Eutanasia e cannabis, successo online. Le nuove libertà e le parole diverse
Buona lettura per chi lo desidera, per quello che interessa nello specifico questa lista mi piace sottolineare due passaggi * perché nel flusso mediatico prevalente pare di non udire alcuna voce dissenziente, come fosse venuta meno la stessa voglia di alimentare un confronto vero?* *Ma proprio dentro lo scarsissimo appeal delle 'ragioni difficili' sta la domanda sulle nostre omissioni educative, che hanno spianato la strada alla spensierata adesione dei più giovani a campagne di morte a colpi di tap sullo schermo dello smartphone, come fosse shopping online.* Al di là delle posizioni sui temi specifici, mi pare che la mancanza di confronto ed il raffronto con lo shopping on line possano darci da pensare. dl https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/le-nuove-libert-e-le-parole-diverse _________________________ don Luca Peyron Direttore Ufficio per la Pastorale Universitaria Arcidiocesi di Torino www.universitari.to.it via XX settembre 83, Torino tel. 011 5156239
Buongiorno Esistono e convivono più strade per il confronto. Molte (per fortuna) sono vive grazie alle persone umane e non dipendono dalle lobby. Simone (he/him) Il giorno lun 20 set 2021 alle 10:19 don Luca Peyron < dluca.universitari@gmail.com> ha scritto:
Buona lettura per chi lo desidera, per quello che interessa nello specifico questa lista mi piace sottolineare due passaggi
* perché nel flusso mediatico prevalente pare di non udire alcuna voce dissenziente, come fosse venuta meno la stessa voglia di alimentare un confronto vero?*
*Ma proprio dentro lo scarsissimo appeal delle 'ragioni difficili' sta la domanda sulle nostre omissioni educative, che hanno spianato la strada alla spensierata adesione dei più giovani a campagne di morte a colpi di tap sullo schermo dello smartphone, come fosse shopping online.*
Al di là delle posizioni sui temi specifici, mi pare che la mancanza di confronto ed il raffronto con lo shopping on line possano darci da pensare.
dl
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/le-nuove-libert-e-le-parole-diverse
_________________________ don Luca Peyron Direttore Ufficio per la Pastorale Universitaria Arcidiocesi di Torino www.universitari.to.it via XX settembre 83, Torino tel. 011 5156239 _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
On 20/09/21 10:19, don Luca Peyron wrote:
Buona lettura per chi lo desidera, per quello che interessa nello specifico questa lista mi piace sottolineare due passaggi
/ perché nel flusso mediatico prevalente pare di non udire alcuna voce dissenziente, come fosse venuta meno la stessa voglia di alimentare un confronto vero?/ / / /Ma proprio dentro lo scarsissimo appeal delle 'ragioni difficili' sta la domanda sulle nostre omissioni educative, che hanno spianato la strada alla spensierata adesione dei più giovani a campagne di morte a colpi di tap sullo schermo dello smartphone, come fosse shopping online./
Al di là delle posizioni sui temi specifici, mi pare che la mancanza di confronto ed il raffronto con lo shopping on line possano darci da pensare.
Indubbiamente. Ma lo SPID è una identità con valore legale e la firma digitale pienamente equivalente a quella analogica. Dunque apporre una firma, di qualunque tipo, è un atto di responsabilità individuale, che si può prendere più o meno seriamente, a prescindere, appunto, dalla tipologia di firma. L'unica cosa che cambia è la semplificazione per gli organizzatori. Chi non è d'accordo può non firmare. D.
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L'unica cosa che cambia è la semplificazione per gli organizzatori. Chi non è d'accordo può non firmare.
Non è una cosa da poco. Partiamo dall'inizio. La Costituzione, all'art. 75 primo comma recita: "È indetto referendum popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali" E' interessante leggere i lavori preparatori [1] che portarono alla formulazione finale di quell'articolo. Una delle frasi che fu detta: "E, certo, macchinoso il congegno per la raccolta delle firme in breve volger di tempo" ci fa capire che il numero di 500.000 è stato scelto sulla base della "macchinosità" della raccolta. Macchinosità e lentezza che da questo momento non esistono più. Che si fa? Si modifica la Costituzione portando i 500.000 a 5 milioni o più? A. [1] http://www.didatticaediritto.it/up/LA%20COSTITUZIONE%20ITALIANA%20-%20TESTO%...
On 20/09/21 11:36, Antonio Iacono wrote:
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L'unica cosa che cambia è la semplificazione per gli organizzatori. Chi non è d'accordo può non firmare.
Non è una cosa da poco. Partiamo dall'inizio. La Costituzione, all'art. 75 primo comma recita: "È indetto referendum popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali" E' interessante leggere i lavori preparatori [1] che portarono alla formulazione finale di quell'articolo. Una delle frasi che fu detta: "E, certo, macchinoso il congegno per la raccolta delle firme in breve volger di tempo" ci fa capire che il numero di 500.000 è stato scelto sulla base della "macchinosità" della raccolta. Macchinosità e lentezza che da questo momento non esistono più. Che si fa? Si modifica la Costituzione portando i 500.000 a 5 milioni o più?
Se ne può parlare tranquillamente. Una causa giusta non teme numeri, neanche così elevati come i 5 milioni che proponi, che sono pari ad un decimo degli aventi diritto al voto e quindi a ben un settimo dei votanti medi. Questi referendum non avrebbero alcun problema a raggiungere anche più di 5 milioni di firme. Altri forse no. D.
Questi referendum non avrebbero alcun problema a raggiungere anche più di 5 milioni di firme. Altri forse no.
Il mio era un discorso di principio, non voleva riguardare i temi, le cause, ecc. Le tante discussioni fatte attorno all'articolo 32 della Costituzione, e ora, sull'art. 75, dimostrano, semmai ce ne fosse bisogno, che la tecnologia è entrata prepotentemente nella vita democratica, rendendo, ad un tratto, /obsoleta/, una parte della nostra legge fondamentale. I fautori della democrazia diretta cercheranno, immagino, di lasciare il limite a 500.000 e, anzi, di sfruttare la sottoscrizione digitale per proporre sempre pù quesiti referendari. In teoria, a parte le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di ratifica dei trattati internazionali, è possibile abrogare qualsiasi legge. Viceversa, i fautori della democrazia rappresentativa/parlamentare cercheranno (anche qui immagino) di alzare quel limite il più possibile. A.
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I Tomirotti