Re: [nexa] necessaria alfabetizzazione digitale - già Mozilla: "It’s Official: Cars Are the Worst Product ...
On 20 Sep 2023, at 12:00, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
Riassumendo, non dico che "rompere il modello di business basato sulla pubblicita'" sia un obiettivo sbagliato, ANZI. Sto dicendo a) che senza l'interoperabilita' vera di cui parlo io non risolve niente e b) che imponendo quella stessa interoperabilita' a priori, meta' del lavoro di rompere quel modello di business te lo fa lei gratis.
L’interoperabilità era intrinseca in Internet quando i servizi si basavano su protocolli: si definiva prima il protocollo e poi chiunque volesse ci implementava servizi, che erano interoperabili by design. Un principio fantastico che sarebbe meraviglioso poter far tornare in auge ma non so se si possa fare con la regolamentazione. Citavo la number portability, perché è l’equivalente nei social media di poter trasferire i propri dati su un’altra piattaforma, magari interoperabile. Ottima idea, ma non risolve il problema, come del resto la interoperabilità lo risolverebbe solo per metà, come ammetti tu stesso. Quando ci si trova in una piattaforma con 3 miliardi di persone, il costo di trasferirne una larga parte altrove non compensa i benefici. Lo stiamo vedendo con Mastodon/Twitter. L’unica speranza sarebbero nuovi servizi attraenti per gli utenti e interoperabili nativamente. Oggi però i nuovi servizi, come quelli basati su AI, richiedono ingenti investimenti e se una startup avesse successo, verrebbe immediatamente acquisita dai grandi con profonde deep pocket. Per questo suggerisco la strada delle cooperative, che non possono essere acquisite. Temo che sui principi da difendere siamo d’accordo, ma non sulle strategie per farli rispettare. — Beppe
On 20/09/23 12:37, Giuseppe Attardi wrote:
Citavo la number portability, perché è l’equivalente nei social media di poter trasferire i propri dati su un’altra piattaforma, magari interoperabile. Ottima idea, ma non risolve il problema, come del resto la interoperabilità lo risolverebbe solo per metà, come ammetti tu stesso. Quando ci si trova in una piattaforma con 3 miliardi di persone, il costo di trasferirne una larga parte altrove non compensa i benefici. Lo stiamo vedendo con Mastodon/Twitter.
no, non lo stiamo vedendo con mastodon-twitter mastodon non e' interoperabile con twitter e non c'e' portabilita' dei dati tra mastodon e twitter. interoperabilita' e portabilita' sono due ingredienti necessari (e sufficienti in molti casi) per aprire la concorrenza.
L’unica speranza sarebbero nuovi servizi attraenti per gli utenti e interoperabili nativamente. Oggi però i nuovi servizi, come quelli basati su AI, richiedono ingenti investimenti e se una startup avesse successo, verrebbe immediatamente acquisita dai grandi con profonde deep pocket.
non sono d'accordo che i servizi piu' attraenti richiedono ingenti investimenti, intendendo che "ingenti investimenti" siano quelli che solo i gafam possono fare. nella prima meta' del 2021 in UE le startup hanno raccolto 55Bn Eur. Klarna ha raccolto 1.7Bn, Cinch ha raccolto 1.3Bn. In Svezia le startup hanno raccolto in 1H21 7Bn. diciamo che fiato per fare alternative si puo' trovare e si potrebbe trovare piu' facilmente se il mercato fosse piu' contendibile. Se il mercato non e' contendibile e' vero che alla fine chi ha uno o due ordini di grandezza in piu' di fondi si mangia i piu' piccoli. Quindi sono auspicabili imho un'antitrust piu' attenta e regole procompetitive ex ante (per evitare di chiudere il recinti quando i buoi sono andati)
Per questo suggerisco la strada delle cooperative, che non possono essere acquisite.
mi pare una contraddizione implicita con quanto dici sopra, ovvero che servono tantissimi soldi. nessuno finanzierebbe con quel livello di funding, all'inizio, un'azienda che non puo' essere venduta ad un investitore successivo. ciao, s.
Temo che sui principi da difendere siamo d’accordo, ma non sulle strategie per farli rispettare.
— Beppe _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
On Sep 20, 2023, at 14:55, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
On 20/09/23 12:37, Giuseppe Attardi wrote: Citavo la number portability, perché è l’equivalente nei social media di poter trasferire i propri dati su un’altra piattaforma, magari interoperabile. Ottima idea, ma non risolve il problema, come del resto la interoperabilità lo risolverebbe solo per metà, come ammetti tu stesso. Quando ci si trova in una piattaforma con 3 miliardi di persone, il costo di trasferirne una larga parte altrove non compensa i benefici. Lo stiamo vedendo con Mastodon/Twitter.
no, non lo stiamo vedendo con mastodon-twitter
Stiamo vedendo passaggi di centinaia di milioni di utenti a Mastodon? Era a quello a cui mi riferivo.
mastodon non e' interoperabile con twitter e non c'e' portabilita' dei dati tra mastodon e twitter.
interoperabilita' e portabilita' sono due ingredienti necessari (e sufficienti in molti casi) per aprire la concorrenza.
Che siano necessari siamo d’accordo. Mi pareva di averlo detto.
L’unica speranza sarebbero nuovi servizi attraenti per gli utenti e interoperabili nativamente. Oggi però i nuovi servizi, come quelli basati su AI, richiedono ingenti investimenti e se una startup avesse successo, verrebbe immediatamente acquisita dai grandi con profonde deep pocket.
non sono d'accordo che i servizi piu' attraenti richiedono ingenti investimenti, intendendo che "ingenti investimenti" siano quelli che solo i gafam possono fare. nella prima meta' del 2021 in UE le startup hanno raccolto 55Bn Eur. Klarna ha raccolto 1.7Bn, Cinch ha raccolto 1.3Bn. In Svezia le startup hanno raccolto in 1H21 7Bn.
diciamo che fiato per fare alternative si puo' trovare e si potrebbe trovare piu' facilmente se il mercato fosse piu' contendibile. Se il mercato non e' contendibile e' vero che alla fine chi ha uno o due ordini di grandezza in piu' di fondi si mangia i piu' piccoli. Quindi sono auspicabili imho un'antitrust piu' attenta e regole procompetitive ex ante (per evitare di chiudere il recinti quando i buoi sono andati)
Per questo suggerisco la strada delle cooperative, che non possono essere acquisite.
mi pare una contraddizione implicita con quanto dici sopra, ovvero che servono tantissimi soldi.
Per fare innovazione in campo AI oggi servono tantissime risorse, per questo stiamo chiedendo da anni investimenti *pubblici*, non privati. Un tempo gli stati erano abituati a farlo e anche a impegnarsi a promuovere il loro impiego iniziale (vedi Mariana Mazucato. Lo stato innovatore). Oggi gli investimenti pubblici necessari sono possibili solo su scala europea.
nessuno finanzierebbe con quel livello di funding, all'inizio, un'azienda che non puo' essere venduta ad un investitore successivo. Questo è il modello neoliberista. Stiamo provando a ragionare su modelli di business alternativi (ho citato Wikipedia: 70 milioni di utenti al giorno).
— Beppe
ciao, s.
Temo che sui principi da difendere siamo d’accordo, ma non sulle strategie per farli rispettare. — Beppe _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
On Wed, Sep 20, 2023 12:37:16 PM +0200, Giuseppe Attardi wrote:
On 20 Sep 2023, at 12:00, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
Riassumendo, non dico che "rompere il modello di business basato sulla pubblicita'" sia un obiettivo sbagliato, ANZI. Sto dicendo a) che senza l'interoperabilita' vera di cui parlo io non risolve niente e b) che imponendo quella stessa interoperabilita' a priori, meta' del lavoro di rompere quel modello di business te lo fa lei gratis.
L’interoperabilità era intrinseca in Internet quando i servizi si basavano su protocolli: si definiva prima il protocollo e poi chiunque volesse ci implementava servizi, che erano interoperabili by design. Un principio fantastico che sarebbe meraviglioso poter far tornare in auge ma non so se si possa fare con la regolamentazione.
Ohibo'... mi limito a osservare che se questo fosse vero l'Unione Europea non esisterebbe.
Citavo la number portability, perché è l’equivalente nei social media di poter trasferire i propri dati su un’altra piattaforma, magari interoperabile.
appunto. Magari un piffero, quello e' un prerequisito essenziale.. La portabilita' dei numeri come quella dei dati e' assolutamente inutile se le piattaforme non sono interoperabili a priori.
Ottima idea, ma non risolve il problema, come del resto la interoperabilità lo risolverebbe solo per metà, come ammetti tu stesso.
No. Io ho solo ricordato, non ammesso, che l'interoperabilita' deve essere la meta' INIZIALE, senza la quale il resto e' inutile.
Quando ci si trova in una piattaforma con 3 miliardi di persone, il costo di trasferirne una larga parte altrove non compensa i benefici. Lo stiamo vedendo con Mastodon/Twitter.
certo. Proprio perche' se hai solo un account twitter non puoi vedere/conversare con chi lo ha solo Mastodon e viceversa. Se Twitter, Facebook eccetera fossero stati obbligati per legge a mantenere API aperte per parlare nelle loro piattaforme con client di libera scelta di ogni utente COME ERA DIECI ANNI FA, e poi non piu' proprio grazie alla incompetenza totale dei regolatori, oggi non ci sarebbe nessun costo di cui discutere. Chi vuole stare su Mastodon sta su Mastodon, chi su Twitter su Twitter, e tutti si parlano allegramente come chi ha gli iPhone e chi ha Android. Perche' devo continuare a spiegarlo?
Temo che sui principi da difendere siamo d’accordo, ma non sulle strategie per farli rispettare.
no, qui il problema e' proprio su come funzionano le cose fisicamente e tecnicamente. Se non e' chiaro quello non c'e' strategia che tenga. Marco
On 20/09/23 15:20, M. Fioretti wrote:
di ogni utente COME ERA DIECI ANNI FA, e poi non piu' proprio grazie alla incompetenza totale dei regolatori, oggi non ci sarebbe nessun costo di cui discutere.
non direi che sia "colpa" dei regolatori che giustamente sono assai cauti quando intervengono a regolare mercati, per il rischio di fare policy che eliminino stimoli alla crescita e creare uno svantaggio rispetto a chi certe policy non le adotta non sottostimiamo il ruolo degli economisti e dei giuristi a sostenre il contrario ricordo quando una 12na di anni fa andavo sempre a BXL a sostenere interoperabilita' e portabilita'. allora fior di economisti e giuristi sostenevano che competition is a clic away. i regolatori sentivano campane diverse. blasonati accademici da una parte e pochi piccoli imprenditori tecnologici dall'altra. ricordo in particolare una volta, una decina di anni fa, in cui in un memorabile convegno il rappresentante di whatsapp disse che la concorrenza era a un click di distanza, al che replicai "benissimo allora installati il client di indoona di tiscali, un client piu' ricco di quello di whatsapp, che ti consente di fare piu cose e fa niente se non hai nessuno con cui parlare" tutta la platea si scatenano in una fragorosa risata... ciao, s.
On Wed, Sep 20, 2023 15:29:50 PM +0200, Stefano Quintarelli wrote:
On 20/09/23 15:20, M. Fioretti wrote:
di ogni utente COME ERA DIECI ANNI FA, e poi non piu' proprio grazie alla incompetenza totale dei regolatori, oggi non ci sarebbe nessun costo di cui discutere.
non direi che sia "colpa" dei regolatori...
in effetti, li' ho strasemplificato.
ricordo in particolare una volta, una decina di anni fa, in cui in un memorabile convegno il rappresentante di whatsapp disse che la concorrenza era a un click di distanza, al che replicai "benissimo allora installati il client di indoona di tiscali, un client piu' ricco di quello di whatsapp, che ti consente di fare piu cose e fa niente se non hai nessuno con cui parlare" tutta la platea si scatenano in una fragorosa risata...
Appunto, grazie. E grazie anche per
interoperabilita' e portabilita' sono due ingredienti necessari (e sufficienti in molti casi) per aprire la concorrenza.
che e' lo stesso concetto che intendevo esprimere quando ho scritto che l'interoperabilita' risolve meta' del problema, ma detto bene. Marco
Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> writes: [...]
L’interoperabilità era intrinseca in Internet
C'erano tante cose intriseche in Internet, tra cui che tecnologicamente è sempre stato pessimo come mezzo per scopi di comunucazione /civile/ ma efficacissimo per scopi /militari/. Ammmesso e /non concesso/ che quando si cominciò a usarlo per scopi civili non si potesse fare di meglio, è da almeno 40 anni che si sarebbero potuti **rifare** _da_zero_ i suoi protocolli di base. Adesso Qualcuno™ ci è arrivato (https://www.gnunet.org/en/), **ignorato** dal 99.9% dei c.d. "addetti ai lavori". [1]
quando i servizi si basavano su protocolli: si definiva prima il protocollo e poi chiunque volesse ci implementava servizi, che erano interoperabili by design.
Non ho capito bene: anche oggi i servizi si basano sui protocolli di Internet, no? Solo che la potenza **geopolitica** USA ha fatto in modo che /qualcuno/ (HTML) fosse esteso per NON essere del tutto interoperabile (per esempio per distribuire contenuti con DRM, usato per applicazioni web tipo Netflix e compagnia cantante).
Un principio fantastico che sarebbe meraviglioso poter far tornare in auge ma non so se si possa fare con la regolamentazione.
No, tocca rifare (quasi) tutto di Internet. Per non parlare del web... ma forse bastano "solo" i browser :-) [...]
Per questo suggerisco la strada delle cooperative, che non possono essere acquisite.
Ho la vaga sensazione che continuiamo a girare attorno al fatto che la tecnologia fatta così (male) è il /diretto/ risultato dei processi geopolitici /determinati/ dal regime economico attualmente dminante su questo pianeta.
Temo che sui principi da difendere siamo d’accordo, ma non sulle strategie per farli rispettare.
Per fortuna sì, sui principi vedo ampio accordo in questa lista... ...è sulla diagnosi che siamo in varia misura in disaccordo, in alcuni casi /violentemente/ in disaccordo; figuriamoci sulla prognosi poi :-) Loro™ invece vanno d'accordissimo: hanno principi comuni, analisi più o meno concordanti, strategie /estremamente/ determinate ma soprattutto una quantità _indecente_ di risorse per mettere in pratica i Loro™ piani. Nulla di nuovo nella storia umana, mi pare. Cordiali saluti, 380° [...] [1] ironico il fatto che stanno lavorando al trasporto su protocollo QUIC, inventato da Google per aumentare le prestazioni delle applicazioni web che girano su Chrome (poi adottato anche da altri browser): https://www.gnunet.org/en/news/2023-08-GSoC-QUIC.html -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Ciao 380°, On Fri, Sep 22, 2023 at 06:51:38PM +0200, 380° wrote:
Loro™ invece vanno d'accordissimo: hanno principi comuni, analisi più o meno concordanti, strategie /estremamente/ determinate ma soprattutto una quantità _indecente_ di risorse per mettere in pratica i Loro™ piani.
[...]
[1] ironico il fatto che stanno lavorando al trasporto su protocollo QUIC, inventato da Google per aumentare le prestazioni delle applicazioni web che girano su Chrome (poi adottato anche da altri browser): https://www.gnunet.org/en/news/2023-08-GSoC-QUIC.html
Non è ironico, è drammatico: GNUnet, prendendo soldi da Google (tramite la GSoC) ne legittima il business model e gli obiettivi politici. Ne diventa, volente o nolente, uno strumento. Peccato. Un altro promettente progetto... da scartare. Giacomo
Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes: [...]
Non è ironico, è drammatico: GNUnet, prendendo soldi da Google (tramite la GSoC) ne legittima il business model e gli obiettivi politici. Ne diventa, volente o nolente, uno strumento.
Primo: il quello a cui mi riferivo io, la cosa ironica, è **il protocollo**... che GNUnet usa (userà) come _uno_dei_ protocolli di trasporto. Se a te basta un GSoC per etichettare qualsiasi progetto come: 1. strumento del business model di Google 2. strumento degli obiettivi politici di Google fai pure, io dissento in modo INCONCILIABILE. Io, un pochino, ma davvero poco poco, li conosco "business model" e gli "obiettivi politici" di GNUnet
Peccato. Un altro promettente progetto... da scartare.
Giacomo io ti voglio un bene dell'anima per l'impegno che ci metti in quello che fai, però a furia di scartare le licenze [1] e i progetti software con questi criteri mi sa che ti tocca rifare in mondo da zero. Io, se permetti, mi **accontento** fi fare il meglio che posso con gli strumenti (scarsi, sono davvero _scarso_ credimi) che mi sono disponibili. [...] Ciao! 380° [1] sì, mi riferisco alla Hacking License, che hai legittimamente scritto e fai benissimo a usare per i tuoi progetti, ci mancherebbe -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Caro 380,
io dissento in modo INCONCILIABILE.
Amen! :-) Ricambio comunque la tua stima e il tuo affetto (senza ironia). Tuttavia per coloro un po' più aperti alla dura realtà (:-p) provo a spiegare meglio la mia prospettiva su questo ennesimo fallimento cibernetico del software libero.
Primo: il quello a cui mi riferivo io, la cosa ironica, è **il protocollo**... che GNUnet usa (userà) come _uno_dei_ protocolli di trasporto.
Se a te basta un GSoC per etichettare qualsiasi progetto come:
1. strumento del business model di Google
2. strumento degli obiettivi politici di Google
Esattamente. Basta un GSoC (Google Summer of Code). Nel momento in cui collabori con un nemico enormemente più potente di te, puoi contartela finché vuoi, ma hai tradito coloro che si battono al tuo fianco. Non c'è alcun modo di lavorare con Google senza diventarne uno strumento. GNUnet ha deciso di legittimate il business model prendendone i soldi. Quei soldi sono sporchi. Nessuno si è chiesto PERCHÉ Google ha deciso di finanziare il progetto e in particolare quello specifico componente? Il protocollo QUIC inietta a livello 4 un identificativo persistente del client che ha instaurato la connessione, con la scusa di evitare l'hand shake TLS. Insomma un tracciante a livello 4. Già dal 2021 [1] sappiamo che si tratta di un protocollo progettato per tracciare gli utenti di Internet (non solo più del Web) con la scusa di "velocizzarla" il tutto minimizzando i costi per i server e la banda per i grandi cloud provider. Dal 2022 sappiamo che viene deployato nonostante le innumerevolili vulnerabilità [2] Che ci fa un protocollo del genere in GNUnet, "a network protocol stack for building secure, distributed, and privacy-preserving applications"? [3] La backdoor, ovviamente, nella remota ipotesi che il progetto avesse successo. Ma il GSoC nella home di GNUnet ha ənche un altra funzione, molto più ovvia ed immediata: il consueto Open-Washing e Ethic-Washing di Google che, pensa un po'? Si preoccupa della privacy! Non si tratta dunque (solo) di etica o morale: vi è una straordinaria miopia tecnica e politica assolutamente evidente nella accettazione di quello specifico GSoC che danneggia il progetto in sé e la società tutta, ripulendo l'immagine di Google proprio mentre inocula agli utenti di Chrome la sua Toxic API [4] sotto il nome di "Privacy" Sandbox: bipensiero allo stato puro, come nemmeno Orwell avrebbe osato immaginare.
però a furia di scartare le licenze [1] e i progetti software con questi criteri mi sa che ti tocca rifare in mondo da zero.
Beh, sì in effetti è l'unica strada possibile. L'informatica contemporanea è troppo primitiva, e proprio per questo uno strumento di potere senza precedenti nella storia della umanità. Per farla evolvere sarà necessario buttare via tutto e ricostruirla da zero, come si è fatto con i geroglifici in passato. Perché non mi dai una mano? ;-) Giacomo [1] https://arxiv.org/abs/2101.11871 [2] https://link.springer.com/article/10.1007/s10207-022-00630-6 [3] https://www.gnunet.org/en/ [4] https://web.archive.org/web/20230522082515/https://blog.google/intl/it-it/i-... Il 23 Settembre 2023 11:01:19 UTC, "380°" ha scritto:
Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
[...]
Non è ironico, è drammatico: GNUnet, prendendo soldi da Google (tramite la GSoC) ne legittima il business model e gli obiettivi politici. Ne diventa, volente o nolente, uno strumento.
fai pure,
Io, un pochino, ma davvero poco poco, li conosco "business model" e gli "obiettivi politici" di GNUnet
Peccato. Un altro promettente progetto... da scartare.
Giacomo io ti voglio un bene dell'anima per l'impegno che ci metti in quello che fai, però a furia di scartare le licenze [1] e i progetti software con questi criteri mi sa che ti tocca rifare in mondo da zero.
Io, se permetti, mi **accontento** fi fare il meglio che posso con gli strumenti (scarsi, sono davvero _scarso_ credimi) che mi sono disponibili.
[...]
Ciao! 380°
[1] sì, mi riferisco alla Hacking License, che hai legittimamente scritto e fai benissimo a usare per i tuoi progetti, ci mancherebbe
Buonasera Giacomo, sono curioso di capire fin dove si estende il ragionamento sulla collaborazione con Google: ad esempio, non c'è praticamente università che non abbia ricevuto fondi da Google - per restare ambiti a noi cari, il Centro Nexa ha ricevuto fondi da Google, sempre documentati pubblicamente, nella forma di unrestricted grants e in contesti di diversificazione delle fonti finanziarie (oltre che limitati a qualche decina di migliaia di euro l'anno, per cui limitati anche in valore assoluto). In pratica, questi fondi sono stati perlopiù spesi (così mi pare di ricordare, ma si può approfondire, credo, incrociando tra Annual Reports, e.g. https://nexa.polito.it/2016-annual-report , e qui https://github.com/nexacenter/funding) per il progetto Neubot, a mio parere il più interessante progetto open source portato avanti da Nexa, ma anche un progetto adatto all'ethic-washing... Cordialmente, Federico Il sab 23 set 2023, 20:16 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Caro 380, [cut]
Se a te basta un GSoC per etichettare qualsiasi progetto come:
1. strumento del business model di Google
2. strumento degli obiettivi politici di Google
Esattamente. Basta un GSoC (Google Summer of Code).
Nel momento in cui collabori con un nemico enormemente più potente di te, puoi contartela finché vuoi, ma hai tradito coloro che si battono al tuo fianco.
Non c'è alcun modo di lavorare con Google senza diventarne uno strumento.
[...]
Ma il GSoC nella home di GNUnet ha ənche un altra funzione, molto più ovvia ed immediata: il consueto Open-Washing e Ethic-Washing di Google che, pensa un po'? Si preoccupa della privacy!
Caro Giacomo, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes: [...]
Se a te basta un GSoC per etichettare qualsiasi progetto come:
1. strumento del business model di Google
2. strumento degli obiettivi politici di Google
Esattamente. Basta un GSoC (Google Summer of Code).
Nel momento in cui collabori con un nemico enormemente più potente di te, puoi contartela finché vuoi, ma hai tradito coloro che si battono al tuo fianco.
Non c'è alcun modo di lavorare con Google senza diventarne uno strumento.
Non ci crederai ma avevo capito anche prima, non era necessario infierire. Tu stai dando sostanzialmente degli utili idioti ai maintainer e contributor di GNUnet, e molti altri progetti GNU e non, per il _solo_ fatto che partecipano a GSoC, che come sai è quello di permettere al contributor di guadagnare quattro spiccioli in cambio del lavoro di sviluppo di una (delle tantissime) feature di un programma, le cui specifiche sono determinate dall'organizzazione partecipante - es. GNUnet - e in nessun modo da Google. Come (piccolissima parte del) "business model" [1] non mi esalta un gran che perché mi piacerebbe proprio tanto che le persone per potersi esprimere liberamente (il lavoro è una forma di espressione) non fossero costrette a chiedere sostanzialmente l'elemosina o PEGGIO lo debbano fare perché lo chiede la patria, l'esigenza di visibilità, l'Europa, lo zio Sam che lo chiede proprio te o il futuro del genere umano!... ma: 1. questo è un altro discorso, molto più ampio; 2. in questo contesto economico **legacy** ( :-O ) le alternative scarseggiano **drammaticamente**. [...]
Il protocollo QUIC inietta a livello 4 un identificativo persistente del client che ha instaurato la connessione, con la scusa di evitare l'hand shake TLS.
Insomma un tracciante a livello 4.
Grazie dei puntatori alle specifiche del protocollo e alle vulnerabilità, prometto che con calma andrò ad approfondire... ma per risponderti non è necessario che lo faccia adesso, per fortuna. Ho la sensazione che tu abbia più torto di me ("the relativity of wrong") se pensi che uno dei tanti metodi di transporto usati in GNUnet possa essere usato per tracciare a livello 4 (transport) le comunicazioni; GNUnet prevede di usare oltre a QUIC: TCP, UDP, UNIX Domain Socket. (rif. https://www.gnunet.org/en/roadmap.html). Non credi che già senza QUIC almeno TCP e UDP siano abbastanza tracciabili e quindi potenzialmente usate come backdoors? Credi che gli sviluppatori di GNUnet siano completamente deficienti o anche solo degli utili idioti inconsapevoli dei pericoli di QUIC et al.? Credi che **il codice** che implementa il trasporto GNUnet (da non confondere con il livello 4 del modello OSI) abbia dei bachi che consentono a uno dei suoi /communicator/ di de-anonimizzare il traffico? Facciamo che hai ragione tu. Se ritieni che ci sia uno o più di questi problemi **non dirlo a me**! Considerata la tua competenza, perché non contribuire almeno aprendo un bug report: https://bugs.gnunet.org/view_all_bug_page.php?filter=65112f8820b17 ? Ti assicuro che se tu avessi ragione, quello sarebbe un **enorme** bug e senza dubbio la comunità di sviluppatori GNUnet si /precipiterebbe/ a correggerlo... ...perché questa è la POLITICA del progetto: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- GNUnet is not merely a technical project, but also a political mission: like the GNU project as a whole, we are writing software to achieve political goals with a focus on the human right of informational self-determination. Putting users in control of their computing has been the core driver of the GNU project. With GNUnet we are focusing on informational self-determination for collaborative computing and communication over networks. The Internet is shaped as much by code and protocols as it is by its associated political processes (IETF, ICANN, IEEE, etc.). Similarly its flaws are not limited to the protocol design. Thus, technical excellence by itself will not suffice to create a better network. We also need to build a community that is wise, humble and has a sense of humor to achieve our goal to create a technical foundation for a society we would like to live in. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (https://docs.gnunet.org/latest/about.html) Aggià scusa: tu hai già scartato GNUnet a prescindere dai suoi (de)meriti POLITICI o tecnici: date a Google un GSoC e vi aprirà GNUnet come una scatoletta di tonno!... o era di triglie?!? Ma nulla è perduto! Se non vuoi collaborare con loro, per qualsiasi motivo politico o tecnico, puoi sempre fare un fork del codice: pensa, è con licenza GNU AGPL! Non solo: se anche la licenza GNU AGPL non fosse adeguata ai tuoi scopi politici, puoi sempre riscrivere da zero GNUnet e usare la tua licenza, che più si adatta a quelli. [...]
Perché non mi dai una mano? ;-)
É esattemente quello che sto cercando di fare ma... «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché.» Loving, 380° [...] [1] AFAIU lo sviluppo di GNUnet è stato finanziato indirettamente con molto lavoro volontario, un assegno di ricerca della Deutsche Forschungsgesellschaft tra 2009-2014 e ora boh, considerato che l'organo politico e finanziario GNUnet e.V. (https://www.gnunet.org/en/ev.html) ha dei bilanci imbarazzanti (https://git.gnunet.org/gnunet-ev.git/tree/)... saranno truccati!?! Da dove arrivano altri finanziamenti occulti? P.S.: a latere, ho la vaga sensazione che tu sia convinto di poter risolvere tutti i problemi del mondo (per esempio i problemi dell'economia capitalista) con l'informatica, il che si configurerebbe come una forma di soluzionismo digitale dai nobilissimi intenti. Ma sicuramente mi sbaglio. -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
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