Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
Sat, 28 Jan 2023 11:51:21 +0100 Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
per difendere i cittadini ... il mio suggerimento è ... che la loro difesa andrebbe affidata a una cooperativa di utenti, come quelle che gestiscono i Beni Comuni, secondo le indicazioni della premio Nobel Elinor Ostrom. Nella fattispecie andrebbero create delle cooperative di dati, che io chiamo Digital Utopia, a cui i cittadini aderiscono e affidano i propri dati e la gestiine, anche economica, di ciò che essi fanno in rete. Queste organizzazioni dovrebbero negoziare con le aziende i termini e l’uso di tali beni comuni, anche remunerandoli eventualmente. Tali remunerazioni, insieme con le donazioni da parte degli associati, consentirebbero loro di mantenersi, offrire servizi agli associati e svolgere studi e ricerche per migliorare e aumentare il valore dei beni comuni. In particolare, per la gestione dei cookie, invece di dovermi sobbarcare singolarmente di scegliere e leggere ogni due minuti le condizioni di accettazione, un utente potrebbe aderire una volta per tutte a una cooperativa di cui si fida, a cui delegare la scelta di come utilizzare i cookie. Un team di esperti della cooperativa si occuperebbe di decidere quali sia la migliore politica da adottare a seconda dei casi. Nello specifico della posta, ricercatori e studenti universitari potrebbero affiliarsi ad un’associazione a cui affidare la gestione della posta elettronica in modalità autonoma dalle aziende private. Questa associazione potrebbe poi negoziare con le università la fornitura del servizio, o pagando, come adesso pagano Exchange e GMAil, o entrando come soci nell’associazione stessa. Va sens dire che un’associaziine del genere esiste già, anche se sottoutilizzata per questi fini — Beppe
La proposta è comunque molto interessante: interporre un soggetto fidato fra utente e "sistema" quale middleware, ad adiuvandum segnalo REPORT OF THE WORKING GROUP ON PLATFORM SCALE, STANFORD UNIVERSITY - https://cyber.fsi.stanford.edu/publication/report-working-group-platform-sca... -. Domande 1- Qual'è l'associazione cui pensa Beppe Attardi? Quali difficoltà vede perchè risponda ai fini proposti? Come potrebbero essere superate? 2- Quali garanzie tecniche che la piattaforma accumuli comunque dati, costruisca profili, li distribuisca? 3- Se le garanzie tecniche non fossero adeguate, quali altri rimedi? 4- Sarebbe utile un'inversione nell'offerta di cookies che inizi la navigazione nella modalità "no cookies - zero cookies"? Anche se penalizzata dalla lentezza di tempi generazionali, niente vale come l'educazione diffusa, sulla quale Alessandro Brolpito e Giacomo Tesio cominciano a raccogliere idee e materiale. Mentre si comincia l'educazione al digitale col digitale, lavoriamo sulla proposta Attardi, i due impegni sono reciprocamente utili. Grazie e cordialità. Duccio (Alessandro Marzocchi)
participants (1)
-
alessandro marzocchi