bellissimi messaggi degli amici Marco Fioretti, Enrico Nardelli, Giuseppe Attardi e 380° finalizzati alla promozione dell’insegnamento dell’informatica nella scuola mi suggeriscono una autentica operazione di marketing a favore di due nostri prodotti. Per farmi perdonare vi inforno che questi due prodotti sono una piccola parte del lavoro svolto gratuitamente nel tempo libero da una ventina di fanatici della parrocchia del software libero. I due pacchetti, come molti altri di cui intendo parlarvi in futuro, sono assolutamente liberi e gratuiti. Il primo prodotto è un riassunto dei principi e degli strumenti dell’informatica; il secondo è un manuale di programmazione in linguaggio Python. Stiamo completando in questi giorni l'attivazione del prototipo di un nuovo "archivio nazionale del materiale didattico libero" (definizione di UNESCO) nel quale stiamo caricando 2000 oggetti didattici (libri, manuali, videolezioni e videoconferenze, videogiochi didattici, software didattico). Ovviamente stiamo caricando in quell'archivio anche quei due manualini. Chi avesse bisogno subito dei due prodotti di cui vi ho parlato mi mandi un mail (angelo.meo@polito.it) ed io glieli manderò immediatamente via "we transfer". Molti colleghi della scuola mi hanno manifestato il timore che i loro allievi non siano in grado di comprendere i principi dell’informatica e della programmazione. Io invece penso che l’insegnamento dell’informatica sia più facile dell’insegnamento della mia prediletta filosofia e che anche l’apprendimento dei principi dell’informatica da parte degli allievi sia più facile dell’apprendimento dei concetti fondanti della filosofia. Inoltre, l’insegnamento dell’informatica può divenire più divertente inventando qualche gioco didattico che coinvolga gli allievi in ogni momento della lezione. Vi presento l’esempio di una lezione di un mio corso di programmazione nel linguaggio Python che tenni in una terza elementare (allego la foto). Si, cari amici. Vi parlo non di un programma applicativo ma della programmazione in Python, non dell’ultimo anno del liceo scientifico ma di una terza elementare, con allievi di 8 anni. L’oggetto della lezione erano gli operatori logici OR, AND e NOT. Le bambine rappresentavano le variabili Booleane indipendenti e il bambino la variabile Booleana dipendente.In quel momento veniva illustrato il seguente esempio: “bagnetto dell’elefantino” = “acqua fresca” OR “elefantino sporco”. Conservo fra i ricordi più simpatici le letterine che gli allievi di quella classe mi mandarono, forse su suggerimento della loro insegnante, per dirmi che si erano divertiti. Quelle letterine contenevano meravigliosi disegni, proposte di nuovi esempi e simpatici messaggi scritti in codice binario. Arrivo alle conclusioni, chiara manifestazione del mio fanatismo. Io penso che anche un maestro o un docente di materie umanistiche possano impartire lezioni di informatica. Ma ritengo che gli ordinamenti scolastici debbano prevedere anche l’insegnamento obbligatorio dell’informatica in tutte le scuole di ogni ordine e grado, compresa la scuola primaria. La finalità è quella indicata da Angelo Marcello Cardani: “ trasformare l’Italia in un Paese ad alfabeto puramente digitale”. Angelo Raffaele Meo
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Angelo Raffaele Meo