Amazon set to launch its own Bitcoin rival
L’ho detto che sarebbe arrivato. A quel punto Amazon si appropria di uno dei poteri di uno stato e diventa quindi autonoma. Addio per sempre alle tasse: gli scambi avvengono all’interno di un club privato, che già copre il 47% delle vendite online. https://www.techradar.com/news/amazon-set-to-launch-its-own-bitcoin-rival
Beppe, .. mah! ci sono diverse cose che mi inducono perplessita' se lo facesse sarebbe un caso antitrust molto chiaro le tasse non sono legate ad una valuta ci sono sempre punti fragola e simili per una cosa interna, perche' usare una crypto ? una crypto permissioned di amzn ? (perline del club mediterranee da usare nei bar fuori dall'hotel) la logistica e' fisica e gli stati hanno il monopolio della forza una crypto non permissioned ? quale pro ? e' un periodo in cui tutti si stanno agitando e stanno studiando, dagli annunci di un eventuale crypto-yuan/euro/dollaro. ma mi sembra presto per trarre conclusioni... ciao!, s. On 20/02/21 09:39, Giuseppe Attardi wrote:
L’ho detto che sarebbe arrivato.
A quel punto Amazon si appropria di uno dei poteri di uno stato e diventa quindi autonoma. Addio per sempre alle tasse: gli scambi avvengono all’interno di un club privato, che già copre il 47% delle vendite online.
https://www.techradar.com/news/amazon-set-to-launch-its-own-bitcoin-rival <https://flip.it/zhhfSC>
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IMHO la serietà dell'autore è facilmente deducibile da queste poche righe:
The move to launch an Amazon-exclusive digital currency comes as a number of high profile organizations and institutional investors begin to pay closer attention to the cryptocurrency ecosystem. Electric car company Tesla, for example, recently announced it has invested $1.5 billion in Bitcoin, and payments giant Visa has unveiled a suite of APIs that effectively turns traditional banks into crypto exchanges.
In sostanza fa cherry-picking disperato per negare (e rallentare) l'esplosione della bolla blockchain/criptovalute. Non c'è alcuna ragione per Amazon di sprecare corrente: gli basta un DB geograficamente ridondato (ma amministrativamente centralizzato. Tanto la "garanzia" del valore di quella "moneta" rimarrebbe il potere di Amazon stessa. E laddove si diffondesse, renderebbe più stabile tale potere: i governi non sono in grado di lasciar fallire le banche arrestandone i dirigenti, figuratevi che farebbero con Bezos che tiene in ostaggio i soldi di larghe fette dell'elettorato! Roba VM18, da far arrossire bunga bunga e lodo Alfano. Io noto invece due aspetti interessanti nella vicenda: 1) Amazon inizia (forse) questa "sperimentazione" in Messico 2) Una moneta "elettronica" ("digitale"? "virtuale"? "surreale"?) porterebbe la capillarità della sorveglianza di massa su nuovi livelli. Entrambi sono interessanti per moltissime ragioni socio-politiche ed economiche. Il secondo è più facile da intuire laddove si pensi che il ROI di una specifica campagna AdTech è difficile da calcolare proprio perché non tutti gli acquisti sono riconducibili ad utenti identificabili e di conseguenza agli stimoli cui questi sono stati sottoposti. Potendo tracciare gli acquisti, il cerchio si chiude e tutta una serie di deduzioni probabilistiche diventano misurazioni statistiche. Giacomo On February 20, 2021 10:27:38 AM UTC, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
Beppe, .. mah!
ci sono diverse cose che mi inducono perplessita'
se lo facesse sarebbe un caso antitrust molto chiaro le tasse non sono legate ad una valuta ci sono sempre punti fragola e simili per una cosa interna, perche' usare una crypto ? una crypto permissioned di amzn ? (perline del club mediterranee da usare nei bar fuori dall'hotel) la logistica e' fisica e gli stati hanno il monopolio della forza una crypto non permissioned ? quale pro ?
e' un periodo in cui tutti si stanno agitando e stanno studiando, dagli annunci di un eventuale crypto-yuan/euro/dollaro. ma mi sembra presto per trarre conclusioni...
ciao!, s.
On 20/02/21 09:39, Giuseppe Attardi wrote:
L’ho detto che sarebbe arrivato.
A quel punto Amazon si appropria di uno dei poteri di uno stato e diventa quindi autonoma. Addio per sempre alle tasse: gli scambi avvengono all’interno di un club privato, che già copre il 47% delle vendite online.
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Il giorno sab 20 feb 2021 alle ore 09:39 Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
L’ho detto che sarebbe arrivato. A quel punto Amazon si appropria di uno dei poteri di uno stato e diventa quindi autonoma. Addio per sempre alle tasse: gli scambi avvengono all’interno di un club privato, che già copre il 47% delle vendite online.
Personalmente non ho le idee chiare sul fatto che "stampare moneta" sia un "potere fondante" uno Stato. Le mie domande sono: - possono convivere monete private e monete di Stato? - la "concorrenza" sulla moneta tra Stato e privati puo' giovare ai cittadini? - per uno Stato che puo' stampare moneta, le tasse servono per finanziare il debito o servono ad altro? - i parametri "deficit" e "tasse" sono "antagonisti"? Nel senso che se voglio aumentare il debito devo aumentare le tasse? oppure e' vero che se diminuisco le tasse non posso aumentare il debito? - lo Stato che puo' stampare moneta, perche' emette "titoli di stato" che generano interessi? A cosa servono gli interessi, visto che puo' stampare moneta? - per uno Stato che puo' stampare moneta, ha senso vincolare il "bilancio dello Stato" al non aumento del debito? Sinceramente non trovo un "modello concettuale" appropriato adeguato al contesto attuale nel quale la moneta puo' essere "creata". Peraltro mi pare che gli Stati che possono stampare moneta lo stiano facendo, nel contesto attuale, come se non ci fosse futuro. E' un "bene" o e' un "male"? Buon fine settimana. luca
Le mie domande sono: - possono convivere monete private e monete di Stato? Dal 1926 in poi no. Fino ad allora, ovviamente in Italia, potevano "stampare" banconote (che ricordiamolo sono "biglietti di banca", lo Stato non c'entra) oltre alla Banca d'Italia anche Banco di Napoli e Banco di Sicilia. Avrebbero potuto, queste banche, emettere tutte le banconote che volevano? In teoria sì, ma all'epoca (e lo è stato per un bel po') dovevano possedere, nelle propria riserve, una quantità d'oro tale che se tutti avessero voluto convertirli in oro la banca avrebbe potuto farlo (sistema monometallico aureo).
Dal 1999 (nell'area euro), neanche le banche centrali stampano più banconote, solo la Banca Centrale Europea (BCE). Nei Stati Uniti, tuttora, ad emettere banconote sono 12 banche federali regionali (Federal Reserve Banks), enti di diritto privato.
- la "concorrenza" sulla moneta tra Stato e privati puo' giovare ai cittadini? No
- le tasse servono per finanziare il debito o servono ad altro?
Le entrate di uno Stato sono di tre tipi: - tributarie - extra-tributarie (Stato imprenditore) - emissione di debito pubblico tutte e tre, insieme, servono a finanziare la spesa pubblica e a pagare gli interessi sul debito. Tutti i sistemi diversi dalla "moneta ufficiale", quali ad esempio le crittovalute, sono soltanto mezzi di scambio. Quindi valgono fino a che le parti ne riconoscono un valore. Antonio
Il giorno dom 21 feb 2021 alle ore 16:00 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> ha scritto:
Le mie domande sono: - possono convivere monete private e monete di Stato? Dal 1926 in poi no.
Intendevo nel futuro. Perche' non possiamo tornare ad avere anche monete private? Perche' lo Stato deve avere il "monopolio" della moneta?
- le tasse servono per finanziare il debito o servono ad altro?
Le entrate di uno Stato sono di tre tipi: - tributarie - extra-tributarie (Stato imprenditore) - emissione di debito pubblico
tutte e tre, insieme, servono a finanziare la spesa pubblica e a pagare gli interessi sul debito.
Su questo, personalmente, non sono d'accordo. Ovviamente questo vale per gli Stati che possono emettere moneta. Lo Stato che puo' emettere moneta non ha bisogno di "finanziare il debito" con le tasse. Di questo mi ha convinto la teoria MMT (Modern Monetary Theory). Ho trovato gli argomenti e i ragionamenti molto convincenti. Ovviamente nel "mondo attuale" in cui non vale piu' la "convertibilita'", ma le monete sono "fiat". Buona serata. luca
...
Lo Stato che puo' emettere moneta non ha bisogno di "finanziare il debito" con le tasse. Di questo mi ha convinto la teoria MMT (Modern Monetary Theory). Ho trovato gli argomenti e i ragionamenti molto convincenti.
La MMT è una teoria economica interessante ma dato che presuppone la sovranità nazionale monetaria, per ora almeno nell'eurozona, se ne può parlare solo a livello teorico e accademico. Invece, fattibili sono i Certificati di Credito Fiscale (diciamo una MMT "soft"), vediamo se il nuovo governo li porterà avanti come il precedente. Lo stesso Draghi, tra tutti gli economisti che si sono avvicendati alla guida delle istituzioni bancarie/finanziarie, con il suo, ormai famoso, "whatever it takes" è stato il più vicino a quella teoria. Antonio
On Sun, Feb 21, 2021 at 4:00 PM Antonio Iacono <antiac@gmail.com> wrote:
Le mie domande sono: - possono convivere monete private e monete di Stato? Dal 1926 in poi no. Fino ad allora, ovviamente in Italia, potevano "stampare" banconote (che ricordiamolo sono "biglietti di banca", lo Stato non c'entra) oltre alla Banca d'Italia anche Banco di Napoli e Banco di Sicilia. Avrebbero potuto, queste banche, emettere tutte le banconote che volevano? In teoria sì, ma all'epoca (e lo è stato per un bel po') dovevano possedere, nelle propria riserve, una quantità d'oro tale che se tutti avessero voluto convertirli in oro la banca avrebbe potuto farlo (sistema monometallico aureo).
Dal 1999 (nell'area euro), neanche le banche centrali stampano più banconote, solo la Banca Centrale Europea (BCE). Nei Stati Uniti, tuttora, ad emettere banconote sono 12 banche federali regionali (Federal Reserve Banks), enti di diritto privato.
in realtà solo in caso di quantitative easing è la BCE a "stampare" direttamente nuova moneta che viene usata per comprare debito pubblico. In una situazione normale le banche centrali controllano il costo del denaro e le banche commerciali "creano" denaro a fronte di richiesta di prestiti da parte dei cittadini o delle imprese. Le scritture contabili "sono" il denaro. Nuovo debito -> nuovo denaro, quando il debito è ripagato il denaro è distrutto.
- la "concorrenza" sulla moneta tra Stato e privati puo' giovare ai cittadini? No
Se i cittadini non si fidano più della moneta di stato direi di sì. Una moneta straniera è di fatto come una moneta privata, a Cuba o in Russia accettano molto più volentieri i dollari che non le monete nazionali. Quando si entra in una spirale di iperinflazione le monete private o straniere vengono usate come riserve di valore, la moneta cattiva scaccia sempre quella buona, ovvero si cerca di pagare con la moneta inflazionata e di essere pagati con quella più solida.
- le tasse servono per finanziare il debito o servono ad altro?
Le entrate di uno Stato sono di tre tipi: - tributarie - extra-tributarie (Stato imprenditore) - emissione di debito pubblico
tutte e tre, insieme, servono a finanziare la spesa pubblica e a pagare gli interessi sul debito.
Tutti i sistemi diversi dalla "moneta ufficiale", quali ad esempio le crittovalute, sono soltanto mezzi di scambio. Quindi valgono fino a che le parti ne riconoscono un valore.
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in realtà solo in caso di quantitative easing è la BCE a "stampare" direttamente nuova moneta che viene usata per comprare debito pubblico. In una situazione normale le banche centrali controllano il costo del denaro e le banche commerciali "creano" denaro a fronte di richiesta di prestiti da parte dei cittadini o delle imprese. Le scritture contabili "sono" il denaro. Nuovo debito -> nuovo denaro, quando il debito è ripagato il denaro è distrutto.
Grazie della precisazione. In effetti, materialmente, sono le banche centrali ad emettere banconote, anche se la quantità è stabilita dalla BCE. Ed è anche vero che il contante rappresenta una piccolissima parte (meno del 5%) del denaro in circolazione sotto varie forme, la più comune è il credito bancario, ma ci sono anche i famigerati "prodotti finanziari" ...
Una moneta straniera è di fatto come una moneta privata, a Cuba o in Russia accettano molto più volentieri i dollari che non le monete nazionali. Quando si entra in una spirale di iperinflazione le monete private o straniere vengono usate come riserve di valore, la moneta cattiva scaccia sempre quella buona, ovvero si cerca di pagare con la moneta inflazionata e di essere pagati con quella più solida.
E questa diciamo che è una legge di natura, ognuno cerca di tenersì per sè e per i propri cari le cose migliori (nel Cinquecento, quando la "teoria" nacque si tenevano a casa le monete d'oro, possibilmente fresche di conio e si usavo quelle di rame o di argento e oro ma limate e "alleggerite"). Ma il problema non si pone, nell'eurozona l'euro è di gran lunga la moneta più forte, sia nei confronti delle monete straniere che di quelle (eventuali) private. Antonio
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