanza, un libro-film che ti piace, un partner, un argomento per i prossimi tre minuti d'attenzione. un nemico a cui sparare, nei videogiochi o fuori dal virtuale. e quindi, di nudging in gamification, obbedienti alle scariche di dopamina che ci piacciono tanto, ci stiamo assuefacendo agli stati di flusso e tendiamo a lasciar scegliere alle piattaforme (corporative o di stato, dipende da dove stai nel mondo), che ci conoscono meglio di quanto non ci conosciamo noi. perciò proponiamo formazioni (spesso fuori italia, è più semplice), ad esempio https://circex.org/it/workshops/ il libro di Agnese è un piccolo sunto in forma narrativa per abbassare la soglia d'ingresso su temi complessi. e proporre al tempo stesso un modo diverso di pubblicare e far circolare su web. da qualche anno ormai stiamo scrivendo un manuale di pedagogia hacker anche per addetti ai lavori (insegnanti, educatori, ecc.), prima o poi riusciremo ad arrivare a qualcosa. forse! ciao k. Il 28/09/19 16:02, Giacomo Tesio ha scritto:
Ciao karlessi, mi scopro complevolmente ignorante.
Ho dato una scorsa veloce alla versione online del libro e credo che lo acquisterò in cartaceo (data volant, carta manet :-D).
Ma sono rimasto ancor più colpito da alekos, che purtroppo non conoscevo.
Sembra un progetto veramente interessante e a quanto ho potuto capire piuttosto articolato.
Me/ce ne vuoi parlare? (lascio in copia Nexa perché credo di non essere l'unico fra i lettori della ML cui può interessare).
Ti chiederei anche di spiegarmi/spiegarci cosa tu intenda esattamente per Pedagogia Hacker.
Trovo l'accostamento di questi due termini quanto mai ambizioso e... curioso. ;-)
E lo dico come hacker che ritiene la pedagogia e l'educazione storica e informatica fondamentale, tanto da volerne fare il centro della mia azione politica.
Giacomo
-- "C.I.R.C.E. - https://circex.org" "tecnologie appropriate - https://alekos.net" GPG keys available via keyservers https://pgp.mit.edu/ Key fingerprint = BDFB 786F 6B35 7EB0 CE48 530C FCF9 E111 3537 3013
Caro karlessi, grazie. Sono uno di quelli a cui interessa quello che fate e non vi conoscevo. Mi piace il background teorico, Illic specialmente. E' qualche anno che mi interrogo su se e come l'informatica possa essere conviviale. Vi è un intreccio inestricabile di industriale e artigianale che rende la questione spinosa. Mi piacerebbe sapere se avete riflettuto in merito e se vi sono tracce di questa riflessione. Ciao, Alberto On 04/10/2019 14:28, karlessi wrote:
Ciao,
sono un po' in imbarazzo, con il senso di colpa ignorante soprattutto ;)
alekos.net è una faccenda di artigiani, delle tecnologie digitali in particolare. perciò poca automazione e molto "tailoring", dicono gli anglofili, ovvero attenzione alle situazioni e alle interazioni specifiche. in termini sistemistici, per esempio, non c'è devops, dico kubernetes, rancher, docker, ecc. ma nemmeno ansible che tenga se ogni intervento è differente. ogni arnese può essere utile, certo, ma spesso è superfluo.
non è per ideologia, ma per esperienza: la scalabilità a ogni costo non fa per noi. controproduttività, diceva Ivan Illich. perché poi, nei progetti europei come in tante altre occasioni di lavoro in rete, ti trovi a fare "integrazione di cloud" e deliri sui sistemi di autenticazione e app e framework menate. Quando forse sarebbe tanto più semplice un bel rasoio occamista e, non dico risolverla a FTP, ma una banale istanza nextcloud o simili (pure per le PA, invece di continuare a chiedere privacy ai big dell'IT) e tanta formazione.
cmq viene da http://alekos.org/
al momento stiamo lavorando su un calculator della carbon footprint. abbiamo la base, drupal (nonostante le debolezze intrinseche del sistema, è meno peggio di altri) webform con calcoli, da esporre in qualche modo anche mobile. un calcolatore che permetta di fissare obiettivi, a differenza di quelli che ci sono in giro, per aiutare le persone a percepire cambiamenti reali nel proprio comportamento. e integri calcoli sul consumo digitale. perché puoi anche essere vegano e muoverti in treno, ma se usi intensamente i social (audio e videomessaggi su whatsapp, ascoltare musica su youtube, per non far nomi), ecc. la tua impronta sale assai...
la pedagogia hacker è quindi una branca delle tecnologie appropriate, ispirata alla pedagogia degli oppressi (Freire), alla pedagogia esperienziale (Boud-Cohen-Walker), alla tradizione critica delle tecnologie (Mumford, Illich, Haraway). e all'hacking. un passo oltre l'autodifesa digitale, che implica una postura di attacco e difesa, militarizzazione difensiva da attacchi esterni. ma il confine è (anche) interno. riguarda l'obbedire a ordini impartiti sotto forma di "partecipazione a giochi": il gioco di trovare un posto dove cenare, dove andare in vacanza, un libro-film che ti piace, un partner, un argomento per i prossimi tre minuti d'attenzione. un nemico a cui sparare, nei videogiochi o fuori dal virtuale. e quindi, di nudging in gamification, obbedienti alle scariche di dopamina che ci piacciono tanto, ci stiamo assuefacendo agli stati di flusso e tendiamo a lasciar scegliere alle piattaforme (corporative o di stato, dipende da dove stai nel mondo), che ci conoscono meglio di quanto non ci conosciamo noi.
perciò proponiamo formazioni (spesso fuori italia, è più semplice), ad esempio https://circex.org/it/workshops/
il libro di Agnese è un piccolo sunto in forma narrativa per abbassare la soglia d'ingresso su temi complessi. e proporre al tempo stesso un modo diverso di pubblicare e far circolare su web.
da qualche anno ormai stiamo scrivendo un manuale di pedagogia hacker anche per addetti ai lavori (insegnanti, educatori, ecc.), prima o poi riusciremo ad arrivare a qualcosa. forse!
ciao
k.
Il 28/09/19 16:02, Giacomo Tesio ha scritto:
Ciao karlessi, mi scopro complevolmente ignorante.
Ho dato una scorsa veloce alla versione online del libro e credo che lo acquisterò in cartaceo (data volant, carta manet :-D).
Ma sono rimasto ancor più colpito da alekos, che purtroppo non conoscevo.
Sembra un progetto veramente interessante e a quanto ho potuto capire piuttosto articolato.
Me/ce ne vuoi parlare? (lascio in copia Nexa perché credo di non essere l'unico fra i lettori della ML cui può interessare).
Ti chiederei anche di spiegarmi/spiegarci cosa tu intenda esattamente per Pedagogia Hacker.
Trovo l'accostamento di questi due termini quanto mai ambizioso e... curioso. ;-)
E lo dico come hacker che ritiene la pedagogia e l'educazione storica e informatica fondamentale, tanto da volerne fare il centro della mia azione politica.
Giacomo
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