Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
Ho letto il libro e mi sembra che tutto sommato lui metta insieme concetti altrui, non nuovi; però devo dire che a mio avviso qualche ragione ce l'ha. I pericoli dello stare troppo in rete non sono solo quelli legati alla privacy, ma anche all'omologazione e al conformismo... Fed. 2012/6/27 Riccardo Corradino Consulenze <consulenze@riccardocorradino.it>:
Personalmente non conosco la mentalità americana dal vivo ma, a mio parere, la citata "logica da villaggio" è la normale mentalità della media cittadina di provincia italiana che governa ancora oggi le nostre relazioni sociali. L'insaziabilità di ipervisibilità rappresenta solo in modo evidente l'egocentrismo in ascesa per sopperire allo svilimento dell'importanza del singolo individuo all'interno della propria comunità locale per effetto della globalizzazione, non solo in termini geografici ma anche di stili/modelli di vita trendy. Fino al secondo dopoguerra le famiglie non venivano identificate secondo il proprio cognome ma piuttosto secondo un soprannome (l'attuale nickname), proprio per una caratteristica di istintiva di ogni clan all'interno della comunità assai molto meno estesa di oggi. Discorso completamente differente per l'ipervisibilità volutamente generata per scopi promozionali dalla propria professione o per portare all'attenzione della massa umana una tematica specifica.
Saluti
--- Dott. Riccardo Corradino v. Della Vigna, 81 48124 Ravenna Italy http://www.riccardocorradino.it Tel. (+39) 0544 61465 Mobile (+39) 349 8600854 ID Skype: dottorik ID MSN: rcorradino@hotmail.it ID Gtalk: rcorradino
Il 2012-06-26 21:06 Federico Guerrini ha scritto:
Ciao a tutti
A Trieste, durante State of the Net, ho intervistato Andrew Keen, nome noto della Silicon Valley il cui ultimo libro, "Digital Vertigo" contiene un'aspra critica alla "religione della condivisione" che sta dominando in questi ultimi anni la Rete.
Keen auspica, citando John Stuart Mill e la priorità del singolo, il ritorno allo stato precedente a questa diffusa "ipervisibilità", perché è solo staccandosi dalla massa che gli individui possono trovare in loro stessi le risorse per generare qualcosa di innovativo e in contrasto con l'ortodossia corrente.
Il fatto che, grazie alla Rete, siamo diventati tutti in una certa misura "personaggi pubblici" inoltre riporterebbe l'individuo al tempo dei villaggi, quando si veniva inseguiti dalla propria reputazione per tutta la vita ed era impossible reinventarsi un'esistenza dopo essere stati per qualche motivo "bollati".
Che ne pensate?
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_bl...
Ciao,
Fed.
-- www.federicoguerrini.com Il mio ultimo libro: Vivere Social http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea978889713...
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Federico Guerrini