Petizione comunità scientifica internazionale contro il dual-use: tecnologia civile e militare
A fine settembre è stata lanciata una petizione su Change sulla ricerca scientifica dual-use ( https://www.change.org/p/opening-civil-research-facilities-to-military-proje... ). Tra i primi firmatari anche il prof. Giorgio Parisi, fisico e docente all'Università di Roma La Sapienza, Nobel per la Fisica nel 2021. Qui di seguito la traduzione in italiano del testo. Nel gennaio 2024, la Commissione europea ha pubblicato un "Libro bianco ( https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/14... ) " in cui si chiede uno sforzo speciale per promuovere la ricerca con obiettivi sia civili che militari (dual-use). Analogamente, nel marzo 2024 il Ministero tedesco dell'Istruzione e della Ricerca (BMBF) ha pubblicato un “Position Paper ( https://www.bmbf.de/bmbf/shareddocs/kurzmeldungen/de/2024/03/240311-position... ) ” in cui si chiede di approfondire la cooperazione tra istituzioni di ricerca civili e militari e di stabilire “incentivi finanziari per una maggiore cooperazione tra ricerca civile e militare”. Nel suo rapporto annuale per il 2024 ( https://www.bmbf.de/bmbf/de/forschung/zukunftsstrategie/expertenkommission-f... ) , la Commissione tedesca di esp erti in materia di “ricerca e innovazione” ha proposto di eliminare la separazione esistente tra ricerca civile e militare. Questo riorientamento è in contraddizione fondamentale con lo spirito della ricerca civile dopo le esperienze della Seconda Guerra Mondiale: il Consiglio scientifico del Giappone ( https://www.scj.go.jp/ja/info/kohyo/pdf/kohyo-23-s243-en.pdf ) giurò nel 1950 “di non impegnarsi mai nella ricerca scientifica per scopi bellici”. Al centro di ricerca internazionale CERN, dove nel 2012 è stato trovato il Bosone di Higgs, la convenzione del 1954 ( https://cds.cern.ch/record/330625?ln=de ) richiede esplicitamente di “non occuparsi di lavori per esigenze militari”, e all'Helmholtz Research Center DESY ( https://www.desy.de/ ) in Germania i principi guida ( https://www.desy.de/ueber_desy/mission_und_leitbild/index_ger.html ) stabiliscono che la ricerca “persegue obiettivi pacifici e al servizio della società civile”. Inoltre, molte università hanno adottato le cosiddette "clausole civili" per orientare volontariamente la ricerca e l'insegnamento a scopi puramente civili e pacifici. Al DESY la direzione ha recentemente avviato una discussione per stabilire se la limitazione della ricerca a scopi civili e pacifici sia ancora adeguata o se la ricerca militare in laboratorio debba essere consentita. Oltre alle profonde implicazioni etiche sollevate dall'apertura di centri di ricerca e università civili a scopi militari, questa evoluzione avrebbe implicazioni su: - la deviazione di risorse finanziarie e intellettuali dal perseguimento della ricerca fondamentale e orientata alla pace;- la missione della scienza e della diplomazia scientifica per la pace;- la cooperazione scientifica internazionale;- l'obbligo di pubblicare tutti i risultati scientifici;- la cultura formativa ed educativa dei centri di ricerca e delle università per i giovani studenti e tirocinanti;- i permessi di accesso e le misure di sicurezza nei laboratori, in particolare per i visitatori internazionali, e l'esclusione di scienziati provenienti da determinati Paesi (“ostili”);- la scienza libera e aperta, poiché l'accesso aperto a specifici risultati scientifici verrebbe limitato. Chiediamo l'intensificazione della ricerca civile e per la costruzione della pace, invece di aprire le strutture civili alla ricerca militare. Solo in questo modo potremo affrontare i grandi e urgenti problemi globali, come il cambiamento climatico e la giustizia sociale, contribuire a diminuire il pericolo sempre crescente di una guerra nucleare, creare un sostentamento per tutti gli abitanti della Terra e garantire la sopravvivenza dell'umanità nel suo complesso. Noi sottoscrittori l'appello, scienziati e dipendenti di istituti di ricerca e di istruzione,ribadiamo con fermezza il nostro rifiuto di partecipare in qualsiasi forma a progetti con obiettivi militari (secondo la Convenzione del CERN e la dichiarazione del Consiglio scientifico del Giappone),sollecitiamo che le "clausole civili" diventino uno standard per la ricerca e siano ampliate in modo da diventare un modello per la cooperazione internazionale,sollecitiamo l'espansione della cooperazione scientifica internazionale con obiettivi civili, in conformità con le clausole civili, al fine di essere in grado di risolvere le questioni importanti e urgenti dell'umanità,sosteniamo la ricostruzione di istituzioni educative distrutte dalle guerre e promuovere la cooperazione scientifica con tutte le regioni colpite da guerre e conflitti militari nel quadro del lavoro educativo e della cooperazione scientifica dell'UNESCO. Questo appello è stato lanciato da Science4Peace Forum ( https://science4peace.com/index.html ) , dai dipendenti di DESY, ed è già stato firmato da oltre il 10% di tutti i dipendenti di DESY. Altre due firme prestigiose affiancano Parisi, anch'esse Premi Nobel della Scienza: il fisico Prof Takaaki Kajita dell'Università di Tokyo e Nobel di Fisica nel 2015 e il biologo molecolare Prof Sir Richard J. Roberts del New England Biolabs, MA, USA, Nobel di Medicina nel 1993. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università https://osservatorionomilscuola.com/2024/10/20/petizione-comunita-scientific... A.
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Antonio