Dall’habeas corpus all’habeas data
Mi permetto di segnalarvi questo prezioso contributo di Carlo Blengino, pubblicato sul secondo numero della rivista Luoghi Comuni, edita da Castelvecchi, che riprende e attualizza una definizione che fu utilizzata per la prima volta da Stefano Rodotà. Giulio https://www.centroriformastato.it/dallhabeas-corpus-allhabeas-data-1/
Grazie! L'habeas data di Rodota' e' un principio importantissimo lo ricordavo l'anno scorso in questo articolo https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/letica-al-tempo-del-big-data4... Norberto Il 07/11/2019 17:24, de petra giulio ha scritto:
Mi permetto di segnalarvi questo prezioso contributo di Carlo Blengino, pubblicato sul secondo numero della rivista Luoghi Comuni, edita da Castelvecchi, che riprende e attualizza una definizione che fu utilizzata per la prima volta da Stefano Rodotà. Giulio
https://www.centroriformastato.it/dallhabeas-corpus-allhabeas-data-1/
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Grazie infinite..Per me un momento importante.Ho organizzato incontri sul tema e sono un po' in pensiero..Mi permetto di allegare la locandina (volutamente di ampio respiro).Sarà un sintomatico della consapevolezza della categoria...Formazione..una passione incontrollabile.Grazie..C. Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: Norberto Patrignani <norberto.patrignani@polito.it> Data: 07/11/19 17:47 (GMT+01:00) A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Dall’habeas corpus all’habeas data Grazie! L'habeas data di Rodota' e' un principio importantissimo lo ricordavo l'anno scorso in questo articolo https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/letica-al-tempo-del-big-data4... Norberto Il 07/11/2019 17:24, de petra giulio ha scritto: Mi permetto di segnalarvi questo prezioso contributo di Carlo Blengino, pubblicato sul secondo numero della rivista Luoghi Comuni, edita da Castelvecchi, che riprende e attualizza una definizione che fu utilizzata per la prima volta da Stefano Rodotà. Giulio https://www.centroriformastato.it/dallhabeas-corpus-allhabeas-data-1/ _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Buon giorno, dopo aver letto molti interventi interessanti grazie ai forward di un amico iscritto qui, anche grazie a questo messaggio ho deciso di iscrivermi così posso seguire meglio la discussione... e dare il mio contributo da tecnico informatico "praticone" di filosofia e diritto
Mi permetto di segnalarvi questo prezioso contributo di Carlo Blengino, pubblicato sul secondo numero della rivista Luoghi Comuni, edita da Castelvecchi, che riprende e attualizza una definizione che fu utilizzata per la prima volta da Stefano Rodotà. Giulio
https://www.centroriformastato.it/dallhabeas-corpus-allhabeas-data-1/
bellissimo, grazie della segnalazione: questo articolo merita un posto nella Wayback Machine :-) non sapevo che l'habeas data avesse un proprio articolo su wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Habeas_data, anche se dalla lettura dell'articolo di Blengino è evidente che la tutela del corpo digitale non può essere perseguita *privatamente* ma deve esserlo _collettivamente_: ognuno di noi deve essere tutelato costituzionalmente, non attraverso ingiunzioni personali verso ciascun collettore massivo di dati per dirla con Blengino «la forza di un diritto alla protezione del dato personale come tutela del corpo digitale risiede non tanto e non solo nella tutela del dato riservato e privato ma soprattutto nella tutela della sfera pubblica» il mio invito allora è di "salire di livello" nella rivendicazione dei diritti digitali della persona e parlare direttamente di "habeas corpus digitalis", perché "limitare" la tutela della persona ai dati è insufficiente nello scenario tecnologico che abbiamo di fronte (che deve essere alterato) «L’idea che al corpo fisico si affianchi un corpo digitale degno di pari tutela e che i diritti fondamentali della persona debbano oggi estendersi [...]» per tutelare efficacemente la persona nella propria sfera digitale occorre che a ciascuna persona siano riconosciute le quattro libertà fondamentali elaborate per il Software Libero, declinate nelle quattro dimensioni dell'universo digitale in questo elenco cerco di spiegare, in modo probabilmente un po' naïf, quali sono a mio giudizio queste quattro dimensioni e quali libertà dovrebbero essere garantite alle persone in ciascuna dimensione: 1. Macchina: il computer (dal server all'assistente vocale, passando per lo smartphone) deve rispondere alla mia persona e a me soltanto, ne consegue che il progetto del computer deve essere liberamente disponibile affinché sia possibile utilizzare, studiare o modificare la Macchina affinché non incorpori software - anche in forma di circuiti TTL - che non sia sotto il diretto controllo della persona; per fare un esempio, il Minix 3 nel "Ring -3" sulle CPU Intel è una grave violazione dei diritti digitali della persona 2. Software: Software Libero, riproducibile e "bootstrappabile"[1] sin dal primo byte che la Macchina esegue; il software proprietario pone la Macchina sotto il controllo di terzi, gli attacchi Trusting Trust mettono la Macchina sotto il controllo di terzi anche quando il software in formato sorgente è conosciuto *e* eventualmente modificato 3. Rete: la Rete deve essere libera, ciascuna persona deve avere la libertà di accedere alle informazioni in modo sicuro, studiare ogni aspetto di funzionamento della Rete, distribuire informazioni in Rete e implementare nuove applicazioni di Rete (modifica) [2]; l'anonimità in Rete deve essere garantita "by design" 4. Elaborazione: al fine di garantire il diritto di pertecipazione alla vita sociale e politica di ciascuna persona, deve essere garantito il diritto di elaborazione (e rielaborazione) dei dati di rilevanza pubblica per poterne ricavare nuove informazioni oppure confermare o confurare informazioni già acquisite; in altre parole garantire la disponibilità di Open Data (possibilmente Linked) che ciascuna persona possa (ri)elaborare in modo autonomo ed indipendete grazie all'utilizzo di Macchina e Software di cui si può fidare, intervenendo nel dibattito pubblico attraverso la pubblicazione in Rete delle informazioni che ne ricava scusate se vi sono suonato un po' troppo tecnico con alcuni riferimenti, se necessario sono a disposizione per elaborare o fornire link a articoli di dettaglio il succo del mio discorso è che ad oggi le tecnologie digitali (quelle che si sono imposte) sono state sviluppate al fine di sottrarre la sfera digitale dal controllo personale e alimentare una economia di sorveglianza globale; al contrario sviluppare tecnologie digitali rispettose delle libertà costituzionali delle persone è possibile, "by degign"! ...ci vorrebe "solo" una spintina a livello politico [3]: la tecnologia non è neutra, ci vogliono incentivi per modificarne il corso dello sviluppo «Be aware that this initiative, as a side effect of reconstructing the constitutionality of the Internet, resolves aspects of net neutrality, data protection and data retention all as an inevitable and logical side effect.» (youbroketheinternet.org) ogni contributo alle mie elucubrazioni è altamente gradito :-) cordiali saluti. Giovanni [1] https://bootstrappable.org/ [2] The Internet is Broken: Idealistic Ideas for Building a GNU Network https://web.archive.org/web/20141027134433/https://www.w3.org/2014/strint/pa... [3] Proposal for LEGISLATION https://youbroketheinternet.org/#legislation P.S.: le idee che esprimo sopra _non_ sono farina del mio sacco, ma sono una mia personale rielaborazione :-) -- Giovanni Biscuolo Xelera IT Infrastructures
participants (4)
-
cristina -
de petra giulio -
Giovanni Biscuolo -
Norberto Patrignani