argomentazione giuridica e digitale (già: Jovanotti e ChatGPT)
Il giurista imparava che ogni argomentazione deve fare riferimento al testo della legge, quale ""fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse ..."". Più volte ho incontrato argomentazioni giuridiche fondate NON sul testo della legge ma su altre interpretazioni, più o meno autorevoli o numerose. E' comprensibile anche se sarebbe bene non dimenticare la regola fondamentale dell'interpretazione della legge. Dimentichiamo sempre, a mio parere, che: 1 - ognuno di noi oggi incontra "*regole digitali*" molto più numerose delle "*regole legali*". 2 - le "*regole legali*" si basano sul cosiddetto linguaggio naturale comprensibile a quasi tutti, mentre le "*regole digitali*" sono comprensibili a quasi nessuno. 3 - la comprensibilità della regola è, mia convinzione, l'origine del problema digitale, quindi opposizione a linguaggi proprietari. Diventa secondario, anche se peggiora la situazione, che LLM, IA e simili lavorino sul significato proprio delle parole e secondo la loro connessione. Auguri cordiali. Duccio (Alessandro Marzocchi) Il giorno ven 18 apr 2025 alle ore 09:33 <nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Message: 2 Date: Fri, 18 Apr 2025 09:32:42 +0200 From: Eleonora Colombo <avveleonoracolombo@gmail.com> Subject: Re: [nexa] Jovanotti e ChatGPT
... Personalmente mi preoccupa leggere, anche in questi giorni, notizie (su
cui mi piacerebbe andare un po' più a fondo) di miei Colleghi che citano sentenze inesistenti solo perchè suggerite da ChatGpt e senza farne alcun controllo.
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alessandro marzocchi