Ma la vittoria di Donald Trump è tutta colpa di Wikileaks?
Hola-- vi consegno le le mie riflessioni sull'accusa ad Assange di aver fatto perdere la Clinton [...] Se una squadra di calcio perde per un rigore – e il rigore c’è, la colpa non è dell’arbitro ma di chi ha commesso il fallo. Molti dicono che tra le ragioni della sconfitta di *Hillary Clinton* alle presidenziali americane ci sia la vicenda *emailgate*. Cioè la diffusione delle email sue e dello staff elettorale democratico estorte dagli hacker e pubblicate da Wikileaks. Ma Wikileaks ha solo fischiato il fallo. Che è quello che fanno i whistleblower come Assange e Snowden: è nella loro natura, fischiare il fallo.* To blow the whistle* significa proprio “soffiare nel fischietto”. continua qui: http://www.chefuturo.it/2016/11/trump-wikileaks-clinton-emailgate/ -- Arturo Di Corinto www.dicorinto.it ---------------------------------> AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003 Le informazioni contenute in questo messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s allegato/i sono da considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate nel messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio senza esserne il destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene notizia via e-mail e di procedere alla distruzione del messaggio stesso, cancellandolo dal Vostro sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo anche in parte, distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per finalità diverse, costituisce comportamento contrario ai principi dettati dal D.Lgs. 196/2003
Complimenti Arturo, articolo ben scritto ed oggettivo! Hai fatto benissimo a richiamare i "tifosi" alla razionalità della ricerca della "causa prima": è un atteggiamento che riscontro sempre di meno tra i giornalisti, che mi appaiono invece sempre di più "cassa di risonanza" di opinioni distaccate dalla realtà dei fatti. Segnalo un altro articolo di analisi razionale e oggettiva della vicenda elezioni USA. http://vocidallestero.it/2016/11/16/la-sconfitta-della-clinton-la-vittoria-d... Per indurvi a leggerlo (non l'ho scritto io, comunque) vi solletico con un estratto "Ovvio che non è una semplice storia di razzismo. La vittoria di Trump è un colpo di coda contro la globalizzazione. E’ certamente una rivolta contro l’ordine liberale. Non sto dicendo che gli elettori di Trump abbiano capito tutto e che il razzismo non c’entri nulla, certamente c’entra, c’entra sempre. Nessuno ha capito tutto. Ma gli elettori di Trump hanno capito molto bene che le istituzioni li hanno abbandonati, che molti di loro sono finiti in gravi difficoltà e che i liberali non hanno fatto nient’altro che marginalizzarli e insultarli – questo è lampante. Certo, la vittoria di Trump è in un certo senso una ritirata nella misoginia e in un brutto razzismo. Certamente Trump ha detto cose indecenti e inaccettabili. Per questo i liberali lo chiamano fascista. Ma non hanno mai chiamato Obama in nessun modo, nonostante Obama abbia deportato milioni di persone. Obama non ha mai fatto una sola cosa, assolutamente e letteralmente una, per fermare le scandalose uccisioni della polizia. Obama ha bombardato sette paesi durante il suo mandato senza l’approvazione del Congresso (sulla base dei decreti Bush del 2001). Dov’erano i manifesti “Non è il mio presidente” quando Obama decideva di iniziare una guerra? Certo, tutto questo è assolutamente banale, ma è estremamente rilevante perché anche Obama è da incolpare, la grande speranza nera che ha passato otto anni a dimostrare quanto fosse legato all’ortodossia liberale in politica interna e all’agenda neocon in politica estera" Ciao, Enrico Il 17/11/2016 10:04, A Dicorinto ha scritto:
Hola-- vi consegno le le mie riflessioni sull'accusa ad Assange di aver fatto perdere la Clinton
[...] Se una squadra di calcio perde per un rigore – e il rigore c’è, la colpa non è dell’arbitro ma di chi ha commesso il fallo. Molti dicono che tra le ragioni della sconfitta di *Hillary Clinton* alle presidenziali americane ci sia la vicenda *emailgate*. Cioè la diffusione delle email sue e dello staff elettorale democratico estorte dagli hacker e pubblicate da Wikileaks. Ma Wikileaks ha solo fischiato il fallo. Che è quello che fanno i whistleblower come Assange e Snowden: è nella loro natura, fischiare il fallo./To blow the whistle/ significa proprio “soffiare nel fischietto”.
continua qui: http://www.chefuturo.it/2016/11/trump-wikileaks-clinton-emailgate/
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Caro Enrico, grazie. Purtroppo devo condividere quella frase che citi: "anche Obama è da incolpare, la grande speranza nera che ha passato otto anni a dimostrare quanto fosse legato all’ortodossia liberale in politica interna e all’agenda neocon in politica estera" :-( Il giorno 17 novembre 2016 10:28, Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> ha scritto:
Complimenti Arturo, articolo ben scritto ed oggettivo!
Hai fatto benissimo a richiamare i "tifosi" alla razionalità della ricerca della "causa prima": è un atteggiamento che riscontro sempre di meno tra i giornalisti, che mi appaiono invece sempre di più "cassa di risonanza" di opinioni distaccate dalla realtà dei fatti.
Segnalo un altro articolo di analisi razionale e oggettiva della vicenda elezioni USA. http://vocidallestero.it/2016/11/16/la-sconfitta-della-clint on-la-vittoria-di-trump-unanalisi-progressista/
Per indurvi a leggerlo (non l'ho scritto io, comunque) vi solletico con un estratto
"Ovvio che non è una semplice storia di razzismo. La vittoria di Trump è un colpo di coda contro la globalizzazione. E’ certamente una rivolta contro l’ordine liberale. Non sto dicendo che gli elettori di Trump abbiano capito tutto e che il razzismo non c’entri nulla, certamente c’entra, c’entra sempre. Nessuno ha capito tutto. Ma gli elettori di Trump hanno capito molto bene che le istituzioni li hanno abbandonati, che molti di loro sono finiti in gravi difficoltà e che i liberali non hanno fatto nient’altro che marginalizzarli e insultarli – questo è lampante. Certo, la vittoria di Trump è in un certo senso una ritirata nella misoginia e in un brutto razzismo.
Certamente Trump ha detto cose indecenti e inaccettabili. Per questo i liberali lo chiamano fascista. Ma non hanno mai chiamato Obama in nessun modo, nonostante Obama abbia deportato milioni di persone. Obama non ha mai fatto una sola cosa, assolutamente e letteralmente una, per fermare le scandalose uccisioni della polizia. Obama ha bombardato sette paesi durante il suo mandato senza l’approvazione del Congresso (sulla base dei decreti Bush del 2001). Dov’erano i manifesti “Non è il mio presidente” quando Obama decideva di iniziare una guerra? Certo, tutto questo è assolutamente banale, ma è estremamente rilevante perché anche Obama è da incolpare, la grande speranza nera che ha passato otto anni a dimostrare quanto fosse legato all’ortodossia liberale in politica interna e all’agenda neocon in politica estera"
Ciao, Enrico
Il 17/11/2016 10:04, A Dicorinto ha scritto:
Hola-- vi consegno le le mie riflessioni sull'accusa ad Assange di aver fatto perdere la Clinton
[...] Se una squadra di calcio perde per un rigore – e il rigore c’è, la colpa non è dell’arbitro ma di chi ha commesso il fallo. Molti dicono che tra le ragioni della sconfitta di *Hillary Clinton* alle presidenziali americane ci sia la vicenda *emailgate*. Cioè la diffusione delle email sue e dello staff elettorale democratico estorte dagli hacker e pubblicate da Wikileaks. Ma Wikileaks ha solo fischiato il fallo. Che è quello che fanno i whistleblower come Assange e Snowden: è nella loro natura, fischiare il fallo./To blow the whistle/ significa proprio “soffiare nel fischietto”.
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