Una class action storica per il riconoscimento del digital labor
Una class action storica è stata intentata negli Stati Uniti contro il "lavoro dissimulato" rappresentato dai reCAPTCHA di Google (che come utilizzate per l'apprendimento degli algoritmi di riconoscimento di testi e immagini di Google Books et Street View). Per quanto non autorizzata da un giudice federale, questa class action rappresenta un importantissimo passo in avanti nella presa di coscienza delle forme attuali del digital labor, lavoro implicito degli utilizzatori di piattaforme digitali. Le motivazioni del giudice federale sono essenzialmente due: il ricorso era mal fatto; les Terms of service di Google autorizzano la piattaforma a richiedere questo tipo di contribuzione ai suoi utilizzatori. Il ricorso arriva dopo che simili vertenze erano state proposte da utilizzatori di Yelp e Huffinghton Post per il riconoscimento, rispettivamente, dei commenti e dei post come attività lavorative. Analoghe azioni legali avevano riguardato gli utilizzatori di AOL nel 1999, che avevano ottenuto la creazione dello statuto di community manager (e una compensazione di 15 milioni di dollari). Ecco il testo della class action Rojas-Lozano v. Google : http://digitalcommons.law.scu.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1904&context=h... http://digitalcommons.law.scu.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1904&context=h... "In essence, Google operates a highly profitable transcription business built upon free labor, which it deceptively and unfairly obtains from unwitting website users, unjustly enriching itself at the expense of website users responding to reCAPTCHA prompts." Ecco un resoconto (parziale) di Arstechnica "Google stole a small amount of time and attention from a large number of people." http://arstechnica.com/tech-policy/2016/02/judge-tosses-proposed-class-actio... -- Antonio A. Casilli Associate Professor, Telecom ParisTech Research Fellow Edgar-Morin Center (EHESS)
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Antonio Casilli