The Global Internet Is a Mirage - The New York Times
<https://www.nytimes.com/2020/08/10/technology/global-internet.html> The U.S. government’s proposed ban on Chinese apps like TikTok and WeChat plays into technologists’ fears that the internet utopia is crumbling. The worry is that instead of a world brought closer together by the internet, a tech fight between the United States and China threatens to further splinter the digital world along country borders. I share those concerns. But let me explain why a splintered internet isn’t so novel, or necessarily a horrible thing. First, the internet was never as global or interconnected as the ideal. What we mean when we talk about a unified global internet is a history in which the internet was dominated by America, with U.S. companies and U.S. values infusing the world. The exception was China, which operated a parallel internet world. For years, foreign governments at times pushed back at the American-tinged internet. They sometimes had understandable reasons. Germany, for example, has strong norms of personal privacy and strict rules against denial of the Holocaust. That has resulted in conflict with the American internet companies’ standards of personal data collection and free expression. Other times, governments have imposed restrictions on online activity to silence opposition from their own citizens. Whether or not we agree with such tactics, the internet has never been a single global blob where borders didn’t matter. And do we want it to be? I’m an American, and I prefer our relatively freewheeling internet to what exists in Russia or Vietnam. But I also recognize that each country has its own tax codes, labor laws and auto safety regulations. When Ford makes car bumpers, it has to figure out how to alter designs to meet different safety rules in Italy and Nigeria. There are technical reasons that it’s trickier to make country-to-country rules about a website than the strength of car bumpers. But the idea of internet policy changing when you go from Brazil to Argentina is not crazy. That’s not to say that there’s nothing to worry about. I’m concerned that banning apps, writing laws restricting what people can say online or shutting down internet access entirely costs people digital lifelines to the outside world, and that the internet is one more way for authoritarian regimes to exert dominance. But it’s not productive to pine for a utopian internet that never really existed. When technologists lament the fracturing of the internet world, I wonder if what they’re really mourning is the fracturing of the world, period.
On Tue, 11 Aug 2020 09:15:51 +0200 Alberto Cammozzo via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> wrote:
But it’s not productive to pine for a utopian internet that never really existed. When technologists lament the fracturing of the internet world, I wonder if what they’re really mourning is the fracturing of the world, period.
Oppure si battono per la sua ri-unificazione. Internet non è un'illusione utopica ma una realtà subottimale. Veicolando in modo (sempre meno) percepibile le nostre comunicazioni, Internet è diventato un bene comune e come tale definisce UNA comunità nel momento in cui questa realizza l'importanza di sottrarlo all'abuso da parte di tutti i suoi membri. E' la tragedia della spazzatura: se non tuteli un bene comune, lo perdi. Internet ci rende consapevoli di essere UNA Comunità, UNA Umanità. Svolge questa funzione meglio del nostro pianeta perché per milioni di anni ci siamo evoluti dando per scontato quest'ultimo. Dunque non mi sorprendo che qualcuno voglia smantellare Internet invece di sottrarlo all'egemonia statunitense per proteggerlo da interessi economici e politici come un bene comune dell'Umanità. In tanti temono un'Umanità che si scoprisse necessariamente unita. Giacomo
Ciao Giacomo, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
On Tue, 11 Aug 2020 09:15:51 +0200 Alberto Cammozzo via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> wrote:
But it’s not productive to pine for a utopian internet that never really existed. When technologists lament the fracturing of the internet world, I wonder if what they’re really mourning is the fracturing of the world, period.
Oppure si battono per la sua ri-unificazione.
Ammesso e non concesso che internet sia mai stata realmente "unificata" (il discorso ci porterebbe troppo lontano) io mi permetto di insistere che battersi per unificare una internet basata su protocolli fondamentalmente bacati e mal progettati è dannoso. Internet non va ri-unificata, internet va riprogettata RIPARTENDO dalle fondamenta (si salva solo il layer fisico, che DEVE essere riutilizzato)
Internet non è un'illusione utopica ma una realtà subottimale.
[...]
E' la tragedia della spazzatura: se non tuteli un bene comune, lo perdi.
Internet è una infratruttura fatta di strati fisici, protocolli e software che li implementa: una analisi tecnica di ogni strato https://secushare.org/broken-internet ci permette di comprendere cosa DEVE essere buttato via e cosa può essere riutilizzato L'elemento ESSENZIALE che rende economicamente vantaggiosa la centralizzazione dei contenuti - con tutto quello che ne consegue - è la mancanza (ARTIFICIOSA [1]) di uno strato scalabile di content delivery: https://secushare.org/broken-internet#scalability [...]
Dunque non mi sorprendo che qualcuno voglia smantellare Internet invece di sottrarlo all'egemonia statunitense per proteggerlo da interessi economici e politici come un bene comune dell'Umanità.
Non credo ci sia qualcuno seriamente intenzionato a smantellare internet, io vedo "solo" qualcuno che tenta disperatamente di mantenere l'egemonia su internet sfruttando lo sbilanciamento di potere INGLOBATO nei protocolli e nel software utilizzato per farla funzionare male come funziona ora, a costo di rendere ancora più frammentata la rete [2] Nessuno ci toglierà più la capacità di comunicare attraverso una rete a pacchetti, al massimo potrà renderci la vita difficile (per poter continuare a sorvegliarci e profilarci) per qualche tempo ancora :-D [...] Ciao, Giovanni. [1] https://secushare.org/pubsub per la storia dei protocolli e metodi di distribuzione dei contenuti [2] che forse è anche lo scopo nemmeno tanto celato: dividi et impera -- Giovanni Biscuolo
Ciao Giacomo, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
On Tue, 11 Aug 2020 09:15:51 +0200 Alberto Cammozzo via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> wrote:
But it’s not productive to pine for a utopian internet that never really existed. When technologists lament the fracturing of the internet world, I wonder if what they’re really mourning is the fracturing of the world, period.
Oppure si battono per la sua ri-unificazione.
Ammesso e non concesso che internet sia mai stata realmente "unificata" (il discorso ci porterebbe troppo lontano) io mi permetto di insistere che battersi per unificare una internet basata su protocolli fondamentalmente bacati e mal progettati è dannoso. Internet non va ri-unificata, internet va riprogettata RIPARTENDO dalle fondamenta (si salva solo il layer fisico, che DEVE essere riutilizzato)
Internet non è un'illusione utopica ma una realtà subottimale.
[...]
E' la tragedia della spazzatura: se non tuteli un bene comune, lo perdi.
Internet è una infratruttura fatta di strati fisici, protocolli e software che li implementa: una analisi tecnica di ogni strato https://secushare.org/broken-internet ci permette di comprendere cosa DEVE essere buttato via e cosa può essere riutilizzato L'elemento ESSENZIALE che rende economicamente vantaggiosa la centralizzazione dei contenuti - con tutto quello che ne consegue - è la mancanza (ARTIFICIOSA [1]) di uno strato scalabile di content delivery: https://secushare.org/broken-internet#scalability [...]
Dunque non mi sorprendo che qualcuno voglia smantellare Internet invece di sottrarlo all'egemonia statunitense per proteggerlo da interessi economici e politici come un bene comune dell'Umanità.
Non credo ci sia qualcuno seriamente intenzionato a smantellare internet, io vedo "solo" qualcuno che tenta disperatamente di mantenere l'egemonia su internet sfruttando lo sbilanciamento di potere INGLOBATO nei protocolli e nel software utilizzato per farla funzionare male come funziona ora, a costo di rendere ancora più frammentata la rete [2] Nessuno ci toglierà più la capacità di comunicare attraverso una rete a pacchetti, al massimo potrà renderci la vita difficile (per poter continuare a sorvegliarci e profilarci) per qualche tempo ancora :-D [...] Ciao, Giovanni. [1] https://secushare.org/pubsub per la storia dei protocolli e metodi di distribuzione dei contenuti [2] che forse è anche lo scopo nemmeno tanto celato: dividi et impera -- Giovanni Biscuolo
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