Una visione realistica dell’Intelligenza Artificiale - Lettera aperta alla società
Vi segnalo questa lettera aperta: https://www.petizioni.com/visione_realistica_intelligenza_artificiale Uno dei promotori è l'amico Enrico Nardelli, ben noto a chi frequenta questa lista. JC
“Quando sembrano ragionare, combinano schemi appresi dai dati. Quando sembrano sapere qualcosa, producono l’output statisticamente più coerente con il contesto, senza avere accesso diretto al mondo o a meccanismi autonomi di verifica.” Tuttavia bisogna prendere in considerazione il fatto che i sistemi generativi attuali non sono più semplici (si fa per dire) “predittori del prossimo token”. La differenza tra Claude, ChatGPT, Gemini, etc. ormai non è più tanto nel modello di base, quanto nell’harness, cioè nella orchestrazione di runtime fatta di cicli interni, uso di tool, valutazione del contesto, etc. I sistemi generativi sono diventati ensemble di agenti, come spiegava Anthropic già nel 2024 (https://www.anthropic.com/engineering/building-effective-agents) – il che spiega anche come mai Claude abbia preso il sopravvento. Se questo è vero, bisogna tornare su quell’”accesso diretto al mondo” e quei “meccanismi autonomi di verifica”, per valutare come e quanto siano fattori differenziali. Sappiamo che la terra non è piatta perché l’abbiamo visto? O ci siamo messi a fare esperimenti? Non si può essere “realisti” al punto da ignorare che la nostra conoscenza è un fatto sociale che passa per la testualità, non bisogna aver letto Gadamer e Ricoeur. Detto questo, ma fa piacere che l’appello (che ovviamente non firmerò) sia promosso da Enrico Nardelli, con cui spero che – al contrario di Quattrociocchi – si possa fare una discussione seria. Guido
Il giorno 7 mag 2026, alle ore 07:52, J.C. DE MARTIN via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Vi segnalo questa lettera aperta: https://www.petizioni.com/visione_realistica_intelligenza_artificiale
Uno dei promotori è l'amico Enrico Nardelli, ben noto a chi frequenta questa lista.
JC
Grazie mille per la lettera e per la condivisione. Ce n'era bisogno, a prescindere dalle posizioni e credenze personali. La diffondo nell'Osservatorio DH-AI. Buona giornata, Andrea On Thu, May 7, 2026 at 9:08 AM Guido Vetere via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> wrote:
“Quando sembrano ragionare, combinano schemi appresi dai dati. Quando sembrano sapere qualcosa, producono l’output statisticamente più coerente con il contesto, senza avere accesso diretto al mondo o a meccanismi autonomi di verifica.”
Tuttavia bisogna prendere in considerazione il fatto che i sistemi generativi attuali non sono più semplici (si fa per dire) “predittori del prossimo token”. La differenza tra Claude, ChatGPT, Gemini, etc. ormai non è più tanto nel modello di base, quanto nell’harness, cioè nella orchestrazione di runtime fatta di cicli interni, uso di tool, valutazione del contesto, etc. I sistemi generativi sono diventati ensemble di agenti, come spiegava Anthropic già nel 2024 ( https://www.anthropic.com/engineering/building-effective-agents) – il che spiega anche come mai Claude abbia preso il sopravvento. Se questo è vero, bisogna tornare su quell’”accesso diretto al mondo” e quei “meccanismi autonomi di verifica”, per valutare come e quanto siano fattori differenziali. Sappiamo che la terra non è piatta perché l’abbiamo visto? O ci siamo messi a fare esperimenti? Non si può essere “realisti” al punto da ignorare che la nostra conoscenza è un fatto sociale che passa per la testualità, non bisogna aver letto Gadamer e Ricoeur.
Detto questo, ma fa piacere che l’appello (che ovviamente non firmerò) sia promosso da Enrico Nardelli, con cui spero che – al contrario di Quattrociocchi – si possa fare una discussione seria.
Guido
Il giorno 7 mag 2026, alle ore 07:52, J.C. DE MARTIN via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Vi segnalo questa lettera aperta: https://www.petizioni.com/visione_realistica_intelligenza_artificiale
Uno dei promotori è l'amico Enrico Nardelli, ben noto a chi frequenta questa lista.
JC
Buongiorno, domanda forse sciocca: per la vostra conoscenza la firma della petizione è aperta anche a coloro che non hanno incarichi accademici? E' ciò consentito- e soprattutto di qualche utilità? grazie, giovanni Il giorno gio 7 mag 2026 alle ore 08:07 J.C. DE MARTIN via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Vi segnalo questa lettera aperta: https://www.petizioni.com/visione_realistica_intelligenza_artificiale
Uno dei promotori è l'amico Enrico Nardelli, ben noto a chi frequenta questa lista.
JC
-- giovanni arata 333.2708043 medium <https://medium.com/@giovanni_arata> linkedin <https://www.linkedin.com/in/giovanniarata> twitter <https://twitter.com/giovanni_arata>
Non so bene dove inserire questa mia nel ramo della discussione, quindi la scelta è puramente arbitraria. --- Scusate se mi intrometto nella discussione, normalmente leggo gli scambi di opinioni, talvolta anche con un certo distacco. Questo però è un argomento che in qualche modo mi appasiona. Per essere brevi, sarà difficile visto che ho una certa abitutine a essere prolisso e a divagare sul tema, non comprendo questa accesa discussione. Indipendentemente come la pensi personalmente, noto una "petizione" e dei firmatari che la difendono e opinioni contro questa. Visto che ancora, ma chissà per quanto, viviamo in un paese libero mi chiedo perché no la petizione. Si può firmare e essere d'accordo e non firmarte e non esserlo. Dove starebbe il problema? Se lasciamo libero il campo delle opinioni una vale l'altra. Perché una strenua opposizione? Di fatto cosa si teme? Che l'opinione avversa si radicalizzi vaporizzando la propria? Il discorso della "IA", ma se vi piace l'anglicismo invertite, è infarcito di opinioni in cui, quello talvolta mi rammarica, persone informate (che dovrebbero essere) ragionano e gonfiano ipotesi che nemmeno un gruppo di adolescenti impegnati nei misteri dell'esistenza saprebbero fare. Ho sempre pensato, sbagliando probabilmente, che queste macchine (macchine in generale) siano da spiegare in prima battuta nei loro meccanismi fondamentali, in quei fondamenti anche matematici che non prevedono geni dell'informatica o della matematica, bastando un percorso di studi di livello liceale. Non sto paarlando di algoritmi sofisticati che impiegano un millesi del tempo per fare quella cosa che uno naive ci mette dieci giorni. Non è quello il punto, quanto riportare questa tecnologia soprattutto a un livello di comprensione dell'utente comune che poi potrà pure pensare che sia il nuovo oracolo assoluto, ma sarà un suo problema. Molto del filosofeggiare con questa comprensione di base sarebbe se non eliminato, perlomeno limitato. Sarebbe di fatto inutile. Capisco che all'uomo piaccia "allenare" il neurone in talvolta fantastiche definizioni ma qui stiamo parlando di una "tecnologia" in grado di influenzare una massa di utenza non indifferente. QUello che andrebbe eliminato è quell'alone di "magia" che l'avvolge dichiarando e dimostrando apertamente che non è "panacea" di tutti i mali. Riportare a livello "macchina" ogni discussione. Che poi possa essere utile in molti casi non lo metto attualmente in discussione, in fondo essedo come dire, una macchina correlatrice, può scovare soluzioni che al momento potrebbero sfuggirci. Insomma si sa che esiste una cosa chiamata "serendipità" che ci permette di scoprire qualcosa cercando altro. Il discorso è che per capirla devo conoscere la materia e bene altrimenti posso solo andare a fiducia per chi mi sta simpatico. Mi pare infatti che la corsa attuale tra i vari produttori di tali macchine sia nel renderla più simpatica alla massa. Ultimamente mi sono messo a giocherellare con il Buon Claudio e devo dire che il livello "conversazionale" è interessante. Al contrario degli altri che di base si comportano con un rapporto schiavo-padrone (accondiscendenza tipica da schiavo che non contraddice il padrone), il Buon Claudio ha un rapporto tra "pari". Facendogli notare l'errore si pone in un rapporto "dialettico" con l'utente: ammette ma con riserva di dimostrazione. Sposta così l'onere della prova verso l'utente alimentando il confronto. Questo, a mio avviso, lo pone comunque sia nel "giusto", in fondo noi umani apprezziamo chi si rende conto e si mette in gioco senza accondiscendenza o arroganza. Queso livello di "conversazionalità" lo rende molto pericoloso e molto "pervasivo" al di là della più o meno validità della "risposta". Se poi consideriamo che i modelli, i dati, le mediazioni sui risultati e via dicendo sono perlopiù opachi, trovo questo non "pericoloso" ma estremamente "pericoloso" per una possibile deriva di controllo del pensiero umano. Considerando che l'informatico medio ha un senso etico pari a quello di una zecca su un orecchio di una cane, sinceramente tendo a partire leggermente prevenuto. Detto questo e senza tediare ulteriormente, non affrontando nemmeno il tema del peso ambientale che tali macchine esercitano sul pianeta, ritorno alla petizione che ritengo perfettamente legittima come anche chi non l'approvi. Per quello che mi riguarda, potendo o sapendo dove, la firmerei. m. Il giorno gio, 07/05/2026 alle 07.52 +0200, J.C. DE MARTIN via nexa ha scritto:
Vi segnalo questa lettera aperta: https://www.petizioni.com/visione_realistica_intelligenza_artificiale
Uno dei promotori è l'amico Enrico Nardelli, ben noto a chi frequenta questa lista.
JC
participants (5)
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Andrea Bolioli -
giovanni arata -
Guido Vetere -
J.C. DE MARTIN -
Massimo Maria Ghisalberti