73.000 blog down in un colpo solo
L'amministrazione Obama continua a distinguersi nella protezione della libertà di espressione su Internet, del rispetto dei safe harbour previsti dal DMCA e nel preservare la neutralità della rete. Dopo aver "consigliato" a ICANN il trasferimento di certi domini alle autorità americane, ora sequestra in un colpo solo 73.000 blog: http://torrentfreak.com/u-s-authorities-shut-down-wordpress-host-with-73000-... Ciao, Paolo
Caro Paolo, 2010/7/16 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>:
L'amministrazione Obama continua a distinguersi nella protezione della libertà di espressione su Internet, del rispetto dei safe harbour previsti dal DMCA e nel preservare la neutralità della rete. Dopo aver "consigliato" a ICANN il trasferimento di certi domini alle autorità americane, ora sequestra in un colpo solo 73.000 blog:
http://torrentfreak.com/u-s-authorities-shut-down-wordpress-host-with-73000-...
Non mi esprimo sulla sostanza dell'articolo, dato che di sostanza ce n'e` ancor meno che nel precedente di cui abbiamo parlato qui in lista (e` tutto un "it appears", "fears remain", "it is proving almost impossible to confirm", "time will tell", etc). Pero` mi ha colpito il tuo riferimento alla neutralita` della rete. Una rimozione (o il blocco di connettivita`) in seguito alla segnalazione di un'autorita` giudiziaria o di polizia, o di una parte privata seguendo le procedure del caso, secondo te - e secondo gli altri partecipanti - e` una violazione del principio della "neutralita` della rete"? Ciao, Andrea
Il 16/07/2010 14:43, Andrea Glorioso ha scritto:
Pero` mi ha colpito il tuo riferimento alla neutralita` della rete. Una rimozione (o il blocco di connettivita`) in seguito alla segnalazione di un'autorita` giudiziaria o di polizia, o di una parte privata seguendo le procedure del caso, secondo te - e secondo gli altri partecipanti - e` una violazione del principio della "neutralita` della rete"?
Ciao Andrea, premettendo che con "seguendo le procedure del caso" il discorso si amplia talmente da non essere più pertinente al caso in questione, ritorno sullo specifico e alle procedure specifiche a questo caso per tentare di risponderti. Secondo me nel caso specifico la risposta è ovvia ed è sì. Infatti si tratta di una discriminazione preventiva sia contro un servizio legale sia contro dei contenuti legali (in assenza di una sentenza di un magistrato e inaudita altera parte). Per definizione è quindi una violazione della neutralità della rete (lo sarebbe anche togliendo le parole "contro dei contenuti [legali]"). Apro un'altra parentesi: la discriminazione contro il servizio (in spregio ai safe harbour del DMCA) offerto dal gestore della piattaforma che ospitava (peraltro gratuitamente) i 73000 blog e la discriminazione contro i contenuti legali è avvenuta per presunte illegalità di una frazione piccolissima di altri contenuti ospitati in blog indipendenti fra di loro e sui quali il gestore della piattaforma non aveva né obbligo di sorveglianza né possibilità tecnica di sorveglianza; l'unica "colpa" dei blog "legali" è stata di essere ospitati nella stessa piattaforma. Faccio un'analogia non troppo azzardata: sarebbe come se il blog dell'avv. Scialdone (che è su blogspot) venisse fisicamente rimosso, e con lui tutti i blog ospitati da Blogger, e con loro sequestrato il servizio a Blogger stesso, perché una persona qualsiasi su blogspot si apre un blog con dei link a siti torrent o di streaming. Considero una violazione della neutralità della rete (senza dare ad essa necessariamente un connotato negativo, perché certe pratiche antispam potrebbero anche trovarmi d'accordo, così come la rimozione fisica dei siti che ospitano deliberatamente certi contenuti NON generati dagli utenti, vedi paper MOGiS sulla rimozione dei siti che ospitano immagini di abusi sessuali sui bambini) qualsiasi discriminazione contro servizi e/o contenuti e/o applicazioni e/o protocolli, in particolare (ma non limitatamente) quando questi non sono stati giudicati illegali con le dovute garanzie procedurali. Il caso in questione è ancora più significativo perché 73000 blog rimossi insieme alla piattaforma per una manciata di sospetti sono un numero importante e il provvedimento mi appare del tutto sproporzionato e iniquo. Non sono d'accordo sulla mancanza di sostanza dell'articolo: ieri 73000 blog e un servizio legale c'erano, oggi non ci sono più per volere delle autorità americane, senza un processo, senza una prova, senza un diritto alla difesa. Questo è il fatto di sostanza. L'unico per ora ad aver riportato gli unici documenti disponibili del caso è stato TF... per me anche questa è sostanza. Ciao, Paolo
Caro Paolo, Grazie per avermi spiegato perche` il caso in questione - e altri simili - per te sono una violazione della neutralita` della rete. Questo era il punto che mi interessava maggiormente. Ne approfitto pero` per reagire ad alcune delle tue considerazioni. 2010/7/16 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>:
premettendo che con "seguendo le procedure del caso" il discorso si amplia talmente da non essere più pertinente al caso in questione, ritorno sullo specifico e alle procedure specifiche a questo caso per tentare di risponderti.
Non capisco perche` le "procedure del caso" renderebbe la discussione non pertinente, tant'e` che tu stesso ti riferisci alla "dovute garanzie procedurali".
Considero una violazione della neutralità della rete (senza dare ad essa necessariamente un connotato negativo, perché certe pratiche antispam potrebbero anche trovarmi d'accordo, così come la rimozione fisica dei siti che ospitano deliberatamente certi contenuti NON generati dagli utenti, vedi paper MOGiS sulla rimozione dei siti che ospitano immagini di abusi sessuali sui bambini) qualsiasi discriminazione contro servizi e/o contenuti e/o applicazioni e/o protocolli, in particolare (ma non limitatamente) quando questi non sono stati giudicati illegali con le dovute garanzie procedurali.
Il punto dunque, se ben capisco la tua posizione, e` quello delle "garanzie procedurali" (e dunque delle "procedure del caso" come scrivevo io) e la misura in cui differenti procedure forniscano tali garanzie. Nel caso in specie, non sappiamo se la richiesta di rimozione riguardasse solo certi specifici blog e l'azienda che forniva il servizio di hosting abbia deciso, tanto per andare sul sicuro - e, permettimi di dire con un certo cinismo, derivante dalla mia esperienza professionale con vari ISP, forse anche per risparmiare tempo e denaro in controlli piu` accurati - di eliminare tutto in un colpo solo. Dunque bisognerebbe riflettere su chi ha seguito (o meno) le procedure corrette e su chi ha fornito (o meno) le garanzie del caso.
Non sono d'accordo sulla mancanza di sostanza dell'articolo: ieri 73000 blog e un servizio legale c'erano, oggi non ci sono più per volere delle autorità americane, senza un processo, senza una prova, senza un diritto alla difesa. Questo è il fatto di sostanza. L'unico per ora ad aver riportato gli unici documenti disponibili del caso è stato TF... per me anche questa è sostanza.
Se la rimozione e` avvenuta sulla base del DMCA - cosa che, tanto per parlare di sostanza, l'articolo non dice perche` non lo sa - la parte che che si e` vista sparire il proprio servizio o i propri contenuti puo` contestare (se non mi sbaglio entro 10 giorni). Anche qui, non si sa se cio` sia avvenuto, cosa fosse contestato di preciso e quanta parte di questa piattaforma di blogging fosse legale. Io posso anche supporre - e suppongo, sulla base di studi noti - che plausibilmente la maggior parte dei contenuti ospitati da quella piattaforma di blogging fosse legale. Ma questo non e` dato sapere dato che, appunto, l'articolo manca di sostanza - il che mi spiace perche` considero TorrentFreak una fonte preziosa di informazione, anche se ultimamente mi pare si stiano trasformando nella sagra del "si dice che". Dato che non accetto questo approcio da parte delle major del copyright ("si dice che la pirateria faccia perdere sessanta fantasmilioni di posti di lavoro e zilliardi di euro") non lo accetto neanche dalle controparti. Ciao, grazie, Andrea
On Fri, 16 Jul 2010 14:43:23 +0200 Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> wrote:
Una rimozione (o il blocco di connettivita`) in seguito alla segnalazione di un'autorita` giudiziaria o di polizia, o di una parte privata seguendo le procedure del caso, secondo te - e secondo gli altri partecipanti - e` una violazione del principio della "neutralita` della rete"?
Premesso che non conosco a sufficienza il tema della net neutrality, vi segnalo due link. Mi pare comunque che si possa distinguere fra la neutralità diciamo in senso “diretto”, intesa in termini di accessibilità alla rete e non discriminazione nell'erogazione del servizio, ed in senso “indiretto”, ovvero come limite all'applicazione illegittima di procedure legali volte a sanzionare gli illeciti, ove esse comportino l'inibizione all'accesso. In quest'ultimo caso si pone soprattutto un problema di bilanciamento degli interessi e dunque tutta una serie di questioni attinenti la proporzionalità e le modalità operative che già sono emerse ad esempio nel caso Hadopi (cfr. anche art. 1, par. 3 bis., dir. 2002/21/CE, come modificato dall'art. 1, par. 8, lett. g), dir. 2009/140/CE). Per certi versi si potrebbe paragonare la libertà di accesso alla libertà di stampa, suscettibile di essere intesa sia come libertà di espressione (e quindi in senso “diretto”), sia come libertà di stampa quale limite all'adottabilità di provvedimenti che illegittimamente vadano a colpire il materiale edito (es. sequestro e simili). Punto centrale nel secondo caso, anche per la net neutrality, è dunque la legittimità del provvedimento restrittivo e non la possibilità di una restrizione in quanto tale. Anche il concetto di neutralità non mi pare infatti possa essere inteso in senso astratto ed assoluto, ma necessariamente calato nel contesto dei contrapposti interessi giuridicamente rilevanti, ragion per cui non mi pare una violazione della neutralità, bensì un limite dalla stessa, la possibilità di bloccare in modo legittimo e proporzionale l'accesso in caso di illeciti. Cfr. art. 8, par. 4, lett. g), della dir. 2002/21/CE, come modificato dall'art. 1, par. 8, lett. g), dir. 2009/140/CE, ove si prevede: “[Le autorità nazionali di regolamentazione promuovono gli interessi dei cittadini dell'Unione europea, tra l'altro: ] "g) promuovendo la capacità degli utenti finali di accedere ad informazioni e distribuirle o eseguire applicazioni e servizi di loro scelta;" http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/library/public_consult/... http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/10/860&format=HTM... Alessandro Mantelero, PhD Confirmed Assistant Professor Production Systems and Business Economics Department Politecnico di Torino Corso Duca degli Abruzzi, 24 10129 Torino - Italy http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
Cari tutti, 2010/7/16 Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it>:
2010/7/16 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>:
L'amministrazione Obama continua a distinguersi nella protezione della libertà di espressione su Internet, del rispetto dei safe harbour previsti dal DMCA e nel preservare la neutralità della rete. Dopo aver "consigliato" a ICANN il trasferimento di certi domini alle autorità americane, ora sequestra in un colpo solo 73.000 blog:
http://torrentfreak.com/u-s-authorities-shut-down-wordpress-host-with-73000-...
Non mi esprimo sulla sostanza dell'articolo, dato che di sostanza ce n'e` ancor meno che nel precedente di cui abbiamo parlato qui in lista (e` tutto un "it appears", "fears remain", "it is proving almost impossible to confirm", "time will tell", etc).
Sull'argomento ho trovato questo articolo di CNET: http://news.cnet.com/8301-31001_3-20010872-261.html in cui sia l'Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti, la RIAA e la MPAA sostengono di non aver nulla a che fare con l'azione. Inoltre, sempre secondo l'articolo (BurstNet e` l'azienda che ospita(va) la piattaforma di blogging in questione): "Update 3:20 p.m. PT: In an interview, a BurstNet spokesman declined to identify the law enforcement agency that ordered Blogetery shut down or provide the reason but did say that it had nothing to do with copyright violations" Ciao, Andrea
Il 19/07/2010 16:51, Andrea Glorioso ha scritto:
Inoltre, sempre secondo l'articolo (BurstNet e` l'azienda che ospita(va) la piattaforma di blogging in questione):
"Update 3:20 p.m. PT: In an interview, a BurstNet spokesman declined to identify the law enforcement agency that ordered Blogetery shut down or provide the reason but did say that it had nothing to do with copyright violations"
E' consistente con le dichiarazioni di BurstNet nell'"hot" thread che si era sviluppato subito dopo l'evento in un forum specializzato in hosting: http://www.webhostingtalk.com/showthread.php?s=bb5e4197f629c6819671b051519d2... Grazie della segnalazione. Ciao, Paolo
Il 19/07/2010 16:51, Andrea Glorioso ha scritto:
Sull'argomento ho trovato questo articolo di CNET:
http://news.cnet.com/8301-31001_3-20010872-261.html
in cui sia l'Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti, la RIAA e la MPAA sostengono di non aver nulla a che fare con l'azione.
Inoltre, sempre secondo l'articolo (BurstNet e` l'azienda che ospita(va) la piattaforma di blogging in questione):
Si aggiunge ora il portavoce dell'FBI, Paul Bresson, che dice che l'FBI non ha richiesto alcuna chiusura di alcun sito a BurstNet. L'FBI avrebbe sì richiesto delle informazioni in merito al titolare di uno dei 73.000 blog e avrebbe informato BurstNet che in quel blog comparivano informazioni su come fabbricare bombe e una lista di nomi di cittadini americani che secondo l'FBI possono essere una lista di bersagli di Al-Qaeda, ma senza accompagnare alcuna richiesta di chiusura, che, ha ricordato Bresson, non è nei poteri dell'FBI in assenza di un ordine di un giudice. http://bbc.co.uk/news/technology-10692501
"Update 3:20 p.m. PT: In an interview, a BurstNet spokesman declined to identify the law enforcement agency that ordered Blogetery shut down or provide the reason but did say that it had nothing to do with copyright violations"
Eh, a questo punto sembrerebbe che NON ci sia una law enforcement agency che abbia ordinato alcuna chiusura a Burstnet. Mi chiedo se tutta la storia sia nata da una bugia colossale di BurstNet (che aveva appunto dichiarato di essere stata costretta alla chiusura totale di tutto il server con i 73000 blog per ordine delle autorità). Come sottolinea la BBC, il "plot thickens", in quanto altri migliaia di forum (iPBFree.com) sono stati messi offline simultaneamente nel loro server, in Facebook e in Twitter appena una settimana dopo Blogetery. Ciao, Paolo
participants (3)
-
Andrea Glorioso -
MANTELERO ALESSANDRO -
Paolo Brini