La Repubblica Popolare Cinese costruirà un “porto di libero scambio per i dati”
Cari tutti riporto di seguito questa interessante notizia [ https://www.limesonline.com/notizie-mondo-oggi-11-gennaio-ritiro-kazakistan-... ] *PORTO FRANCO PER I DATI* [di Giorgio Cuscito <https://www.limesonline.com/autori/giorgio-cuscito>] La Repubblica Popolare Cinese costruirà <https://www.scmp.com/tech/policy/article/3162601/china-plans-its-first-free-...> un “porto di libero scambio per i dati” nel distretto di Nansha (a Guangzhou, nel Guangdong) entro il 2025. La struttura fungerà da progetto pilota per il trasferimento delle informazioni digitali tra la Cina e il resto del mondo. *Perché conta*: Lo scopo di Pechino è creare un primo collo di bottiglia tramite cui trattenere i dati sensibili per il proprio interesse nazionale e raccogliere ciò che è utile sul conto dei rivali (Stati Uniti *in primis*) che accedono alla Repubblica Popolare. Il proposito non è affatto nuovo. Dal 2017 in poi, il governo cinese ha adottato tre leggi a riguardo, rispettivamente sulla cibersicurezza <https://www.limesonline.com/rubrica/sovranita-e-privacy-cosa-prevede-la-legg...>, sulla sicurezza dei dati e sulla protezione delle informazioni personali. Il progetto pilota di Nansha (del valore di 5 miliardi di dollari) dovrebbe includere un centro dati, un parco industriale per i *big data* e un laboratorio per le comunicazioni della cosiddetta Baia Allargata, che coinvolge parte del Guangdong, Hong Kong e Macao. Il porto digitale si connetterà alla rete di cavi sottomarini diretta verso l’estero. Non è un caso che Pechino abbia scelto di allestire una simile struttura proprio a Guangzhou. Nella parte sudorientale della Repubblica Popolare si concentrano la maggior parte dei “suoi” colossi tecnologici, a cominciare da Alibaba e Tencent. Colossi ai quali Pechino ha fatto chiaramente capire che le loro risorse (dati e conoscenze) vanno posti al servizio degli interessi strategici cinesi e non devono essere utilizzati per creare centri di potere alternativi al Partito comunista. In più, Guangzhou è a pochi chilometri da Hong Kong che, malgrado le forti tensioni interne <https://www.limesonline.com/rubrica/hong-kong-elezioni-cina-democrazia-usa>, resta punto di accesso privilegiato delle multinazionali straniere che desiderano investire in Cina. Ed è quindi un teatro rilevante per la competizione tecnologica tra Pechino e Washington. *Andrea Violato* skype *andrea.violato* mobile *(+39) 348 790 9815* site *https://www.linkedin.com/in/andreaviolato/ <https://www.linkedin.com/in/andreaviolato/>*
Grazie Andrea, interessante anche se mi sembra che il controllo sia già molto più pervasivo, capillare ed operativo sull'intero territorio. Penso che Honk Kong è data per "persa" ormai dagli USA/democrazie occidentali, abbandonata al suo destino, la vera sfida democratica e tecnologica sarà su Taiwan. Alessandro On Wed, 12 Jan 2022 at 10:55, Andrea Violato <violato.a@gmail.com> wrote:
Cari tutti riporto di seguito questa interessante notizia [ https://www.limesonline.com/notizie-mondo-oggi-11-gennaio-ritiro-kazakistan-... ]
*PORTO FRANCO PER I DATI* [di Giorgio Cuscito <https://www.limesonline.com/autori/giorgio-cuscito>]
La Repubblica Popolare Cinese costruirà <https://www.scmp.com/tech/policy/article/3162601/china-plans-its-first-free-...> un “porto di libero scambio per i dati” nel distretto di Nansha (a Guangzhou, nel Guangdong) entro il 2025. La struttura fungerà da progetto pilota per il trasferimento delle informazioni digitali tra la Cina e il resto del mondo.
*Perché conta*: Lo scopo di Pechino è creare un primo collo di bottiglia tramite cui trattenere i dati sensibili per il proprio interesse nazionale e raccogliere ciò che è utile sul conto dei rivali (Stati Uniti *in primis*) che accedono alla Repubblica Popolare. Il proposito non è affatto nuovo. Dal 2017 in poi, il governo cinese ha adottato tre leggi a riguardo, rispettivamente sulla cibersicurezza <https://www.limesonline.com/rubrica/sovranita-e-privacy-cosa-prevede-la-legg...>, sulla sicurezza dei dati e sulla protezione delle informazioni personali.
Il progetto pilota di Nansha (del valore di 5 miliardi di dollari) dovrebbe includere un centro dati, un parco industriale per i *big data* e un laboratorio per le comunicazioni della cosiddetta Baia Allargata, che coinvolge parte del Guangdong, Hong Kong e Macao. Il porto digitale si connetterà alla rete di cavi sottomarini diretta verso l’estero.
Non è un caso che Pechino abbia scelto di allestire una simile struttura proprio a Guangzhou. Nella parte sudorientale della Repubblica Popolare si concentrano la maggior parte dei “suoi” colossi tecnologici, a cominciare da Alibaba e Tencent. Colossi ai quali Pechino ha fatto chiaramente capire che le loro risorse (dati e conoscenze) vanno posti al servizio degli interessi strategici cinesi e non devono essere utilizzati per creare centri di potere alternativi al Partito comunista.
In più, Guangzhou è a pochi chilometri da Hong Kong che, malgrado le forti tensioni interne <https://www.limesonline.com/rubrica/hong-kong-elezioni-cina-democrazia-usa>, resta punto di accesso privilegiato delle multinazionali straniere che desiderano investire in Cina. Ed è quindi un teatro rilevante per la competizione tecnologica tra Pechino e Washington. *Andrea Violato*
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