<Quote> Caro Raf, Sono Marco Pancini di Google. Capisco i tuoi timori ma lasciami ricapitolare le nostre ragioni (solo per dovere solo di chiarezza) Noi pensiamo che la nostra proposta sia un buon punto di partenza per la discussione per questi motivi: 1) Garantisce la più ampia garanzia di neutralita' per il traffico wireline; </Quote> Ma non garantisce a neutralità per il traffico wireless che divenerà sempre più importante visto che la maggior parte dei servizi si sta spostando sulla connettività mobile <Quote> 2) Richiede la massima trasparenza a favore degli utenti per ogni politica di prioritizzazione dei dati e affida alle autorita' di controllo il compito di punire gli abusi; </Quote> La trasparenza non è sufficiente se non hai la cultura e la possibilità economica per trarne vantaggio. Che debbano essere le autorità a punire gli abusi è un'ovvietà necessaria non una concessione o un piacere fatto da Google-Verizon <Quote> 3) Prevede un approccio flessibile al wireless ed ai servizi a valore aggiunto al fine di garantire la continuita' negli investimenti. </Quote> La continuità negli investimenti privati è secondaria quando si parla di beni comuni. Quando si parla di beni comuni, sono le comunità e gli Stato che stabiliscono standard e regole, fanno investimenti e li tutelano. Fino a prova contraria lo spettro è di tutti, come l'aria, l'acqua, eccetera e "we the people" la diamo in concessione ai privati per ottenere un servizio che, nei paesi democratici, non può discriminare nessuno, anzi, deve essere considerato per quello che è un corollario fondamentale della libertà dei moderni. <Quote> Mi rendo conto della delicatezza della questione, ma credo che il dibattito suscitato dalla nostra proposta abbia il pregio di portare all'attenzione di tutti il tema della net neutrality, come ha sottolineato sul suo blog Jonathan Zittrain. Ogni contributo e' il benvenuto. Con cordialita'. marco </Quote> Delicata, sì perciò ne dobbiamo parlare a Vilnius, intanto potete leggere che ne pensa Lawrence Lessig http://www.nytimes.com/roomfordebate/2010/8/9/who-gets-priority-on-the-web/a...
non la garantisce nemmeno per la rete fissa, con la possibilità di battezzare del traffico "non internet" e farci ciò che si vuole, introducendo servizi e tariffe differenziate per i service e content provider. (x approfondimento, cfr post di ken carter citato sul mio blog) ciao, s. -- www.reeplay.it www.eximia.it Il giorno 20/ago/2010, alle ore 00.22, a.dicorinto@uniroma1.it ha scritto:
<Quote>
Caro Raf,
Sono Marco Pancini di Google. Capisco i tuoi timori ma lasciami ricapitolare
le nostre ragioni (solo per dovere solo di chiarezza)
Noi pensiamo che la nostra proposta sia un buon punto di partenza per la
discussione per questi motivi:
1) Garantisce la più ampia garanzia di neutralita' per il traffico wireline;
</Quote>
Ma non garantisce a neutralità per il traffico wireless che divenerà sempre più importante
visto che la maggior parte dei servizi si sta spostando sulla connettività mobile
<Quote> 2) Richiede la massima trasparenza a favore degli utenti per ogni politica
di prioritizzazione dei dati e affida alle autorita' di controllo il compito
di punire gli abusi;
</Quote>
La trasparenza non è sufficiente se non hai la cultura e la possibilità economica per trarne vantaggio.
Che debbano essere le autorità a punire gli abusi è un'ovvietà necessaria non una concessione o un piacere fatto da Google-Verizon
<Quote> 3) Prevede un approccio flessibile al wireless ed ai servizi a valore
aggiunto al fine di garantire la continuita' negli investimenti.
</Quote>
La continuità negli investimenti privati è secondaria quando si parla di beni comuni.
Quando si parla di beni comuni, sono le comunità e gli Stato che stabiliscono standard e regole, fanno investimenti e li tutelano.
Fino a prova contraria lo spettro è di tutti, come l'aria, l'acqua, eccetera e "we the people"
la diamo in concessione ai privati per ottenere un servizio che, nei paesi democratici, non
può discriminare nessuno, anzi, deve essere considerato per quello che è un corollario fondamentale della
libertà dei moderni.
<Quote>
Mi rendo conto della delicatezza della questione, ma credo che il dibattito
suscitato dalla nostra proposta abbia il pregio di portare all'attenzione di
tutti il tema della net neutrality, come ha sottolineato sul suo blog
Jonathan Zittrain. Ogni contributo e' il benvenuto.
Con cordialita'.
marco
</Quote>
Delicata, sì perciò ne dobbiamo parlare a Vilnius, intanto potete leggere che ne pensa Lawrence Lessig http://www.nytimes.com/roomfordebate/2010/8/9/who-gets-priority-on-the-web/a...
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Il 20/08/2010 08:57, Stefano Quintarelli ha scritto:
non la garantisce nemmeno per la rete fissa, con la possibilità di battezzare del traffico "non internet" e farci ciò che si vuole, introducendo servizi e tariffe differenziate per i service e content provider.
Sono d'accordo: il linguaggio utilizzato è sufficientemente ambiguo da poter far rientrare nei servizi "non Internet" virtualmente qualsiasi cosa sia ritenuta opportuna dal fornitore di accesso su rete fissa. Il potere che la proposta conferisce alla FCC è illusorio, anche perché viene fissato un limite troppo basso per le sanzioni. Inoltre, per quanto concerne la rete wireless, in USA, come in Europa, è ormai chiaro che la concorrenza non è sufficiente a garantire la neutralità della rete. Per es. in Francia *tutti* i fornitori di accesso a rete mobile discriminano pesantemente il VoIP, i newsgroups e il p2p, senza che al momento nessuna procedura contro di essi sia stata aperta. In Italia stiamo aspettando i risultati dell'indagine di AGCom aperta a seguito dell'annuncio di Vodafone di porre limitazioni al VoIP e al p2p, dalle 7 alle 22, sulla propria rete mobile. Avrebbe dovuto essere resa nota a fine aprile 2010 ma al momento non ce n'è traccia, ne sapete qualcosa? Ciao, Paolo
(x approfondimento, cfr post di ken carter citato sul mio blog) ciao, s.
-- www.reeplay.it www.eximia.it
Il giorno 20/ago/2010, alle ore 00.22, a.dicorinto@uniroma1.it ha scritto:
<Quote>
Caro Raf,
Sono Marco Pancini di Google. Capisco i tuoi timori ma lasciami ricapitolare
le nostre ragioni (solo per dovere solo di chiarezza)
Noi pensiamo che la nostra proposta sia un buon punto di partenza per la
discussione per questi motivi:
1) Garantisce la più ampia garanzia di neutralita' per il traffico wireline;
</Quote>
Ma non garantisce a neutralità per il traffico wireless che divenerà sempre più importante
visto che la maggior parte dei servizi si sta spostando sulla connettività mobile
<Quote> 2) Richiede la massima trasparenza a favore degli utenti per ogni politica
di prioritizzazione dei dati e affida alle autorita' di controllo il compito
di punire gli abusi;
</Quote>
La trasparenza non è sufficiente se non hai la cultura e la possibilità economica per trarne vantaggio.
Che debbano essere le autorità a punire gli abusi è un'ovvietà necessaria non una concessione o un piacere fatto da Google-Verizon
<Quote> 3) Prevede un approccio flessibile al wireless ed ai servizi a valore
aggiunto al fine di garantire la continuita' negli investimenti.
</Quote>
La continuità negli investimenti privati è secondaria quando si parla di beni comuni.
Quando si parla di beni comuni, sono le comunità e gli Stato che stabiliscono standard e regole, fanno investimenti e li tutelano.
Fino a prova contraria lo spettro è di tutti, come l'aria, l'acqua, eccetera e "we the people"
la diamo in concessione ai privati per ottenere un servizio che, nei paesi democratici, non
può discriminare nessuno, anzi, deve essere considerato per quello che è un corollario fondamentale della
libertà dei moderni.
<Quote>
Mi rendo conto della delicatezza della questione, ma credo che il dibattito
suscitato dalla nostra proposta abbia il pregio di portare all'attenzione di
tutti il tema della net neutrality, come ha sottolineato sul suo blog
Jonathan Zittrain. Ogni contributo e' il benvenuto.
Con cordialita'.
marco
</Quote>
Delicata, sì perciò ne dobbiamo parlare a Vilnius, intanto potete leggere che ne pensa Lawrence Lessig http://www.nytimes.com/roomfordebate/2010/8/9/who-gets-priority-on-the-web/a...
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