feedback e proposte, sulla carta dei diritti di Internet
Buongiorno a tutti, Ho letto un paio di volte la carta, mi piace molto l'iniziativa in senso generale. Ho notato alcuni punti che forse, se non chiariti, potrebbero comunque lasciar perpetrare degli abusi ai danni degli utenti. Qui li sintetizzo, ma se servisse una riflessione più strutturata la posso produrre. Il titolo del punto 5, "diritto all'autodeterminazione formativa", mi aveva fatto pensare ad altro, (qualcosa che speravo di vedere), ed intendo l'autodeterminazione della sfera informativa: avere la garanzia che le informazioni che stai ricevendo siano non filtrate da un algoritmo. Ha preso il nome di Filter Bubble ed è quel fenomeno che avviene parallelamente alla profilazione dell'individuo. Causa l'impoverimento culturale e l'arroccamento sulle proprie posizioni, è in antitesi con lo sviluppo democrativo. Al punto 6, "Inviolabilità dei sistemi e domicili informatici", viene specificato che l'autorità può avere accesso in determnate e limitate circostanze. Non sarebbe il caso di specificare che mai la scelta del soggetto da violare, deve essere fatta in modo algoritmico, a integrazione del punto 7 sui trattamenti automatizzati che influenzano la vita di una persona ? In questo modo, l'autorità giudiziaria si continua avvalare di sistemi di intercettazione e compromissione, ma che non sia mai guidato da soli input informatici (ad esempio "violare tutti quelli che si collegano a questo server"), o massivo (es: "tutte le persone di questa azienda") E' una delle differenze tra forze dell'ordine e attacchi informatici su larga scala [ cosìdetta cyberwar e cybercrime]. Esplicitarlo meglio può meglio differenziare azioni militari o criminali e azioni delle forze dell'ordine, siccome si sta legittimando la possibilità di una violazione. Sul punto 9, "Anonimato", l'ultimo paragrafo. "Nei casi previsti dalla legge [...] l'autore di una comunicazione può essere identificato". Non pensate che possa volgere a limitare l'esistenza delle applicazioni che per offrire un determinato livello di protezione devono garantire accesso anonimo a livello di rete (es, darknet Tor), e che non potranno identificare l'utente neppure volendolo ? (do per scontato che Tor non sia percepito come il paradiso della droga e del ricatto ;) nonostante i media mainstream ma come una tecnologia insostituibile in determinati contesti, che possono sfuggire a che non si sente esposto) Un saluto, Claudio http://logioshermes.org
On 21/10/2014 02:38, Claudio Agosti wrote:
... Sul punto 9, "Anonimato", l'ultimo paragrafo. "Nei casi previsti dalla legge [...] l'autore di una comunicazione può essere identificato". Non pensate che possa volgere a limitare l'esistenza delle applicazioni che per offrire un determinato livello di protezione devono garantire accesso anonimo a livello di rete (es, darknet Tor), e che non potranno identificare l'utente neppure volendolo ?
(do per scontato che Tor non sia percepito come il paradiso della droga e del ricatto ;) nonostante i media mainstream ma come una tecnologia insostituibile in determinati contesti, che possono sfuggire a che non si sente esposto)
senza scomodare Tor, anche Wikipedia permette inserimento di contenuti in forma anonima, salvo registrare l'IP (che non fa identità ovviamente) -- /\_______________ /--\ndrea |rentini http://atrent.it Laboratorio Software Libero @ . Dipartimento di Informatica @ ..: Universita' degli Studi di Milano
On 21/10/2014 09:40, Andrea Trentini wrote:
senza scomodare Tor, anche Wikipedia permette inserimento di contenuti in forma anonima, salvo registrare l'IP (che non fa identità ovviamente) In questo contesto non è così ovvio che l'IP non equivalga ad identità, anzi "identificabilità", siccome la dichiarazione dice "l'autore di una comunicazione può essere identificato"... e l'IP è un dato personale, proprio perché rende la persona identificabile (ancorché non identificata, per i comuni mortali): qui, l'autorità giudiziaria potrebbe chiedere al provider e chiudere il cerchio.
Insomma, se anche la dichiarazione fosse interpretata nel senso suggerito da Claudio Agosti, Wikipedia non sarebbe un esempio problematico (i log di Wikipedia son pure pubblici, quindi qui l'autorità competente potrebbe andare direttamente a bussare dal provider, senza scomodare i poveri amministratori di Wikipedia) my two cents, Federico
On 21/10/2014 09:46, Federico Morando wrote:
On 21/10/2014 09:40, Andrea Trentini wrote:
senza scomodare Tor, anche Wikipedia permette inserimento di contenuti in forma anonima, salvo registrare l'IP (che non fa identità ovviamente) In questo contesto non è così ovvio che l'IP non equivalga ad identità, anzi "identificabilità", siccome la dichiarazione dice "l'autore di una comunicazione può essere identificato"... e l'IP è un dato personale, proprio perché rende la persona identificabile (ancorché non identificata, per i comuni mortali): qui, l'autorità giudiziaria potrebbe chiedere al provider e chiudere il cerchio.
volevo far saltar fuori il "problema dell'IP", cosi' si includono nelle "tecnologie che impediscono l'identificazione" anche proxy pubblici, wifi pubblici, connessioni prestate (da un amico: "mi fai usare un secondo il tuo pc?"), connessioni non identificabili (mi attacco ad una borchia ethernet incustodita!?!) etc. -- /\_______________ /--\ndrea |rentini http://atrent.it Laboratorio Software Libero @ . Dipartimento di Informatica @ ..: Universita' degli Studi di Milano
trovate le mie osservazione sul sito I codici (software) della democrazia, o direttamente all'URL http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_158 quelle sulla piattaforma ricalcano quelle che avevo fatto in lista in luglio, visto che da allora nulla è cambiato, anzi la situazione mi è parsa peggiorata -- fiorella
Ciao, Il percorso di apertura della piattaforma Civi.ci è stato drasticamente messo in difficoltà dalla decisione dei soci - Informatica Trentina e Fondazione Bruno Kessler - di mettere avviare alla liquidazione la Fondazione Ahref. I soci hanno garantito supporto alla Camera per la consultazione in corso. Le persone che si stanno lavorando lo fanno con buona volontà e spirito di servizio nei confronti dell'istituzione che ci rappresenta e che ha potuto contare sulla tempestività e velocità di messa in opera della consultazione. Non posso dire a parole il dolore che provo per la decisione di liquidare un'esperienza che ha contribuito alla consapevolezza intorno alle possibilità offerte dai media civici alla maturazione del dibattito democratico. Anche perché altre soluzioni erano a portata di mano. Cercheremo altri mezzi per continuare a contribuire. E se riusciremo saranno soluzioni migliori e più flessibili Saluti Luca
Il giorno 24/ott/2014, alle ore 08:25, fiorella de cindio <fiorella.decindio@unimi.it> ha scritto:
trovate le mie osservazione sul sito I codici (software) della democrazia, o direttamente all'URL http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_158
quelle sulla piattaforma ricalcano quelle che avevo fatto in lista in luglio, visto che da allora nulla è cambiato, anzi la situazione mi è parsa peggiorata
-- fiorella
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
participants (5)
-
Andrea Trentini -
Claudio Agosti -
Federico Morando -
fiorella de cindio -
Luca De Biase