Blackout Libero Mail
Breve commento dello scrittore e giornalista Ottavio Olita. "Il lunghissimo blackout è la più forte dimostrazione di quanto sia pericolosa una gestione monopolistica di qualunque forma di comunicazione ... La vita democratica deve reggersi sulla pluralità delle fonti, sulla possibilità di accedere senza veti alle informazioni e a diffonderle per un pieno esercizio delle libertà del cittadino" https://www.articolo21.org/2023/01/quarto-giorno-di-inspiegabile-blackout-pe... A.
Il 27/01/23 09:22, Antonio ha scritto:
Breve commento dello scrittore e giornalista Ottavio Olita. "Il lunghissimo blackout è la più forte dimostrazione di quanto sia pericolosa una gestione monopolistica di qualunque forma di comunicazione ... La vita democratica deve reggersi sulla pluralità delle fonti, sulla possibilità di accedere senza veti alle informazioni e a diffonderle per un pieno esercizio delle libertà del cittadino"
https://www.articolo21.org/2023/01/quarto-giorno-di-inspiegabile-blackout-pe...
Su _QUESTA_ lista, le considerazioni citate rappresentano qualcosa di molto simile all'ovvio. Personalmente dissento parzialmente da quest'altra sua considerazione: "Se per me [...] ha costituito un forte disagio a cui comunque ho potuto porre rimedio [...] cosa ha determinato per le imprese quest’interminabile isolamento?" Se un imprenditore non percepisce il "pericolo" che corre nell'affidare un servizio (la posta elettronica aziendale) ad un fornitore (GMAIL o, nel caso, Libero) e... tale leggerezza gli comporta dei problemi (economici e/o operativi)... è _GIUSTO_ che "paghi" (con un'azienda che, per colpa della scelta, diventa meno competitiva fino al punto da uscire potenzialmente dal mercato). Non c'e' nulla di cui meravigliarsi. È cosi' che funziona (il mercato). Discorso completamente diverso se parliamo di P.A. - Il "manager pubblico" che fa quella scelta ignorandone le conseguenze.... e causando un danno alla collettivita'.... dovrebbe "pagare" di persona (ad esempio, venendo spoltronato e lasciando che altri --piu' capaci e piu' "visionari"-- possano affrontare meglio la situazione). In quest'ambito, pero', ormai neanche piu' gli incidenti da RansomWare aiutano ad evidenziare le gravissime criticità che esistono negli apparati ICT "pubblici": la narrazione di default è "È colpa degli hacker". Nessuno che dice: "È colpa dell'IT interno e, quindi, il relativo dirigente va spoltronato seduta-stante". Infine, laddove un "non-tecnico" si focalizza --giustamente; dal suo punto di vista-- su temi fondamentali come "democrazia", "liberta' di comunicazione" e "Art. 21 della costituzione", qui, su questa lista, il tema dovrebbe essere affrontato piu' a fondo, discutendo di "controllo". "Controllo" inteso come capacita' di governare l'infrastruttura che è alla base degli applicativi necessari all'erogazione dei propri servizi. Inviterei Olita, quindi, a testare di prima mano quanto la mancanza di tale controllo rappresenti, per lui stesso, un problema di cui NON si rende conto: provare a "staccarsi" da Google. Provare a "chiudere" ogni rapporto con Google. Tutti (incluso quello sul suo cellulare). Scoprira' che ci sono molte piu' cose su cui riflettere... rispetto al down di Libero (che comunque non voglio sminuire). Un caro saluto, DV -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Su _QUESTA_ lista, le considerazioni citate rappresentano qualcosa di molto simile all'ovvio.
Lo so, ma non ho trovato, tra le decine di articoli di questi giorni, niente di meno ovvio ;) Questo non significa che non se ne debba discutere (e la citazione di quell'articolo era solo un pretesto). Uno degli scopi della lista è l'impatto di Internet (e dei suoi strumenti) sulla società, e un malservizio di tale portata non può non avere conseguenze negative, quanto meno sui diritti degli utenti interessati. Poi, certo, se qualcuno ha da segnalare articoli tecnicamente più interessanti, ben vengano :) Antonio
Mi scuso, qualora la mia mail fosse risultata "antipatica". Non voleva esserlo. Voleva solo rimarcare la necessita' di dibattere sul tema, _ANCHE_ (...e non solo) sviscerandolo da punti di vista che... qui, su questa lista, sono ben visibili, ma che altrove --purtroppo-- non lo sono. Non intendevo "alternative". Intendevo (e sottolineavo) il "complementare" (che qui, su questa lista, è possibile; altrove, purtroppo, no). Mi scuso ancora per il fraintendimento. Bye, DV Il 27/01/23 12:00, Antonio ha scritto:
Su _QUESTA_ lista, le considerazioni citate rappresentano qualcosa di molto simile all'ovvio.
Lo so, ma non ho trovato, tra le decine di articoli di questi giorni, niente di meno ovvio ;) Questo non significa che non se ne debba discutere (e la citazione di quell'articolo era solo un pretesto). Uno degli scopi della lista è l'impatto di Internet (e dei suoi strumenti) sulla società, e un malservizio di tale portata non può non avere conseguenze negative, quanto meno sui diritti degli utenti interessati. Poi, certo, se qualcuno ha da segnalare articoli tecnicamente più interessanti, ben vengano :)
Antonio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Mi scuso ancora per il fraintendimento. Nessun problema, nelle mailing list capita. Fermo restando che questa lista rappresenta un /unicum/ grazie anche alla multidisciplinarità dei suoi iscritti rimane l'interrogativo su cosa portare a conoscenza. Le notizie riguardanti il digitale continuano ad affluire in quantità sempre maggiore e trattano spesso argomenti ampiamente dibattuti in lista. Solo oggi su agendadigitale.eu ci sono articoli su chatgpt [1][2], cobot [3], parental control e censura [4], pericoli del digitale [5], libertà d'espressione [6], ed altri.
A. [1] https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/e-se-chatgpt-fosse-una-risorsa... [2] https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/chatgpt-linnovazione-corre-e-... [3] https://www.agendadigitale.eu/industry-4-0/cobot-cosi-possono-aiutare-lo-svi... [4] https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/parental-control-gratis-per-tutti-gl... [5] https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/difendersi-dai-pericoli-del-digitale... [6] https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/pubblicita-politica-dalla-ue-...
Non volendo per nulla sminuire l'importante discussione sul problema della privacy dei servizi offerti da GAFAM e nello specifico da Google, c'è da dire che c'è un abisso di affidabilità che separa il servizio fornito da Libero da quello fornito da Google. All'interno del "male" in sostanza ci può essere il "peggio". Strutturalmente un problema come quello emerso con il blackout, dovuto ad un conflitto software tra il programma di posta e lo storage esternalizzato, non sarebbe potuto emergere in Google essendo tutto internalizzato. Il giorno ven 27 gen 2023 alle ore 09:22 Antonio <antonio@piumarossa.it> ha scritto:
Breve commento dello scrittore e giornalista Ottavio Olita. "Il lunghissimo blackout è la più forte dimostrazione di quanto sia pericolosa una gestione monopolistica di qualunque forma di comunicazione ... La vita democratica deve reggersi sulla pluralità delle fonti, sulla possibilità di accedere senza veti alle informazioni e a diffonderle per un pieno esercizio delle libertà del cittadino"
https://www.articolo21.org/2023/01/quarto-giorno-di-inspiegabile-blackout-pe...
A. _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Falso. https://en.wikipedia.org/wiki/Google_services_outages L'affidabilità dei servizi dei GAFAM è un mito da sfatare. Sono servizi gestiti professionalmente e con budget miliardari estratti dalla manipolazione di miliardi di persone. Dal punto di vista operativo, la loro affidabilità è del tutto equivalente a quella offerta da qualsiasi azienda di professionisti competenti pagati adeguatamente. Stiamo parlando di caselle email, non di far atterrare uno shuttle su Alpha Centauri. Se Libero ricevesse finanziamenti dal ministero della difesa italiano comparabili a quelli forniti a Google dal DARPA, LiberoMail sarebbe altrettanto affidabile. La durata del blackout di Libero evidenzia semplicemente la scarsa professionalità di una singola azienda, lo scarso investimento in infrastrutture e l'incompetenza dei suoi dirigenti. Niente di più e niente di meno. Molti GAFAM-boys esultano dell'incidente per propagandare una presunta superiorità dei GAFAM sull'informatica europea. Alcuni arrivano a suggerire di passare a GMail. https://www.altroconsumo.it/hi-tech/internet-telefono/news/libero-mail-down Incompetenti. Giacomo On Sat, 28 Jan 2023 08:32:13 +0100 Marco Giustini wrote:
Non volendo per nulla sminuire l'importante discussione sul problema della privacy dei servizi offerti da GAFAM e nello specifico da Google, c'è da dire che c'è un abisso di affidabilità che separa il servizio fornito da Libero da quello fornito da Google. All'interno del "male" in sostanza ci può essere il "peggio". Strutturalmente un problema come quello emerso con il blackout, dovuto ad un conflitto software tra il programma di posta e lo storage esternalizzato, non sarebbe potuto emergere in Google essendo tutto internalizzato.
Il giorno ven 27 gen 2023 alle ore 09:22 Antonio <antonio@piumarossa.it> ha scritto:
Breve commento dello scrittore e giornalista Ottavio Olita. "Il lunghissimo blackout è la più forte dimostrazione di quanto sia pericolosa una gestione monopolistica di qualunque forma di comunicazione ... La vita democratica deve reggersi sulla pluralità delle fonti, sulla possibilità di accedere senza veti alle informazioni e a diffonderle per un pieno esercizio delle libertà del cittadino"
https://www.articolo21.org/2023/01/quarto-giorno-di-inspiegabile-blackout-pe...
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Il 28 gennaio 2023 14:04:21 CET, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto: ...
Molti GAFAM-boys esultano dell'incidente per propagandare una presunta superiorità dei GAFAM sull'informatica europea.
Alcuni arrivano a suggerire di passare a GMail.
https://www.altroconsumo.it/hi-tech/internet-telefono/news/libero-mail-down
Incompetenti.
Cito: ---- Crea un nuovo indirizzo di posta elettronica. Meglio scegliere provider rinomati per la qualità del servizio. Uno dei più popolari è senz’altro Gmail, il servizio operato da Google. ---- E via pubblicizzando. Purtroppo Altroconsumo non é nuova a uscite fortemente simpatizzanti verso G. rob
Il 28 gennaio 2023 18:17:03 CET, Roberto Resoli <roberto@resolutions.it> ha scritto:
Il 28 gennaio 2023 14:04:21 CET, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
...
Molti GAFAM-boys esultano dell'incidente per propagandare una presunta superiorità dei GAFAM sull'informatica europea.
Alcuni arrivano a suggerire di passare a GMail.
https://www.altroconsumo.it/hi-tech/internet-telefono/news/libero-mail-down
Incompetenti.
Cito: ---- Crea un nuovo indirizzo di posta elettronica. Meglio scegliere provider rinomati per la qualità del servizio. Uno dei più popolari è senz’altro Gmail, il servizio operato da Google. ----
E via pubblicizzando. Purtroppo Altroconsumo non é nuova a uscite fortemente simpatizzanti verso G.
Ad esempio: https://www.altroconsumo.it/organizzazione/media-e-press/comunicati/2015/viv... rob
On Sat, Jan 28, 2023 18:17:03 PM +0100, Roberto Resoli wrote:
Alcuni arrivano a suggerire di passare a GMail.
https://www.altroconsumo.it/hi-tech/internet-telefono/news/libero-mail-down
Incompetenti.
Cito: ---- Crea un nuovo indirizzo di posta elettronica. Meglio scegliere provider rinomati per la qualità del servizio. Uno dei più popolari è senz’altro Gmail, il servizio operato da Google. ----
E via pubblicizzando. Purtroppo Altroconsumo non é nuova a uscite fortemente simpatizzanti verso G.
Nulla di nuovo, confermo: io gli scrissi credo quasi vent'anni fa, ormai chiedendo perche' non promuovevano Linux, e risposero tipo "linux chi? E poi la gente non lo conosce" Ma d'altra parte, dov'e' la sorpresa? E' Altroconsumo, mica AltroCittadino. Marco -- Please help me write my NEXT MILLION WORDS for digital awareness: https://stop.zona-m.net/2022/12/please-help-me-share-my-next-million-words-i...
Il 28 gennaio 2023 18:25:23 CET, "M. Fioretti" <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Sat, Jan 28, 2023 18:17:03 PM +0100, Roberto Resoli wrote:
Alcuni arrivano a suggerire di passare a GMail.
https://www.altroconsumo.it/hi-tech/internet-telefono/news/libero-mail-down
Incompetenti.
Cito: ---- Crea un nuovo indirizzo di posta elettronica. Meglio scegliere provider rinomati per la qualità del servizio. Uno dei più popolari è senz’altro Gmail, il servizio operato da Google. ----
E via pubblicizzando. Purtroppo Altroconsumo non é nuova a uscite fortemente simpatizzanti verso G.
Nulla di nuovo, confermo: io gli scrissi credo quasi vent'anni fa, ormai chiedendo perche' non promuovevano Linux, e risposero tipo "linux chi? E poi la gente non lo conosce"
Ma d'altra parte, dov'e' la sorpresa? E' Altroconsumo, mica AltroCittadino.
Vero. Ma credo (personalmente era così, almeno prima delle uscite di cui sopra) che il soggetto in questione goda di una certo prestigio e fama di imparzialità, dato che si occupa di valutazione di prodotti e servizi. rob
Marco
On Sat, Jan 28, 2023 18:34:23 PM +0100, Roberto Resoli wrote:
"linux chi? E poi la gente non lo conosce"
Ma d'altra parte, dov'e' la sorpresa? E' Altroconsumo, mica AltroCittadino.
Vero. Ma credo (personalmente era così, almeno prima delle uscite di cui sopra) che il soggetto in questione goda di una certo prestigio e fama di imparzialità, dato che si occupa di valutazione di prodotti e servizi.
prestigio e imparzialita' li ha all'interno di quella visione del mondo, e "target" di riferimento, consumatori anziche' cittadini. Finche' rimane autoconfinato dentro QUELLA visione del mondo , aspettarsi certi passi da altroconsumo o qualsiasi altra associazione di *****consumatori**** e' come chiedere la rotta per Marte a un astronomo tolemaico, perche' e' quello con piu' prestigio e fama di imparzialita' nella SUA categoria. Se ci riesce e' per caso, e facendo molta piu' fatica di altri. se non fosse cosi', quelle associazioni se ne sarebbero gia' accorte da decenni dei vantaggi del software libero, nonostante i limiti strutturali di certi modi di promuoverlo. Ma ovviamente limitarsi a consumatori anziche' cittadini crea problemi in tutti i campi, non solo quelli che sono i temi di questa lista. Marco -- Please help me write my NEXT MILLION WORDS for digital awareness: https://stop.zona-m.net/2022/12/please-help-me-share-my-next-million-words-i...
Lo Vogliamo inventare... strutturarci per ... un mondo di "cittadini"... meglio ancora di "persone"? Carlo A.
Il 30/01/2023 09:47 M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Sat, Jan 28, 2023 18:34:23 PM +0100, Roberto Resoli wrote:
"linux chi? E poi la gente non lo conosce"
Ma d'altra parte, dov'e' la sorpresa? E' Altroconsumo, mica AltroCittadino.
Vero. Ma credo (personalmente era così, almeno prima delle uscite di cui sopra) che il soggetto in questione goda di una certo prestigio e fama di imparzialità, dato che si occupa di valutazione di prodotti e servizi.
prestigio e imparzialita' li ha all'interno di quella visione del mondo, e "target" di riferimento, consumatori anziche' cittadini.
Finche' rimane autoconfinato dentro QUELLA visione del mondo , aspettarsi certi passi da altroconsumo o qualsiasi altra associazione di *****consumatori**** e' come chiedere la rotta per Marte a un astronomo tolemaico, perche' e' quello con piu' prestigio e fama di imparzialita' nella SUA categoria. Se ci riesce e' per caso, e facendo molta piu' fatica di altri.
se non fosse cosi', quelle associazioni se ne sarebbero gia' accorte da decenni dei vantaggi del software libero, nonostante i limiti strutturali di certi modi di promuoverlo.
Ma ovviamente limitarsi a consumatori anziche' cittadini crea problemi in tutti i campi, non solo quelli che sono i temi di questa lista.
Marco -- Please help me write my NEXT MILLION WORDS for digital awareness: https://stop.zona-m.net/2022/12/please-help-me-share-my-next-million-words-i... _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Il 28/01/23 08:32, Marco Giustini ha scritto:
[...] c'è un abisso di affidabilità che separa il servizio fornito da Libero da quello fornito da Google. [...]
La modalita' con la quali eroghi un servizio è un elemento fondamentale dei livelli di affidabilita' dello stesso. In altri termini: posso scegliere di servire la posta elettronica in una modalita'.... e avro' vantaggi/svantaggi (e costi... e rischi), oppure posso sceglierne un'altra (con altri vantaggi, svantaggi, costi, rischi). Ho gestito personalmente (e praticamente "da solo") una infrastruttura di posta di media complessita' per oltre 15 anni. L'ho trovata che erano meno di 1000 caselle su un singolo server (sendmail) con account di sistema (era il 2003). L'ho lasciata (2021) che era su 10 server (VM), 3500 mailbox, con 15TB di storage "netto" ed altre cosettine... Non lo dico per dire: "Ero bravo!". Lo dico per dire che... il tempo "passa"... le esigenze utente "crescono" (e ~6/7 anni fa, la mailbox era fondamentale piu' di oggi, in un Ateneo) e, soprattutto, la tecnologia "avanza". Ho pianificato e implementato personalmente _TRE_ upgrade "massicci" dell'intera infrastruttura (di cui gli utenti NON si sono mai accorti). Non è stato mai "facile". Erano operazioni da "notti insonni". Vengo al punto. Io avevo "solo" 15TB di caselle. Penserete: "15T? Solo? ...stanno su un disco S-ATA da 20TB!". Eppure, quando "ci lavori" (_SE_ ci lavori!), capisci che il Backup "full", off-site, delle mailbox, su nastro... richiede _OLTRE_ 24 ore. Quando lo capisci... allora _DEVI_ prendere una decisione: "che succede se devo fare un restore [dei soli dati]? Quanto tempo mi serve?". Ed inoltre: "Che succede se SERVER e STORAGE vanno KO, e devo ripristinare il servizio DA ZERO?". Sono concetti BASILARI (i tecnici li chiamano RTO e RPO) che --se sei "serio"-- _DEVI_ considerare. Poi diventa un problema "politico" (di strategia aziendale): vai dal manager e gli dici: "Giovane! Guarda che se tutto va a rotoli, cosi' come siamo messi NON siamo in grado di ripartire prima di N ore/giorni. Che dobbiamo fare?". Ed il manager (il cui stipendio è funzione dell'importanza delle sue decisioni) decide. Sempre sul punto... Se dovessi allestire una piattaforma _GROSSA_ (...e gia' quella di un singolo Ateneo, per me, è GROSSA), il concetto di Backup _NON_ è applicabile. Punto. Ed è li che, a mio parere, i "nuovi" attori (Google e Microsoft in primis) hanno fatto la scelta giusta: cambiare "modello". Utilizzare storage "a basso costo", ma con livelli di ridondanza tali per cui lo storage, di fatto, non lo perdi (al piu', ne perdi un pezzo... che comunque è replicato N volte [N >= 5, ad esempio] altrove). Se dai per scontato che lo storage ti assiste (prendendoti la responsabilita' di tale assunzione)... e non puoi perderlo... a quel punto tutto cambia. Il concetto di "backup" diventa semplicemente implementabile con qualcosa di simile agli snapshot, che poi, comodamente, mandi off-site (senza fermare il servizio). Tutto questo, pero', comporta che: * devi implementare una soluzione di software-defined-storage (come CEPH, ad esempio), che... magari oggi in diversi conoscono, ma che comunque i "tuoi tecnici" _DEVONO_ studiarsi e imparare a gestire; * devi "inventarti" una infrastruttura "fisica" a supporto (i dischi, da qualche parte, li devi pure infilare...). E' meglio un DELL 740-XD (che poteva ospitare --un solo server-- 14 dischi), oppure è meglio prendere 6 server piu' piccoli, ognuno con tre dischi? Sembra una domanda banale ma.... _NON_ c'e' un "manuale" che te lo dice. _NON_ c'e' un "corso di laurea che te lo insegna". _NON_ c'e' un "collega" che ti aiuta. Sei _TU_. Da solo. Che _DEVI_ spendere N ore (N dell'ordine del centinaio) per... "capire" cosa fare. "Sapro' farlo?", "Funzionera'?". Sono domande che --se sei "responsabile"-- ti fanno fare qualche notte insonne. Capite bene che è molto piu' semplice.... aprire il portafoglio, comprare una bella unita' di storage "classica", con relativo contratto di supporto e... chi s'e' visto s'e' visto. Credo sia _esattamente_ quello che è capitato loro. Lo storage "classico"... è andato KO... ed il backup "classico" mostra tutti i suoi limiti. Insomma (e chiudo): non trovo corretto confrontare gli SLA di GMAIL con quelli di Libero. NON stiamo parlando della stessa cosa. Datemi la possibilita' di lavorare con tre/quattro persone "a cui piace non-dormire la notte", datemi un manager che è guidato dalla spinta "politica" di innovare e far crescere "il sistema" e... allestire una piattaforma di posta che abbia SLA del 99,9999%, sara' possibile. Oggi, tra l'altro, non bisognerebbe neanche inventarsi nulla: è praticamente gia' pronta [1]. Non serve la "tecnologia"; servono "manager" che hanno la voglia di implementarla. Diversi da quelli di Libero (che --ricordo-- _DEVONO_ fare "business"; qui, invece, parliamo di altro). Un saluto, DV [1] https://www.youtube.com/watch?v=uA775icp-kk -- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Il giorno sab 28 gen 2023 alle ore 22:28 Damiano Verzulli < damiano@verzulli.it> ha scritto: Non serve la "tecnologia"; servono "manager" che hanno la voglia di
implementarla. Diversi da quelli di Libero (che --ricordo-- _DEVONO_ fare "business"; qui, invece, parliamo di altro).
Un saluto, DV
Eh! Ma questo è il problema. Le aziende private "nostrane", la nostra PA, le nostre Università hanno dei "manager" in grado di gestire questi processi in modo autonomo con i dovuti standard di "efficacia/efficienza" ? Proviamo a fare un elenco dei casi di aziende/pa italiane che gestiscono con successo il servizio di posta elettronica in modo "sovranista" ? Forse la soluzione è di intendere il cd. approccio sovranista non al livello semplicemente italiano ma a un gioco di squadra a livello UE. Paolo
Scusa Paolo sono limitato... cosa intendi per "Non serve la "tecnologia"; servono "manager" ?
Il 29/01/2023 09:46 Paolo Del Romano <delromano@gmail.com> ha scritto:
Il giorno sab 28 gen 2023 alle ore 22:28 Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it <mailto:damiano@verzulli.it>> ha scritto:
Non serve la "tecnologia"; servono "manager" che hanno la voglia di implementarla. Diversi da quelli di Libero (che --ricordo-- _DEVONO_ fare "business"; qui, invece, parliamo di altro).
Un saluto, DV
Eh! Ma questo è il problema. Le aziende private "nostrane", la nostra PA, le nostre Università hanno dei "manager" in grado di gestire questi processi in modo autonomo con i dovuti standard di "efficacia/efficienza" ?
Proviamo a fare un elenco dei casi di aziende/pa italiane che gestiscono con successo il servizio di posta elettronica in modo "sovranista" ?
Forse la soluzione è di intendere il cd. approccio sovranista non al livello semplicemente italiano ma a un gioco di squadra a livello UE.
Paolo
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1) servono manager in grado di circondarsi di bravi tecnici che quindi siano in grado di prendere le decisioni strategicamente più corrette 2) servono manager che accettino l'idea di lasciare la poltrona se a consuntivo i risultati conseguiti non sono quelli attesi paolo Il giorno lun 30 gen 2023 alle ore 12:08 <ilbancodeivolontari@libero.it> ha scritto:
Scusa Paolo sono limitato... cosa intendi per "Non serve la "tecnologia"; servono "manager" ?
Il 29/01/2023 09:46 Paolo Del Romano <delromano@gmail.com> ha scritto:
Il giorno sab 28 gen 2023 alle ore 22:28 Damiano Verzulli < damiano@verzulli.it> ha scritto:
Non serve la "tecnologia"; servono "manager" che hanno la voglia di implementarla. Diversi da quelli di Libero (che --ricordo-- _DEVONO_ fare "business"; qui, invece, parliamo di altro).
Un saluto, DV
Eh! Ma questo è il problema. Le aziende private "nostrane", la nostra PA, le nostre Università hanno dei "manager" in grado di gestire questi processi in modo autonomo con i dovuti standard di "efficacia/efficienza" ?
Proviamo a fare un elenco dei casi di aziende/pa italiane che gestiscono con successo il servizio di posta elettronica in modo "sovranista" ?
Forse la soluzione è di intendere il cd. approccio sovranista non al livello semplicemente italiano ma a un gioco di squadra a livello UE.
Paolo
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-- Paolo Del Romano delromano@gmail.com PEC: paolo.delromano@pec.commercialisti.it cell. 327-3504844
Il 30/01/23 12:08, ilbancodeivolontari@libero.it ha scritto:
Scusa Paolo sono limitato... cosa intendi per "Non serve la "tecnologia"; servono "manager" ?
Premesso che la frase quotata è la mia.... (...e comunque condivido quanto appena ribadito da Paolo), provo a dettagliare. Immagina questi due Atenei: => Ateneo "A": la posta elettronica dell'amministrazione è gestita da Google; tutta la parte ICT "amministrativa" e "studenti" è affidata a Cineca; grandissima parte dell'IT "pseudo-ricerca" (quello che una volta era nel "datacenter interno") è su Azure (che magari ospita qualche centinaio di virtual-machine ed un TOT di servizi applicativi [server active-directory; DNS; repliche; ..e magari un SQL-server... e altro). Nei dipartimenti, un po' ognuno fa come gli pare (per la parte IT) ma, in generale, ogni dipartimento è un po' una "miniatura" dei servizi centrali (quindi, ampio uso di cloud, magari condito con diverse tonnellate di ferro, sostanzialmente inutilizzato, acquistato perche'... c'era possibilita' di farlo); La gestione della "rete" interna è affidata in convenzione CONSIP. C'e', quindi, una ditta esterna (non ho idea degli affidatari attuali...) che ha dislocato (forse) una risorsa "on-site" che mantiene il servizio e fa supporto agli utenti. All'occorrenza, si appoggia a colleghi esterni, che intervengono alla bisogna. L'help-desk è affidato all'esterno (altra ditta esterna, contrattualizzata ad-hoc) La DaD è (stata) fatta tutta con Meet (o Teams) e relativi "accessori" applicativi => Ateneo "B": un ufficio tecnico interno (tipicamente "Settore Reti e Sistemi", parte di una piu' ampia "Area informatica") che gestisce un centinaio di server fisici (qualche tonnellata di peso....) con la quale eroga tutta la posta elettronica interna, tutti i servizi centrali (active-directory; DNS; DHCP e soprattutto file-server centralizzato), di cui fa un backup regolare. Un paio di persone di occupano dell'help-desk delle postazioni "centrali". Uno segue la telefonia (centrale telefonica _INTERNA_). La DaD è fatta utilizzando piattaforme _INTERNE_. Una risorsa del settore ha competenze su CONSIP, per fare acquisti (di server) quando necessario. Una risorsa ha competenze spiccate in ambito "sicurezza informatica". Domanda: perchè sono diversi? Cosa c'e'/manca nell'uno, che manca/c'e' nell'altro? Premesso che sono realmente interessato alle possibili risposte, aggiungo altri elementi. Nell'Ateneo "B": - il Resposabile del settore combatte quotidianamente con il proprio personale (eta' media: ~50/55 anni) che si lamenta cronicamente che... lavora "troppo" e guadagna "poco"; - l'ultima volta che l'"uomo del backup" era in ferie, serviva un restore di un documento del file-server dell'amministrazione: non è stato possibile farlo in autonomia. E' stato necessario chiarmarlo e farlo intervenire da remoto (meno male che è "cortese") - l'altro giorno, un docente lo ha chiamato (il Responsabile) perché aveva un problema (una mail apparentamente "persa"), risolto in 10 minuti (in realta' era perfettamente stata consegnata! Semplicemente l'aveva "saltata") - il trend di occupazione del disco del file-server e della posta è tale per cui fra 6 mesi, quasi certamente, si esaurira'; - dall'amministrazione ricordano con una certa insistenza che è necessario "ruotare i fornitori" e che "bisogna andare su consip", perché la legge vuole questo (dicono loro) - sara' difficile, quindi, rinnovare il contratto all'azienda che segue l'help-desk; - ieri è arrivata una mail da CRUI: è attiva la nuova convezione con VMware; - ieri il Rettore lo ha chiamato: un altro Rettore gli ha detto che hanno la posta su GMAIL. Funziona benissimo, ed è gratis; - l'altro ieri è venuto un funzionario della PolPost. Lo ha "nominato" ausiliare-di-polizia-giudiziaria. Ha dovuto recuperare il contenuto di una casella, in quanto un utente (un tizio della segreteria studenti) ha ricevuto una mail "personale" (che parlava male della compagna) e ha fatto una denuncia; ....e potrei continuare. Torno alla domanda: cosa fa la differenza fra "A" e "B"? Bye, DV -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
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