ChatGPT, il Garante e il digital labor
Nel comunicato del Garante della privacy su ChatGPT, si cita esplicitamente l'utilizzo dei dati personali degli utilizzatori per l'addestramento di un sistema di intelligenza artificiale. E' una motivazione originale, che merita di essere sottolineata. La privacy non è solo difesa dell'intimità, è anche difesa dei diritti dei 'lavoratori del clic', pagati o no, che rendono possibile l'IA. Ne parlo in questa intervista nel Manifesto di oggi: https://ilmanifesto.it/chatgpt-il-lato-oscuro-dellalgoritmo-e-la-forza-lavor... -- Antonio A. Casilli Professor, Telecom Paris | Institut Polytechnique de Paris Member, Interdisciplinary Institute for Innovation (CNRS) Associate Member, LACI-LAP (EHESS) Associate researcher, Weizenbaum-Institut, Berlin Member, Scholarly council UCLA Center for Critical Internet Inquiry (C2i2) Faculty Fellow, Nexa Center for Internet & Society *We respect your right to disconnect. My workflow efficiency accounts for this email send time. Taking action or responding outside of office hours is not mandatory*
Grazie Antonio, utile precisazione. In tal caso però vanno sanzionati tutti i servizi che usano gli utenti per il training di modelli interni alle piattaforme, incluso il più diffuso, ReCaptcha di Google, che viene usato anche in servizi pubblici obbligati, come ad esempio il registro degli indirizzi PEC (IniPEC):<https://www.inipec.gov.it> Alberto On 01/04/23 10:42, Antonio Casilli wrote:
Nel comunicato del Garante della privacy su ChatGPT, si cita esplicitamente l'utilizzo dei dati personali degli utilizzatori per l'addestramento di un sistema di intelligenza artificiale. E' una motivazione originale, che merita di essere sottolineata. La privacy non è solo difesa dell'intimità, è anche difesa dei diritti dei 'lavoratori del clic', pagati o no, che rendono possibile l'IA. Ne parlo in questa intervista nel Manifesto di oggi: https://ilmanifesto.it/chatgpt-il-lato-oscuro-dellalgoritmo-e-la-forza-lavor...
Non dico di no. ----- Original Message ----- From: "Alberto Cammozzo via nexa" <nexa@server-nexa.polito.it> To: "nexa" <nexa@server-nexa.polito.it> Sent: Saturday, April 1, 2023 11:07:11 AM Subject: Re: [nexa] ChatGPT, il Garante e il digital labor Grazie Antonio, utile precisazione. In tal caso però vanno sanzionati tutti i servizi che usano gli utenti per il training di modelli interni alle piattaforme, incluso il più diffuso, ReCaptcha di Google, che viene usato anche in servizi pubblici obbligati, come ad esempio il registro degli indirizzi PEC (IniPEC):<https://www.inipec.gov.it> Alberto On 01/04/23 10:42, Antonio Casilli wrote:
Nel comunicato del Garante della privacy su ChatGPT, si cita esplicitamente l'utilizzo dei dati personali degli utilizzatori per l'addestramento di un sistema di intelligenza artificiale. E' una motivazione originale, che merita di essere sottolineata. La privacy non è solo difesa dell'intimità, è anche difesa dei diritti dei 'lavoratori del clic', pagati o no, che rendono possibile l'IA. Ne parlo in questa intervista nel Manifesto di oggi: https://ilmanifesto.it/chatgpt-il-lato-oscuro-dellalgoritmo-e-la-forza-lavor...
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Salve Alberto, Antonio e Nexa On Sat, 1 Apr 2023 11:07:11 +0200 Alberto Cammozzo via nexa wrote:
In tal caso però vanno sanzionati tutti i servizi che usano gli utenti per il training di modelli interni alle piattaforme, incluso il più diffuso, ReCaptcha di Google, che viene usato anche in servizi pubblici obbligati, come ad esempio il registro degli indirizzi PEC (IniPEC):<https://www.inipec.gov.it>
Naturalmente. Non c'è alcuna differenza fra ciò che è stato fatto da Open AI per programmare statisticamente ("addestrare", nella vulgata) GPT4 (di cui ChatGPT è solo un'interfaccia) e ciò che Google dichiara espressamente di fare nella propria Privacy Policy: """ - Sviluppare nuovi prodotti e funzionalità... - Capire come le persone utilizzano i nostri servizi al fine di garantire e migliorare il rendimento dei nostri servizi - Personalizzare i nostri servizi... - Effettuare ricerche che migliorino i nostri servizi... """ Tutto questo viene fatto attraverso una raccolta di dati personali di cui gli utenti non hanno vera consapevolezza (da Android, dal Web con Google Analytics, da Chrome, da ogni applicazione che usa i servizi o il cloud di Google, da Google Workspace, da Google Meet, da GMail, dai crawler di Google etc..) Io credo sia per questo che tanti si strappano le vesti oggi. Ma è vero che da qualche parte bisogna iniziare, e intimare ad OpenAI di rispettare il GDPR è decisamente più leggero che iniziare a sanzionare le migliaia di PA che, da ormai quasi 3 anni violano palesemente l'articolo 25 e l'articolo 28 del GDPR affidando i dati di minori, malati, lavoratori e cittadini a Google e Microsoft. Chi vuole capire il messaggio, inizierà a mettersi in regola (finalmente!) Chi no, continuerà a strapparsi le vesti, a gridare al sovranismo, a blaterare di treni che passano e magnifiche sorti e progressive... La solita cantilena, insomma. Che andrebbe spazzata via dalla vergogna: come si può anteporre quattro soldi ai diritti fondamentali di milioni di persone? Ma tant'è: l'ignoranza regna sovrana. Si venera il libero mercato ma si è disposti a cedere la propria libertà. A costoro propongo un vero affare: 100 milioni di euro in cambio del completo ed insindacabile controllo su TUTTO ciò che possono dire, fare o pensare dal momento della firma del contratto in avanti. Chi ci stà? Giacomo
participants (3)
-
Alberto Cammozzo -
Antonio Casilli -
Giacomo Tesio