Il software libero al centro del Recovery Plan
Proprio il giorno in cui la Casa Bianca nomina capo tecnologo un attivista ed esperto del software libero, David Recordon, ci giunge la lettera del professore Angelo Raffaele Meo che chiede al governo italiano di destinare una parte dei soldi del Recovery fund all’informatica libera nel nostro paese. [...] Il professore, cogliendo la sensibilità di operatori e associazioni come Assoprovider, afferma: «Noi sogniamo una rete neutrale e scalabile, nella quale l’identità e i dati di tutti i cittadini che vi accedano siano protetti “by design” e nella quale sono disponibili servizi distribuiti e federati». E conclude: «Ci vuole una rete nazionale della scuola che risponda a queste caratteristiche, utile anche ai fini della teledidattica». Per tutti questi motivi chiede almeno 10 miliardi di investimento. Non è solo, infine. La lettera è firmata anche da alcuni dei più noti esperti del settore: docenti universitari come Mariella Berra, Maria Chiara Pievatolo, Renzo Davoli, Juan Carlos de Martin; avvocati come Giovanni Battista Gallus e Marco Ciurcina; attivisti come Giordano Alborghetti, esperti come Flavia Marzano e tante associazioni, da Libre Italia ad Assoli e Open Education Italia. Tratto dall'articolo di Arturo Di Corinto per il Manifesto https://ilmanifesto.it/il-software-libero-al-centro-del-recovery-plan/ Giacomo
On Thu, Jan 07, 2021 15:21:24 PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
Tratto dall'articolo di Arturo Di Corinto per il Manifesto https://ilmanifesto.it/il-software-libero-al-centro-del-recovery-plan/
Perfetto. Sinceri grazie a chi ci ha lavorato. L'unica cosa che manca a questo appello (*) per infrastrutture digitali realmente aperte, non invasive, e' un posto dove leggerlo senza registrazione. Esiste? Grazie, Marco (*) Se serve, posso tradurlo in Inglese sul mio sito -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
In data giovedì 7 gennaio 2021 17:41:54 CET, M. Fioretti ha scritto:
On Thu, Jan 07, 2021 15:21:24 PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
Tratto dall'articolo di Arturo Di Corinto per il Manifesto https://ilmanifesto.it/il-software-libero-al-centro-del-recovery-plan/
Perfetto. Sinceri grazie a chi ci ha lavorato. L'unica cosa che manca a questo appello (*) per infrastrutture digitali realmente aperte, non invasive, e' un posto dove leggerlo senza registrazione. Esiste? Pubblicheranno a breve la lettera nella sua versione corretta. Ti mando il link non appena disponibile perché tu possa tradurla in inglese (grazie) e ripubblicarla (se vuoi). m.c.
Grazie, Marco (*) Se serve, posso tradurlo in Inglese sul mio sito
On Thu, Jan 07, 2021 17:52:49 PM +0100, Marco Ciurcina wrote:
Ti mando il link non appena disponibile perché tu possa tradurla in inglese (grazie) e ripubblicarla (se vuoi).
se la traduco, e' per metterla sul mio sito, ovviamente con la stessa licenza sicuramente aperta che avra' l'originale. Ma non garantisco tempi, quindi chiunque altro voglia farsi avanti prima, ha i miei ringraziamenti. Marco -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
On Thu, Jan 07, 2021 17:52:49 PM +0100, Marco Ciurcina wrote:
Perfetto. Sinceri grazie a chi ci ha lavorato. L'unica cosa che manca a questo appello (*) per infrastrutture digitali realmente aperte, non invasive, e' un posto dove leggerlo senza registrazione. Esiste?
ferma restando l'offerta di traduzione dell'appello vero e proprio appena fatta in altra email, qui sopra mi riferivo all'articolo di Di Corinto, non alla lettera in quanto tale. Mi scuso per la confusione. Marco -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
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